Bruciore Retrosternale: Cause, Sintomi e Rimedi

Il bruciore retrosternale è un disturbo che si manifesta con una sensazione di infiammazione posteriore allo sterno, l’osso situato nella parete toracica anteriore tra le due clavicole e le prime sette coppie di costole e che con esso si articolano (da cui il nome del disturbo, “bruciore retrosternale”).

Dove si trova lo sterno?

Di per sé, lo sterno è un osso piatto e allungato che si trova nella parte anteriore centrale del torace.

Sintomi del bruciore al petto

Il bruciore al petto si manifesta come un dolore che generalmente parte dal centro del petto o dal lato sinistro. Il bruciore allo sterno si irradia verso la gola e può essere provocato perlopiù da problemi di natura cardiaca, polmonare o gastrointestinale.

Il bruciore retrosternale si manifesta principalmente come una sensazione di bruciore o pressione al centro del petto, che può irradiarsi verso il collo, la schiena o l’addome.

Per verificare che si tratti di quest’ultimo caso, i primi sintomi che notiamo sono il reflusso gastroesofageo e il rigurgito acido, che generano un senso di nausea, pienezza e un sapore amarognolo in bocca. Questi sintomi si manifestano in particolare dopo un pasto abbondante e peggiorano quando si assume una posizione sdraiata.

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Vediamo alcuni sintomi associati al senso di bruciore al petto:

  • Acidità di stomaco
  • Bruciore alla gola, spesso dovuto alla risalita di acidi dallo stomaco
  • Senso di nausea e possibile vomito
  • Digestione difficile
  • Tosse, che può essere collegata al reflusso gastroesofageo oppure può rappresentare, insieme al bruciore, un inizio di bronchite
  • Sintomi da raffreddamento, qualora siano questi la causa di insorgenza del problema.

In caso di infarto, invece, il bruciore può essere associato a sintomi come tachicardia, nausea, sudore freddo, difficoltà a respirare.

È quindi importante distinguere i vari sintomi, se il dolore si manifesta a destra o a sinistra, a riposo o sotto sforzo, da sdraiati o in movimento, se è improvviso, forte, continuo o intermittente.

A tale proposito è utile ricordare che, nell’infarto del miocardio, per esempio, il dolore generalmente si manifesta a sinistra sotto le costole e in seguito tende a irradiarsi a tutto il braccio sinistro. Raramente, però, può comparire a destra, estendendosi anche vicino all’ascella. Nelle donne e nei giovani, più spesso che nell’uomo, possono presentarsi anche bruciore allo stomaco, nausea e stanchezza.

La situazione è diversa nel caso di angina pectoris (letteralmente dolore al petto), condizione in cui il dolore è dovuto alla sofferenza del muscolo cardiaco per un ridotto apporto di sangue. A differenza dell’infarto, nell’angina il calo del flusso sanguigno è transitorio, quindi non c’è senza necrosi del tessuto, ma una sofferenza momentanea.

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Cause del bruciore al petto

Le cause che generano la sensazione di bruciore al petto sono molteplici, infatti essa può essere dovuta a:

  • Dispepsia (cattiva digestione)
  • Assunzione di alimenti che stimolano l’irritazione dell’esofago, come ad esempio pomodori, cibi grassi, agrumi, caffè, cipolla, aglio, cioccolato, alcolici, spezie
  • Gravidanza, in quanto il bruciore può presentarsi come conseguenza del reflusso
  • Ernia iatale
  • Gastrite
  • Ulcera peptica
  • Angina pectoris, una sindrome dovuta allo scarso afflusso di sangue al cuore
  • Infarto del miocardio
  • Problemi alle ossa del torace, come lo sterno. In questo caso il bruciore può essere associato a pallore, respirazione difficile e abbassamento di pressione
  • Infiammazioni respiratorie e stati influenzali
  • Effetti avversi dei farmaci che possono provocare irritazione

Nella maggior parte dei casi, il dolore retrosternale è dovuto a condizioni che hanno a che fare con muscoli, ossa, con i polmoni o con il tratto digestivo, piuttosto che con il cuore.

Il dolore al torace è molto comune perché ci sono tante condizioni patologiche, di gravità più o meno severa, che lo annoverano fra i sintomi che le caratterizzano.

La causa più comune non cardiaca è la costo-condrite, un’infiammazione delle cartilagini collegate alle costole superiori della gabbia toracica. Questa condizione non ha sempre una causa specifica, ma è spesso il risultato di una lesione al torace, di tensione dovuta all’attività fisica o di artrosi.

Le lesioni ai muscoli e alle ossa che si trovano nella zona dello sterno, come le costole, in seguito a traumi, cadute o interventi chirurgici al torace, sono un’altra delle cause più diffuse di dolore sternale.

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Causano dolori allo sterno anche alcuni problemi gastrointestinali e malattie polmonari.

Lo sterno si trova in corrispondenza di importanti organi digestivi come l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino. Acidità gastrica, reflusso e ulcera provocano dolore, soprattutto dopo mangiato e di notte, associato a bruciore al petto, sapore amaro in bocca, difficoltà a deglutire, tosse, gonfiore, nausea e mancanza di appetito, mal di gola o raucedine.

La causa del dolore al petto può essere inoltre legata a delle malattie che interessano il pancreas o la cistifellea.

Alla base del dolore al petto e dietro la schiena all’altezza dei polmoni possono esserci cause respiratorie, come bronchite, tracheite, polmonite e pleurite (infiammazione della pleura, ovvero la membrana che riveste i polmoni e la cavità toracica interna).

Tra le più gravi, l’embolia polmonare (ostruzione di una o più arterie del polmone), la tubercolosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma pleurico (tumore della membrana che avvolge la parte interna del torace).

Dolore allo sterno e ansia

Molti casi di attacco di panico, per esempio, oltre alla sudorazione e alla tachicardia, si manifestano con dolore retrosternale. Anche uno stato d’ansia può provocare tale sintomo.

Una persona ansiosa, di solito, va in affanno, cioè fa respiri corti e molto frequenti. Questa condizione tende a ridurre i livelli di anidride carbonica nel sangue, senza però che ci sia un aumento della concentrazione di ossigeno.

Il legame tra ansia e bruciore al petto è spesso sottovalutato, nonostante sia una delle manifestazioni psicosomatiche più comuni nei disturbi d’ansia. Il bruciore al petto legato all’ansia si configura come una sensazione urente, profonda o superficiale, che può localizzarsi nella parte centrale del torace, irradiarsi verso la gola o, talvolta, verso le spalle e la schiena. Quando non vi è alcuna evidenza di patologie mediche, ci si trova spesso davanti a un sintomo psicosomatico.

Tra le cause del bruciore al petto, ritroviamo gli stati d’ansia. In queste condizioni, infatti, si crea una certa tensione a livello dei muscoli del torace, generando anche il bruciore. Inoltre, l’ansia, stimola la produzione di acido da parte dello stomaco e di conseguenza provoca un bruciore anche a questo livello.

Rimedi per il bruciore al petto

Come abbiamo visto, esistono molteplici cause legate al bruciore al petto, per cui anche i rimedi dipenderanno dall’origine del problema.

Ecco cosa possiamo fare per prevenirlo:

  • Praticare lo yoga e la meditazione per ridurre ansia e stress
  • Migliorare l’alimentazione, riducendo cibi grassi incrementando frutta e verdura. Questo aiuterà sia a combattere i sintomi gastrointestinali sia a prevenire patologie cardiache
  • Condurre uno stile di vita salutare
  • Non fumare, in quanto il fumo causa problemi di tipo respiratorio, cardiaco e problemi di reflusso, tutti causa di bruciore al petto
  • Bere infusi calmanti a base di camomilla e miele

Nel caso in cui il bruciore sia collegato a problemi gastrointestinali, è possibile ridurre il reflusso gastrico attraverso sostanze naturali, come lo xiloglucano e il condroitin solfato e l’utilizzo di antiacidi per lo stomaco come citrati e carbonati.

Le cure per il dolore al petto dipendono dall’origine. Se la causa del dolore intercostale è la costo-condrite, il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans, come ibuprofene, ketoprofene…) per ridurre l’infiammazione. Oltre al riposo assoluto, possono essere utili impacchi caldi o freddi sulla zona dolente e trattamenti fisici, come la fisioterapia.

In caso di lesioni muscolari di solito si applicano bendaggi per prevenire il gonfiore e si possono assumere farmaci antinfiammatori e miorilassanti. Anche la terapia del freddo viene spesso indicata perché diminuisce il flusso del sangue ed evita l’ematoma.

Quando il dolore è scatenato da disturbi gastrointestinali, allora è di solito accompagnato da bruciore al petto e la terapia è mirata ad eliminare la causa del disturbo.

Nel caso il dolore allo sterno sia correlato all’ansia, è possibile trattarlo, sentito il parere del proprio medico, con rimedi naturali.

Se il sintomo è dovuto alla costo-condrite, correggere la postura (anche con il supporto di sedute di fisioterapia) può aiutare ad alleviarlo e a prevenire recidive.

Quando preoccuparsi e come capire se è infarto?

Il dolore sterniale è uno dei sintomi che incutono più paura perché è spesso automaticamente associato a un infarto. Non a caso, questo sintomo è alla base del 5% degli accessi al pronto soccorso.

Un forte dolore al petto non è sempre sintomo di infarto.

In Italia, una persona ha un infarto ogni 40 secondi. Alcuni attacchi di cuore colpiscono senza preavviso, ma possono anche essere preceduti da segnali incontrovertibili. Può diffondersi ad altre parti del corpo, come braccia, spalle, schiena e mascella.

Non è sempre facile distinguere tra il dolore toracico correlato a stress e ansia e quello causato da infarto o angina pectoris.

Il rischio di infarto, in generale, aumenta quando le persone raggiungono la mezza età. Purtroppo questa regola non vale sempre e per tutti.

È accompagnato da oppressione toracica, pesantezza o sensazione di schiacciamento. Il dolore può essere inoltre accompagnato da debolezza, nausea, mancanza di respiro, sudorazione, vertigini o svenimento.

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