Simboli Vegani e Vegetariani: Significato e Differenze

In Italia, come nel resto del mondo, il numero di vegani e vegetariani è in costante aumento e questo è confermato da un’indagine Eurispes. Sempre più italiani scelgono l’alimentazione vegetariana e vegana, tant’è che oggi il 4,2% non mangia carne e pesce, mentre il 2,4% evita tutti i prodotti di origine animale. Percentuali in crescita, come conferma l’Associazione Essere Animali, promotrice del Veganuary (un mese dedicato alla sensibilizzazione sull’alimentazione vegan): secondo i dati della onlus bolognese, nel 2024 è stato calcolato che 1,7 milioni di persone in Italia hanno provato a seguire la dieta vegana in gennaio.

Da qualche anno molti ristoranti espongono nel loro menù un’indicazione che va in questa direzione e sempre più spesso troviamo comunicazioni di questo tipo anche nei supermercati. Sono vegetariano da molti anni, ho molti amici vegani e ogni volta che dobbiamo scegliere un ristorante scatta la fatidica domanda. Avranno opzioni “vegetali” nel menù? Che possibilmente non siano una semplice insalata verde?

Cosa Significa Essere Vegano e Vegetariano?

Quando si parla di differenze tra vegano e vegetariano, spesso si pensa a un’unica dieta che esclude carne e pesce, ma in realtà esistono diverse varianti, ognuna con le proprie caratteristiche.

  • Dieta vegetariana: è un regime alimentare che esclude carne e pesce, ma permette il consumo di derivati animali come latte, formaggi, uova e miele.
  • Dieta vegana: è una filosofia di vita oltre che un tipo di alimentazione. Chi segue il veganismo elimina qualsiasi prodotto di origine animale dalla tavola. Il veganismo è una filosofia alimentare nata ufficialmente nel 1944 ma che ha le sue radici nell’antica Grecia con i pitagorici. I motivi per i quali una persona vegana non consuma prodotti con ingredienti di origine animale possono essere diversi, ma prima fra tutti vi è la volontà con la propria scelta economica (non comprare), sociale (mostrare che non consuma) ed etica (non vuole ingerire quegli alimenti) di non partecipare ad un sistema economico e produttivo che sfrutta e uccide altri esseri viventi (insetti compresi).
  • Latto-ovo-vegetarianismo: è la forma più comune e prevede l’esclusione di carne e pesce, ma consente il consumo di latticini e uova.
  • Latto-vegetarianismo: chi segue questa dieta elimina carne, pesce e uova, ma continua a consumare latticini come latte, yogurt e formaggi.
  • Ovo-vegetarianismo: in questo caso si evitano carne, pesce e latticini, ma si consumano le uova.
  • Pescetarianismo: pur non essendo considerato un vero e proprio regime vegetariano, esclude la carne ma consente il consumo di pesce e frutti di mare.

Perché Scegliere una Dieta Vegana o Vegetariana?

Scegliere se diventare vegano o vegetariano non è solo una questione di dieta, ma spesso nasce da motivazioni più profonde:

  • Etiche: uno dei motivi principali è la tutela degli animali. Chi segue queste diete spesso rifiuta lo sfruttamento animale negli allevamenti intensivi, nelle industrie alimentari e nei settori della moda e della cosmetica.
  • Ambientali: la produzione di carne e derivati animali ha un impatto significativo sull’ambiente. Gli allevamenti intensivi sono responsabili di un’elevata emissione di gas serra, del consumo eccessivo di acqua e della deforestazione. È stato dimostrato che un’alimentazione a base vegetale può ridurre le emissioni di CO₂ e il consumo di risorse naturali rispetto a una dieta onnivora.
  • Salutistiche: sempre più studi dimostrano che un’alimentazione basata su frutta, verdura, cereali integrali e legumi può avere numerosi benefici per la salute. Chi segue una dieta vegetariana o vegana spesso lo fa per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro.

Rischio di Carenze Nutrizionali

Una delle domande più frequenti quando si parla di differenze tra vegano e vegetariano è: “c’è il rischio di carenze nutrizionali?” La risposta è che, con una dieta ben bilanciata, anche se sei vegano o vegetariano puoi ottenere tutti i nutrienti necessari.

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  • Vitamina B12: fondamentale per il funzionamento del sistema nervoso e la produzione di globuli rossi, è presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale.
  • Ferro: quello di origine vegetale (non-eme) è meno facilmente assorbibile rispetto a quello animale. Per questo, è utile abbinarlo a fonti di vitamina C (come agrumi e peperoni), che ne migliorano l’assorbimento.
  • Proteine: sebbene molti pensino che una dieta senza carne sia povera di proteine, esistono tante fonti vegetali di alta qualità, come legumi, tofu, tempeh, quinoa, frutta secca e semi.
  • Vitamina D: fondamentale per la salute delle ossa, è sintetizzata con l’esposizione al sole, ma può essere difficile da ottenere solo con la dieta.

Insomma, chi sceglie di essere vegano o vegetariano deve pianificare attentamente la propria alimentazione per evitare carenze. Adottare un’alimentazione basata sui vegetali, che sia vegetariana o vegana o flexitariana, può portare numerosi vantaggi per la salute, a patto che sia ben bilanciata e accompagnata da uno stile di vita sano. Uno dei principali benefici è l’aumento dell’apporto di vitamine, fibre e sali minerali, essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo.

Non tutti vogliono o riescono ad adottare un’alimentazione completamente a base di frutta e verdura o senza alimenti di origine animale. Per questo, stanno diventando sempre più popolari approcci più flessibili come la dieta semi-vegetariana o flexitariana.

Limitazioni e Controindicazioni

Ci sono anche situazioni in cui una dieta vegana o vegetariana potrebbe richiedere particolare attenzione:

  • Pazienti oncologici: per chi è in cura per un tumore, passare a una dieta vegetariana potrebbe aumentare il rischio di una grave perdita di massa muscolare e peso. Questo perché il fabbisogno proteico in questi casi è più alto rispetto a quello di una persona sana.
  • Donne in gravidanza e bambini in fase di svezzamento: una dieta vegetariana o vegana, se non ben bilanciata, potrebbe portare a carenze nutrizionali importanti in queste fasi delicate della vita.
  • Sportivi professionisti: chi pratica sport ad alta intensità, discipline che richiedono forza e una buona massa muscolare, potrebbe incontrare difficoltà adottando un’alimentazione vegana o vegetariana.

Certificazioni Vegane: Un Mondo da Scoprire

Essere vegan può non limitarsi all’alimentazione; è una filosofia che spesso porta a scelte di vita che cercano di escludere, per quanto possibile, qualsiasi forma di sfruttamento animale. Consapevolezza ed etica dei consumatori hanno portato all’aumento della domanda di prodotti cruelty-free, e con il crescere del movimento vegan, è diventato fondamentale garantire l’autenticità delle affermazioni dietro ad ogni azienda.

Qui entrano in gioco le certificazioni vegan, elemento di forza contro il green-washing. Le certificazioni vegan rappresentano un sistema formale di verifica indipendente e imparziale per garantire che un prodotto sia conforme agli standard etici e ambientali richiesti dal movimento vegan. Queste certificazioni sono rilasciate da organizzazioni e agenzie specializzate, le quali valutano attentamente il processo di produzione, gli ingredienti utilizzati e le pratiche aziendali per assicurarsi che il prodotto sia privo di qualsiasi forma di sfruttamento degli animali.

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Quando si acquista un prodotto presentato come “vegano” è importante ricercare nell’etichetta o nelle descrizioni almeno uno dei simboli di queste autorevoli organizzazioni, poiché senza di esse, è impossibile verificare con certezza se un prodotto è veramente cruelty-free.

Principali Certificazioni Vegane

  • Animal-Free (LAV): La certificazione “Animal-Free” è un marchio rilasciato dalla LAV - Lega Anti Vivisezione, un’organizzazione italiana senza scopo di lucro che lavora per la protezione degli animali e la promozione del rispetto per tutte le forme di vita. Per ottenere la certificazione “Animal-Free” della LAV, i produttori devono dichiarare di non utilizzare una serie di materiali indicati dall’ente certificatore e sottoporsi a un processo di verifica e controllo da parte dell’organizzazione. Questo processo include una valutazione approfondita dei materiali utilizzati nel prodotto e delle pratiche di produzione. Inoltre, i produttori devono garantire che l’intera catena di approvvigionamento dei loro ingredienti sia cruelty-free, assicurandosi che nessun fornitore coinvolga pratiche che danneggiano gli animali.
  • V-Label (Associazione Vegetariana Italiana): Il marchio V-Label è stato creato dall’Unione Vegetariana Italiana (Associazione Vegetariana Italiana - AVI) e rappresenta una certificazione internazionale per prodotti vegani e vegetariani. L’ AVI è un’organizzazione senza scopo di lucro, che riunisce diverse organizzazioni vegetariane e vegane in Italia e in Europa e promuove uno stile di vita vegetariano come scelta etica e sostenibile. Il marchio V-Label vegan, quando applicato al settore calzaturiero, distingue articoli tessili e accessori che presentano requisiti compatibili allo stile di vita vegan.
  • PETA Approved Vegan: La “PETA Approved Vegan” è una certificazione rilasciata dall’organizzazione People for the Ethical Treatment of Animals (PETA). PETA è una delle organizzazioni animaliste più grandi e influenti al mondo, impegnata a promuovere i diritti degli animali e a sensibilizzare sulle pratiche crudeli e dannose che li vedono coinvolti nell’industria alimentare, della moda, della cosmetica e altre aree.
  • Vegan Society: La storia della certificazione Vegan Society ha radici profonde che risalgono agli anni ’40. Fondata nel 1944 da Donald Watson insieme ad un gruppo di amici, è stata pioniera nel promuovere uno stile di vita privo di sfruttamento animale e nella diffusione del concetto di veganismo. Nel 1979, è stata introdotta la celebre certificazione Vegan Society, che ha permesso ai consumatori di identificare facilmente i prodotti privi di ingredienti di origine animale.

Altre Certificazioni Importanti

  • OEKO-TEX Standard 100: La certificazione OEKO-TEX Standard 100 è uno dei marchi di certificazione più riconosciuti a livello internazionale per prodotti tessili. L’obiettivo principale di questa certificazione è identificare e ridurre il contenuto di sostanze nocive nei tessuti, garantendo che siano sicuri per l’uso umano.
  • Global Organic Textile Standard (GOTS): Il Global Organic Textile Standard (GOTS) è uno standard internazionale riconosciuto per i prodotti tessili realizzati con fibre organiche. Esso stabilisce rigide linee guida ambientali e sociali per l’intero processo di produzione tessile, dall’origine delle materie prime fino al prodotto finito.
  • Global Recycling Standard (GRS): Il Global Recycling Standard (GRS) è uno standard globale che stabilisce i requisiti per la certificazione di prodotti tessili riciclati. Il GRS mira a favorire la circolarità dei materiali e promuovere la sostenibilità ambientale e sociale nell’industria tessile.

Come Riconoscere i Prodotti Vegani e Vegetariani al Supermercato

Ma quanto è facile riconoscere, al supermercato, un prodotto adatto a vegetariani e vegani? Non esiste però un obbligo di legge e allora ci hanno pensato i volontari dell’Associazione Vegetariana Italiana a creare una certificazione, nata in Italia e diffusasi negli ultimi anni in oltre 50 Paesi. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento, perché aiuta i consumatori a orientarsi e scegliere prodotti coerenti con le proprie scelte etiche e personali.

Anche quando si leggono le etichette inoltre, non è semplice capire se in un determinato prodotto - ad esempio una farina, un vino o un lievito - sono contenuti o sono stati utilizzati prodotti di origine animale. Ad esempio il vino spesso è chiarificato con albumina o caseina, ma molti non lo sanno e anche se lo sanno non sanno come capirlo perché non è chiaro leggendo l’etichetta. Altri esempi? L’impasto della pizza può contenere il latte.

Nella lettura etichette dei prodotti alimentari, spesso e volentieri ci si imbatte in ingredienti a noi sconosciuti e questo succede in particolar modo nella giungla degli additivi alimentari. Vi sono enti che stabiliscono gli standard grazie ai quali un determinato marchio può essere apposto a un prodotto. Dall’altra parte, invece, c’è la certificazione, cioè un attestato rilasciato da un organismo terzo rispetto all’azienda produttrice che garantisce la conformità del prodotto a determinati standard qualitativi (come ICEA o Biocert Italia). In questo caso chi certifica e chi produce non sono lo stesso soggetto e la certificazione vegan, esposta anche questa in etichetta, offre al consumatore una garanzia ulteriore rispetto al solo marchio vegan.

«Il problema del marchio veg sui prodotti è un po’ un’incognita, perché non è normato in maniera univoca. Le parti sociali interessate (associazioni di consumatori vegetariani e vegani, associazioni ambientaliste, confederazione delle industrie alimentari in Europa) hanno più volte sollecitato la Commissione europea ad adottare regole fisse per designare un alimento come “vegetariano” o “vegano”, senza successo, nonostante le promesse del commissario europeo alla Salute.

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“La realtà è che in assenza di una normativa europea e quindi di standard ufficiali di riferimento - precisa Fabrizio Piva presidente del Ccpb - ognuno si comporta come crede. Noi come ente di certificazione esaminiamo i prodotti vegani e proponiamo diverse possibilità. La cosa più semplice è una certificazione sul singolo prodotto, verificando l’assenza di ingredienti di origine animale anche con analisi del dna. La seconda possibilità è estendere i controlli all’intera filiera dal campo alla tavola con la possibilità di trattare anche l’imballaggio. I costi delle analisi anche nei casi più complessi non incidono in modo significativo sul valore del prodotto, si tratta di frazioni percentuali. Quello che veramente pesa a livello aziendale sono i costi per adattare il sistema di produzione alle regole vegane“.

Un’altra soluzione è quella proposta da VeganOk, che rilascia un marchio di garanzia da posizionare sull’etichetta previo pagamento di circa 540 € all’anno (il prezzo varia in funzione delle dimensioni del produttore). “Si tratta di una certificazione completamente diversa dalle altre - spiega Sauro Martella ideatore del marchio - il disciplinare è il più rigido tra quelli esistenti e prevede tra l’altro il divieto di utilizzo di olio di palma (neanche quello certificato), il divieto di effettuare o commissionate esperimenti su animali e viene anche verificata l’assenza di parti animali negli imballaggi, colle, adesivi, inchiostri e tappi delle bottiglie. Ovviamente - continua Martella - noi prima dell’immissione in commercio verifichiamo ogni etichetta prima dell’approvazione. Si tratta di controlli basati sull’autodichiarazione e sulle schede tecniche dei vari prodotti. Tra i nostri aderenti solo una decina di aziende hanno scelto di affidare ulteriori controlli a un ente certificatore esterno che fa le analisi sui prodotti e sulla filiera.

Esiste anche un’altra certificazione, Qualità Vegana®, rilasciata da éQ studio srl, agenzia di comunicazione specializzata nel mondo bio, che vengono verificati da organismi di certificazione terzi, che ad oggi ha certificato circa 500 prodotti. In questo caso il marchio può essere di tre livelli diversi, sempre più esigenti, e garantisce assenza di ingredienti di origine animale e di OGM nel prodotto e nella confezione, il costo dipende dal numero di prodotti certificati. Di fronte a questo panorama assortito è lecito avere qualche perplessità. Un conto è certificare un prodotto sulla base dell’autocertificazione, o su base documentale con dei controlli come sembrano fare in vario modo la stragrande maggioranza dei produttori, altra cosa è fare certificare da un ente esterno l’intera filiera.

La sensazione è che, tranne i pochi casi dove esiste un controllo della filiera certificato, bisogna fidarsi dei produttori. In altre parole tutti possono etichettare un prodotto come vegano, come fanno alcuni supermercati che propongono linee specifiche di prodotti per vegetariani e vegani senza riportare marchi o loghi sull’etichetta.

V-Label: Un Marchio di Garanzia

L’etichetta V-Label è stata utilizzata per la prima volta dall’Associazione Vegetariani Italiani nel 1976 e, dal 1985, è un marchio istituzionale internazionale, riconosciuto dalle Associazioni Vegetariane e Vegane, riunione del Congresso Vegetariano Europeo. Oggi l’etichetta V-Label è registrata in 70 Paesi. Il marchio è una lettera V che richiama la figura di un germoglio e può essere verde su sfondo giallo oppure gialla su sfondo verde. L’etichetta V-Label, però, è molto più di un adesivo su un prodotto, ma è testimonianza di un impegno e di un messaggio chiaro per il consumatore.

Una differenza utile da conoscere è quella tra le tre tipologie di etichette V-Label e cosa rappresentano:

  • V Label Vegetarian: questa etichetta certifica che il prodotto è adatto a una dieta vegetariana. Ciò implica l’assenza di carne o pesce negli ingredienti, ma nell’alimento possono essere presenti altri prodotti di origine animale come latte, uova e miele.
  • V Label Vegan: l’etichetta V Label Vegan è più restrittiva e indica che il prodotto è completamente privo di qualsiasi ingrediente di origine animale. Nessun latte, uova, miele o altri derivati animali sono ammessi.
  • V Label Raw Vegan: questa categoria è ulteriormente specifica e certifica che il prodotto non solo è vegano, ma anche crudo. Gli alimenti raw vegan non subiscono processi di cottura o riscaldamento significativi.

Per ottenere il riconoscimento V-Label, un prodotto deve superare un severo processo di valutazione. Il disciplinare è approvato dalle maggiori Associazioni veg europee e costantemente aggiornato per essere al passo con i provvedimenti legislativi e le nuove tecnologie. Questo documento, inoltre, non si limita a fornire i criteri di assegnazione del marchio, ma introduce una chiara e univoca definizione di vegetariano e vegan al fine di eliminare qualsiasi dubbio sull’idoneità del prodotto rendendo definita la differenza fra le due categorie.

Il percorso per ottenere l’etichetta VLabel coinvolge ogni step della filiera e tutti gli stakeholder: produttori, aziende alimentari, distributori. Ogni tassello deve dimostrare di rispettare il disciplinare. Il produttore, per esempio, deve sottoporre il proprio prodotto a un’approfondita revisione degli ingredienti e dei processi di produzione. Una volta superata la fase di revisione, il produttore deve impegnarsi a mantenere gli standard richiesti nel tempo. La V-Label, infatti, non è un premio una tantum, ma un impegno continuo verso la sostenibilità, l’autenticità e il rispetto dei parametri vegetariani, vegani o raw vegan. In un mondo in cui la consapevolezza ambientale e il benessere animale sono temi sempre più importanti per i consumatori e significative leve di scelta, conoscere l’etichetta V-Label è un elemento prezioso per una spesa sempre più consapevole.

Contaminazioni Crociate: Cosa Significa per i Vegani?

Sì, un prodotto che in etichetta riporta le indicazioni, per legge, di una possibile contaminazione crociata, può ritenersi vegano e viene considerato tale anche da quelle realtà che, in Europa o nel mondo, certificano con un marchio un prodotto come “vegano”. Ma cosa significa “contaminazione crociata”? Questo significa che, per esempio, un’azienda che produce bevande vegetali (di soia, di riso, etc.) e che nel suo stabilimento produce anche latte di origine animale, sarà tenuta in etichetta a segnalare che il prodotto potrebbe (ma non necessariamente) essere contaminato con tracce di sostanze animali (anche in parte infinitesimale).

La Vegan Society, che dal 1990 certifica con i suoi procedimenti prodotti vegani spiega chiaramente che “chiede all’azienda che qualsiasi prodotto che desideri portare il marchio Vegan non contenga ingredienti di origine animale, non sia stato testato su animali (su iniziativa dell’azienda o per suo conto, o da soggetti sui quali l’azienda ha un effettivo controllo) e che la contaminazione crociata sia ridotta al minimo possibile”. Non è detto che sia così. Va chiarito in modo inequivocabile che il marchio “vegan” su un prodotto non è garanzia dell’assenza di contaminanti di origine animale (allergeni).

La stessa Vegan Society scrive: “Non sosteniamo che i prodotti registrati con il marchio Vegan siano adatti a persone con allergie ai prodotti di origine animale; ciò dipende dagli standard raggiunti dai singoli produttori”. Secondo gli standard di sicurezza, no. Questi allergeni devono necessariamente essere indicati in etichetta proprio perché le conseguenze sulla salute dei consumatori possono essere molto gravi e portare persino al decesso di chi li consuma ignaro della loro presenza.Possono esserci degli errori umani? Certamente.

Sì, anche perché sarebbe davvero molto difficile poter acquistare sempre e solo prodotti che vengono realizzati da aziende che trattano solo alimenti vegetali: sono molto poche sia in Italia che all’estero. Come tutte le questioni di carattere etico, però, il confine è labile. Una persona vegana potrebbe decidere, per esempio, di voler acquistare prodotti che arrivano solo da aziende 100% vegane ma dovrebbe verificarlo personalmente, dato che non esistono protocolli di controllo o legislazioni a riguardo.

Consigli per Ristoratori e Produttori Alimentari

Sempre più clienti stanno parlando di ridurre la quantità di carne che mangiano. Una parte dei tuoi clienti potrebbe già evitare la carne per motivi religiosi o etici, un' altra parte magari ci sta pensando perchè preoccupata per la salute o per l'impatto che gli allevamenti hanno sull'ambiente. Alcuni clienti vogliono provare a invertire l'equilibrio mettendo meno carne e più verdure nei loro piatti. Altri non elimineranno del tutto la carne dalla loro dieta ma potrebbero passare dalla carne rossa a opzioni ritenute più sane, come pollo o pesce.

  • Non "nascondere" le tue opzioni vegetariane e vegane in una sezione separata. Inserisci nel menù la lista delle varie proposte etichettando i piatti vegetariani e vegani. Puoi farlo facilmente con dei simboli.
  • Spiega bene al tuo personale la differenza tra piatti vegetariani e vegani, in modo che possano consigliare con fiducia i tuoi clienti.
  • Cerca di includere almeno un'opzione vegetariana o vegana sulla tua scheda specials. Lascia che siano al primo posto nel tuo menu principale.
  • Le "proteine vegetali" sono ormai sulla bocca di tutti, quindi dove puoi inseriscile nel tuo menù.
  • Alcuni clienti che provano ad eliminare la carne dalla loro dieta ne bramano ancora il gusto e la consistenza. Ci sono un sacco di nuovi e non così nuovi prodotti alternativi disponibili che rendono hamburger e salsicce vegetali convincentemente "carnose", come il tofu, il seitan, i pezzi di soia e le micoproteine.

Cucinare, proporre o produrre piatti senza carne, non significa perdere sapore, o fare un sacco di lavoro extra.

Tabella Riassuntiva delle Principali Differenze

Caratteristica Vegetariano Vegano
Carne e pesce Esclusi Esclusi
Latticini Ammessi Esclusi
Uova Ammesse (in alcune varianti) Escluse
Miele Ammesso Escluso
Altri prodotti di origine animale Ammessi Esclusi

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