I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o, come si preferisce chiamarli più modernamente, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), sono un gruppo variegato di malattie comprese e classificate fra i disturbi psichiatrici. A spiegarcelo è il dott. Franco Scita, medico psichiatra e responsabile del reparto DCA dell’Ospedale Maria Luigia.
I disturbi del comportamento alimentare (detti anche DCA) sono disturbi psichiatrici invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono la salute fisica e il funzionamento sociale dell’individuo. Sono disturbi caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con il proprio corpo.
I disturbi alimentari si caratterizzano per essere disturbi in cui il rapporto con il proprio corpo risulta significativamente alterato. Nelle donne le preoccupazioni per il proprio corpo tendono a concentrarsi principalmente attorno a peso e forme corporee. Molto frequentemente il corpo viene percepito come non sufficientemente magro ed esile (Treasure et al., 2020) anche a fronte di quadri di sottopeso molto gravi. Negli uomini, ad esempio, le preoccupazioni sono frequentemente rivolte ad un corpo percepito come poco muscoloso o mascolino.
I disturbi dell’alimentazione più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating disorder.
Tipologie di Disturbi Alimentari
Anoressia Nervosa
L’anoressia si caratterizza piuttosto dalla riduzione dell’introito calorico (spesso diete fai-da-te molto restrittive) e un aumentata attività fisica che portano ad una progressiva perdita di peso. L’anoressia, a differenza della bulimia, non si caratterizza dalla presenza frequente di episodi di vomito, come spesso erroneamente si pensa. Oltre alle problematiche relative al comportamento alimentare, in coloro che soffrono di anoressia nervosa, sono presenti alterazioni della sfera cognitiva ed emotiva (Treasure, 2015). Da un punto di vista cognitivo le pazienti con anoressia nervosa spesso presentano un pensiero rigido, focalizzato solo su pochi e stereotipati temi, che riguardano principalmente il cibo e il proprio corpo.
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L’eccessiva magrezza, causata da diete sempre più rigide, porta inoltre a problemi di natura medico-internistica che possono essere anche fatali. Le problematiche medico-internistiche possono interessare tutti gli organi e i sistemi, e rappresentano un fattore di primaria importanza nel percorso di cura per l’anoressia nervosa.
Per approfondire leggi: Anoressia Nervosa.
Bulimia Nervosa
L’abbuffata, nella bulimia, è seguita dal bisogno immediato di svuotare lo stomaco attraverso il vomito auto-provocato. La persona che si abbuffa sperimenta spesso questo comportamento come una cessione involontaria al bisogno di mangiare, seguita da sentimenti intensi di colpa. Per far fronte a questi sentimenti e per cercare di annullare l’effetto delle calorie assunte, ricorre frequentemente all’induzione del vomito.
Binge Eating Disorder (BED)
Come per la bulimia nervosa, il BED si caratterizza per la presenza di abbuffate che però non sono seguite da comportamenti compensatori (ad es. il vomito). Il BED determina, di norma, un notevole aumento di peso. Chi soffre di binge eating disorder spesso ha una lunga storia di numerose diete fallite.
Chi è a Rischio?
I disturbi alimentari possono colpire individui di ogni età, genere, sesso e aree geografiche anche se principalmente i soggetti più a rischio sono quelli di sesso femminile. Per quel che riguarda anoressia e la bulimia esiste una netta prevalenza di genere. Negli ultimi anni comunque si è osservato un aumento di incidenza dell’anoressia nel sesso maschile.
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Se anoressia e bulimia sono molto più frequenti nelle donne, il binge eating disorder è invece il disturbo del comportamento alimentare più frequente negli uomini. Il sesso maschile rappresenta circa il 40% delle diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata. Inoltre è significativo sottolineare la stretta correlazione tra binge eating disorder e depressione.
La causa scatenante di questi disturbi del comportamento alimentare è spesso una dieta iniziata in adolescenza.
Sintomi dei Disturbi Alimentari
I principali sintomi dei disturbi del comportamento alimentare sono specifici per patologia. I sintomi caratteristici dell’anoressia nervosa sono il dimagramento progressivo e il rifiuto di mantenere un peso adeguato all’età. I sintomi tipici della bulimia nervosa sono le abbuffate con perdita del controllo e i comportamenti di compenso (ad es. Sintomo comune nell’anoressia e nella bulimia è una patologica relazione con il proprio corpo che può sfociare nel disturbo dell’immagine corporea. Un disturbo nel quale l’insoddisfazione per il proprio corpo si unisce ad una alterata percezione dello stesso.
Il sintomo principale del binge eating disorder è rappresentato dall’abbuffata e dalla perdita di controllo mentre si sta mangiando.
Come Intervenire
Particolare attenzione va data ai sintomi precoci del disturbo alimentare. Molta attenzione deve essere inoltre posta alle diete (soprattutto se gestite in autonomia) intraprese per dimagrire. E’ quindi importante prestare attenzione soprattutto a cambi repentini nelle abitudini alimentari o nella personalità.
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La principale raccomandazione che può essere fatta ai genitori è quella di favorire nei figli lo sviluppo di un adeguato livello di autostima e di autoefficacia. I figli devono essere incoraggiati ad affrontare la vita, sostenuti nelle prove del quotidiano, aiutati a tollerare le frustrazioni, senza legare il proprio valore all’aspetto fisico o alla prestazione fornita (ad es. E’ importante aiutare i figli a non basare il proprio valore e la propria amabilità su prestazioni da esibire.
Inoltre, nel caso di un disturbo all’esordio è importante essere seguiti da professionisti esperti. In particolare alcuni modelli sono stati proposti e prevedono un maggior coinvolgimento nei genitori nel percorso di cura, in particolare per pazienti minorenni. Un esempio riguarda il New Maudsley Model, un modello di trattamento che mette al centro del percorso la famiglia, con incontri dedicati ai genitori.
Percorso di Cura
Il protocollo di cura prevede, di norma, una fase di ricovero ed una successiva fase di day hospital. Il ricovero per disturbi alimentari viene in genere effettuato quando la sintomatologia è particolarmente grave e/o la terapia ambulatoriale si è dimostrata inefficace. Infatti il ricovero consente, da un lato, di poter monitorare quotidianamente il paziente, i suoi parametri fisiologici e la sua condizione medico-internistica. Con il passare delle settimane i progressi clinici consentono al paziente di accedere a quello che è chiamato il “tavolo autonomo” dove appunto non si viene più assistiti dal personale sanitario.
In concomitanza a questo, durante il periodo di ricovero, il lavoro psicoterapeutico e riabilitativo è particolarmente intenso. I pazienti infatti sono coinvolti in attività terapeutiche individuali (es. Nonostante il ricovero sia in certi casi fondamentale, certamente non è in grado di completare il lavoro psicologico e riabilitativo che spesso deve essere portato a termine a livello ambulatoriale. Tutte le pazienti ricoverate sono infatti inviate nuovamente presso i rispettivi servizi territoriali di competenza o specialisti privati.
Per chi ne avesse necessità inoltre, presso il nostro poliambulatorio, è attivo un ambulatorio per i disturbi alimentari che offre percorsi di cura e riabilitazione specialistici. Presso il poliambulatorio infatti lavorano gli stessi professionisti che si occupano quotidianamente di DCA presso il reparto ospedaliero.
Trattamenti Specializzati
Trattamento del Binge Eating Disorder con obesità: un percorso integrato per pazienti BED che prevede una mezza giornata di trattamento a settimana. Il percorso prevede pasti assistiti con consulto dietistico, un gruppo di educazione alimentare ed uno di psicoterapia.
Riferimenti Bibliografici
- Bhattacharya, A., DeFilipp, L., & Timko, C. A. (2020). Feeding and eating disorders. Handbook of Clinical Neurology, 175, 387-403.
- Hay, P. (2020). Current approach to eating disorders: a clinical update. Internal Medicine Journal, 50(1), 24-29.
- Frank, G. K. W., Shott, M. E., & DeGuzman, M. C. (2019). The Neurobiology of Eating Disorders. Child and Adolescent Psychiatric Clinics of North America, 28(4), 629-640.
- Fisher, M., Gonzalez, M., & Malizio, J. (2015). Eating disorders in adolescents: How does the DSM-5 change the diagnosis? International Journal of Adolescent Medicine and Health, 27(4), 437-441.
- Fisher, M. (2017). Foreword: Diagnosis and Management of Eating Disorders in the DSM-5 Era. Current Problems in Pediatric and Adolescent Health Care, 47(4), 67-69.
- Attia, E., & Guarda, A. S. (2022). Prevention and Early Identification of Eating Disorders. JAMA, 327(11), 1029-1031.
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- Brandt, H. A., & Crawford, S. F. (2019). Eating Disorders 2018: New Insights in Diagnosis, Research, and Treatment. Psychiatric Clinics of North America, 42(1), xiii-xv.
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