Capita a tutti di concedersi uno spuntino notturno, ma se diventa un’abitudine, parliamo della Night Eating Syndrome (NES), o sindrome da alimentazione notturna. Ovvero un disturbo alimentare che si verifica durante la notte. Se soffri di questa patologia, non riesci a dormire se prima non soddisfi la fame di cibo. Alla lunga questo potrebbe comportare molte disfunzioni di carattere fisiologico, o portarti a sviluppare altre patologie.
Cos'è la Night Eating Syndrome?
La Night Eating Syndrome, o sindrome dell’alimentazione notturna, è un disturbo alimentare che si caratterizza per l’assunzione di grandi quantità di cibo durante la notte e una riduzione dell’appetito nelle ore diurne. Con relativa disfunzione alimentare dato che si mangiano quantità molto elevate di cibo in breve tempo. Sembra un semplice vizio, ma la sindrome dell’alimentazione notturna può avere conseguenze negative sulla salute come l’obesità, il diabete, i disturbi del sonno e i problemi digestivi. Inoltre l’iperfagia serale si riscontra soggetti in stato depressivo.
È giusto ricordare che la NES è stata affrontata per la prima volta nel 1955 da Albert Stunkard, psichiatra americano, come un disturbo con caratteristiche che ben conosciamo: anoressia mattutina (assenza di appetito), iperfagia serale e insonnia.
La sindrome da alimentazione notturna (Night eating syndrome) è un disturbo piuttosto diffuso: si stima una prevalenza dell’1-1,5% nella popolazione generale che sale a 6-16% nelle persone con obesità; tuttavia, è un disturbo alimentare incluso solo di recente e per la prima volta nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), nella sezione “disturbi della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione”.
La Sindrome dell’Alimentazione Notturna, descritta per la prima volta nel 1955 da A. Stunkard, psichiatra dell’Università di Philadelphia, è presente in circa il 2% della popolazione generale (Rande et al.1997), nel 9% dei soggetti obesi (di cui il 60% donne ed il 40% uomini), e nel 27% dei pazienti fortemente obesi.
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La NES si verifica in circa l'1,5% della popolazione generale, con una maggiore prevalenza in determinati gruppi di pazienti:
- Adulti con grave obesità (15%);
- Soggetti candidati a by-pass gastro intestinale (10% - 42%);
- Pazienti di sesso femminile con Disturbo da Crisi Bulimiche (BED) (15%);
- Persone che frequentano centri o cliniche specializzate per il controllo del peso (8,9%);
- Pazienti che si rivolgono presso centri specializzati per disturbi del sonno (5,8%);
- Pazienti psichiatrici ambulatoriali (12,3%).
Differenza con altri disturbi
Spesso la Night Eating Syndrome viene confusa con Binge Eating Disorder (BED, disturbo da alimentazione incontrollata) e Nocturnal Sleep-Related Eating Disorder (NS-RED, disturbo notturno del sonno associato all’alimentazione).
La NES è diversa dal BED perché contempla una quantità di cibo inferiori ma un numero maggiore di risvegli notturni. Inoltre non c’è disturbo dell’immagine corporea con relativa alterata percezione del proprio corpo tipica dell’anoressia.
La NS-RED, invece, porta anche amnesia su quello che è stato mangiato, sonnambulismo, incoscienza durante le fasi di alimentazione incontrollata e assunzione di cibi inusuali.
Sintomi della Night Eating Syndrome
Pensi di soffrire di NES? Ci sono alcuni segnali che possono aiutarti a capire se hai un disturbo dell’alimentazione compatibile con la sindrome da alimentazione notturna. Ecco quali sono i sintomi principali che contraddistinguono questa condizione:
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- Svegliarsi la notte con fame improvvisa.
- Anoressia mattutina, assenza di fame a colazione.
- Tendenza a mangiare poco durante il giorno.
- Ingerire molti cibi calorici la sera tardi o la notte.
- Stati di ansia e depressione che si alleviano con il cibo.
- Insonnia che sembra attenuarsi solo a stomaco pieno.
In specifico i principali sintomi sono:
- Scarso appetito la mattina (certe volte fino al tardo pomeriggio);
- Eccessiva e compulsiva alimentazione nel periodo serale e notturno;
- Difficoltà ad addormentarsi e necessità di mangiare prima dell’addormentamento;
- Frequenti risvegli notturni con dalla necessità di mangiare per riuscire a riprendere sonno;
- Presenza di depressione o stress diffuso.
Questi sono i campanelli di allarme. Rispetto agli altri, le persone con NES consumano la maggior parte delle calorie successivamente al pasto serale (+56% rispetto al +15%) e tendono a risvegliarsi più frequentemente nel corso della notte (da 3,6 vs 0,3 volte). La persona afflitta da NES spesso si alimenta scarsamente a colazione e a pranzo, fa una cena normale, ma poi tende a mangiare abbondantemente e in modo compulsivo, mediante ripetute abbuffate (fino ad un terzo delle calorie giornaliere) nel periodo serale ed in quello notturno (le abbuffate sono costituite da quantità di cibo minori rispetto al Binge Eating Disorder1 di cui parliamo però in un altro articolo nel blog)2. Alcune persone con NES associano all’assunzione di alimenti anche quella di alcolici; tale atteggiamento è definito Night Eating/Drinking Syndrome (NEDS).
Le persone affette da NES sono coscienti durante gli episodi di abbuffate notturne e generalmente scelgono il cibo da mangiare, sebbene abbiano occasionalmente degli episodi in cui non ricordano quello che hanno mangiato. Le persone sperimentano generalmente un intenso senso di colpa e vergogna per le abbuffate, rabbia e ansia verso il proprio discontrollo sul comportamento alimentare notturno.
La persona che convive con il disturbo può chiedersi “perché ho sempre fame?” e provare una forte vergogna che, insieme al senso di colpa, possono seguire gli episodi di alimentazione notturna. La SAN può influenzare la qualità della vita quotidiana e la funzionalità sociale. Il mangiatore notturno, invece, è pienamente consapevole di ciò che sta facendo e conserva, al mattino, il ricordo di cosa ha mangiato.
Night Eating Syndrome: le cause
Abbiamo detto che la Night Eating Syndrome contempla l’assunzione di grandi quantità di cibo prima o durante il sonno, interrompendo il riposo per alimentarsi in modo compulsivo. Questo disturbo ha diverse relazioni con altre condizioni.
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Obesità
Chi è patologicamente obeso tende a soffrire più facilmente di questa sindrome. Quindi può alzarsi a notte fonda per poi soffrire di anoressia mattutina e diurna.
Ansia o Depressione
Qualsiasi stato di stress mentale si ripercuote sui ritmi biologici. E il cibo diventa un’apparente via di fuga di fronte al burnout portandoci a mangiare tanto di notte.
Bulimia
L’abbuffarsi senza remore in un singolo pasto, spesso fuori orario, appartiene anche a chi soffre di bulimia nervosa. Questi disturbi alimentari possono andare di pari passo.
Sostanze stupefacenti o alcool
Il fare uso di sostanze stupefacenti può alterare l’orologio biologico, detto ciclo circadiano, portandoci ad avere fame in momenti per cui il metabolismo non è pronto.
Ereditarietà
Qualcuno nella tua famiglia soffre di questa patologia? Sappi che è geneticamente trasmissibile. Quindi attenzione. Meglio prevenire che curare questo disturbo.
Le cause della sindrome da alimentazione notturna non sono ancora del tutto comprese; si ipotizza tuttavia che questo disturbo possa derivare da una desincronizzazione tra umore, sonno, sazietà e i ritmi circadiani legati all’assunzione di cibo.
Tra le concause ci sono senza dubbio: i disturbi del sonno, la depressione e il rilascio di melatonina ritardato.
La Sindrome da Alimentazione Notturna, tuttavia, può essere, essa stessa, causa o trigger di disturbi del sonno.
Terapia: come si cura la NES?
Ci sono diversi metodi per affrontare il problema delle continue assunzioni incontrollate di cibo nelle ore notturne, che vanno dalla dieta all’esercizio fisico. Il primo è sempre quello di rivolgersi a uno psicoterapeuta: oltre alle patologie elencate, ci potrebbero essere molte cause che scatenano il tuo appetito notturno. L’approccio più utilizzato in caso di Night Eating Syndrome si chiama CBT (Cognitive Behaviour Therapy) ovvero la Terapia Cognitivo Comportamentale o somatopsichica.
Assumere sostanze naturali, come la melatonina per favorire un sonno continuativo, può essere d’aiuto. Ma questa sostanza naturale aumenta la la fame di zuccheri. Gli esercizi di meditazione per rilassare corpo e mente possono togliere il focus dalla fame improvvisa e aiutarti a dormire senza che ansia e depressione prendano il sopravvento.
La cura farmacologica della sindrome da alimentazione notturna prevede l’impiego di farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina e la fototerapia.
Un valido aiuto può essere quello della psicoterapia, per gestire la sindrome da alimentazione notturna affrontandone le cause sottostanti, quali stress, disturbi d’ansia o la depressione.
Molto positivi sono gli interventi di psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale attraverso la quale si insegna al paziente a cambiare le abitudini alimentari e a gestire le emozioni che arrivano dall’esterno.
I trattamenti attualmente esistenti per la NES sono la TCC (Terapia Cognitivo-Comportamentale), il trattamento farmacologico (p.e., inibitori della ricaptazione della serotonina) e la fototerapia. Inoltre, alcuni pazienti hanno mostrato un’attenuazione del disturbo a seguito di interventi chirurgici per la riduzione del peso.
La TCC, in particolar modo, si è dimostrata efficace nel trattamento della NES. Nello specifico alcuni degli effetti positivi del trattamento sono: una riduzione dell’assunzione notturna di cibo e del numero di risvegli intra-sonno, un miglioramento nel tono dell’umore e della qualità di vita (p.e., Allison et al., 2010).
Tuttavia, i dati presenti in letteratura sembrano indicare che per riscontrare effetti positivi a lungo termine sembra necessario un approccio multidisciplinare, piuttosto che la scelta di un singolo intervento terapeutico (Shoar et al., 2019).
Alcuni consigli utili sono:
- Assicurati di seguire una alimentazione regolare ed equilibrata durante il giorno. Evita di saltare i pasti, soprattutto la cena.
- Non tenere cibi calorici o snack a portata di mano durante la notte.
- Individua i fattori scatenanti che ti portano a mangiare di notte.
- Sviluppa strategie per gestire le emozioni negative in modo sano.
- Cerca un supporto psicologico.
- Non usare il computer (che può aumentare la tensione).
Per fare diagnosi lo psicologo può servirsi di questionari o test per la sindrome da alimentazione notturna.
La sindrome da alimentazione notturna rappresenta una sfida complessa che richiede una valutazione e un trattamento attenti. Senza un adeguato intervento psicoterapeutico, possono svilupparsi ulteriori disturbi psichiatrici.
Tabella Riassuntiva: Caratteristiche della Night Eating Syndrome (NES)
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Prevalenza nella popolazione generale | 1-1,5% |
| Prevalenza in soggetti obesi | 6-16% |
| Sintomi principali | Iperfagia serale, anoressia mattutina, insonnia, risvegli notturni con fame |
| Fattori associati | Obesità, depressione, disturbi del sonno, stress |
| Trattamenti | Terapia cognitivo-comportamentale (TCC), farmaci SSRI, fototerapia, approccio multidisciplinare |
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