Quante Proteine Contiene la Pasta: Una Guida Completa

Siamo tutti a conoscenza delle credenze secondo cui mangiare pasta a cena non farebbe bene al nostro organismo e potrebbe causare cattiva digestione, disturbi del sonno o aumento di peso. Tuttavia, è importante chiarire che si tratta di affermazioni non vere. Consumare pasta a cena non comporta particolari problemi, a patto di rispettare alcuni semplici criteri di preparazione.

Numerosi nutrizionisti sottolineano i benefici della Dieta Mediterranea, che include la possibilità di gustare la pasta sia a pranzo che a cena. Una quantità di circa 60-80 g è generalmente indicata per la cena, per evitare un eccesso calorico prima del riposo.

È preferibile scegliere sughi semplici e digeribili, come quelli a base di verdure, un filo di olio extravergine d’oliva, o una leggera salsa di pomodoro ed evita condimenti troppo ricchi o grassi, come panna, burro. In sintesi: se si opta per una porzione equilibrata e un condimento leggero, un bel piatto di pasta può essere tranquillamente parte della cena senza alcuna controindicazione.

Sul sito de La Molisana troverai tanti tipi diversi di pasta, sia Gluten-Free, che Integrali e senza dimenticare le versioni Classiche, tutte realizzate seguendo la tradizione italiana e scegliendo solo le materie prime più pregiate. Puoi trovare anche diverse ricette per cucinare al meglio la tua pasta e inserirla all’interno della tua dieta.

Come i maccheroni integrali al gorgonzola, noci e cacao amaro, il quadrotto integrale con calamari e peperone crusco e anche i fusilli integrali con calamaretti e crema di ceci e rosmarino. Non solo pasta «classica»: apprezziamo sempre di più anche la pasta proteica, nell'aspetto uguale in tutto e per tutto, ma profondamente diversa negli ingredienti. È arrivata da qualche anno sul mercato e sta vivendo un vero e proprio boom. Del resto è un'opportunità in più per variare l'alimentazione mangiando sano, è un'alternativa anche per chi cerca di ridurre la carne (o non la mangia affatto), è anche molto buona.

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Cos'è la Pasta Proteica?

La dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista e diet coach, ci ha spiegato tutto ciò che è importante sapere sulla pasta proteica, punto per punto. «La pasta proteica» dice la dottoressa, «ha l’aspetto di quella tradizionale, ma è realizzata con una materia prima diversa: anziché la farina di grano duro si utilizzano normalmente legumi». Quali? Piselli, fagioli, lenticchie e ceci.

Cosa C'è Nella Pasta Proteica?

«Per la precisione» prosegue la dottoressa Macorsini, «la pasta proteica è fatta con farina di legumi o con farina di frumento arricchita con isolati proteici (soia o piselli)». A questi ingredienti, poi, talvolta si aggiunge anche albume d'uovo. «Per questa ragione ha un basso livello di carboidrati e un elevato apporto di proteine».

Quante Calorie e Proteine in 100g di Pasta Proteica?

«100 g di pasta proteica possono offrire anche 60 g di proteine, 10 o 15 g di fibre, e 21 g di carboidrati» spiega la dottoressa Macorsini. Il confronto? «La tradizionale pasta di semola contiene 10 o 11 g di proteine, 2 o 3 g di fibre e 82 g di carboidrati». Da qui dipende il basso indice glicemico della pasta proteica: non determina picchi di zuccheri e di conseguenza mantiene basso il carico glicemico del pasto.

A Cosa Serve la Pasta Proteica?

Un'alternativa per variare, per introdurre proteine vegetali nella dieta e per ridurre i carboidrati: se è spesso consigliata nelle diete dimagranti è perché la pasta proteica dà l'illusione di mangiare pasta senza mangiarla, un po' per il suo aspetto, ma anche per il suo sapore piacevole e versatile. «Serve proprio per aumentare l'assunzione di proteine e ridurre i carboidrati: per questo è consigliata anche nelle diete», conferma infatti la dottoressa Macorsini. Qual è il motivo per cui è consigliabile contenere il consumo di carboidrati (specie quelli semplici) se si è a dieta? Provocano picchi glicemici, e quindi un assorbimento immediato degli zuccheri, che fa venire fame subito dopo e che favorisce il deposito di grassi (a meno che non vengano bruciati, ovviamente).

La Pasta Proteica Sostituisce Altre Proteine?

Mangiata da sola dal punto di vista nutrizionale la pasta proteica non è un piatto completo. «Gli alimenti di origine vegetale hanno un valore biologico inferiore rispetto a quelli di origine animale: non contengono tutti gli amminoacidi essenziali, che sono quelli che vanno introdotti con l'alimentazione perché il nostro organismo non è in grado di produrre da solo», ricorda infatti la dottoressa Macorsini. La soluzione? Abbinare la pasta proteica a verdure o, semplicemente, una piccola fetta di pane: «Gli amminoacidi carenti nei cereali sono invece abbondanti nei legumi e viceversa», prosegue l'esperta.

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Per Chi è Indicata la Pasta Proteica?

Possiamo mangiarla tutti, è una valida alternativa per variare l'alimentazione, e se l'obbiettivo è perdere peso la pasta proteica è un'ottimo alleato per tutte le ragioni di cui abbiamo parlato. Dato che contiene, seppur bassa, una percentuale di glutine, non possono però mangiarla i celiaci a meno che non scelgano pasta proteica gluten free (le alternative sul mercato si stanno moltiplicando).

Come Inserire la Pasta Proteica in una Dieta Bilanciata?

Non c'è nessun trucco particolare: la pasta proteica si può mangiare normalmente, al posto di quella classica. E poi è molto comoda: cuoce in genere in pochi minuti, è molto versatile, si adatta perfettamente a verdure crude o leggermente saltate in padella. Insomma, fantasia.

Calorie e Tipologie di Pasta

Quante calorie contiene un piatto di pasta? C'è differenza tra pasta fresca, all'uovo o integrale? Scopriamolo insieme.

  • Pasta Fresca: 353 kcal
  • Pasta all'Uovo: 366 kcal

La fibra aumenta il senso di sazietà, interferisce con l’assorbimento di zuccheri e grassi e aiuta il transito intestinale, soprattutto in presenza di stipsi. La pasta fresca è un alimento che viene prodotto impastando farina di grano tenero o semola di grano duro e acqua, l’impasto ottenuto viene poi lavorato in forme diverse (tagliatelle, sfoglie, etc.). Poiché questa pasta non viene fatta essiccare contiene una percentuale di acqua molto alta e per questo viene chiamata “pasta fresca”.

Il contenuto di colesterolo nella pasta, tranne in quella all’uovo, è nullo, quindi può essere consumata anche da persone che soffrono di problemi cardiovascolari. Tutti i nostri pasti dovrebbero essere formati da una parte di carboidrati, una di proteine, una o più di fibra e una di grassi. La pasta è il primo alimento che viene demonizzato nelle diete, ma in realtà non è la pasta in sé per sé a essere dannosa per la nostra linea e la nostra salute.

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Innanzitutto, la quantità, ad esempio piatti da 150 grammi hanno un impatto calorico troppo elevato per una persona che ha uno stile di vita sedentario e non ha bisogno di calorie extra. Il secondo punto da tenere ancora più in considerazione è il condimento: soffritti, panna, burro, affettati, formaggi e ragù di carne fanno della pasta un piatto ipercalorico, sconsigliato a persone con patologie cardiovascolari, diabete o per persone che hanno bisogno di perdere peso.

I condimenti dovrebbero essere il più leggeri possibile, come un semplice pomodoro o qualsiasi verdura (considerate che le verdure hanno pochissime calorie e contengono solo fibra e acqua), in modo da non renderci appesantiti e assonnati sul luogo di lavoro a causa della digestione troppo lunga e laboriosa cui costringiamo il nostro organismo. Ad esempio, sostituendo il guanciale, con una verdura come le zucchine, possiamo lasciare il pecorino e il tuorlo e goderci un’ottima carbonara di zucchine. Per quanto riguarda i grassi, invece, possiamo utilizzare una panna vegetale e sostituire il burro con l’olio extravergine d’oliva.

Il tenore proteico è modesto (circa 12% dell'energia) e caratterizzato da peptidi con medio valore biologico, alcuni dei quali potenzialmente oggetto di intolleranza alimentare (proteina glutine - vedi celiachia); il contenuto di lipidi totali è trascurabile (circa 1% dell'energia), così come quello di acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili. L'apporto di vitamine idrosolubili è inversamente proporzionale al grado di raffinazione della farina (soprattutto per la Niacina - vit. PP) così come quello di sali minerali (soprattutto per il magnesio - Mg).

Altri requisiti fondamentali sono: recente e omogenea lavorazione, disidratazione e conservazione ottimali (integrità delle confezioni, sempre sigillate, prive di umidità o presenze micotiche, o insudiciamenti), pezzatura e forme proporzionate alle preparazioni dei pasti individuali; la pasta alimentare secca e biologica deve presentare aroma e sapore caratteristici MA non sgradevoli (di muffa o stantio o acido o piccante), non deve contenere tarme o altri parassiti, né ragni o insetti. Alla vista, deve apparire integra e non sbriciolata, senza crepe - rotture - macchie - bolle d'aria - venature - punti bianchi - punti neri; inoltre, la pasta alimentare secca biologica non deve contenere corpi estranei e, all'apertura della confezione, non deve lasciar cadere polvere o farina.

Pasta Secca: Un Simbolo Italiano

Cosa c’è di più bello che passare del tempo insieme alla famiglia davanti a un gustoso piatto di pasta? I tradizionali pranzi della domenica, quando il profumo della pasta riempie la casa, oppure le cene in compagnia delle persone a cui vogliamo bene sono esempi di come noi italiani scegliamo la pasta secca per fare da cornice ai nostri momenti più speciali.

La pasta è così amata e così presente nella nostra quotidianità, ma siete sicuri di sapere proprio tutto su questo alimento? Abbiamo specificato che la farina deve essere di “grano duro” - chiamato anche con il nome scientifico di Triticum durum - per motivi ben precisi. Innanzitutto, rispetto al grano tenero, con quello duro si ricava una pasta dal contenuto proteico più elevato, che permette di aumentare le energie da spendere. Le proprietà nutritive della pasta secca non sono da sottovalutare e, in alcuni casi, sono l’ideale per chi fa attività fisica e, per questo, ha bisogno di energia a lento rilascio. La pasta secca, poi, si contraddistingue anche per la digeribilità grazie agli elementi che la compongono.

Pasta Fresca vs Pasta Secca

Sebbene a un primo sguardo le differenze possano sembrare minime, queste due tipologie di pasta hanno, ciascuna, i propri tratti. La differenza più evidente è la conservazione. Una volta arrivati all’ultima fase di lavorazione della pasta secca, ovvero l’essiccazione, questa viene confezionata e può essere consumata anche dopo periodi di tempo molto lunghi. Al contrario, la pasta fresca è un prodotto pastorizzato, con un alto tasso di umidità, e va tenuta in frigo a una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi per essere mangiata entro pochi giorni.

Questo discorso vale anche per la pasta all’uovo: la principale differenza tra quella fresca e quella secca è rappresentata dal periodo di tempo entro il quale va mangiata e dal suo mantenimento. Una volta riposta in frigo, a una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi, la pasta fresca all’uovo deve essere consumata entro2-3 giorni.

C’è un altro fattore che distingue la pasta fresca dalla pasta secca: la resa in cottura.

Qualità della Pasta: Cosa Cercare

Entrando ancora più nello specifico, nell’ipotesi in cui il frumento sia stato coltivato o macinato in Paesi diversi, la legge impone l’utilizzo delle diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Le indicazioni da riportare per legge dovranno essere ben esposte e facilmente visibili. In questo modo i consumatori potranno godere immediatamente di maggiori informazioni sul prodotto ed effettuare le proprie scelte in maniera più consapevole.

Il primo aspetto da tenere in considerazione quando si valuta se la pasta alimentare è di qualità è sicuramente il colore. Essa deve possedere le tonalità del giallo paglierino, senza riportare puntini bianchi e neri, rispettivamente segnali di una lavorazione non eseguita alla perfezione e della presenza di corpi estranei. Tuttavia, il test più importante che la pasta secca deve superare per potersi definire di qualità è l’assaggio.

La Pasta di Camerino si impegna a rispettare tutti questi canoni e a offrire una pasta appetitosa e legata alla tradizione. Il punto di partenza è la scelta di ingredienti completamente italiani, provenienti dalle nostre terre. Da una materia prima di qualità si ottiene una pasta secca altrettanto eccellente, prodotta attraverso le fasi che caratterizzano la nostra lavorazione, ossia il triplo impasto, la trafilatura al bronzo e l’essiccazione lenta e a basse temperature.

La pasta secca è uno dei simboli dell’Italia e una delle sue tante ricchezze.

Come Viene Prodotta la Pasta Fresca

La pasta fresca è un alimento che viene prodotto impastando farina di grano tenero o semola di grano duro e acqua. Poiché la semola conferisce alla pasta una consistenza più dura rispetto alla farina, molte sono le ricette secondo cui è possibile mescolare la farina alla semola nel medesimo impasto a seconda dei gusti personali. L’impasto ottenuto viene poi lavorato in forme diverse (tagliatelle, sfoglie, maltagliati, ecc). Poiché questa pasta non viene fatta essiccare contiene una percentuale di acqua molto alta e per questo viene chiamata “pasta fresca”). Utilizzando farine o semole integrali si può realizzare pasta fresca integrale.

A oggi non sono note interazioni tra il consumo di pasta fresca e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. La pasta fresca fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue, assicurando all’organismo energia a lungo termine. La pasta fresca è un alimento a base di farina o semola di grano e quindi contiene glutine e non può quindi essere consumata da soggetti celiaci o da persone che soffrono di intolleranza al glutine.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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