Il vomito autoindotto è un comportamento pericoloso associato a disturbi alimentari come la bulimia nervosa. Questo articolo esplora i rischi e le conseguenze di questa pratica, fornendo informazioni dettagliate sugli effetti fisici e psicologici.
Cos'è la Bulimia Nervosa?
La Bulimia Nervosa è un disturbo alimentare in cui una persona segue una modalità di alimentarsi distruttiva per cercare di controllare il proprio peso. Le persone che soffrono di Bulimia tendono ad abbuffarsi consumando grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo, seguito da tentativi di eliminare il cibo dal loro corpo tramite l'uso di lassativi o autoinducendosi il vomito. Questi comportamenti sono tenuti segreti e carichi di forti emozioni sgradevoli.
Diversamente da chi soffre di Anoressia, le persone con Bulimia non mostrano una significativa perdita di peso, ma comunque le complicazioni dovute al disturbo sono serie e possono mettere a rischio la vita.
Meccanismo Fisiologico del Vomito
Dal punto di vista fisio-patologico, il vomito è un meccanismo attivato dallo stimolo di un particolare centro nervoso ad opera dell'apparato digerente o anche del sistema dell'equilibrio. Fisicamente, il vomito avviene in seguito all'impulso di contrazione muscolare del diaframma e del retto dell'addome sullo stomaco, che provocano (in seguito all'apertura degli sfinteri esofagei e alla chiusura del piloro) l'ingresso del chimo nell'esofago con relativa chiusura dell'epiglottide (utile alla protezione della laringe e dell'albero respiratorio).
Il vomito autoindotto può essere ottenuto mediante lo stimolo del velo pendulo con le dita o addirittura con l'utilizzo di un corpo estraneo (es. con il manico dello spazzolino da denti).
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Psicologicamente, il vomito autoindotto rappresenta una forma di liberazione dal senso di colpa post prandiale o conseguente alla perdita di controllo sul cibo (abbuffata o sintomatologia binge).
Segni e Sintomi del Vomito Autoindotto
Segno di Russel
Callosità ed abrasioni nella mano utilizzata per produrre il vomito autoindotto; è provocato dall'attrito ripetuto degli incisivi sul dorso della mano, e dallo sfaldamento delle unghie e della cute per esposizione ripetuta al ph gastrico.
Danni ai Denti, alle Gengive e alla Lingua
Conseguenti all'effetto logorante dei succhi gastrici sullo smalto dei denti e sulla mucosa della bocca.
Sistema Digerente
Gola dolente o mal di stomaco sono i primi e ovvi danni fisici collaterali evidenti. L'alto contenuto di acidi del vomito può danneggiare i denti, causando l'erosione dello smalto, sensibilità dentale e danni da masticazione di gomme. Guance o bocca gonfie possono insorgere dall'ingrossamento delle ghiandole salivari. Vomito eccessivo può causa dolore o gonfiore alla gola.
L'acido può irritare o creare lacerazioni all'esofago. Sangue nel vomito è indice di danni all'esofago. Anche lo stomaco può irritarsi. Acidità di stomaco, bruciori allo stomaco e reflussi acidi sono comuni.
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Mettersi le dita in gola è un modo in cui le persone con Bulimia si inducono il vomito. Fare questo molte e molte volte può creare cicatrici sulla pelle di dita e mani (segno di Russel) dovute all'esposizione agli acidi.
Un altro modo di liberare il corpo dal cibo è l'uso di diuretici, pillole dietetiche o lassativi. Il sovrautilizzo di questi prodotti può portare a difficoltà nei movimenti intestinali senza farne uso. Un uso scorretto di diuretici può danneggiare i reni. Danni all'intestino possono causare gonfiore, diarrea o stitichezza. Costringere l'intestino a movimenti frequenti porta ad avere problemi di emorroidi.
Sistema Circolatorio
Frequenti condotte di eliminazione portano a disidratazione, portando a pelle secca, muscoli deboli ed estrema fatica. Vomitando si va verso uno squilibrio elettrolitico. Bassi livelli di potassio, magnesio e sodio sono frequenti. Questo provoca difficoltà al cuore e può causare aritmie, indebolimento del muscolo cardiaco e insufficienza cardiaca.
La Bulimia può causare pressione bassa, polso debole e anemia. L'espulsione del cibo è un evento violento. La forza con cui avviene può causare la rottura di vasi sanguigni negli occhi.
Sistema Riproduttivo
La bulimia interferisce con il ciclo mestruale o lo interrompe del tutto. Uno squilibrio ormonale e stanchezza possono sopprimere il desiderio sessuale.
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Conseguenze a Lungo Termine
Il vomito autoindotto ripetuto può portare a una serie di complicazioni gravi, tra cui:
- Lesioni ulcerative all'esofago ed allo stomaco
- Rottura dello stomaco
- Riduzione della motilità intestinale e difficoltà digestive croniche
Epidemiologia e Fattori di Rischio
La bulimia è tra i disturbi del comportamento alimentare più diffusi, con esordio nell’adolescenza o nella prima età adulta. Secondo i dati riportati dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (www.epicentro.iss.it) la bulimia ha un’epidemiologia del 1-5%.
Non è possibile identificare delle precise cause della bulimia nervosa, trattandosi di una patologia a carattere multifattoriale. Altri fattori di rischio sono l’obesità infantile, che spiegherebbe la costante preoccupazione per il peso e l’aspetto corporeo e, per la stessa ragione, la presenza di un familiare in sovrappeso o con obesità.
Trattamento
Per superare la bulimia anche i farmaci possono essere d’aiuto. In particolare vengono prescritti farmaci antidepressivi come gli SSRI che possono risollevare il tono dell’umore e ridurre la frequenza delle abbuffate. Iniziare la psicoterapia può essere di grande aiuto per superare la bulimia.
In particolare il protocollo della CBT-E (Terapia Cognitivo Comportamentale - Enhanced), ideato dal dott. C. Fairburn, è un trattamento individualizzato che si è dimostrato efficace in tutti i disturbi del comportamento alimentare e nella bulimia in particolare.
La cura della Bulimia richiede un approccio olistico, che non si limiti a trattare i sintomi fisici della malattia, ma prenda in considerazione anche le cause psicologiche e sociali sottostanti. Questo approccio prevede un lavoro multidisciplinare in cui medici, psicologi e altri professionisti della salute collaborino insieme al fine di fornire una cura completa e personalizzata per il paziente.
Riconoscere di avere un problema è fondamentale per ottenere un trattamento adeguato e una pronta guarigione in caso di bulimia. Quindi, se si soffre di questo disturbo è importante rivolgersi al proprio medico di famiglia per avere una diagnosi accurata e per ricevere consigli appropriati sulla gestione del problema.
Chi sente la necessità di parlare dei propri problemi alimentari in modo privato e confidenziale può contattare il Numero Verde S.O.S.
La Bulimia può essere trattata anche con la terapia interpersonale (IPT), che si concentra sulla comprensione delle relazioni con le altre persone e su come queste possono influire sul disturbo. L’obiettivo di questa terapia è quello di imparare a gestire le emozioni difficili e migliorare le relazioni sociali per ridurre la sintomatologia bulimica.
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