Ripartitore di Calore: Istruzioni per la Lettura e Informazioni Utili

Il ripartitore di calore è uno strumento che consente la misurazione della temperatura rilasciata dal termosifone. Molto utili specie in presenza di impianti termici condivisi, questi dispositivi permettono di rendicontare i consumi.

Funzionamento e Scopo dei Ripartitori di Calore

Il funzionamento alla base di un contabilizzatore prevede che sia montato su ogni termosifone presente in casa, in modo da registrarne il consumo energetico. Posto a contatto con la superficie del calorifero, il contacalore misura il calore emesso da quest’ultimo quantificandone l’effettivo consumo.

Lo scopo dei contabilizzatori è quello di ridurre gli sprechi energetici, inducendo ad una maggiore responsabilità nell’utilizzo dell’impianto. In questo modo si ottiene un duplice vantaggio: da un lato si massimizza il calore prodotto, riducendo dall’altro l’impatto ambientale e i costi in bolletta.

Se installati e utilizzati correttamente, questi dispositivi consentono di ottimizzare la gestione dei consumi domestici, riducendo gli sprechi e razionalizzando l’impiego del gas.

Obbligatorietà e Normativa

I contacalore sono obbligatori negli impianti centralizzati già da luglio 2017 e sono strumenti costituiti da due sonde che misurano la temperatura ogni circa mezz’ora. L’obbligo di utilizzare i contacalore nei condomini è invece sancito tramite decreto legislativo 102/2014.

Leggi anche: Guida al ripartitore di calore

La direttiva 2017/27/Ue del 25 ottobre 2021 obbliga, oltre che alla contabilizzazione del calore, al montaggio delle valvole termostatiche. Le valvole termostatiche vanno installate accanto ai contabilizzatori, nei radiatori, al fine di regolarne apertura e chiusura.

La contabilizzazione oramai è obbligatoria in tutti i condomini dotati di impianto centralizzato (d. lgs. 102/2014 di recepimento della direttiva 2012/27/UE).

Dato che oramai l’installazione dei contabilizzatori è obbligatoria, sono previste importanti sanzioni per chi non li installi nei condomini con riscaldamento centralizzato. La regola riguarda ogni singolo termosifone su tutte le unità abitative servite dallo stesso impianto. In caso di mancato rispetto di questa norma si è soggetti a sanzioni pecuniarie, che vanno dai 500 euro sino ad un massimo di 2500 euro. Sono invece esentati dall’adempimento della norma gli impianti autonomi.

Installazione e Costi

Dell’installazione si occupa un tecnico esperto; questa può essere effettuata sia in presenza di un impianto autonomo che in presenza di uno centralizzato. Vengono montati nei terminali per rilevare i consumi effettivi di energia e consentire di gestire il calore erogato dal radiatore.

Il prezzo di un contacalore si aggira intorno ai 100 euro, anche se molto dipende dal modello.

Leggi anche: Come funziona lo scambiatore di calore auto?

Lettura dei Dati e Funzionamento

I contabilizzatori sono alimentati da una batteria, che comunica via radio o Wi-Fi i dati raccolti ad una centralina che a sua volta li smista a un server centrale, che si occupa dell’archivio. Ogni contabilizzatore, comunque, dispone di un display sul quale è segnalata la quantità di energia consumata.

Essendo il dispositivo alimentato da una batteria integrata, funziona in modo indipendente senza alcun collegamento con la presa di corrente. Per visualizzare la lettura sarà sufficiente cliccare sul tasto centrale, collocato normalmente al di sotto dello schermo.

I modelli differiscono tra loro per il tipo di informazioni che possono essere mostrate: di solito, sono presenti sia il consumo attuale che quello dei mesi precedenti, oltre al consumo annuale.

La lettura da parte dell’utente non è in realtà necessaria, sebbene consigliata, dal momento che le informazioni vengono trasmesse direttamente al fornitore d’energia.

Esistono due tipi di contabilizzatori:

Leggi anche: Cosa succede se una gatta sterilizzata va in calore?

  • con trasmissione (ripartitori elettronici): i dati vengono trasmessi telematicamente ad una centralina.
  • senza trasmissione (ripartitori elettronici): in questo caso, i dati non sono trasmessi telematicamente ed è obbligatorio leggere il display del dispositivo per effettuare il conteggio.

In questo secondo caso, i dati così raccolti vengono poi gestiti da società esterne, che hanno il compito di immagazzinare le informazioni sui consumi di ogni singola unità abitativa.

Vantaggi e Benefici

Come accennato, i vantaggi dell’installazione di un contacalore riguardano principalmente la possibilità di fotografare in modo oggettivo i consumi energetici. I contabilizzatori sono una buona scelta anche per chi non occupi quotidianamente un immobile, come nel caso di uffici che rimangono inutilizzati nel week end.

L’inquilino si fa carico soltanto della spesa del gas effettivamente consumato.

Agevolazioni Fiscali

Chi si serve dei contabilizzatori può disporre di sgravi fiscali previsti dall’Ecobonus per l’efficienza energetica (pari al 65%) e al bonus ristrutturazioni (pari al 50%). La detrazione del 65% può essere sfruttata quando, oltre ai contabilizzatori, si modifichi l’intero impianto, utilizzando caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza. In alternativa, si può optare anche per un impianto geotermico a bassa entalpia. Se si opta per una di queste tre scelte il limite di spesa detraibile a favore di ogni contribuente ammonta a 30.000 euro.

Ottimizzazione dei Consumi

I risparmi cui si va incontro installando un contabilizzatore possono essere ulteriormente accentuati con alcuni accorgimenti, che prevedano azioni mirate all’impianto, rivolte al risparmio energetico e all’ottimizzazione dei consumi. Un esempio potrebbe essere una modernizzazione dei serramenti o dello stesso condominio, che evita le dispersioni di calore e garantisce il corretto isolamento degli alloggi.

Il primo passo sarebbe quello di sostituire gli infissi vecchi, che spesso permettono a spifferi di aria fredda di entrare. Ottimizza i consumi anche preferire i doppi vetri, dato che i vetri singoli comportano una dispersione di circa il 40% del calore del riscaldamento,con conseguente aumento del costo in bolletta. Insomma, l’ideale sarebbe che portare l’edificio in classe A.

Un’analisi recente ha evidenziato come riscaldare una casa poco efficiente possa costare dieci volte tanto una casa di classe A. Per una tipica abitazione in tale classe, pare si risparmino tra i 1000 e i 1600 euro l’anno sule spese di riscaldamento rispetto ad un’abitazione poco efficiente di pari metratura. L’impianto di riscaldamento è quindi importante, ma l’isolamento termico lo è altrettanto.

tags: #ripartitore #di #calore #istruzioni #lettura

Scroll to Top