La climatizzazione a basso consumo delle abitazioni è uno dei nodi cruciali della transizione energetica. Un tassello fondamentale di questa complessa transizione consiste nel sostituire gli attuali sistemi di riscaldamento, basati in gran parte su metano o GPL, con sistemi elettrici, che si prestano molto meglio alla decarbonizzazione, visto che l’elettricità sarà la prima a diventare tutta più “verde”.
Cos'è una Pompa di Calore?
La tecnologia che va per la maggiore nell’elettrificazione del riscaldamento domestico è la pompa di calore (PdC), una sorta di “frigorifero al contrario” che usa elettricità e fluidi a basso punto di ebollizione, per estrarre calore dall’aria esterna e concentrarlo in casa. Qui parliamo di PdC aria-acqua, le più diffuse, anche se esistono quelle acqua-acqua o le geotermiche ancora più efficienti ma più costose da installare, (oltre a quelle aria-aria, cioè i climatizzatori con funzione inverter, ndr). Le PdC consentono anche l’uso di elettricità autoprodotta con il fotovoltaico, eliminano la sorgente di incidenti rappresentata dalle caldaie a gas e la loro efficienza, (o meglio, coefficient of performance, COP) è molto alta: per ogni kWh di elettricità riescono a produrre 3-4 kWh di calore, contro gli 0,99 kWh di una semplice resistenza elettrica.
Nessuna magia: l’elettricità è una fonte energetica molto più pregiata del calore, aspetto dimostrato quando per produrre elettricità, ad esempio in una centrale turbogas, in genere ci vogliono circa 3 kWh di calore per ottenerne uno elettrico. Ciò si riflette anche sul prezzo: in Italia un kWh elettrico costa circa 3 volte un kWh termico da metano.
Costi e Benefici delle Pompe di Calore
Tutto questa basica spiegazione ci porta a un punto importante nel quadro della transizione dalle caldaie a gas alle PdC: quanto ci costerà sulla bolletta elettrica questa scelta? Un aspetto non secondario se vogliamo evitare di andare a spendere più di quanto spendeva per il gas. In realtà il problema non ci sarebbe se la PdC venisse installata in una casa costruita o ristrutturata per accoglierla, permettendo di utilizzarla al meglio e di risparmiare rispetto al metano. Ma cosa può capitare invece se voglio inserirla in una abitazione con normali termosifoni e capacità isolante non eccelsa di muri e infissi? È oggi una situazione che rappresenta la quasi totalità del parco edilizio italiano e su cui bisogna ragionare se si vorrà accelerare la transizione, poiché non tutti vorranno o potranno riadattare la propria casa a misura di questo nuovo e conveniente dispositivo.
In teoria, visto che il kWh elettrico costa circa tre volte quello del gas, ma la PdC utilizza un terzo o poco meno energia a parità di riscaldamento, il costo in bolletta dell’uso di una PdC dovrebbe essere pari o anche un po’ minore a quello consumato con la classica caldaia a gas.
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Installazione in Abitazioni Non Ottimizzate
Installare una pompa di calore in una casa non predisposta e poco coibentata per questo dispositivo può comportare bollette elettriche esorbitanti. Ma Nicola Terry e Ray Galvin, ingegneri dell’Università di Cambridge, con un articolo su Energy & Buildings, ci ricordano che la questione è un po’ più complicata di così, come sanno molti seri progettisti. Nel loro lavoro i due ingegneri elencano i fattori da considerare per operare questo cambio ed evitare brutte sorprese in bolletta.
“Prima di tutto consideriamo che una media PdC ha un COP di 3,5 lavorando a temperature di mandata di circa 45 °C. Salendo a 50 °C, il COP scende a 3,2 e a 55 gradi a 3. Ci sono PdC che arrivano anche a 80 °C, ma il loro COP è circa 1, quindi con un consumo energetico triplo rispetto alle PdC a bassa temperatura”, spiega Terry.
“Il punto è che gli impianti a termosifoni sono progettati per l’acqua che la caldaia a gas scalda a 70-80 °C: per ottenere lo stesso comfort con una PdC, la superficie dei termosifoni dovrebbe essere raddoppiata per una mandata a 50 °C e quasi triplicata a 45 gradi”. Senza questo accorgimento la PdC non riuscirà mai a portare nell’ambiente quei circa 19-20 gradi che in genere si ritengono ideali per un buon comfort.
I ricercatori spiegano che uno studio condotto su 100 case inglesi ha scoperto che l’11% di esse ha termosifoni inadeguati a mantenere i 20 °C ambiente nei giorni più freddi dell’inverno persino con mandate a 80 gradi centigradi. Estrapolando questo dato, si stima che con acqua a 55 °C la percentuale di impianti insufficienti per il periodo invernale salirebbe alla metà del campione. Probabilmente in Italia non siamo messi molto meglio. Quindi se si vuole passare ad una PdC, mantenendo i classici radiatori, è necessario ampliarne di molto la superficie.
Bisogna anche cambiare il modo di utilizzo del riscaldamento: l’alta temperatura dell’acqua prodotta dalla caldaia consente di usarla a intermittenza, spegnendola nei momenti in cui la casa è disabitata, visto che sarà poi veloce ripristinare la temperatura ideale. La più bassa temperatura dell’acqua della PdC, invece, non consente di farlo in case con scarso isolamento termico: servirebbero diverse ora per recuperare la temperatura persa nei momenti di spegnimento.
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“In teoria la PdC dovrebbe essere mantenuta quasi costantemente accesa: secondo la nostra stima circa 16 ore al giorno per 77 giorni l’anno e sempre negli 8 giorni più freddi. Ma in questa modalità il suo consumo elettrico rischia di essere molto più costoso di quello precedente a gas”, sottolinea l’ingegnere dell’università di Cambridge.
Le stime peggiori dell’extracosto si hanno ovviamente per le case che perdono molto calore, quelle con muri sottili in mattoni pieni, e quelle situate in zone climatiche più fredde.
“C’è però anche un altro fattore da considerare nel valutare il passaggio ad una PdC: la massa termica della casa, cioè quanta massa dell’edificio sia in grado di assorbire e rilasciare il calore. Se questa massa è alta, per esempio per muri molto spessi, il rilascio di calore può compensare in parte il calo delle temperature dovute all’uso intermittente della PdC, ma se è bassa ogni spegnimento porterà a un veloce raffreddamento, obbligando a un riscaldamento continuo”, aggiunge Terry.
Una tecnica che può aiutare a compensare in parte il rischio di bollette salate esiste e consiste nel programmare gli spegnimenti del dispositivo nelle ore in cui la casa è vuota, ma programmando il termostato in modo che non si scenda mai sotto una temperatura minima. Per esempio, fra le ore 9 e le 17, lasciare spenta la PdC, a meno che la temperatura non vada sotto agli ‘X’ gradi.
“Con le caldaie il valore ‘X’ in genere è intorno ai 12 °C, poiché il recupero sarà rapido. Per le PdC abbiamo invece considerato vari scenari, concludendo che la temperatura di soglia deve essere molto più alta: 18 °C, e con 20-21 °C come massima.
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Vantaggi delle Pompe di Calore
I vantaggi delle pompe di calore sono diversi e spesso derivano dal funzionamento stesso di questi impianti che sfruttano il potenziale di fonti di energia pulita e rinnovabile. Tra i lati positivi più importanti, allora, spiccano:
- Sostenibilità ambientale: A differenza di altri sistemi per il riscaldamento, come le caldaie, non sfruttano combustibili fossili. Grazie alle ridotte di emissioni di CO2, quindi, il loro impatto sull’ambiente è minore.
- Performance efficienti: Le pompe di calore con Coefficiente di Prestazione (COP) maggiore di 3,6 appartengono alla classe A.
- Possibilità di riscaldare e raffrescare gli ambienti: Invertendo il meccanismo di funzionamento, il sistema estrae calore dagli ambienti interessati.
- Risparmio in bolletta: L’utilizzo delle pompe di calore può portare a ottimizzare i consumi in bolletta, sia per quanto riguarda gli utilizzi di energia elettrica che gas.
- Valorizzazione degli immobili: Scegliere di investire in un impianto del genere potrebbe determinare un aumento della classe energetica della tua casa.
Fonti di Energia
Le fonti utilizzate per il funzionamento delle pompe di calore sono sostanzialmente tre:
- Aria: l’impianto preleva l’aria posta all’esterno dell’abitazione per riscaldare l’aria interna, oppure per produrre acqua calda per usi sanitari e tecnici.
- Acqua: l’utilizzo di acqua di falda o superficiale permette a questi sistemi di ottenere il calore necessario per riscaldare l’acqua all’interno dell’abitazione.
- Terra: le pompe di calore geotermiche sfruttano il calore naturalmente presente nel terreno per riscaldare gli ambienti.
Incentivi Fiscali
L’utilizzo di fonti di energia rinnovabile fa rientrare questi impianti nella disciplina del Ecobonus al 110%. In particolare, sono previsti benefici fino a € 20mila in caso di interventi sulle parti comuni degli edifici mirati alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati.
Se l’installazione della pompa di calore è prevista su edifici unifamiliari o unità immobiliari all'interno di edifici plurifamiliari, il bonus può salire fino a € 30mila. Tra le tipologie di pompe di calore che ti consentono di ottenere vantaggi fiscali ci sono quelle aria-acqua, acqua-acqua e geotermiche.
Fattori da Considerare Prima dell’Installazione
Oltre agli innegabili vantaggi delle pompe di calore, sono presenti altri fattori da considerare prima di procedere con l’acquisto e l’installazione. Questi i parametri di cui dover tenere necessariamente conto:
- Disponibilità di fonti naturali;
- Presenza di spazi appositi;
- Tipo di impianto;
- Costo complessivo.
Disponibilità di Fonti Naturali
Nonostante la varietà di tipologie di impianti, non è sempre detto che si possa installare una pompa di calore in qualsiasi abitazione. In particolare, è necessario considerare la disponibilità di sorgente di calore, sia essa acqua, aria o terra.
Spazi Appositi
Installare una pompa di calore può richiedere la presenza di spazi piuttosto ampi. Nonostante la proposizione di soluzioni sempre più compatte, come quelle Daikin, è indubbio che l’ingombro di questi impianti sia da considerare.
Tipo di Pompa di Calore
In generale, le pompe di calore operano all’interno di un intervallo di temperature. La loro efficienza cambia a seconda della temperatura esterna, e anche i migliori modelli a volte potrebbero presentare qualche intoppo se le condizioni ambientali sono particolarmente rigide. Questa dinamica comporta una fase di studio approfondita sulla scelta del tipo di impianto da installare.
Costo Complessivo
Il costo complessivo di una pompa di calore è sicuramente un argomento di cui tener conto. Se è vero che la grande efficienza energetica di questi apparecchi consente di rientrare dall’investimento iniziale, è anche giusto dire che la spesa da affrontare potrebbe rappresentare comunque un ostacolo piuttosto importante.
Il costo per kW di una pompa di calore, a seconda della complessità e del tipo di impianto, può andare dai € 250 ai € 1.800. L’acquisto di una pompa di calore acqua acqua può portare via anche oltre i € 6.000, a causa della particolare conformazione di questi impianti.
Recensioni e Opinioni sulle Pompe di Calore Enel X
Le opinioni sulle pompe di calore sono varie e spesso discordanti. Questi impianti, infatti, presentano sicuramente molti vantaggi e possono sostituire sistemi più inquinanti e a volte meno efficienti come le caldaie. D’altra parte, il loro acquisto può portare a un sacrificio economico anche piuttosto importante. Per questo motivo, è bene valutare tutte le possibili opzioni a propria disposizione, come i condizionatori a pompa di calore, che hanno un costo più contenuto.
Pompa di calore Enel X è uno degli accessori innovativi che può migliorare le prestazioni della tua cucina. Questo dispositivo aiuta a regolare la temperatura all’interno della cucina in modo efficiente, garantendo un ambiente più confortevole durante la preparazione dei pasti. Inoltre, la tecnologia avanzata della pompa di calore Enel X consente un risparmio energetico notevole, contribuendo così a ridurre i costi di gestione della cucina.
La pompa di calore Enel X è un accessorio da cucina che si distingue per la sua efficienza energetica, offrendo numerosi vantaggi in termini di risparmio sui consumi e sostenibilità ambientale. Dotata di controllo remoto e caratterizzata da una facilità d’uso, la pompa di calore Enel X si rivela un accessorio pratico e comodo per la cucina moderna. Il design elegante e compatto della pompa di calore Enel X la rende non solo funzionale, ma anche esteticamente gradevole all’interno di una cucina ben arredata.
In conclusione, la pompa di calore Enel X si conferma un accessorio da cucina innovativo e efficiente, in grado di garantire un risparmio energetico significativo e una maggiore sostenibilità ambientale. Grazie alle sue funzionalità avanzate e alla sua affidabilità, risulta essere un’ottima scelta per chi desidera migliorare le prestazioni e l’efficienza della propria cucina.
Esperienze Negative con Enel X
Diverse recensioni online evidenziano problemi con l'installazione e l'assistenza post-vendita di Enel X:
- Ritardi significativi nell'installazione di impianti fotovoltaici e condizionatori.
- Errata configurazione degli impianti, come l'installazione di inverter con potenza inferiore a quella necessaria.
- Mancanza di assistenza e difficoltà nel contattare il supporto clienti.
- Problemi con il rispetto dei termini contrattuali e la gestione delle pratiche amministrative.
Offerte e Costi degli Impianti Fotovoltaici Enel X
Enel X offre diversi sistemi di impianti fotovoltaici, con prezzi variabili a seconda della potenza e delle caratteristiche. Di seguito sono riportati alcuni esempi:
| Tipo di Impianto | Potenza | Costo (circa) | Benefici Annui (circa) | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|
| Base | 2 kW | € 4.600 | € 607 | 7 moduli, inverter, strutture in alluminio. Ideale per consumi annui di 2.600 kWh. |
| Black Edition | 2 kW | € 5.200 | € 607 | Moduli Black Frame ad alta efficienza, ottimizzatore di potenza, inverter con monitoraggio integrato. |
| Standard | 3 kW | € 5.500 | € 858 | 10 moduli fotovoltaici, inverter con monitoraggio integrato, sostegni in alluminio. Per consumi di 3.500 kWh all’anno. |
| Medio | 4 kW | € 6.500 | € 1.089 | 14 moduli. Per consumi di 4.800 kWh all’anno. |
| Alto | 5 kW | € 8.500 | € 1.400 | 20 moduli da 280 W. Per consumi di 6.800 kWh all’anno. |
| Con Accumulo | 3 kW | € 10.500 | N/A | Inverter, moduli batteria, Smart Meter. |
| Con Accumulo | 5 kW | € 15.200 | N/A | Inverter, moduli batteria, Smart Meter. |
Questi prezzi includono la progettazione, l’installazione, la gestione delle pratiche amministrative e il monitoraggio dell’impianto.
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