Quella che vedete in foto è stata una mega sorpresa per i miei occhi. Quando ho assemblato il dolce la base della torta era alta la metà di quella che vedete e la crema bianca era il doppio. Quindi adesso abbiamo una torta senza glutine…. ALTA!
Ho avuto la passione per la cucina fin da piccola. Mia madre non ha mai amato preparare dolci e quelli che realizzava erano davvero pochi (e fatti non troppo spesso), ma ho comunque dei bei ricordi a riguardo. All’inizio non ero granché brava, poi con il tempo sono decisamente migliorata.
La mia filosofia?! Una torta che si prepara in una sola ciotola ed è “senza niente” o quasi?
E’ possibile: con tante mele, un po’ di marmellata, la farina di riso e voilà! Non solo è una torta senza niente, ma non doveva neanche essere pubblicata! L’idea era fare al volo una torta da lasciare a casa per le colazioni di Stefano mentre io sarei stata un paio di giorni fuori, a casa dei miei.
Be’, è venuta così buona che ho dovuto imbandire il set per le foto all’ultimo e ho scattato con la torta ancora tiepida. Non solo, in genere non pubblico mai una ricetta se non l’ho testata almeno due volte, a meno che non sia davvero semplicissima e a prova di errori.
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Così ho dato in anteprima la ricetta a una ragazza dolcissima che mi segue e che l’ha provata, facendomi così da beta-tester. Ed ecco che la ricetta è arrivata a voi, con un lavoro di squadra che mi rende felicissima e che mi fa capire sempre di più quanto avere uno spazio virtuale debba servire fondamentalmente a creare circoli virtuosi di condivisione e mutuo aiuto.
Questa torta è davvero semplicissima, e fidatevi se ve lo dico io perché in genere non sono bravissima con i dolci senza glutine. Basta tagliare un paio di mele e poi unire il resto degli ingredienti in una ciotola: è senza uova, senza lattosio, senza zucchero e preparata con farina di riso.
Stranamente mi trovavo in casa un preparato per dolci senza glutine (che al suo interno ha amido di mais e bucce di psillio) e così ho preferito usarlo, in modo da smaltirlo, ma sentitevi libere di sostituirlo con del semplice amido di mais e le bucce di psillio in polvere, appunto. La marmellata è davvero il tocco finale e vi consiglio di non ometterla, io ne avevo una fatta in casa da mia mamma ed è quello che rende davvero speciale questa torta che rimane morbidissima e profumata.
Provatela, vedrete che è semplicissima e poi va bene un po’ per le maggiori intolleranze, per una colazione adatta a tutta la famiglia.
Ingredienti
- Farina di riso
- Preparato per dolci senza glutine (o amido di mais)
- Eritritolo (o zucchero)
- Lievito setacciato
- Latte vegetale
- Olio
- Marmellata
- Mele
Preparazione
- Tagliamo una mela e mezza a cubetti, dopo averle sbucciate. La mezza mela rimanente la possiamo tagliare a fettine per decorazione.
- In una ciotola uniamo la farina di riso, il preparato (o l'amido di mais), l'eritritolo (o lo zucchero) e il lievito setacciato.
- Uniamo anche il latte e l'olio, mescolando bene.
- Aggiungiamo dentro anche la marmellata e i cubetti di mela.
- Decoriamo con la marmellata e le fettine di mela.
- Inforniamo a 180° in forno caldo per 20/25 minuti o fino a cottura ultimata, facciamo la prova stecchino!
Cook at 180° C for about 20/25 minutes or until cooked.
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Pensavo che preparare la torta magica senza burro né zucchero fosse impossibile, ma quando l’ho tagliata mi sono accorta della meraviglia!
Per i non amanti del cocco, posso dirvi che il sapore non si sente nel prodotto finale.. Ho usato la bevanda alla soia perché contiene lecitina e non usando l’uovo (che contiene lecitina e aiuta ad amalgamare i vari ingredienti) ho reputato opportuno usare questo tipo di bevanda.
Mescolate insieme le due farine, il sale, il lievito e la vanillina. Aggiungete l’acqua poco per volta e mescolate sempre.
Se vi state chiedendo ma poi la torta non si attacca nello stampo?!? Ungete con poco olio uno stampo antiaderente a cerniera da 20 cm.
Versate la farina setacciata, lo zucchero, il cacao, vaniglia, il sale ed il bicarbonato. Mescolate brevemente con un cucchiaio di legno. Versate al centro l'aceto (è fondamentale perché attiva il bicarbonato e fa lievitare il dolce) l'acqua, l'olio e mescolate per 1 minuto con un cucchiaio di legno, non dovete mescolare a lungo ma giusto amalgamare gli ingredienti.
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Forno funzione statico a 180° per 35-40 minuti, non fate cuocere troppo la torta deve rimanere leggermente umida. Fate raffreddare bene e poi sformate.
Glassa al Cioccolato (opzionale)
Preparate la glassa al cioccolato. In una ciotola mescolate con una frusta a mano lo zucchero a velo con il cacao, aggiungete man mano 3-4 cucchiai di acqua calda e l'olio, mescolate bene fino ad avere una glassa densa da versare subito sulla torta. Se è troppo liquida aggiungete altro zucchero a velo, se è troppo densa pochissima acqua.
Si conserva fino a 4 giorni in frigorifero.
Era da un po’ che avevo intenzione di preparare la torta magica in versione light (che deve il nome al fatto che, pur essendo preparata con un solo impasto, in forno “magicamente” si divide in tre strati: uno budinoso, uno cremoso e, in cima, un simil-pan di spagna), ma avevo il terrore che togliendo questo e quello, la magia non avvenisse.
Ho preparato tutto con cura (bisogna montare benissimo tuorli e albumi e avere un composto ben spumoso), ma alla fine non ci ho impiegato tantissimo tempo e neanche è stato troppo difficile. Ho infornato incrociando le dita e dopo una cottura un bel po’ lunga e il riposo in frigo… standing ovation! Mi sono ritrovata a saltellare per casa per il risultato strepitoso.
Il gusto è delicato e le tre consistenze creano un dolce unico nel suo genere, che non stufa, il latte si sente tanto ed è per questo che vi consiglio di usarne uno nobile, o quanto meno ad alto foraggio, intero, come anche le uova: ecco perché vi sconsiglio di omettere gli aromi. Non ho utilizzato zucchero, che ho sostituito con l’eritritolo e anche i grassi rimangono contenuti… è anche una torta senza lievito se normalmente vi dà fastidio.
Aggiungiamo ai tuorli la panna acida sempre montando, e le farine setacciate. Cuociamo in forno preriscaldato a 170° in forno statico per i primi 20 minuti. Il dolce tenderà a scurirsi, copriamo con della stagnola e continuiamo la cottura per altri 40 minuti.
Sarà possibile? Direi di sì 😉 Userai ben 5 mele a fettine che.
Idea per il dessert: servila come dolce accompagnata da una crema pasticciera calda al limone (la ricetta è quella dei crumble, ma la crema pasticcera è sempre la stessa), sarà la gioia delle papille!
Come dici? *alternativa più salutare con il Malto di Riso Bio: 130 gr di malto e latte vegetale q.b. per preparare la torta di mele vegan più leggera e salutare del modo devi innanzitutto lavare e sbucciare le mele. Prepara l’impasto unendo le farine, il lievito, la cannella, la buccia di limone, lo zucchero. Poi aggiungi l’olio e infine, a poco a poco, il latte vegetale. Devi ottenere un’impasto morbido. Unisci all’impasto eventualmente l’uvetta e versalo nelle mele. Aiutandoti con una spatola o un cucchiaio di legno amalgama le mele con delicatezza.
Cuoci in forno ventilato per 1 ora e 20 minuti circa a 175 gradi. Nella prima ora, solo se vedi che si scurisce in fretta, appoggia sulla tortiera un pezzo di carta stagnola, che toglierai negli ultimi 20-30 minuti per far asciugare bene la superficie.
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Non sono mai stata un’amante del latte o comunque una consumatrice assidua, probabilmente perché da piccola fino alla tarda adolescenza non ho mai avuto l’abitudine di fare colazione, men che mai la “tipica” all’italiana. Anche il cappuccino l’ho scoperto da poco, e comunque non lo bevo con frequenza. Il latte però continua ad essere al centro di tante diatribe: inutile, dannoso, sano, consigliato? Io propendo verso il “in medium stat virtus” e non l’ho mai escluso dalla mia alimentazione, variando con altri prodotti derivati o con le bevande vegetali (anche fatte in casa, come il latte di pistacchi o di cocco).
Eppure mi sono sempre domandata se bere latte vaccino fosse sostenibile ed etico (oltre che impattante sulla mia salute), in mio soccorso è arrivato il consorzio Latte Nobile, una bella iniziativa italiana per proteggere consumatore, produttore e animali.
Il modello latte nobile (che non è una marca ma una certificazione), prevede un disciplinare di produzione molto chiaro: gli animali devono essere alimentati per il 70% con foraggi freschi o secchi e comunque con una varietà di almeno 4 erbe diverse e il periodo di pascolamento deve essere il più lungo possibile e in campi lontani da traffico urbano. Sono vietati insilati e integratori e ovviamente bisogna garantire all’animale stesso la miglior condizione di vita possibile: stalle pulite e grandi abbastanza, trattamento tempestivo di eventuali malattie, vietate anche tecniche zootecniche che possano procurar loro dolore; infatti nel disciplinare stesso viene espressamente sottolineato che gli animali non devono dimostrarsi timorosi nei confronti degli uomini.
Insomma, tutte queste accortezze e anche quelle che ho evitato di elencarvi per brevità garantiscono un prodotto non solo il più etico possibile, ma anche qualitativamente molto alto: nel latte nobile infatti c’è il miglior rapporto Omega3/Omega6 e prevalgono i grassi insaturi, questo significa che il colesterolo non si alza.