Proteinuria: Interpretazione di un Rapporto Proteine/Creatinina di 300 mg/g

La proteinuria, ovvero la presenza significativa di proteine nelle urine, può essere un indicatore di danni renali o altre condizioni serie. In questo articolo, esploreremo in dettaglio l'interpretazione di un rapporto proteine/creatinina di 300 mg/g, le cause, la diagnosi e le opzioni di trattamento.

Fisiologia Renale e Proteinuria

A livello renale, il sangue viene purificato dai prodotti di rifiuto e dalle sostanze presenti in eccesso. Le maglie di questo finissimo setaccio vengono attraversate da numerose sostanze, che finiscono nel filtrato per essere poi riassorbite od espulse attraverso le urine, a seconda delle necessità biologiche. Tra tutte queste sostanze non rientrano le proteine, che fatta eccezione per quelle di minori dimensioni, risultano pressoché assenti nel filtrato e nell'urina.

Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. L'assenza completa o valori bassi delle proteine nelle urine non si associano di alcun particolare tipo di patologia. Per questo motivo, livelli bassi di questo parametro non devono destare alcun tipo di preoccupazione. Il rene ha il compito di mantenere nell'organismo le proteine, quindi queste non dovrebbero essere eliminate nelle urine.

Nel corso della vita può accadere che - per colpa di patologie o problemi di altro genere (ipertensione, diabete, infezioni renali, malformazioni congenite ecc.) - le maglie del setaccio renale si allentino, lasciando passare maggiori quantità di proteine. Di riflesso, le concentrazioni proteiche dell'urina aumentano sensibilmente. Per questo motivo, è opportuno indagare le cause della presenza di proteinuria troppo alta, soprattutto se questa è continuativa.

Cause della Proteinuria

L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza. Se la presenza di proteine nelle urine è costante, invece, potrebbe trattarsi di una malattia renale come, per esempio, la glomerulonefrite acuta e/o cronica.

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Oltre a queste circostanze meramente patologiche, sensibili rialzi delle concentrazioni proteiche urinarie possono associarsi anche a condizioni tutto sommato fisiologiche (si parla in questo caso di proteinuria transitoria). L'esposizione al freddo o al calore intenso, la febbre, gli stress emozionali severi e l'esercizio fisico strenuo (sia sportivo che lavorativo), possono infatti elevare significativamente la quantità di proteine riscontrata nel campione urinario.

La proteinuria ortostatica è una patologia relativamente comune nei bambini e nei giovani adulti, che si associa a perdite significative di proteine nell'urina durante la posizione eretta (ortostatica). Presumibilmente, tale condizione è legata all'aumento della pressione sui glomeruli renali, cosa che forza anche il passaggio delle proteine tra le maglie di questi filtri. Nella posizione sdraiata (clinostatica), la pressione diminuisce e la perdita di proteine si riduce; i medici considerano questo disturbo di origine benigna, dato che nella grande maggioranza dei casi regredisce spontaneamente con la crescita.

Quando i glomeruli (i piccoli gomitoli di vasi sanguigni che filtrano il sangue) sono danneggiati, alcune proteine circolanti come l’albumina possono passare nell’urina. Anche altre proteine di maggiori dimensioni possono essere perse con l’urina; tuttavia, l’albumina è quella presente in maggior concentrazione nel sangue, e di conseguenza rappresenta la quota più importante di proteine anche nell’urina.

Le cause della proteinuria possono essere diverse. Nei soggetti che soffrono di diabete e ipertensione, la presenza di proteine alte nelle urine è indice di una compromissione della funzionalità renale. In particolare, alcune delle cause più comuni includono:

  • Malattie dei glomeruli renali
  • Malattie dei tubuli renali
  • Malattie del sangue
  • Nefropatia diabetica
  • Nefropatia membranosa

Diagnosi della Proteinuria

La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine. L’unica analisi che consente di rilevare la presenza di proteine e/o albumina nell’urina è l’esame dell’urina. Proteinuria e/o albuminuria si manifestano ben prima che la funzione di depurazione del sangue da parte dei reni sia compromessa; di conseguenza, esse sono segni precoci di malattia renale.

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L'esame standard dell'urina (esame chimico-fisico e esame microscopico del sedimento urinario) richiede un campione fresco, raccolto alla prima o alla seconda minzione del mattino. Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche.

Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).

Supponiamo che la sveglia abituale sia alle ore 8. D’ora in avanti, tutte le minzioni vengono raccolte in un bidone di plastica graduato (è acquistabile in qualsiasi farmacia e può essere riutilizzato).

Come anticipato, in sostituzione di questo esame, si può ricorrere allo studio del rapporto proteinuria/creatinuria o albuminuria/creatinuria su un campione urinario a caso, meglio del mattino. Quando il rapporto albumina/creatinina nelle urine (albuminuria/creatinuria) è compreso tra 3.5 mg/mmol e 35 mg/mmol, nelle donne, e tra 2.5 mg/mmol e 25 mg/mmol nei soggetti di sesso maschile.

Si definisce tale quando il rapporto proteine/creatinina nelle urine (proteinuria/creatininuria) è uguale o superiore a 45 mg/mmo (che equivale ad un rapporto albuminuria/creatinuria superiore a 30 mg/mmol). La differenza tra maschio e femmina è legata al fatto che gli uomini - in virtù delle maggiori masse muscolari - presentano concentrazioni urinarie di creatinina maggiori.

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Alcuni individui presentano un rischio più elevato di avere una patologia renale, per cui dovrebbero essere sottoposti a scadenza regolare al dosaggio dell’albuminuria (rapporto albuminuria/creatininuria). I pazienti diabetici e/o ipertesi hanno una probabilità maggiore di avere proteinuria o albuminuria rispetto alla popolazione generale.

Valori di riferimento

Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti che si riscontrano in particolari condizioni, come dopo uno sforzo fisico intenso o dopo una malattia.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Sintomi della Proteinuria

Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma. La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.

Quando la proteinuria si manifesta in modo lieve, solitamente non si presentano sintomi. Tuttavia, in casi più gravi, possono comparire edemi, in termini correnti gonfiore, non solo sulle estremità (specie piedi e caviglie) ma anche sul viso e sull’addome. Va specificato poi che il manifestarsi di urina schiumosa non deve essere automaticamente associato alla proteinuria, poiché possono esserci dei fattori che possono creare confusione nella percezione, come nell’uomo, la possibile presenza di tracce di liquido spermatico.

Trattamento della Proteinuria

Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare. Alcuni farmaci antiipertensivi appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (per es. ramipril, lisinopril, enalapril) e degli antagonisti recettoriali dell’angiotensina II (per es. losartan, valsartan, irbesartan) possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.

Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associate verso gradi più severi di insufficienza renale cronica. Tali farmaci vanno assunti dietro prescrizione medica.

Anche il mantenimento della pressione arteriosa a livelli accettabili è efficace nel prevenire il danno renale che porta all'albuminuria.

Proteinuria in Gravidanza

Nelle donne in gravidanza, alte concentrazioni di proteine nelle urine possono essere associate a pre-eclampsia. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione. Quando una donna è in stato di gravidanza, è normale che si verifichi un lieve aumento delle proteine urinarie. Tuttavia, un aumento significativo può indicare preeclampsia, o gestosi, una condizione piuttosto grave che può manifestarsi nel secondo e terzo trimestre di gravidanza e si caratterizza per un aumento di pressione arteriosa, oltre che per proteinuria.

Tabella Riassuntiva dei Valori di Riferimento

La seguente tabella riassume i valori di riferimento per il rapporto albumina/creatinina (ACR) e fornisce un'interpretazione dei risultati:

Valore ACR Interpretazione Azione Raccomandata
Inferiore a 30 mg/g Normale Monitoraggio di routine
30-300 mg/g Proteinuria moderata (Microalbuminuria) Valutazione medica e monitoraggio più frequente
Superiore a 300 mg/g Proteinuria elevata (Macroalbuminuria) Valutazione medica approfondita e trattamento

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