La proteina C reattiva (PCR) è una proteina della fase acuta di grande interesse nella medicina canina. La proteina C reattiva (PCR) è un indice d'infiammazione; come tale, le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura. In condizioni normali, i livelli della proteina C reattiva nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche migliaia di volte nel giro di poche ore. In questi casi, la crescita di tale parametro è molto rapida e precede il manifestarsi di sintomi indicativi dell'infiammazione, come febbre o dolore.
Cos'è la Risposta della Fase Acuta?
La risposta della fase acuta descrive l’insieme dei processi aspecifici, fisiologici e biochimici in contrapposizione ad un’infiammazione (di origine infettiva o immuno-mediata) o ad un danno tissutale (trauma, chirurgie, neoplasie). In particolare la risposta del paziente riguarda la up-regolazione di numerose proteine, prevalentemente di origine epatica, grazie alla liberazione di citokine da parte del sito patologico. In altri termini, in caso di danni tissutali e/o infiammazioni il sistema immunitario produce una “risposta della fase acuta”, modificando la concentrazione plasmatica di alcune proteine, chiamate “proteine della fase acuta” (APP). Molte proteine della fase acuta sono in grado di esprimere la presenza di una flogosi più precocemente rispetto alla comparsa di sintomi quali ad es. la febbre o la leucocitosi.
Proteine della Fase Acuta
Le proteine della fase acuta sono quindi dei marker di infezione ed infiammazione. Sono importanti sia per riconoscere uno stato infiammatorio che per monitorarne l’evoluzione. Ad es. in caso di flogosi settica, se la terapia antimicrobica e di supporto sono efficaci, si assiste alla rapida diminuzione di alcune APP. Ad integrazione di quanto riportato precedentemente, si deve considerare che nell’ambito della risposta infiammatoria alcune proteine non aumentano, ma al contrario possono diminuire (proteine della fase acuta “negative”).
Esempi di Proteine della Fase Acuta
- Fibrinogeno: Non presenta una sensibilità e specificità ottimale.
- Aptoglobina (Hp): Aumenta anche in condizioni non strettamente infiammatorie.
- Siero Amiloide A (SAA): Marker di primaria importanza, sovrapponibile alla CRP.
- Ferro sierico: Tende a diminuire in caso di infiammazione.
- Transferrina: Tende a diminuire in corso di stati infiammatori.
- Ferritina sierica: Aumenta negli stati infiammatori, ma anche in corso di emolisi e in caso di necrosi epatocellulari.
Funzione e Significato Clinico della PCR
Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene. La PCR viene prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. L'aumento della proteina C reattiva si verifica in caso di malattie reumatologiche, infezioni batteriche e traumi. Di recente, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare.
Interpretazione dei Livelli di PCR
I livelli di proteina C reattiva non sono specifici per la diagnosi di malattia, ma servono a valutarne la gravità e l'evoluzione quando essa è già stata diagnosticata, a prescrivere esami più approfonditi per indagarne le origini o a valutare l'efficacia della terapia adottata. Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente. Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.
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Condizioni che Influenzano i Livelli di PCR
- Malattie reumatologiche
- Infezioni batteriche
- Traumi
- Infezioni virali (es. influenza aviaria H7N9, COVID-19)
- Stadi avanzati della gravidanza
- Terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni)
- Condizione di obesità
- Infiammazione endoteliale
Misurazione della Proteina C Reattiva
Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.
Cause Comuni di Febbre nei Cani e Ruolo della PCR
Le cause principali della febbre nel cane includono infezioni batteriche come polmoniti, pielonefriti (infezioni renali) e altre infiammazioni sistemiche. Non sono da sottovalutare nemmeno fattori esterni come punture di insetti o ingestione di sostanze tossiche, che possono scatenare una risposta infiammatoria significativa. La babesiosi, una malattia trasmessa dalle zecche, è in aumento in molte aree italiane, soprattutto nel Nord-Est boschivo. Questa patologia si presenta con febbre, anemia e urine scure ed è causata da un protozoo che distrugge i globuli rossi. Quando il cane ha la febbre, spesso mostra segni evidenti come letargia e mancanza di energia. Può rifiutare gli alimenti, manifestare tremori e avere un naso caldo e secco, segno che il corpo sta reagendo all’infezione o all’infiammazione.
Segnali di Emergenza
In situazioni più gravi, la febbre può essere accompagnata da convulsioni, disidratazione e un’alterazione dello stato di coscienza. Questi segnali richiedono un intervento veterinario immediato. È importante distinguere la febbre dall’ipertermia da colpo di calore, che è un aumento patologico della temperatura corporea senza componente infiammatoria e richiede un trattamento differente. La mancata reattività e la rigidità muscolare sono segnali di un’emergenza neurologica, richiedendo un intervento veterinario tempestivo per prevenire danni sistemici o la morte.
Diagnosi e Trattamento della Febbre
Quando il tuo cane ha la febbre, il veterinario gioca un ruolo fondamentale nel determinare la causa sottostante attraverso un processo diagnostico approfondito. La prima tappa è spesso rappresentata dagli esami del sangue completi, che comprendono emocromo, profilo biochimico e marker infiammatori come la proteina C-reattiva. Successivamente, si possono effettuare analisi delle urine per escludere infezioni del tratto urinario o problemi renali, oltre a test sierologici e molecolari (PCR) per rilevare patogeni specifici come Leptospira o Babesia, spesso implicati in febbri infettive. L’importanza di una diagnosi accurata risiede nel fatto che il trattamento della febbre può variare molto a seconda della causa: mentre alcune infezioni richiedono antibiotici mirati, le malattie autoimmuni possono necessitare di terapie immunosoppressive.
Cosa Non Fare
Uno degli errori più comuni e pericolosi che si possono commettere quando un cane ha la febbre è somministrare farmaci destinati all’uso umano, come paracetamolo, ibuprofene o tachipirina. Oltre ai farmaci umani, è importante non improvvisare rimedi casalinghi o erboristici senza indicazioni precise, perché anche alcune piante o sostanze naturali possono risultare tossiche per il cane.
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Come Abbassare la Febbre
Quando il tuo cane ha la febbre, la prima cosa da fare è garantire un ambiente confortevole e sicuro. L’acqua fresca deve essere sempre a disposizione, perché una buona idratazione aiuta a regolare la temperatura corporea e supporta le funzioni organiche. Puoi utilizzare panni umidi e tiepidi da applicare delicatamente sul petto, sulle ascelle o tra le zampe posteriori per favorire il raffreddamento, evitando però impacchi freddi o ghiaccio che potrebbero essere dannosi. Il trattamento farmacologico della febbre deve essere sempre prescritto e gestito dal veterinario, che può indicare antipiretici specifici per cani, i quali agiscono in modo sicuro senza rischi collaterali. In ogni caso, è fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni veterinarie e non sospendere le terapie prima del previsto.
Vaccinazioni e Febbre
È normale che entro 24-48 ore dalla vaccinazione compaia un rialzo termico lieve: è segno che il sistema immunitario del cane risponde. Se però la febbre persiste oltre 48 ore o si accompagnano sintomi gravi, è consigliabile rivolgersi al veterinario per esclusione di reazioni avverse.
Enteropatia Proteino-Disperdente (PLE) e PCR
Il tromboembolismo è l’occlusione dei vasi (soprattutto a livello polmonare) da parte di coaguli (emboli) che si distaccano da un trombo presente nel sangue. I fenomeni tromboembolici, secondari allo stato infiammatorio persistente, sono subdoli e purtroppo talvolta fatali. Un marker ematico di infiammazione che può essere utilizzato per il monitoraggio della malattia è la Proteina C reattiva. Essa risulta aumentata nella fase acuta di malattia e può essere rivalutata in corso di terapia.
Monitoraggio della PLE
Il protocollo di monitoraggio del cane con PLE è flessibile e dipendente da diversi fattori: gravità della malattia, terapia impostata, risposta alla terapia ed anche il costo. Un primo controllo dall’inizio della terapia avviene solitamente a circa 2-3 settimane. La puntualità dei controlli è importante anche per identificare eventuali effetti collaterali associati alla terapia farmacologica impostata corticosteroidea e/o immunosoppressiva.
Ipoadrenocorticismo e PCR
L'ipoadrenocorticismo può essere classificato in una forma primaria, causata dalla distruzione di entrambe le ghiandole surrenali, e in una forma secondaria (molto più rara), causata dalla ridotta secrezione dell'ormone adrenocorticotropo (ACTH) da parte dell'ipofisi. Questa forma della malattia è definita come ipoadrenocorticismo eunatriemico, eukaliemico (eunatremic, eukalemic hypoadrenocorticism, EEH), anche definito come ipoadrenocorticismo "atipico" o "senza inversione elettrolitica". La misurazione della concentrazione sierica di cortisolo basale, utilizzando un valore di soglia di ≥2 μg/dL, è comunemente utilizzata come test di screening per escludere l'ipoadrenocorticismo.
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Diagnosi di Ipoadrenocorticismo
Il test di stimolazione con ACTH (ACTHst) rimane attualmente il gold standard per confermare la diagnosi di ipoadrenocorticismo. La misurazione dell’ACTH endogeno (eACTH) potrebbe rivelarsi un test utile per discriminare i cani trattati in precedenza con glucocorticoidi dai cani con EEH. Infatti, nei cani con EEH, l’eACTH risulta solitamente elevato a meno che non si tratti di una forma di ipoadrenocorticismo secondario.
Aptoglobina come Marker
L'aptoglobina è una proteina di fase acuta particolarmente sensibile ai glucocorticoidi e la sua concentrazione aumenta sia dopo il trattamento con glucocorticoidi esogeni sia durante l’ipercortisolismo spontaneo (sindrome di Cushing). Tuttavia, essendo l'aptoglobina una proteina di fase acuta positiva, la sua concentrazione sierica potrebbe aumentare anche in corso di enteropatia infiammatoria cronica.