Via Dieta di Bari: Cos'è e Come Funziona

L'obesità è una condizione complessa, in cui l’aumento di peso si intreccia con la comparsa di alterazioni del metabolismo, disturbi cardiovascolari o difficoltà respiratorie.

La Dieta Chetogenica: Un Approccio Specifico

La dieta chetogenica è una dieta a bassissimo contenuto calorico usata per indurre un calo del peso in un tempo relativamente breve.

«Si tratta di una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati» spiega la Dottoressa Ragazzini «e questo è ciò che costringe l’organismo a cercare una via metabolica alternativa, in particolare i chetoni: l’obiettivo è quindi quello di indurre una sorta di reset del metabolismo».

Fasi della Dieta Chetogenica

  1. Prima fase (8-12 settimane) - innesco della chetogenesi: In questo breve periodo, si cerca di raggiungere un calo di circa l’80% dell’obiettivo finale di perdita di peso del paziente.
  2. Seconda fase (circa 1 mese) - reintroduzione di carboidrati e rieducazione nutrizionale: Vengono reintrodotti alcuni alimenti, come frutta e latticini, legumi, pasta, pane e cerali.
  3. Terza fase (durata variabile in base al paziente) - mantenimento.

«Già nella prima visita il paziente riceve delle indicazioni precise su come impostare la dieta, che deve essere seguita come una vera e propria terapia», spiega la Dottoressa De Sario.

In seguito al primo incontro, si monitora con incontri regolari l’effetto della dieta e si tengono sotto controllo eventuali sintomi che possono insorgere soprattutto nelle prime settimane di dieta, come mal di testa, stanchezza o debolezza.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

La dieta chetogenica si può fare sia con prodotti freschi, che però sono meno controllabili dal punto di vista del contenuto nutrizionale, sia con preparazioni già pronte con un apporto calorico predeterminato.

Per ottenere risultati apprezzabili e duraturi, la dietista De Sario sottolinea anche l’importanza di tenere traccia di tutto ciò che si assume durante il giorno: «anche assumere farmaci che contengono zucchero può andare a influire sulla produzione di corpi chetonici, inibendo la chetogenesi e ostacolando il caso ponderale. Un altro errore comune è bere caffè d’orzo o ginseng, che comunque contengono carboidrati. Al paziente questi possono sembrare abitudini da tenere in minima considerazione, ma in realtà hanno un effetto importante sull’esito della dieta».

Bioimpedenziometria (BIA): Analisi della Composizione Corporea

È un esame molto semplice e non invasivo che viene effettuato con tecnica bioimpedenziometrica per l’analisi qualitativa e quantitativa della composizione corporea.

Si basa sul principio che i tessuti biologici si comportano come conduttori, semiconduttori o isolanti: le soluzioni elettrolitiche intracellulari ed extra-cellulari dei tessuti magri sono ottimi conduttori, mentre osso e grasso sono isolanti e non sono attraversati dalle correnti.

In particolare, la bioimpedenziometria o BIA (Body Impedence Assessment) misura l’impedenza - una grandezza elettrica - del corpo umano in base alle sue capacità di condurre corrente elettrica in funzione della quantità di acqua ed elettroliti presenti.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Il comportamento elettrico dei tessuti corporei è equiparabile a quello di un circuito elettrico, costituito da una resistenza ed un condensatore in parallelo, in cui il compartimento intracellulare funge da condensatore e quello extracellulare simula la resistenza.

Come Funziona la BIA

La corrente alternata, a intensità e frequenza costanti, viene iniettata tramite la cute da elettrodi-cerotto, attraversa le soluzioni elettrolitiche di tutti i tessuti, esclusi grasso e osso, generando un vettore impedenza detto Z.

In particolare la corrente (I) attraverserà il compartimento ICW o capacitivo e, preferenzialmente, quello resistivo costituito da ECW: quest’ultimo esplicherà il suo effetto oppositivo ossia di “Resistenza”, in modo continuo e costante nel tempo in base alla quantità di elettroliti in esso contenuti, mentre ICW permetterà il passaggio di corrente solo oltre una data frequenza, generando un effetto chiamato “Reattanza” che esprime la capacità del nostro organismo di comportarsi come una sorta di condensatore.

Al paziente vengono applicati su mano e piede quattro elettrodi (simili a quelli per fare un elettrocardiogramma), due per ogni zona, a distanza di 5 cm l’uno dall’altro, e collegati allo strumento via filo.

Viene fatta circolare la corrente a bassissima potenza che, attraversando le strutture corporee, subirà un calo della sua intensità dovuta all’impedenza associata a queste ultime.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

Poco prima dell’esecuzione dell’analisi, il paziente si sdraia sul lettino, gli vengono posizionati gli elettrodi su una sola mano e un solo piede e rimane sdraiato in questa posizione per circa 10 minuti, per consentire una buona ridistribuzione dei liquidi corporei.

Parametri Valutati

  • BCM o ATM: massa cellulare corporea o massa tissutale attiva.
  • ECM: massa extra-cellulare.
  • BCMI: indice di massa cellulare corporea che indica il rapporto tra BCM e statura del soggetto. Consente di valutare lo stato nutrizionale e la presenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare).
  • AF: Angolo di fase: È calcolato direttamente dalla resistenza e dalla reattanza e viene espresso in gradi. Stima la proporzione tra i volumi intra ed extra-cellulari dei fluidi: in un soggetto sano questo valore varia tra 6°-7°, mentre nelle persone muscolose può anche arrivare a 10°. Valori inferiori a 5° sono associati a basse reattanze o ad una rottura delle membrane cellulari o ad un accumulo abnorme di fluidi extra-cellulari come nei casi di importante ritenzione idrica o edema.

Sarà importante comprendere durante la bioimpedenziometria non solo lo stato di idratazione del soggetto, ma anche vedere se, a seguito di una dieta, attività sportiva o patologia in atto, vi sia stata una perdita esclusiva di massa grassa oppure anche di massa magra.

In quest’ultimo caso, infatti, valori al di sotto di quelli di riferimento registrerebbero una malnutrizione per difetto con perdita di massa muscolare, fattore estremamente negativo.

B.I.A. e B.I.V.A. (Bioelectric Impedance Vector Analysis)

Mediante la B.I.V.A. (Bioelectric impedance vector analysis) è possibile ottenere una valutazione immediata dello stato di idratazione e nutrizione del soggetto peso-indipendente, mediante una rappresentazione grafica costituita da un nomogramma dei vettori reattanza e resistenza.

Il grafico Biavector riporta sull’asse delle ascisse la reattanza Xc e sull’asse delle ordinate la resistenza R, e la loro somma costituisce il vettore impedenza Z.

Dalla distribuzione di reattanza e resistenza visualizzeremo sul grafico 3 ellissi di tolleranza: la prima racchiude il 50% della popolazione in termini di idratazione e massa cellulare corporea, la seconda il 75% e la terza il 95%.

Per cui, ad esempio, il vettore di un soggetto in buono stato nutrizionale si troverà in alto a sinistra dell’asse mediano tra il 50% ed il 75%.

Bene precisare che l’esame non è di tipo invasivo e che il paziente non sente dolore di alcun tipo.

tags: #via #dieta #di #bari #cos'è

Scroll to Top