Negli ultimi anni, l’interesse per i dolcificanti artificiali è cresciuto esponenzialmente. Sempre più persone scelgono questi edulcoranti come alternativa allo zucchero, spinte dalla necessità di ridurre l’apporto calorico o di gestire patologie come il diabete.
Ma è sicuro consumarli anche ogni giorno? Sono sostanze che sono più dolci del classico zucchero da cucina (saccarosio) da 300 fino a 13’000 volte. La maggior parte dei dolcificanti artificiali non viene metabolizzata dall’organismo ed è, per questo motivo, che solitamente sono considerati sicuri.
Dolcificanti: Fanno Bene o No?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sconsiglia l'utilizzo di dolcificanti non zuccherini per il controllo del peso e per la riduzione di malattie croniche non trasmissibili. Secondo le nuove linee guida dell'OMS, basate sulla revisione di oltre 500 studi scientifici sul tema, queste sostanze non offrono alcun beneficio a lungo termine nella riduzione del peso di adulti e bambini e anzi, il loro utilizzo prolungato potrebbe avere effetti indesiderati, come un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e di problemi cardiovascolari, oltre a un incremento del rischio di mortalità negli adulti.
A quali prodotti ci si riferisce? I dolcificanti non zuccherini (non-sugar sweeteners, NSS) sono stati sviluppati come alternative poco o per nulla caloriche allo zucchero per dolcificare alimenti e bevande, e sono spesso venduti come aiuti per dimagrire o mantenere il peso desiderato, o ancora per controllare il glucosio nel sangue nelle persone con diabete.
«Sostituire gli zuccheri liberi con dolcificanti non zuccherini non aiuta con il peso a lungo termine. Bisogna considerare altri modi per ridurre l'apporto di zuccheri, come consumare cibi naturalmente zuccherini come la frutta, o cibi e bevande non dolci» spiega Francesco Branca, direttore OMS per la nutrizione e la sicurezza alimentare.
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La Stevia: Un'Alternativa Naturale
Avendo un’origine naturale, zero calorie e un elevato potere dolcificante, la stevia è una scelta popolare per molte persone che cercano di perdere peso e diminuire l’assunzione di zuccheri. Per migliorarne il sapore, alcuni dolcificanti miscelano la stevia con altri edulcoranti, come l’eritritolo o il maltitolo.
Tra questi, il più importante dal punto di vista quantitativo è lo Stevioside (9,1%), il cui potere dolcificante è circa 300 volte maggiore rispetto al saccarosio. In un altro studio su 19 partecipanti sani e magri e 12 partecipanti obesi, la stevia ha abbassato significativamente i livelli di insulina e glucosio, rispetto ai consumatori di saccarosio.
Secondo varie revisioni, la maggior parte della letteratura esistente non indica alcun effetto della stevia sui lipidi, in soggetti sani, ipertesi e diabetici di tipo 1 e 2. In tal senso, una revisione di 15 studi clinici ha rilevato che la sostituzione di bevande zuccherate con versioni dolcificate con edulcoranti artificiali può comportare una modesta perdita di peso, pari a 0,8 kg in media.
Controindicazioni e Considerazioni
Tuttavia, è particolarmente importante monitorare l’assunzione di stevia nei bambini. Questo perché è molto più facile per i bambini raggiungere il limite giornaliero accettabile per la stevia, che come ricordato è di 4 mg per kg corporeo. Ad esempio, è stato suggerito che potrebbero alterare la composizione della flora batterica intestinale, riducendo le concentrazioni di batteri benefici.
La stevia, il cui nome scientifico è Stevia rebaudiana è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. A differenza dello zucchero, la stevia non contiene calorie né carboidrati, e viene spesso utilizzata nelle cosiddette diete senza zuccheri.
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I glicosidi steviolici presenti all’interno delle sue foglie, oltre a essere privi di calorie, non andrebbero ad alterare i livelli glicemici, rendendo il consumo di stevia adatto anche a persone con diabete. Alcuni studi suggeriscono poi che la stevia potrebbe avere proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, con effetti regolatori sulla pressione sanguigna.
Sebbene la stevia sia generalmente considerata sicura, non è priva di controindicazioni, soprattutto se consumata in eccesso. Alcune persone infatti possono sperimentare effetti collaterali come gonfiore addominale, nausea, malessere, disturbi intestinali, diarrea e flatulenza.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ne ha autorizzato l’uso alimentare solo per gli estratti altamente purificati, escludendo le foglie intere e gli estratti grezzi per mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza riguardo l’assunzione a breve e lungo termine.
L’assunzione giornaliera accettabile per i glicosidi steviolici è fissata a 4 mg per kg di peso corporeo, un livello che garantisce un ampio margine di sicurezza. Questo significa che una persona adulta dovrebbe, in media, consumarne quantità molto elevate per raggiungere una soglia potenzialmente critica e dannosa per la salute.
Occorre tuttavia ricordare che la dicitura “senza zuccheri aggiunti” talvolta presente nei prodotti non fa sì che un prodotto sia automaticamente “sano”. La chiave, come sempre, sta nel consumo moderato all’interno di uno stile di vita sano.
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Tabella comparativa dei dolcificanti:
| Dolcificante | Calorie | Impatto sulla glicemia | Note |
|---|---|---|---|
| Stevia | 0 | Nullo | Naturale, consigliata per diabetici |
| Eritritolo | 0 | Basso | Ben tollerato, consigliato per diabetici |
| Sucralosio | 0 | Nullo | Può alterare il microbiota |
| Aspartame | 0 | Nullo | Dubbi sugli effetti a lungo termine |
| Saccarina | 0 | Nullo | Retrogusto amaro, può alterare la flora intestinale |
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