La proteina C-reattiva (PCR) è prodotta dal fegato e si trova nel sangue periferico. La sua immissione nel circolo sanguigno avviene in risposta a processi infiammatori e dunque i suoi livelli nel sangue aumentano in maniera significativa se è in corso un’infiammazione. La PCR (Proteina C Reattiva) è una glicoproteina che viene prodotta nel fegato in risposta a traumi o infezioni che innescano processi infiammatori.
Cos'è la Proteina C Reattiva (PCR)?
La Proteina C Reattiva (PCR) svolge un ruolo importante nell'aiutare i meccanismi della difesa immunitaria: si lega alle molecole di agenti patogeni, di corpi estranei e delle cellule dei tessuti danneggiati favorendo l’attivazione del sistema complemento e delle cellule fagocitarie. L’aumento di Proteina C Reattiva (PCR) che deriva in conseguenza di questi stati patologici fa sì che il clinico possa richiedere indagini più approfondite per una diagnosi certa o monitorare l’andamento di una malattia.
Valori Normali della PCR
La concentrazione di PCR nel sangue si misura in milligrammi per litro. Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente.
Quando e Perché Fare il Test PCR?
Questo esame può essere prescritto dal proprio medico nel caso in cui abbia il sospetto ci sia una patologia che causa uno stato infiammatorio acuto. La PCR indica l’entità e la gravità di questa infiammazione, ma non la causa. Questo esame può essere prescritto dal proprio medico nel caso in cui abbia il sospetto ci sia una patologia che causa uno stato infiammatorio acuto.
I livelli della proteina C-reattiva consentono di confermare o escludere la presenza di un’infiammazione, ma non possono indicare dove questa sia collocata. Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.
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Preparazione all'Esame
L’esame della Proteina C Reattiva non richiede una particolare preparazione in vista del prelievo. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.
Cause di Aumento della PCR
Le patologie infiammatorie sono la principale ragione per cui la concentrazione ematica di Proteina C Reattiva aumenta. In corso di un processo infiammatorio i valori della Proteina C Reattiva (PCR) aumentano generalmente in maniera proporzionale all’entità e all’estensione del danno. La PCR alta può essere anche l’indicatore di un’infezione, grave o cronica che sia.
Quando questi valori risultano elevati, indicano che nel corpo è in corso una reazione infiammatoria, ma non specificano la causa precisa. Questo può essere dovuta ad una molteplicità di cause.
Ecco alcune condizioni associate ad un aumento della PCR:
- Infezioni: Infezioni batteriche, virali o fungine.
- Malattie autoimmuni: Artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, sclerodermia.
- Tumori: Sia benigni che maligni, a causa dell’infiammazione associata alla massa tumorale o alla risposta immunitaria.
- Problematiche dentali: Infezioni o infiammazioni orali.
- Artrosi: Patologia degenerativa delle articolazioni caratterizzata da infiammazione cronica e dolore.
PCR Alta e Rischio Cardiovascolare
L’infiammazione endoteliale (l'endotelio è un particolare tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico. In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L.
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PCR e Altre Condizioni
Una PCR alta può essere un segnale non specifico ma importante anche in presenza di tumori. Molti tipi di neoplasie causano infiammazione e rilascio di mediatori pro-infiammatori che aumentano la PCR. Tuttavia, è importante sottolineare che un aumento della PCR non è un indicatore diagnostico specifico per il tumore e deve essere sempre valutato in combinazione con altri esami e sintomi clinici.
Nelle malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico o la sclerodermia, la VES e la PCR sono marcatori essenziali per valutare l’attività infiammatoria.
Infezioni virali, livelli aumentati di proteina C reattiva sono stati riscontrati nel sangue di pazienti affetti da influenza aviaria H7N9. Per quanto rigarda l'influenza H1N1, invece, la PCR risulta significativamente elevata nelle presentazioni più gravi. L'incremento della proteina C reattiva è stato segnalato tra le caratteristiche cliniche dell'infezione da nuovo Coronavirus (COVID-19).
PCR Bassa: Cosa Significa?
Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.
VES e PCR: Differenze e Correlazioni
La VES (Velocità di Eritrosedimentazione) e la PCR (Proteina C-Reattiva) sono due esami ematici fondamentali per valutare la presenza di infiammazione o infezione nell’organismo. La PCR è correlata a un altro esame usato per valutare uno stato infiammatorio: il test della velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES). A differenza di quest'ultimo parametro, però, la proteina C reattiva aumenta e diminuisce più rapidamente.
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Spesso capita di riscontrare nei risultati degli esami del sangue una VES e una PCR elevate, mentre i globuli bianchi risultano nella norma. Questo scenario può creare confusione, ma in realtà è abbastanza comune e indica una situazione specifica del processo infiammatorio.
Artrite Reumatoide e Fattore Reumatoide (FR)
Cos'è l'artrite reumatoide? L'artrite reumatoide è una malattia articolare infiammatoria di origine autoimmune. I soggetti maggiormente colpiti hanno un'età di 35-50 anni e sono di sesso femminile (l'incidenza nelle donne è circa tre volte superiore rispetto a quella degli uomini). Il decorso dell'artrite reumatoide è cronico: periodi di relativo benessere possono alternarsi a fasi di riacutizzazione della sintomatologia.
Il fattore reumatoide (FR) è un anticorpo anomalo che combatte altri anticorpi preposti alla difesa dell'organismo. Il test del FR è un valido sostegno nella formulazione della diagnosi di Artrite Reumatoide (AR), in special modo in presenza dei segni e sintomi associabili anche ad altre condizioni patologiche. Tuttavia, la presenza di un risultato negativo del fattore reumatoide non consente di escludere la presenza di AR: in circa il 20% dei pazienti affetti dalla malattia sono presenti livelli molto bassi o non rilevabili del parametro. Nelle persone con segni e sintomi caratteristici di artrite reumatoide, la presenza di livelli elevati di fattore reumatoide indica che con molta probabilità il paziente è affetto dalla patologia.
Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua.