La trippa è un alimento di origine animale che fa parte del quinto quarto della bestia macellata, nello specifico rientra nel gruppo delle frattaglie. Stiamo parlando di quelle parti - e organi - più interni dell’animale e considerate un tempo “meno nobili” o scarti, che venivano consumati dalle famiglie meno abbienti per seguire la filosofia che dell’animale non si butta via niente.
La trippa è costituita dallo stomaco (o da uno degli stomaci) dei bovini o dei suini, anche se la materia prima più utilizzata è il rumine di manzo, ovvero il primo dei quattro stomaci dell'animale. A dire il vero, la porzione commestibile dell'apparato digerente bovino è costituita anche dalle altre tre sacche gastriche (reticolo, omaso, abomaso) ma, come spesso accade, ogni preparazione assume un nome differente; ad esempio, l'abomaso cotto è definito lampredotto e non trippa (che, come anticipato, indica il rumine).
In particolare, rientrano tra le frattaglie: trippa, rognoni, polmoni, cuore, fegato, intestino tenue, testicoli, milza, mammelle, cervello, coda, zampe e lingua. Tutti tagli con un gusto deciso, sapore intenso e dall’odore particolare e deciso.
La trippa è quindi un alimento considerato “povero”, ma non nel gusto, e che fa parte di tante ricette della tradizione italiana. Non solo in Italia ma in molti paesi del mondo possiamo trovare ricette con la trippa davvero gustose ma mai povere.
Caratteristiche Nutrizionali della Trippa
Considerata erroneamente grassa e troppo ricca di colesterolo, la trippa in realtà si rivela un alimento molto magro e con un interessante valore nutrizionale. Molti ritengono che la trippa sia grassa, in realtà non è così. È un alimento sostanzialmente magro, a basso tenore di grassi.
Leggi anche: 150g di proteine: la guida completa
La trippa è un alimento magro, ricco di proteine ad alto valore biologico. Non contiene glucidi o fibre, e non si possiedono dati sufficienti per stabilirne l'idoneità al regime alimentare contro certe malattie del metabolismo (mancanza di valori quali colesterolo e acidi grassi saturi).
Di certo, la trippa è un taglio di carne (o meglio, di quinto quarto) decisamente ipocalorico. Inoltre, per quel che concerne i sali minerali, la trippa contiene ottime quantità di ferro (utile a combattere e prevenire l'anemia sideropenica) e non mancano ottime concentrazioni di molte vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina e niacina).
Un elemento fondamentale da tenere in considerazione è la grande massa di tessuto connettivo, che in cottura si trasforma in gelatina ed è di discreta digeribilità. Offre un buon contenuto di ferro, sodio, potassio e fosforo, insieme a vitamine del gruppo B. Va considerato che contiene una certa quota di colesterolo, precisamente 122 milligrammi per 100 g di prodotto.
La trippa potrebbe contenere alti livelli di purine, molecole indesiderate per i soggetti affetti da iperuricemia ed attacchi gottosi.
Nota bene: le percentuali nel grafico non si riferiscono al contenuto percentuale di carboidrati, proteine e grassi presenti nel prodotto. Rappresentano, invece, la ripartizione dell'energia apportata da ciascun macronutriente (fatto 100 il totale delle calorie fornite dall'alimento).
Leggi anche: Cosa Mangiare Prima della Colonscopia
Trippa nella Dieta Chetogenica
Sei agli inizi con la chetogenica? Trippa cotta di bovino adulto è un alimento povero in carboidrati. Per questo, può entrare nella tua dieta chetogenica. Questo alimento ha un impatto ingrassante medio e non dovrebbe contribuire all'aumento di peso se non eccedi nelle quantità.
La trippa, fra tutte le frattaglie è la parte più spessa che si trova nello stomaco dei bovini e quasi senza grasso: in cucina è ottima da saltare in padella, fritta o perfetta alla griglia.
La trippa essendo un tessuto connettivale è un alimento molto ricco di collagene, elemento che ritroviamo anche nella pelle del maiale e del pollo, molto importante per la nostra salute.
Come Preparare e Gustare la Trippa
La trippa NON può essere consumata grezza e quella in commercio è quasi sempre pronta all'utilizzo (cottura finale). Dopo la macellazione, il rumine dev'essere raschiato e lavato con cura e, preferibilmente, precotto in acqua calda. Preparare una qualsiasi ricetta con la trippa cruda, seppur ben pulita, necessiterebbe tempi di cottura molto lunghi e senza la garanzia di raggiungere un buon risultato.
Tra i tanti modi per gustare la trippa, la semplicità ripaga sempre: lessata e servita condita con olio, sale e succo di limone è il metodo più digeribile e leggero per gustarla. Per un tocco in più, possiamo aggiungerla all'insalata mista, con prezzemolo fresco e pepe bianco. Oltre all’utilizzo classico, la tradizione italiana la vede come protagonista di tante preparazioni in umido.
Leggi anche: Attacchi di fame: alimenti consigliati per non ingrassare
Il problema legato al consumo di questo alimento è rappresentato dai condimenti che possono essere grassi e quindi aumentano l’apporto lipidico del piatto.
tags: #trippa #valori #nutrizionali #dieta