Ogni donna sa che avvicinarsi ai cinquant’anni vuol dire avvicinarsi anche alla menopausa, ma quali sintomi e disturbi bisogna aspettarsi da questa nuova fase della vita? Quanto durano i sintomi della menopausa? Come cambia il corpo con la fine del ciclo mestruale?
Che cosa sono le vampate di calore?
Le vampate di calore sono uno dei sintomi più frequenti della menopausa e, per la maggior parte delle donne, rappresentano indubbiamente l’inconveniente più temuto in questa particolare fase della vita.
Le vampate di calore si definiscono come sensazione improvvisa di un'ondata di calore che percorre tutto il corpo, seguita da sudorazione diffusa e spesso palpitazioni. Sono uno dei sintomi più comuni della menopausa: circa l’80% delle donne in menopausa ne soffrono.
Le vampate di calore, infatti, si presentano nel 70-75% delle donne in menopausa e costituiscono un sintomo incontrollabile che, nell’arco della giornata, appare come un’ondata di calore che investe la donna, manifestandosi, principalmente, con arrossamento e sudorazione del volto anomali.
I sintomi associati alle vampate riguardano la sensazione improvvisa di un’ondata di calore che percorre tutto il corpo e si concentra sulla zona del viso, della nuca e del collo. Ne consegue una sudorazione diffusa che determinerà un raffreddamento repentino della cute e la sensazione di passare in poco tempo da un clima tropicale a un clima polare!
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Le vampate di calore possono durare pochi secondi fino ad una manciata di minuti. L’intensità e la frequenza delle vampate variano comunque da donna a donna.
La menopausa è quel periodo della vita di una donna dove è terminata la funzionalità delle ovaie nel produrre gli ovociti ed è finita anche la riserva degli stessi.
Come le dinamiche legate al ciclo mestruale - inizio, durata, sintomi, regolarità, quantità delle perdite - variano da donna a donna, così la menopausa non arriva per tutte le donne alla stessa età né con gli stessi sintomi. L’età media è intorno ai 50 anni, ma c’è chi entra in menopausa prima, anche intorno ai 40 - sebbene siano casi rari - e altre dopo i 55 anni. Nel primo caso si parla di menopausa precoce, nel secondo caso di menopausa tardiva.
Dopo i 40 anni è già possibile notare alcuni cambiamenti nel ciclo mestruale, per cui possiamo dire che i primi sintomi di menopausa si trovano nelle mestruazioni. Il ciclo infatti tende a variare in quantità e frequenza, con mestruazioni ravvicinate e abbondanti oppure più distanziate tra loro.
Quando questa fase di irregolarità e la fine del ciclo mestruale si compiono prima o intorno ai 43-44 anni, si parla di menopausa precoce, e può essere legata a fattori ereditari, a fattori esterni come malattie a carico delle ovaie o dell’utero, oppure a uno stile di vita non sano o poco equilibrato, o a un momento di forte destabilizzazione come un trauma, un esaurimento, una malattia. I sintomi della menopausa precoce - vampate di calore, sudorazione notturna, aumento della ritenzione idrica, calo del desiderio e sbalzi d’umore - si manifestano spesso in modo più intenso rispetto a quelli della menopausa che inizia intorno ai 50 anni.
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Le arcinote vampate di calore, ad esempio, si verificano per effetto di una sorta di “cortocircuito” momentaneo della circolazione sanguigna periferica. Gli effetti sono sensazioni di forte accaldamento e sudorazione improvvisa che svaniscono da sole nel giro di un paio di minuti, ma si ripresentano diverse volte al giorno. Capita all’80% delle donne in menopausa, per un periodo che può durare dai due ai cinque anni.
Insieme alle vampate, possono presentarsi anche disturbi cardiaci come palpitazioni e tachicardia, ovvero un aumento della frequenza cardiaca.
I cambiamenti ormonali possono causare anche episodi di sudorazione notturna, non necessariamente collegati alle vampate di calore. Questi episodi sono generalmente improvvisi e possono essere abbastanza intensi da far svegliare la donna che ne soffre. In comune con le vampate di calore hanno la causa: si ritiene infatti che anche la sudorazione notturna sia dovuta ad alterazioni della circolazione sanguigna (causate dal calo degli estrogeni) che favoriscono l’improvviso aumento del flusso di sangue verso la superficie della pelle, nella parte superiore del corpo e soprattutto alla testa.
Questo ci porta ad un altro “effetto collaterale” della diminuzione degli estrogeni, ovvero un generale aumento della pressione arteriosa (che talvolta rischia di diventare vera ipertensione) e un maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Succede perché, durante l’età fertile, gli ormoni femminili proteggono il sistema circolatorio mantenendo più bassi i livelli di colesterolo nel sangue e dunque favorendo una migliore funzionalità delle arterie; i cambiamenti ormonali legati alla menopausa, invece, fanno venir meno questa situazione favorevole, rendendo la donna più soggetta a problemi circolatori legati all’ispessimento delle pareti arteriose con l’aumento dei livelli di colesterolo.
Si ritiene che le vampate di calore siano dovute a un’alterazione dell’ipotalamo, la struttura del nostro cervello che regola la temperatura corporea. La vampata di calore è una vasodilatazione eccessiva provocata da un aumento di temperatura della cute repentino, in pochi minuti, anche di 2-3°C fino a raggiungere i 35 gradi, una temperatura alta per la cute.
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La vasodilatazione si ha come reazione del nostro corpo all’aumento della temperatura, di modo da disperdere il calore in eccesso e ristabilire l’equilibrio. Spesso la vampata si accompagna al sintomo opposto, cioè ai brividi, quando la vasodilatazione è stata eccessiva o molto prolungata e la temperatura si è troppo abbassata.
Spesso le donne in premenopausa sentono anche altri sintomi, meno specifici, come mal di testa, vertigini, formicolii, disturbi dell’umore, irritabilità, sbalzi della pressione arteriosa, disturbi del sonno e le note palpitazioni cardiache. Rispetto a quest’ultimo sintomo, è bene accertarsi con lo specialista che le palpitazoni siano effettivamente legate alle variazioni della menopausa o che non nascondano altre condizioni da tenere monitorate.
Le donne in menopausa spesso ingrassano.
Caldane in menopausa? Ne consegue che la sensazione di un’ondata di calore che pervade il corpo per raggiungere il suo apice a livello del volto non è una manifestazione psicosomatica, come si tendeva a sminuire in passato, ma il segno di un’alterazione vera e propria dei vasi sanguigni dovuta alla diminuzione degli estrogeni.
Il calo degli estrogeni è il principale responsabile dei sintomi generali che rientrano nella cosiddetta sindrome climaterica, che ha effetti abbastanza variegati e soggettivi ma riguarda una donna su due. Il venir meno dell’attività delle ovaie, infatti, si ripercuote su tutto il sistema endocrino e su alcuni aspetti del metabolismo.
La carenza di estrogeni, che sono i principali ormoni sessuali femminili, non può non avere effetti diretti sull’apparato genitale, che infatti va incontro a diversi disturbi legati alla menopausa. Secchezza vaginale e una progressiva atrofizzazione della mucosa vaginale sono sintomi abbastanza comuni, per quanto tardivi rispetto alle vampate di calore: riguardano circa la metà delle donne nei primi tre anni, e raggiungono la maggior parte a dieci anni dalla fine del ciclo mestruale. A differenza di vampate e sudorazione, poi, secchezza e atrofia vaginale non sono disturbi che passano da soli con il tempo, e possono causare bruciore, prurito e fastidio durante i rapporti sessuali, oltre a rendere più facile l’insorgenza di episodi di cistite.
Niente che non possa essere prevenuto prendendosi cura per tempo dei muscoli del perineo (riabilitandoli con esercizi post parto, ma anche “allenandoli” in tutte le fasi della vita e idratando cute e mucose con preparati locali), in modo da evitare o limitare problemi di incontinenza urinaria che potrebbero presentarsi dopo la menopausa. Quando secchezza e atrofia vaginale si presentano, è importante parlarne con il proprio ginecologo per avere un quadro più preciso della situazione ed eventualmente valutare i rimedi più adatti.
Il calo di estrogeni comporta anche un calo della densità ossea, per cui lo scheletro diventa più fragile e può presentarsi l’osteoporosi, cioè un maggior rischio di fratture anche per piccoli traumi (soprattutto al polso, alle vertebre e al femore), senza però sintomi particolarmente evidenti. Ecco perché in menopausa è particolarmente utile monitorare la salute delle ossa sottoponendosi periodicamente a MOC, un esame clinico simile a una lastra, che rileva i livelli di densità ossea.
Gli estrogeni stimolano anche la produzione di collagene, che rende elastici i tessuti. Quando vengono a mancare, ne risentono la pelle, che diventa più secca e soggetta a prurito, le unghie, che diventano più fragili, e i capelli, che risentono anche dello squilibrio tra estrogeni e testosterone. Anche la lacrimazione e la salivazione sono ridotte, con il classico disagio dell'occhio secco e della secchezza delle fauci.
A livello più generale, in menopausa il corpo cambia perché cambia il metabolismo, che si fa più lento e quindi si ingrassa più facilmente e in modo localizzato: se si prende qualche chilo, infatti, sicuramente andrà a localizzarsi sulla pancia e nella parte alta del corpo. Inoltre, con l’avanzare dell’età si verifica una fisiologica riduzione della massa muscolare, e i cambiamenti ormonali legati alla menopausa ne riducono le funzioni metaboliche. Per evitare che questo si traduca in un eccessivo aumento di peso, è importante mantenere uno stile di vita attivo e fare un po’ di attività fisica. Qualche esempio? Un’oretta di camminata al giorno, a passo spedito ma senza affanno, è un buon modo per attivare il metabolismo, e in più fa bene alla circolazione. Fare jogging, andare in bicicletta oppure nuotare sono ottime alternative, da scegliere in base alle proprie inclinazioni e abitudini, ma non dovrebbero mancare nemmeno esercizi anaerobici a corpo libero o con dei pesetti per sostenere il tono muscolare, sempre consultando il proprio medico di base o facendosi seguire da un coach esperto.
La menopausa, oltre ad essere un periodo di cambiamenti fisici però, è anche una fase della vita in cui si può dedicare più tempo a sé stesse e alla cura del proprio corpo, per imparare finalmente ad ascoltarlo e a riconoscerne i bisogni autentici. Fare questo è il primo passo per affrontare i cambiamenti e gestirli al meglio, con l’aiuto del tuo ginecologo quando serve.
Le donne in perimenopausa spesso mostrano irregolarità nel sanguinamento, dovute all'usura della funzione ovarica. Transizione avanzata: caratterizzata dall’assenza di due o più cicli, con un periodo di amenorrea di più di 60 giorni. La donna entra in perimenopausa (che significa letteralmente “intorno alla menopausa"), che inizia dopo la seconda fase (avanzata) della transizione menopausale e termina 12 mesi dopo l'ultimo periodo mestruale. Questi disturbi nelle ovaie portano ad un sanguinamento anomalo, che è si differenzia da quello di una mestruazione normale.
La riduzione dell’attività fisica e il declino ormonale potrebbero portare ad un aumento del peso corporeo nelle donne durante la perimenopausa. Il corpo femminile subisce una ridistribuzione del grasso corporeo, che si accumula principalmente nel tronco. Gli specialisti consigliano il mantenimento di uno stile di vita sano.
Ma le fluttuazioni ormonali e le vampate di calore non sono soltanto una prerogativa femminile.
Le vampate di calore, se compaiono presto potrebbero essere il segnale di un maggior rischio cardiovascolare. Ricerche recenti evidenziano che le vampate di calore possono manifestarsi prima di quanto previsto, anche durante gli ultimi anni in età riproduttiva della donna e non necessariamente solo nel periodo pre-menopausa.
«Le donne che anno in menopausa prima hanno una carenza estrogenica più precoce e più lunga. Le vampate sono dovute al brusco calo del livello di estrogeni, ormoni sessuali femminili, con la menopausa. L’età media per la fine del ciclo è 49 anni. «Ora, se una donna va in menopausa a 46 anni, potrebbe essere la mancanza degli estrogeni a renderla più esposta a un rischio cardiovascolare», prosegue la dottoressa Ferrari. «In questo caso è davvero consigliabile la terapia ormonale sostitutiva (Tos) perché gli estrogeni vengono a mancare troppo presto. La Tos offre una protezione».
Rimedi per le vampate di calore
Trattandosi di una reazione dell’ipotalamo a una variazione ormonale, non vi sono rimedi naturali miracolosi. Se alcune donne sentono meno i sintomi della menopausa di altre è perché la loro fisiologia è diversa.
La convivenza serena con le vampate di calore è possibile seguendo alcuni utili consigli sull’alimentazione, lo stile di vita e anche l’utilizzo di integratori alimentari.
Un consiglio essenziale è quello di seguire sempre un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura per prevenire diverse problematiche legate all’invecchiamento. Inoltre, si consiglia di prediligere cibi “rinfrescanti” tra cui appunto frutta e verdura, così come lo yogurt o altro, evitando alimenti, additivi o condimenti che favoriscono l’innalzamento della temperatura come i cibi piccanti o l’alcool ad esempio. Non dimenticare di bere acqua che, oltre ad essere una fonte di benessere, è uno dei migliori rinfrescanti.
Ti consigliamo di rilassarti e riposarti evitando il più possibile fonti di stress, che possono esacerbare la sintomatologia, e il fumo. Puoi praticare dello yoga, imparare le regole della respirazione profonda, oppure scegliere la meditazione. Inoltre, cerca di non vivere in ambienti troppo caldi e vestiti leggera, magari a strati, così, quando giunge la sensazione di calore, è per te più facile togliere “correre ai ripari”.
Dal punto di vista farmacologico si propone la terapia ormonale sostitutiva (TOS) che agisce integrando gli ormoni che il corpo non produce più, in una quantità che viene stabilita dallo specialista ginecologo a seconda della situazione specifica della donna in questione. I benefici della terapia ormonale sostitutiva sono un recupero del sonno, un miglioramento dell’umore, il mantenimento di un miglior tono della pelle e di densità ossea, importante per prevenire l’osteoporosi. La TOS tuttavia non è esente da rischi, a partire dal rischio di tipo trombotico. Questi farmaci in alcune donne possono aumentare rischio di trombosi venosa periferica o di embolia polmonare in soggetti già a rischio.
La terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni è la cura più prescritta e indicata dai medici per le donne in menopausa.
È importante sottolineare, tuttavia, che alla terapia ormonale possono associarsi diversi effetti collaterali. Prima di intraprendere questo percorso di cura, dunque, è consigliabile discutere con il medico il rapporto tra rischi e benefici in rapporto al proprio caso specifico.
Esistono, inoltre, dei rimedi a base di piante, come la cimicifuga o la soia, che si sono dimostrati utili coadiuvanti per il contrasto dei disturbi della menopausa, tra cui le vampate di calore. In ogni caso, si consiglia di consultare il proprio Medico per capire se l’integrazione può essere utile e consigliata in base alla vostra storia clinica.
A inizio 2023 la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un nuovo farmaco, non ormonale, (fezolinetant, nome commerciale Veozah®) per contrastare i sintomi della menopausa.
Sembrerà assurdo, ma dalla letteratura medico-scientifica si è visto che una delle migliori attività fisiche generiche in grado di diminuire l'intensità delle vampate di calore è quella del cammino.
Trattandosi di una reazione dell’ipotalamo a una variazione ormonale, non vi sono rimedi naturali miracolosi. Se alcune donne sentono meno i sintomi della menopausa di altre è perché la loro fisiologia è diversa. Per alcune donne i sintomi della menopausa sono tuttavia tanto invalidanti da inficiare nel benessere complessivo.