Le principali indicazioni agli interventi sulla parete toracica sono l’asportazione di tumori primitivi o metastatici delle ossa e/o tessuti molli, l’asportazione di tumori polmonari e/o della mammella infiltranti la parete toracica o, più raramente, il trattamento di estese ulcere infette (per lo più post-attiniche).
Le finalità della procedura possono essere curativo/diagnostiche (per es. La sede, l’estensione della malattia da resecare e lo stato dei tessuti (esiti post-attinici, infezione, infiltrazione dei piani superficiali) condizionano il tipo di intervento chirurgico; per la funzione stessa di protezione degli organi intratoracici e mediastinici e il ruolo cardine nella meccanica respiratoria l’asportazione di tratti più estesi di parete toracica comporta una instabilità funzionale o il rischio di traumatismo agli organi interni (per es. nelle resezioni di sterno).
In tali casi nell’exeresi chirurgica al tempo demolitivo deve spesso far seguito il tempo ricostruttivo.
Interventi sulla Parete Toracica: Tecniche e Complicanze
La stabilizzazione chirurgica viene effettuata utilizzando placche metalliche fissate alle strutture ossee sottostante con differenti modalità. In assenza di concomitanti lesioni traumatiche intracavitarie che necessitino di trattamento chirurgico, si tratta di interventi effettuati con incisioni mirate sul tratto costale fratturato senza necessità di toracotomia; analogamente per la sintesi di frattura sternale.
In caso di traumi con ampie soluzioni di continuo della parete toracica vengono utilizzate le tecniche di ricostruzione valide nella chirurgia demolitiva, dopo accurato debridement.
Leggi anche: Rischi di una dieta senza pane
Le possibili complicanze in questo tipo di chirurgia sono riconducibili alle comorbidità mediche del paziente ed ad eventuali lesioni traumatiche associate, in particolare per quanto riguarda le complicanze respiratorie.
Ricostruzione della Parete Toracica
Brecce postero-superiori nella parete toracica a carico delle prime 4 coste non richiedono di solito alcuna riparazione per la presenza della scapola, struttura rigida che garantisce una adeguata protezione.
Nei tumori infiltranti il piano costale, l’incisione cutanea è ampia, mediotoracica posterolaterale o anteriore-anterolaterale a seconda della sede della neoplasia.
Se c’è un’infiltrazione del piano cutaneo tutta l’area interessata deve essere asportata con il tumore sottostante con possibile necessità nella ricostruzione di lembo mio-cutaneo.
Nei tumori infiltranti lo sterno, l’incisione cutanea è longitudinale, sulla linea mediana sternale a partire dal giugulo e comprendente un’ellisse di cute sulla zone neoplastica se c’è infiltrazione.
Leggi anche: Togliere gli zuccheri: guida completa
Lembo Muscolare: Una Tecnica Ricostruttiva
Il confezionamento di lembo muscolare consiste nella parziale mobilizzazione di alcuni muscoli del torace (gran pettorale, gran dorsale, muscolo dentato) o del muscolo retto dell’addome dalle strutture muscolo-fasciali circostanti e, con la preservazione di un peduncolo di vascolarizzazione, nella rotazione del lembo stesso per lo più a copertura di reti posizionate sul difetto di parete.
L’intervento viene completato con il posizionamento di uno o due drenaggi toracici (se c’è stata apertura del cavo pleurico) ed uno o più drenaggi sottofasciali.
Nel postoperatorio può essere talvolta necessario mantenere una medicazione compressiva per alcuni giorni.
Fratture Costali: Cause, Sintomi e Trattamento
Un trauma, a seguito di una brutta caduta o di un incidente automobilistico, oppure, in età avanzata, un’osteoporosi importante che porta a una demineralizzazione ossea. Queste sono le principali cause della frattura delle costole.
Il sintomo di una frattura alle costole è inconfondibile: si avverte un intenso dolore, che diventa più acuto durante l’inspirazione o in seguito a movimenti di rotazione del torace oppure quando ci si piega in avanti.
Leggi anche: Strategie alimentari per eliminare la pancia nell'uomo
Spesso i pazienti confondono un vero trauma alle coste, quindi una rottura o una incrinatura, con il dolore di una semplice ‘botta’ e ritardando il consulto con il medico.
Solitamente il dolore che aumenta con il passare del tempo e che diventa decisamente più intenso quando di respira è il primo campanello di allarme.
Diagnosi e Approccio Terapeutico
Con l’esame clinico obiettivo del torace si va alla ricerca di segni come ecchimosi (ossia lividi) e deformità. Si controlla anche la respirazione e si valutano dolore e crepitii alla palpazione e durante alcuni movimenti.
Per definire l’entità della frattura, è necessaria una radiografia.
Attraverso questo esame lo specialista potrà capire in quale punto è situata la frattura se: la costa è rotta in più punti; ci sono più costole fratturate; la frattura è composta o scomposta; c’è una lesione o un rischio per gli organi dell’area addominale (nel caso di frattura delle ultime coste) o toracica, per esempio a carico della pleura, la membrana che avvolge i polmoni.
A volte, l’esame radiografico non mette subito in evidenza la frattura. In questi casi, può essere richiesto al paziente di trascorrere alcuni giorni senza fare sforzi e, se il dolore non passa, ripetere la radiografia.
A differenza di quando ci si frattura un arto, la frattura delle costole non può essere trattata con l’ingessatura o comunque con l’immobilizzazione.
Naturalmente, l’approccio terapeutico varia a seconda della tipologia di frattura e delle conseguenze che questa comporta.
La rottura delle ultime costole può provocare danni agli organi intra-addominali. Quella delle prime due costole (le più alte della gabbia toracica) può invece portare lesioni cardiopolmonari o vascolari.
In caso di frattura composta della costola, la cosa fondamentale è osservare un periodo di riposo (di circa 3 settimane) per permettere alle costole di calcificarsi.
Nel frattempo, per ridurre il dolore potrebbero essere prescritti degli analgesici. Nei primissimi giorni, dietro consiglio medico, potrebbe essere consigliato l’uso di una cintura toracica.
A questo periodo, seguiranno dapprima la fisioterapia per ripristinare la normale mobilità e poi esercizi mirati a rinforzare la muscolatura intercostale.
Cosa Fare e Cosa Non Fare
Ecco alcune indicazioni utili:
Cosa non fare al momento del trauma (e tantomeno in fase di convalescenza):
- provare a bendare la parte;
- fare sforzi e sollevare pesi;
- sottovalutare il trauma, soprattutto se si è abituati a fare attività fisica.
La prima cosa da fare, invece, è andare dal proprio medico o al pronto soccorso.
In genere, nel caso di una lesione alla costola, è possibile risolvere il problema senza ricorrere al medico. Alle costole non si possono applicare steccature o supporti come alle altre ossa, perciò occorre aspettare che la lesione guarisca spontaneamente col tempo.
Nel caso di frattura o contusione di una o più costole il dolore è intenso e si riesce a respirare solo superficialmente per non acuirlo.
Si consiglia di prendere antidolorifici, ad esempio quelli a base di paracetamolo e ibuprofene, dopo aver consultato il medico e rispettando le avvertenze riportate sulla confezione.
Si sconsiglia l'applicazione di bendaggi stretti che possano impedire al torace di espandersi e di stare sdraiati o senza muoversi per lunghi periodi.
Inoltre, è sconsigliato trascinare o sollevare oggetti pesanti quando si avverte che il dolore si è attenuato per non prolungare i tempi di recupero.
Occorre rivolgersi al medico di famiglia se il dolore non si attenua nel giro di poche settimane.
Per guarire si deve osservare un periodo di riposo (dai 10 giorni alle 3 settimane) e nel frattempo assumere farmaci antidolorifici e antinfiammatori.
L'applicazione di ghiaccio può essere d'aiuto per ridurre gonfiore e dolore.
L'ospedalizzazione è necessaria solo se si presentano notevoli difficoltà respiratorie o lesioni degli organi interni.
Vanno perciò evitati sport di contatto per almeno 6 settimane, come anche tutti gli sport che fanno aumentare il battito cardiaco e quindi la respirazione, provocando l'aumento dell'infiammazione.
La posizione per dormire meglio è quella semiseduta, con dei cuscini dietro la schiena.
La frattura delle costole è dunque una lesione che per guarire richiede molta pazienza e costanza nel seguire le indicazioni degli specialisti.
Intervento Mini-Invasivo per Pectus Excavatum
L’intervento mini-invasivo prevede un'incisione di 5 mm a destra per l’introduzione della telecamera toracoscopica, attraverso altre due incisioni di circa 3-4 cm si introduce una barra in titanio in sede retrosternale sotto controllo toracoscopico che comporterà il sollevamento dell’osso sternale e la riduzione dell’escavazione.
In alcuni casi si potrà ricorrere al posizionamento di più di una barra. In alcuni casi sarà posizionato un drenaggio toracico.
Il follow up prevede controlli clinici da eseguire nel periodo postoperatorio; la rimozione della barra sarà programmata in seguito all’evoluzione clinica e si svolgerà in media dopo tre/quattro anni dall’intervento. L’intervento mira a correggere il difetto toracico nel modo migliore possibile.
Lobectomia: Asportazione di un Lobo Polmonare
La lobectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di un lobo del polmone. Al pari di altri organi, i polmoni sono composti da diverse sezioni anatomiche, ognuna con un proprio compito specifico, che prendono il nome di lobi.
Il polmone sinistro è diviso in due lobi, quello destro in tre.
Questo tipo di intervento viene svolto in anestesia generale e può durare da un’ora e mezza fino a quattro ore. Può essere eseguito con due approcci distinti: in toracotomia o in video-torascopia (VATS).
Nel primo caso l’intervento prevede l’apertura di un’unica ampia incisione di circa 20 centimetri a livello del torace, e il paziente viene intubato.
I tempi di recupero variano in base all’approccio utilizzato. L’operazione condotta in video-torascopia (VATS) risulta in genere meno invasiva, a tal punto che nella maggior parte dei casi il paziente viene dimesso entro due o tre giorni dall’intervento.
In caso di toracotomia, invece, il recuperò sarà più lento tanto da richiedere fino a sei giorni di degenza.