Una delle prime preoccupazioni dei neogenitori riguarda il calo ponderale del neonato. Con questo termine si intende la diminuzione di peso che presentano i neonati nei primi giorni di vita, rispetto al peso alla nascita. Il calo ponderale nei bambini è spesso fonte di preoccupazione per i genitori.
Cos'è il Calo Ponderale Fisiologico?
Durante i primi giorni di vita la quasi totalità dei neonati perde peso (cosiddetto calo fisiologico del neonato). Data l’elevatissima frequenza del fenomeno, si dice che questo calo ponderale è “fisiologico”, cioè normale, condiviso da tutti. È un fenomeno dovuto all’adattamento alle nuove condizioni di vita ed è assolutamente normale che si verifichi: questo è il motivo per cui viene definito calo fisiologico. Per rientrare nei canoni di normalità deve essere però di entità limitata, altrimenti potrebbe comportare delle complicazioni.
Il calo ponderale è normale quando il bambino perde tra il 5 e il 10% del suo peso corporeo. Corrisponde a circa il 5-7% del peso che il bambino ha al momento della nascita: visto che un neonato pesa mediamente 3.200 - 3.400 g (ma sono considerati nella norma anche i bebè tra i 2,5 e i 4,5 chili), il calo ponderale è pari a circa 200 grammi.
Il neonato deve adattarsi a un mondo completamente diverso da quello in cui era vissuto fino a quel momento, passando dall’ambiente liquido intrauterino, in cui le sue necessità erano soddisfatte senza bisogno di richieste, a un mondo gassoso, più freddo e dalla temperatura incostante, in cui deve respirare e procurarsi il cibo. Tutti i suoi organi iniziano adesso a funzionare autonomamente.
Il bambino inizia subito a perdere liquidi in eccesso che aveva alla nascita attraverso l’eliminazione dell’urina e delle feci e tramite la respirazione. L’emissione delle prime pipì e, quindi, l’eliminazione dei primi liquidi corporei. Il calo ponderale è anche il risultato dell’emissione del meconio, cioè delle prime feci del bebè, una sostanza viscosa di colore nero-verdastro che riempie l’ultimo tratto dell’intestino del piccolo sin da quando è nel pancione. Inoltre consuma calorie - per piangere, per scaldarsi, per alimentarsi.
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Nei primi 2-5 giorni di vita il neonato ha mediamente una perdita di peso del 5-7% (talvolta fino al 10%) rispetto al peso della nascita. Ciò vuol dire che il peso perso in valore assoluto potrà essere tanto maggiore quanto più è alto il peso alla nascita. Ciò vuol dire che non esiste un valore assoluto di peso che si può perdere, ma che il calo deve essere valutato in relazione al peso alla nascita. Facciamo un esempio: un bambino di 2,8 kg può perdere fino a 280 g, mentre un bambino di 4,5 kg può perdere fino a 450 g.
D’altro canto nei primi giorni di vita il neonato allattato al seno assume il colostro, ricchissimo di sostanze nutritive e protettive per la salute, ma concentrate in piccolissime quantità (adeguate comunque alle sue necessità). Dopo la nascita, il piccolo recupera liquidi attraverso l’alimentazione e, dunque, grazie al latte di mamma.
Quando Si Recupera Il Peso?
Il calo ponderale, come già detto, si verifica in genere tra il secondo e il quarto giorno di vita. La perdita viene normalmente colmata entro i 14 giorni di vita, durante i quali il piccolo recupera a poco a poco tutto il peso perso. Generalmente recupera il calo ponderale entro il 10°-15° giorno, ritornando così al peso della nascita.
Dopo il quinto giorno, dovrebbe verificarsi un aumento di peso costante, che va dai 130 ai 330 grammi a settimana. Con l’adattamento alle condizioni di vita extrauterina, l’arrivo della montata lattea e l’aumentare delle quantità di latte assunto, la crescita in peso diventa ben evidente (20-30 g al giorno nelle prime settimane di vita!). Settimana dopo settimana il bambino crescerà circa 20-30 grammi al giorno, che corrispondono a 140-210 grammi alla settimana. Dopo i primi 3 mesi, in cui la crescita continua al ritmo di 20 g al giorno in media, l’aumento di peso di quel bambino che ormai, non più neonato, ma è diventato un lattante, inizia a rallentare.
Quando Preoccuparsi Del Calo Ponderale?
Va valutata e analizzata attentamente dai medici, quindi, una perdita di peso superiore al 10% del peso iniziale alla nascita. Come accennato, il calo ponderale è considerato fisiologico fino al 10% del peso alla nascita. Attualmente viene considerato patologico, cioè al di fuori della norma, un calo di peso superiore al 10% rispetto al peso della nascita (es.
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Infatti, sebbene il calo ponderale sia ben tollerato dalla gran parte dei neonati, alcuni vanno incontro ad un innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue (ittero) e a disidratazione: due condizioni pericolose per il neonato. Se la perdita di peso supera il 10% viene considerata patologica e in questo caso la preoccupazione principale di pediatri e neonatologi è evitare il rischio di disidratazione.
Tuttavia, è il caso di consultare ugualmente il pediatra se il piccolo fa meno di cinque pipì al giorno e le urine sono molto concentrate, come pure se piange in continuazione senza lacrime e non si calma. Questi segnali potrebbero essere la spia di una carenza di liquidi. Potrebbe esserci qualche lieve errore di percorso nell’allattamento, che non dà modo al bimbo di nutrirsi come necessario, oppure la montata lattea può tardare a prendere il via.
Come abbiamo visto, il calo avviene in quasi tutti i neonati, ma anche in caso di un calo più importante, questo non giustifica una interruzione dell’allattamento al seno, né automaticamente una integrazione con latte adattato, ma un attento monitoraggio.
Cause Del Calo Ponderale Eccessivo
Il calo eccessivo o il ritardo nel recupero del peso spesso sono indice di difficoltà nell’alimentazione del piccolo. In questi casi è fondamentale un’attenta valutazione medica per patologie materne o del neonato che richiede ulteriori accertamenti.
- Somministrazione eccessiva di liquidi alla madre durante il travaglio: I liquidi passano dalla madre al feto attraverso la placenta e devono essere poi eliminati dal neonato.
- Ritardo nell’avvio dell’allattamento per mancato contatto pelle a pelle precoce: È dimostrato infatti che negli Ospedali Amici dei Bambini, che rispettano i Dieci passi per un allattamento efficace, il calo ponderale è mediamente inferiore.
- Difficoltà nell’attacco al seno: Il supporto di una figura professionale (puericultrice, consulente dell’allattamento, ostetrica) permette un avvio migliore dell’allattamento.
- Difficoltà nella suzione: Problematiche fisiche del neonato (frenulo corto, labiopalatoschisi - la malformazione di labbra e palato) o della mamma (capezzolo cieco, ragadi) possono rappresentare un ostacolo al corretto attaccamento al seno materno.
È invece fondamentale capire cosa ha portato quel bambino a perdere più peso del normale. Molto spesso si tratta di un errore “di fondo”. Fortunatamente è raro che l’eccessiva diminuzione del peso sia dovuta a una malattia o a un’infezione del bambino, della madre o di entrambi.
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Nel bambino prematuro (nato prima della 37esima settimana di gravidanza) il calo ponderale è maggiore, può arrivare fino al 15-20% del peso alla nascita, tanto più accentuato quanto è la prematurità.
Come Gestire Il Calo Ponderale
Dato che si tratta di un fenomeno naturale ed è il segnale indiretto che i reni e l’intestino del bebè funzionano al meglio, è importante vivere con serenità il calo ponderale. Se necessario, ossia se il bambino autonomamente non tende a richiedere il pasto, sveglia il piccolo e attaccalo al seno per mantenere intervalli ravvicinati tra una poppata e l’altra, soprattutto nel secondo-terzo giorno di vita.
Il calo ponderale potrebbe portare la mamma a prendere alcuni provvedimenti sbagliati, per timore che il piccolo non si nutra a sufficienza. Una volta a casa, evita di pesare il bimbo prima e dopo ogni poppata: la doppia pesata induce solo inutili ansie. Per fare in modo che il piccolo recuperi rapidamente il peso perso, è utile controllare che si attacchi bene al seno.
In molti ospedali si risponde a un eccessivo calo ponderale somministrando un biberon di formula artificiale, e l’integrazione viene di solito mantenuta o addirittura aumentata al momento delle dimissioni. Questo approccio però, come dimostrato ormai da tempo, ha dei limiti, poiché comporta una diminuzione della produzione di latte e, se non si interviene, può causare un’interruzione precoce dell’allattamento.
Se per garantire un’assunzione alimentare sufficiente si rende necessaria un’integrazione, la madre verrà invitata a tirare il latte, da offrire al bambino tramite tazzina o bicchierino, evitando l’uso del biberon. Nel caso in cui la madre non possa estrarre il latte (ad esempio per qualche patologia), si ricorrerà alla formula artificiale.
Inoltre, il peso non è l’unico parametro da valutare per verificare la corretta crescita e la corretta alimentazione del neonato, ma si misurano anche altri parametri altrettanto significativi, come l’altezza e la circonferenza cranica. Le linee guida consigliano di pesare il neonato una volta al mese (se gli altri parametri non destano allerta) nel corso delle visite di routine dal pediatra, i cosiddetti bilanci di salute. Sarà il pediatra a verificare la corretta crescita del neonato utilizzando le tabelle dei percentili e dando una valutazione complessiva di peso, altezza e circonferenza cranica. L’aumento settimanale corretto nei primi mesi di vita è di circa 125 grammi a settimana.
Considerando che un accrescimento medio è tra i 20-30 grammi al giorno, si comprende bene come una misurazione errata possa portare a valori poco attendibili e preoccupare i genitori (non ha messo un grammo!, ha perso peso!…) o viceversa illudere (è cresciuto tanto da ieri ad oggi!
Alla nascita viene definito normale un peso compreso tra i 2500 e i 4500 grammi. Lunghezza e peso possono essere diversi non solo in base al sesso, ma anche a fattori ereditari o ambientali. La circonferenza cranica alla nascita misura una media di circa 35 centimetri e aumenta di circa 5 centimetri nel corso dei primi tre mesi di vita. I neonati presentano proporzioni corporee diverse da quelle del bambino più grande. Alla nascita, sulla pelle e particolarmente a livello delle pieghe ascellari, inguinali e tra i glutei, è presente una sostanza bianca chiamata "vernice caseosa", che ha la funzione di proteggere la pelle del feto dall'effetto macerante del liquido amniotico e dal freddo. Sul capo sono presenti le "fontanelle", aree più molli comprese all'incrocio tra le ossa del cranio non ancora ossificato.
Per quanto peso ha perso il neonato si può fare un semplice calcolo: (peso perso/peso alla nascita)*100. Si ottiene così la percentuale di peso perso, che dovrebbe essere inferiore al 10%. Se invece si vuole calcolare quanto peso dovrebbe perdere al massimo un neonato conoscendo il peso alla nascita, la formula è: peso alla nascita* 0,1.
In generale, il calo ponderale è fisiologico nei primi giorni di vita del neonato. Il calo ponderale nei bambini si verifica quando il loro peso corporeo diminuisce rispetto alla norma, per la loro età e altezza. La perdita di peso, dunque, è fisiologica durante i primi giorni di vita, e nello specifico tra il secondo e il quarto giorno.
Per prima cosa, è necessario accertarsi che il bambino consumi i pasti regolarmente e in quantità adatte alla sua età. Può avvenire, però, che il bambino perda peso nonostante un’alimentazione adeguata. La causa più comune di calo ponderale nel bambino è il malassorbimento. Questa condizione si verifica quando i nutrienti contenuti nei cibi non vengono correttamente estratti e assorbiti dall’organismo, provocando una mancata assimilazione di sostanze fondamentali per la crescita e il corretto sviluppo dell’organismo.