La sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi si caratterizza per la comparsa di manifestazioni trombotiche a carico di arterie, vene o capillari di qualsiasi distretto anatomico; la sindrome può degenerare in embolie polmonari, ictus cerebrale ischemico, infarto al miocardio, occlusione delle arterie viscerali o trombosi venosa profonda.
Si parla di sindrome anticorpi anti-fosfolipidi primaria quando non dipende da malattie autoimmuni; la forma secondaria, invece, è di natura autoimmune ed è strettamente correlata al lupus eritematoso.
Farmaci per la Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi
I farmaci d'elezione per la cura della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi sono sicuramente gli anticoagulanti, da utilizzare periodicamente, e gli antiaggreganti piastrinici.
I pazienti in cui si osservano elevati livelli di anticorpi antifosfolipidi nel sangue devono essere sottoposti ad analisi specifiche, dal momento che la presenza di questi anticorpi anomali potrebbe scatenare conseguenze molto gravi, come trombosi in genere.
Anticoagulanti e Antiaggreganti Piastrinici
- Eparina: L'eparina viene somministrata a piccole dosi per lenta infusione; generalmente viene abbinata ad un altro anticoagulante (es. Warfarin). In generale, per la cura e la prevenzione degli eventi trombotici nel contesto della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi, si raccomanda di assumere una dose di attivo pari a 100 unità/ml, ogni 6-8 ore per cateteri in PVC; in alternativa, per la prevenzione della trombosi venosa profonda, assumere 5000 unità di farmaco, per via sottocutanea, ogni 8-12 ore. Consultare il medico.
- Enoxaparina (es. Clexane): Per la profilassi della trombosi venosa nel contesto della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi, si raccomanda di assumere una dose di attivo pari a 40 mg, per via sottocutanea, una volta al giorno. La durata della terapia varia dai 6 ai 14 giorni.
- Dalteparina (es. Fragmin): Farmaco a basso peso molecolare, da iniettare sottopelle. Il principio attivo è indicato, in particolare, per la prevenzione della trombosi venosa profonda anche nel contesto della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi. Il farmaco dev'essere assunto per iniezione sottocutanea alla posologia stabilita dal medico, in base alla gravità della condizione.
- Sulodexide (es. Provenal): Il farmaco (eparino-simile) è utilizzato in terapia per la cura di malattie vascolari ad elevato rischio trombotico; a tal proposito, la sua somministrazione viene talvolta consigliata anche per la sindrome anticorpi anti-fosfolipidi.
- Warfarin (es. Coumadin): Per la cura della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi, la monoterapia con il warfarin segue un periodo di cura con un antiaggregante piastrinico. Con ogni probabilità, la cura con questo farmaco dovrà protrarsi per tutta la vita. Anche se la dose va accuratamente stabilita dal medico, indicativamente, per la profilassi della trombosi (strettamente associata alla sindrome anticorpi anti-fosfolipidi) si consiglia di assumere 2-5 mg di attivo, per via orale o intravenosa, una volta al giorno o ogni altro giorno.
- Acido Acetilsalicilico (es. Aspirinetta, Cardioaspirin): L'aspirina può completare un programma farmacologico con altri antiaggreganti.
Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi e Gravidanza
Durante la gravidanza, come sopraccennato, la sindrome anticorpi anti-fosfolipidi potrebbe scatenare gravi complicanze, specie al nascituro; pertanto, la terapia farmacologica, seppur estremamente complessa durante la gestazione, si rivela necessaria, e si basa essenzialmente sulla somministrazione di anticoagulanti, come le eparine e l'acido acetilsalicilico.
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Il warfarin non è raccomandato durante la gravidanza, dato che può causare effetti collaterali gravi, come difetti alla nascita.
Alcuni tipi di eparina (per esempio, dalteparina ed enoxaparina) possono essere assunti anche durante la gravidanza, al fine di evitare la degenerazione della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi in complicanze gravi. Anche l'eparina può essere utilizzata in gravidanza, per aumentare le probabilità di successo terapeutico nel contesto della sindrome degli anticorpi anti-fosfolipidi: indicativamente, si raccomanda di assumere 5000 unità di farmaco per via sottocutanea ogni 12 ore.
Dieta e Stile di Vita nella Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi
Nella pianificazione della gravidanza, in considerazione dell’alto rischio trombotico, riveste un ruolo fondamentale lo stile di vita delle pazienti. Difatti, fondamentale è eliminare il fumo di sigaretta, eseguire attività fisica regolare e ridurre l’ingestione di cibi contenenti alte quantità di acidi grassi saturi, che aumentano il tasso di colesterolo nel sangue.
Se il paziente è obeso, si raccomanda di seguire una dieta ipocalorica, sana e bilanciata, e di praticare attività fisica costante.
Dieta AIP (Autoimmune Protocol)
Alcuni studi preliminari suggeriscono che la dieta AIP potrebbe aiutare a ridurre l’infiammazione e i sintomi da essa causati. La logica è quella di evitare cibi, additivi o farmaci (ad es. È importante capire che seguire la dieta AIP a lungo termine può portare a carenze nutrizionali che possono causare altre complicazioni.
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Fasi della Dieta AIP
- Fase di eliminazione: La durata di questa prima fase è quindi variabile.
- Fase di reintroduzione: In questa fase, gli alimenti evitati vengono gradualmente reintrodotti nella dieta, uno alla volta, in base alla tolleranza della persona. Durante questa fase, gli alimenti devono essere reintrodotti uno alla volta, aspettando almeno 5-7 giorni prima di reintrodurre un alimento diverso. Si sceglie quale cibo reintrodurre. Se si nota qualche sintomo, terminare il test ed evitare questo alimento. Se si verificano sintomi durante questo periodo, terminare il test ed evitare questo alimento.
Alimenti Consentiti
- Erbe e spezie: come basilico, menta o origano.
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