“Perdite vaginali” è il termine medico generale che si usa per indicare qualsiasi fluido che fuoriesca dalla vagina: è, quindi, un termine ombrello che include sia le perdite cervicali sia le secrezioni prodotte con l’eccitazione. Avere perdite vaginali è normale e indica una buona salute intima a partire da uno o due anni prima della pubertà e fino a dopo la menopausa.
Per la donna, imparare a riconoscere la possibile causa di una variazione di aspetto del muco vaginale o dello sviluppo di cattivo odore intimo è particolarmente importante perché permette di intraprendere rapidamente azioni in grado non soltanto di eliminare l’imbarazzante fastidio, ma anche e soprattutto di far regredire i disturbi che l’hanno determinato, tutelare la salute intima e riproduttiva e prevenire eventuali complicazioni e recidive. La loro funzione è quella di lubrificare e proteggere il tratto vaginale e urinario dalle infezioni, mantenendo una microflora vaginale sana attraverso la rimozione delle cellule morte e dei batteri.
Nelle donne in età riproduttiva in salute, la cervice produce ogni giorno circa 20-60 mg di muco (1-4 ml); tuttavia, durante la fase intermedia del ciclo, la quantità aumenta fino a 700 mg al giorno. La produzione delle perdite vaginali è modulata dagli estrogeni che agiscono sulle cellule epiteliali della vagina e della cervice. La quantità di perdite tende ad aumentare quando i livelli di estrogeni si alzano, ad esempio in seguito all’uso di contraccettivi ormonali, quando si seguono terapie ormonali sostitutive, in prossimità dell’ovulazione, nella settimana precedente alle mestruazioni e durante la gravidanza.
Caratteristiche delle Perdite Vaginali
Le perdite vaginali normali sono spesso descritte come perdite bianche o trasparenti, dall’odore mai troppo forte. Quando si seccano, possono lasciare un segno giallastro sulla biancheria intima e la loro consistenza cambia nel corso del ciclo mestruale. Le perdite “sane” possono avere una consistenza densa e appiccicosa oppure elastica e viscida.
Ecco come variano le perdite vaginali in base ai livelli di estrogeni:
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- Dense e appiccicose: mentre i livelli di estrogeni aumentano, diventando più umide e cremose.
- Elastiche e trasparenti: diventano più scivolose all’aumentare del contenuto d’acqua. Assomigliano all’albume d’uovo crudo, che può essere allungato con le dita quando gli estrogeni raggiungono il picco uno o due giorni prima dell’ovulazione.
- Appiccicose, secche o assenti.
La frequenza e le caratteristiche delle perdite bianche possono risentire della fase specifica del ciclo mestruale. Al contrario, se compaiono dopo il ciclo sono tipicamente acquose e trasparenti e possono essere un segnale di avvenuta ovulazione.
Perdite Vaginali Anomale
Le perdite vaginali anomale sono caratterizzate da un cambiamento di colore, consistenza, quantità e odore, e possono essere accompagnate da altri sintomi come prurito, dolorabilità, disuria, dolore pelvico, sanguinamento dopo i rapporti sessuali o tra una mestruazione e l’altra. Per risalire alla possibile causa di perdite vaginali anomale è necessario considerare soprattutto tre elementi chiave: colore, consistenza e odore delle secrezioni.
Si raccomanda di rivolgersi al medico se le perdite vaginali assumono una colorazione gialla, verde o grigia, se diventano schiumose, spesse o grumose, se contengono sangue, se sono insolitamente appiccicose o se hanno un odore forte e sgradevole. Generalmente, quando si tratta di infezioni batteriche la donna può presentare perdite schiumose e maleodoranti con un colore tendenzialmente giallo-verdastro.
All’origine della comparsa di secrezioni vaginali più abbondanti e/o con caratteristiche diverse dall’abituale, nella maggioranza dei casi, si riconoscono infezioni genitali causate da batteri o protozoi patogeni contratti da un partner infetto (anche se spesso asintomatico) durante rapporti sessuali non protetti.
Perdite Vaginali in Gravidanza
Il discorso si fa più delicato quando si parla di perdite in gravidanza: solitamente la donna in dolce attesa presenta delle fisiologiche perdite gelatinose. È possibile che la consistenza e le caratteristiche del liquido vaginale assumano un aspetto più acquoso e se questo avvenisse durante la gravidanza potrebbero creare allarme.
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Anzitutto, il liquido amniotico è un elemento vitale per il corretto sviluppo del feto durante i 9 mesi di gravidanza. Tra le tante cose, costituisce un cuscinetto che protegge il nascituro da possibili lesioni o urti esterni e protegge dalla perdita di calore. Le vere cause di perdita di liquido amniotico non sempre sono note.
Rottura parziale del sacco amniotico: il liquido amniotico inizia a cadere attraverso un piccolo foro del sacco amniotico. Le anomalie del bambino: all’inizio del secondo trimestre, il feto inizia a ingoiare il liquido amniotico, espellendolo nelle urine. Il trattamento varia soprattutto in base all’età gestazionale: durante il primo e secondo trimestre è bene eseguire un’ecografia e verificare i livello di liquido amniotico presente ed escludere la presenza o meno di un’infezione in corso. Durante il terzo trimestre è invece più comune osservare questo quadro e sarà caratterizzato da una condizione decisamente non grave.
Leucorrea: Domande e Risposte
Ecco alcune risposte a domande comuni sulla leucorrea:
- Risposta: Le perdite vaginali bianche prima del ciclo sono comunemente note come leucorrea.
- Risposta: Sì, è assolutamente normale.
- Risposta: Le perdite normali sono di solito bianche o trasparenti, inodori e non accompagnate da altri sintomi.
- Risposta: No, queste perdite non hanno un impatto diretto sulla fertilità.
- Risposta: Non è necessario prevenirle, poiché sono un processo naturale.
- Risposta: Le infezioni vaginali, come la candidosi, possono causare perdite simili, ma sono spesso accompagnate da prurito, bruciore e un odore sgradevole.
- Risposta: Dipende dal tuo comfort personale.
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