Ripartitore di Calore: Problemi e Funzionamento

I ripartitori di calore, o contabilizzatori di calore, sono dispositivi installati su ciascun calorifero di un impianto di riscaldamento centralizzato. Servono per misurare il consumo di calore specifico di ogni radiatore. Detto in modo semplice e non tecnico, si tratta di uno strumento che registra la quantità di energia termica utilizzato da ogni calorifero e che permette di ripartire le spese di riscaldamento in base all’effettivo consumo di ogni calorifero e quindi di ogni unità immobiliare.

Come Funzionano i Ripartitori di Calore?

La tecnologia in ambito domestico sta facendo passi da gigante, con soluzioni diversificate e alla portata di tutti. Quando si tratta di sistemi di riscaldamento residenziali, le opzioni sul mercato stanno diventando sempre più semplici da installare e utilizzare e sono in grado di rendere davvero efficiente il controllo delle temperature interne. Una di queste soluzioni sono sicuramente i ripartitori di calore dei termosifoni, che giocano un ruolo chiave in termini di efficienza energetica all’interno delle abitazioni e che permettono di impostare un livello di riscaldamento più preciso, personalizzato ed economico.

Il ripartitore di calore del termosifone è un dispositivo che consente di monitorare e contabilizzare il calore erogato da ciascun radiatore. La loro funzione principale, quindi, è quella di misurare l’energia termica consumata in ogni unità abitativa o in una determinata stanza.

Molto semplicemente, questo dispositivo utilizza un algoritmo che, in base alla differenza di temperatura tra l’ambiente circostante ed il corpo scaldante, è in grado di calcolare la potenza resa dal radiatore. Si distinguono, per esempio, modelli ad uno o due sensori. Risulta quindi estremamente importante posizionare il ripartitore sul termosifone nella giusta posizione (in genere sulla mezzeria ad un’altezza pari al 75% dell’altezza del corpo scaldante), in modo da rilevare la temperatura media superficiale del radiatore.

Entriamo nel dettaglio del funzionamento:

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  1. All’interno di ogni unità abitativa, vengono installati i contacalorie, o contabilizzatori di calore, collegati ai radiatori o ai termosifoni per misurare la quantità di calore emessa da ciascun impianto di riscaldamento.
  2. I contacalorie misurano in modo puntuale il calore emesso da ogni radiatore attraverso sensori di temperatura che rilevano la differenza termica tra l’aria circostante e il corpo riscaldante del termosifone.
  3. l’algoritmo calcola la differenza termica e, successivamente, la quantità di calore emessa.
  4. Questi dati vengono memorizzati e periodicamente trasmessi al sistema centrale per la contabilizzazione e la gestione dei consumi termici complessivi.
  5. Infine, le informazioni vengono utilizzate per calcolare il consumo energetico, fornendo una stima accurata del calore effettivamente emesso in ogni singola stanza.

Va inoltre precisato che i ripartitori di calore, una volta installati, sono in grado di tararsi tenendo in considerazione la potenza termica del radiatore.

Lettura dell'Energia Consumata

Eseguita la misurazione, tuttavia, c’è un altro problema da risolvere: come rilevare il valore registrato dall’apparecchio, al fine di poter effettuare la corretta suddivisione delle spese? Ecco quali sono le modalità più diffuse per elaborare questi dati:

  • Il primo è quello più ovvio: eseguire la lettura visualizzando i dati sul display del ripartitore.
  • Esistono poi apparecchi più evoluti (ma anche più costosi) che provvedono autonomamente ad inviare il segnale radio relativo alla lettura ad orari prestabiliti e con una frequenza temporale impostata.
  • Infine vi sono dispositivi che possono trasmettere e ricevere dati. Questo consente di parametrizzarli da remoto, oltre che di ricevere a richiesta le letture via radio. Poichè la trasmissione avviene solo in concomitanza del comando del letturista, in questo caso non è necessario costruire un’architettura di registrazione dati nel palazzo.
  • Sistema di trasmissione dati senza fili: Alcuni sistemi di contabilizzazione del calore impiegano tecnologie wireless per trasmettere automaticamente i dati di consumo. In questo caso, il vantaggio è la rilevazione da remoto dei consumi senza accesso fisico a ciascun contacalorie.
  • Trasmissione unidirezionale: In alternativa, alcuni sistemi adottano un approccio di trasmissione unidirezionale dei dati, in cui i contacalorie inviano le informazioni di consumo a un sistema centrale, il quale raccoglie e registra i dati. Questo metodo è un buon compromesso tra automazione e gestione centralizzata.
  • Rilevazione manuale: In situazioni in cui l’installazione di sistemi di trasmissione automatica non è praticabile o non sia conveniente, si può effettuare la lettura manuale dei contacalorie con l’intervento di un tecnico per raccogliere e registrare i dati di consumo direttamente dai dispositivi installati su ciascun radiatore.

Obbligatorietà e Normative

In Italia, l’installazione dei contacalorie per i termosifoni è disciplinata dalla legge. La principale norma che regola questa obbligatorietà è la Legge n. 10 del 9 gennaio 1991, nota come “Legge sull’uso razionale dell’energia”, che ha introdotto l’obbligo di installare dispositivi di contabilizzazione del calore in edifici dotati di impianti centralizzati di riscaldamento.

Col tempo, l’attenzione crescente sull’efficienza energetica, ha fatto sì che venissero emanate ulteriori disposizioni, in rinforzo dell’obbligo dei contacalorie. Ad esempio, il Decreto Legislativo “Codice dell’energia” del 19 agosto 2005, n. 192, ha apportato modifiche e integrazioni alle norme esistenti, sottolineando l’importanza di misurare individualmente i consumi termici.

L’obiettivo è promuovere la trasparenza nei consumi energetici, incentivare la razionalizzazione dell’uso dell’energia e assicurare una distribuzione equa delle spese di riscaldamento nei contesti condominiali.

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Sanzioni per Mancata Installazione

Ma cosa succede se non hai installato i contacalorie? La mancata installazione, in violazione di queste normative, può comportare sanzioni finanziarie proporzionate alla gravità dell’infrazione con multe che variano da €500 fino a €2.500.

Installazione e Sostituzione

Installazione

L’installazione dei ripartitori di calore è un processo relativamente semplice, se eseguito da tecnici specializzati: gli apparecchi vengono posizionati sui singoli termosifoni, collegati al sistema di contabilizzazione del calore e configurati per registrare i consumi in modo accurato.

In sintesi, i passaggi principali sono:

  • valutazione preliminare
  • posizionamento dei ripartitori
  • collegamento al sistema centrale
  • configurazione e calibrazione
  • test di funzionamento

Sostituzione

Tali apparecchi non sono eterni: possono rompersi o esaurire le batterie, rendendo necessaria la loro sostituzione. A questo punto sorge la domanda: chi paga la sostituzione di questi apparecchi? La risposta secca a questa domanda è che le spese devono essere addebitate al proprietario del calorifero. Tuttavia, è opportuno fare alcune riflessioni per contestualizzare questa risposta. La mia riflessione parte dal considerare chi è il proprietario di tali apparati, e risulta essere il singolo condomino.

La durata di questi prodotti ha una durata variabile, in base alla qualità e ad altri fattori, come per esempio la manutenzione e l’usura, ma generalmente si aggira intorno ai 10-15 anni. La sostituzione è necessaria e consigliata, se non addirittura obbligata, in caso di guasti permanenti o malfunzionamenti. Ecco perché monitorare regolarmente lo stato dei ripartitori è essenziale per assicurarsi che tutto stia funzionando in modo corretto e la misurazione dei consumi termici sia ancora precisa.

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Agevolazioni Fiscali

Tra i tanti bonus emessi e prorogati negli ultimi anni, in alcuni casi è possibile usufruire di agevolazioni fiscali anche legate all’installazione dei contacalorie per i termosifoni in caso di sostituzione di radiatori obsoleti con modelli più recenti ed ecologici.

Queste agevolazioni, infatti, hanno il preciso scopo di incentivare l’adozione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico e una transizione verso sistemi di riscaldamento più sostenibili. La sostituzione dei termosifoni obsoleti con modelli più moderni, efficienti ed ecologici è incentivata attraverso l’Ecobonus: l’agevolazione che consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% sul totale della spesa, con un limite massimo di 96.000 euro. La detrazione viene suddivisa in dieci rate annuali di uguale importo.

Possono richiedere il bonus i condomini, le imprese, i gruppi pubblici e privati, le associazioni e le cooperative.

Contacalorie e Termovalvole: Una Soluzione Completa

L’abbinamento tra contacalorie per termosifoni e rappresenta una soluzione completa per ottimizzare il riscaldamento in un ambiente domestico. Le termovalvole, infatti, consentono il controllo autonomo della temperatura in ogni stanza, mentre i contacalorie registrano e contabilizzano in modo accurato tutti i consumi di riscaldamento.

Questa combinazione, quindi, offre un sistema integrato evoluto per favorire il risparmio energetico, attraverso una gestione personalizzata delle esigenze termiche individuali.

Manomissioni e Malfunzionamenti

Non volendo considerare coloro i quali provano, illegalmente, a manomettere i contabilizzatori del calore per falsare in maniera inequivocabile la misurazione del consumo, può accadere che il ripartitore subisca danni dovuti ad eventi imprevisti. Ma possono essere manomessi? La risposta è no. Per verificare se il contabilizzatore è stato manomesso si può controllare l’integrità del sigillo, ovvero osservare se il pistoncino del sigillo è posizionato correttamente rispetto a quanto indicato dalla casa costruttrice.

In queste situazioni è necessario contattare tempestivamente la società che si occupa del servizio di lettura dei contabilizzatori di calore e provvedere, se necessario, con l’installazione del nuovo ripartitore.

Come ribadito anche da una sentenza della Cassazione, le manomissioni illecite dei contabilizzatori di calore rientrano nella fattispecie del furto e la pena prevista per tale tipologia è la reclusione da 1 a 6 anni e una multa che va da € 103 fino a € 1.032 ex art.

Nel caso in cui, a seguito di malfunzionamenti, manomissione o contabilizzatore spento, non sia possibile rilevare il consumo, lo stesso viene calcolato a fine stagione con diverse metodologie.

Considerazioni Finali

Concludiamo questa panormaica sul funzionamento dei ripartitori ricordando che, per ottenere misurazioni corrette, è importante che tutto l’impianto di riscaldamento sia controllato e correttamente funzionante. La potenza effettiva resa dal radiatore (calore ceduto in ambiente) potrebbe infatti essere minore rispetto a quella calcolata dal ripartitore nel caso in cui, ad esempio, parte del radiatore fosse piena d’aria.

L’utilizzo dei ripartitori di calore e dei contacalorie per i termosifoni non solo risponde a requisiti normativi ben precisi, ma contribuisce anche a una gestione più efficiente ed equa delle spese di riscaldamento.

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