Alimentazione Anti-Tumore: Linee Guida per la Prevenzione e la Cura

La nostra dieta è strettamente collegata al tumore sia per la prevenzione che durante la cura della patologia. Come evitare la malattia a tavola? La corretta assunzione di alimenti, associata a uno stile di vita attivo e moderato, costituisce la base della prevenzione del cancro.

Prevenire il Cancro a Tavola

È dimostrato, da numerosi studi scientifici, che attraverso l’alimentazione si previene:

  • fino al 20% i tumori alla cervice uterina e prostata
  • fino al 33% i tumori al polmone
  • fino al 50% i tumori alla bocca, faringe e al seno
  • fino al 66% i tumori al fegato
  • fino al 75% i tumori al colon-retto, esofago e stomaco

Sono tutte malattie provocate da una dieta altamente calorica, ricca di proteine di origine animale, grassi, carboidrati raffinati e povera invece di frutta e verdura.

Un regime dietetico adeguato ed equilibrato non solo garantisce un apporto di nutrienti ottimale, in grado di soddisfare i fabbisogni dell’organismo, ma permette anche di ricevere sostanze che svolgono un ruolo protettivo e/o preventivo nei confronti di determinate condizioni patologiche.

L'Importanza del Peso Corporeo

Mantenersi nell’intervallo del normopeso può essere uno dei migliori comportamenti in grado di prevenire il cancro. La valutazione del peso è fatta in funzione dell'Indice di Massa Corporea (IMC) che prende in considerazione la statura e il peso dell’individuo (rapporto tra peso in kg e statura in metri elevata al quadrato). Si è normopeso quando l’IMC si trova nell’intervallo 18.5 - 24.9, sovrappeso quando si trova tra 25 e 29.9, mentre l’obesità è rappresentata da un IMC superiore a 30.

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La circonferenza della vita rappresenta un valido indice della distribuzione del tessuto adiposo in sede viscerale ed è in grado di fornire utili indicazioni sulla topografia del grasso corporeo: quest’ultimo aspetto è considerato più significativo della quantità assoluta di massa grassa.

I chili in eccesso, per esempio, sono un deposito di colesterolo il quale è dannoso alla salute dell’individuo. Il rischio di cancro aumenta anche con un leggero sovrappeso, non solo per gli obesi. L’eccesso di peso non può e non deve essere considerato solo un problema estetico: comporta gravi pericoli per la salute ed è un fattore di rischio oncologico.

Attività Fisica

Qualsiasi tipo di comportamento che dia la preferenza, nelle attività quotidiane, all'uso dei propri muscoli piuttosto che alle macchine può contribuire al dispendio energetico aiutando a prevenire l’aumento del peso o a favorire la perdita di peso: diminuisce di conseguenza il rischio di tumore. Si raccomanda di svolgere attività fisica di intensità moderata almeno 30 minuti ogni giorno: equivale a una camminata veloce e può essere parte di una attività fisica legata agli spostamenti e ai viaggi, ai lavori domestici o alle attività ricreative e sportive.

Non appena la condizione fisica migliora (quando si è allenati), cercare di raggiungere 60 minuti di attività di intensità moderata o 30 di intensità vigorosa ogni giorno. La migliore scelta è sempre quella dell’attività che più si preferisce, da soli o con parenti e amici: nuoto, corsa, ballo, bicicletta, escursionismo, giochi di squadra come calcio e pallavolo.

Le persone che hanno un lavoro sedentario devono prestare attenzione particolare a praticare giornalmente attività moderata.

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Alimenti ad Alta Densità Energetica

Una dieta troppo ricca di alimenti altamente energetici, in particolare prodotti industriali, è strettamente correlata a un aumento del rischio di sovrappeso e obesità; queste condizioni aumentano il rischio di cancro e di numerose altre patologie croniche. Anche le bevande dolci hanno un ruolo cruciale nell’aumento del peso, soprattutto se consumate con regolarità: questo effetto negativo non è dato soltanto dall’apporto calorico, bensì dalla loro incapacità di saziare portando a un consumo smodato.

Per “alimenti ad alta densità energetica” si intendono i cibi che contengono un elevato apporto calorico in un piccolo volume: la maggioranza delle calorie fornita da questi alimenti è data da grassi e zuccheri, quindi il consumo contribuisce all’aumento del peso corporeo. Molti di questi alimenti non forniscono composti utili all’organismo come vitamine, sali minerali e polifenoli, risultano soltanto dannosi per la salute: a causa di questo scarso valore nutrizionale le loro calorie sono soprannominate “calorie vuote”.

Riconoscere questi alimenti è molto semplice, in generale sono prodotti che hanno subito diverse lavorazioni e raffinazioni, sono poveri di acqua e fibre e ricchi di grassi e/o zuccheri. Dolciumi, biscotti, merendine, snacks al cioccolato, patatine, salse da condimento sono esempi di alimenti altamente energetici.

Alimenti Protettivi

In generale frutta e verdura, essendo ricche di acqua e fibra, hanno un apporto calorico basso e, soprattutto quando consumate con varietà, rappresentano un’importante fonte di vitamine, sali minerali e altre molecole benefiche chiamate fitocomposti. I legumi sono una buona fonte proteica e i cereali integrali contribuiscono all’apporto di fibra nella dieta. La frutta secca e i semi oleosi sono veri e propri concentrati di micronutrienti e grassi salutari, benefici per il sistema cardiovascolare, mentre le erbe aromatiche e le spezie sono utili per arricchire la dieta di sapori naturali e vitamine e sali minerali. Cereali e simil-cereali: grano, farro, orzo, quinoa, grano saraceno, amaranto, riso, mais.

Alimenti di Origine Animale

Gli alimenti di origine animale consumati all’interno di una dieta sana e ricca di prodotti vegetali rappresentano un apporto di nutrienti e possono rientrare in una dieta salutare e preventiva. Per quanto riguarda le uova, il latte e i suoi derivati, le carni bianche e il pesce, non esistono a oggi evidenze che il loro consumo influisca sullo sviluppo delle patologie oncologiche. Per quanto riguarda la carne rossa, invece, i dati raccolti finora dicono che un consumo al di sotto dei 500g alla settimana non costituisce un pericolo per la salute. Gli insaccati e le carni lavorate e processate sarebbero da eliminare dalla lista della spesa e da consumare solo occasionalmente. Si considerano rosse le carni di manzo, maiale e agnello e i loro derivati.

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La raccomandazione di non superare i 500g alla settimana comprende tutte queste tipologie di carne e i loro derivati. Salsicce, wurstel, prosciutti, salami, altri salumi e insaccati sono considerati prodotti trasformati e conservati, quindi da consumare occasionalmente. È da sfatare il mito che sia necessario consumare grandi quantitativi di carne per soddisfare il fabbisogno proteico e di ferro: esistono numerose altre fonti proteiche di origine animale e vegetale e numerose fonti di ferro di origine vegetale, dai legumi agli ortaggi a foglia verde, dalle brassicaceae alla frutta secca.

Bevande Alcoliche

L’eccesso di alcol, indipendentemente dal tipo di bevanda, è legato a un aumento del rischio di cancro: se ne raccomanda quindi un consumo decisamente moderato. Allo stesso tempo, però, esistono evidenze che un consumo moderato di un certo genere di alcol possa contribuire alla prevenzione del rischio di patologie cardiovascolari. Le ricerche effettuate finora dimostrano che l’effetto negativo dell’alcol è ulteriormente amplificato quando combinato con il fumo di sigaretta. Per una buona prevenzione oncologica la raccomandazione sarebbe di evitare il consumo di bevande alcoliche e consumarne piccole quantità solo occasionalmente. Tuttavia, se si vogliono consumare bevande alcoliche è bene non superare 1 unità alcolica al giorno per le donne e 2 unità al giorno per gli uomini.

Metodi di Preparazione e Conservazione degli Alimenti

Alcuni metodi di preparazione, lavorazione e conservazione dei cibi possono influire sul rischio di tumore. Le evidenze a oggi più convincenti riguardano le carni conservate con metodi di affumicatura, salatura e uso di conservanti. Il sale è importante per la salute dell’organismo ma i livelli di cui necessitiamo sono sensibilmente inferiori a quelli consumati in media dalla popolazione. I principali problemi di salute legati a un consumo eccessivo di sale includono l’aumento del rischio di cancro allo stomaco e di ipertensione.

Integratori Alimentari

Consumare integratori alimentari per prevenire le patologie croniche, tra cui i tumori, può avere effetti negativi per la salute. Aumentare la varietà della dieta è invece un ottimo metodo per mantenere l’organismo in salute e prevenire i tumori. Le vitamine, i sali minerali e gli altri composti vanno presi in considerazione come parte integrante degli alimenti che li contengono. Le evidenze scientifiche rafforzano questo concetto dichiarando che la migliore forma di nutrimento è rappresentata dagli alimenti e non dai supplementi.

Nella ricerca in campo oncologico ci sono stati casi in cui specifiche integrazioni in persone ad alto rischio hanno avuto un ruolo positivo nella prevenzione di alcuni tipi di tumore: questi risultati non sono utili da applicare alla popolazione sana perché i livelli di integrazione possono essere diversi da caso a caso e un eccesso può causare effetti collaterali anche gravi. Gli integratori alimentari possono contenere vitamine, sali minerali, erbe o altri estratti vegetali e si trovano sotto forma di pastiglie, capsule, in polvere o in forma liquida.

Tutti questi prodotti non possono essere considerati sostituti degli alimenti, prima di tutto perché l’assunzione di un nutriente in alte dosi può avere un effetto completamente diverso sull’organismo rispetto all’effetto che avrebbe se consumato con gli alimenti. Per i micronutrienti non vale la regola “di più è meglio”.

Allattamento al Seno

Le evidenze (non soltanto in campo oncologico) mostrano che il migliore alimento per i neonati fino a sei mesi è il latte materno. L’allattamento al seno esclusivo fino a sei mesi può essere protettivo tanto per la madre quanto per il bambino. Per la donna, l’allattamento al seno protegge dall’insorgenza del tumore del seno a tutte le età. Sono presenti, anche se limitate, evidenze che l’allattamento al seno protegga dall’insorgenza del tumore ovarico. Per i neonati ci sono probabili evidenze che l’allattamento per almeno 6 mesi sia in grado di prevenire il sovrappeso e l’obesità e le patologie correlate. Ricordiamo che un bambino in sovrappeso ha più probabilità di diventare un adulto obeso rispetto a un bambino normopeso. Il latte materno contiene i nutrienti necessari per lo sviluppo del bambino nei primi sei mesi di vita.

È consigliabile non fornire alcun tipo di alimento solido ai bambini al di sotto dei quattro mesi poiché non in grado di digerirli: questa è una regola generale che non esclude casi di uno svezzamento anticipato necessario, è sempre bene rivolgersi a un professionista della salute per un consulto personalizzato. Dai sei mesi in poi i bambini dovrebbero essere pronti a consumare cibi solidi, il sistema immunitario e quello digestivo sono forti e sviluppati. Per quanto riguarda il latte, l’ideale sarebbe variarne le fonti (riso, soia, avena) ed evitare il latte di vacca fino a un anno di età, a causa del suo elevato apporto proteico.

Dieta Varia ed Equilibrata

Una dieta sana e varia, ricca di frutta e verdure di diverso colore e qualità, di cereali integrali e legumi e povera di carne rossa, in particolare salumi e insaccati, è in grado di prevenire l’insorgenza di cancro. È inoltre riconosciuto che uno stile alimentare di questo tipo può fornire all’organismo vitamine, sali minerali e altri composti benefici che difendono l’organismo dal cancro e da altre patologie croniche.

Affrontare la Malattia a Tavola

La malnutrizione interessa otto pazienti oncologici su dieci. Il cancro indebolisce il nostro organismo e provoca un’infiammazione generalizzata che ha conseguenze sul metabolismo, sull’appetito e quindi anche sulla qualità e quantità dell’alimentazione. Inoltre molte cure anti-tumorali presentano effetti collaterali che interessano proprio l’apparato gastro-intestinale. Il paziente oncologico deve seguire un tipo di dieta adatta alla sua situazione clinica.

Vantaggi di una Corretta Alimentazione

Prevenire la malnutrizione e la perdita di peso porta grandi vantaggi perché:

  • diminuisce la tossicità dei trattamenti antineoplastici: in questo modo è possibile effettuare cure nel modo più corretto ed efficace possibile, mantenendo inoltre i giusti tempi e le adeguate dosi.
  • riduce le complicanze, limitando la necessità e la durata di ricoveri ospedalieri
  • migliora la qualità di vita generale del paziente e quindi anche la risposta positiva dell’organismo alla malattia

L’oncologo, insieme al nutrizionista, può aiutare il malato a scegliere i cibi più appropriati e risolvere molti problemi legati alla nutrizione.

Un’alimentazione varia ed equilibrata non è solo una guida e uno strumento di prevenzione primaria, ovvero di difesa finché si è sani. Ha un ruolo importante anche quando si è già scoperto di avere un tumore e avviato il percorso di cura. Oltre a essere uno degli elementi con cui fronteggiare la tossicità delle terapie oncologiche, la dieta è uno dei capisaldi della prevenzione terziaria.

La Dieta Mediterranea

Come raccomanda anche l’American Cancer Society, si consiglia di consumare almeno 4-5 porzioni di frutta e verdura al giorno e preferire i cereali integrali a quelli raffinati. Inoltre si suggerisce di ridurre al minimo l’apporto di carni rosse e processate (e di alimenti ricchi di grassi, in generale) per dare più spazio ai legumi come fonte di proteine, di rinunciare alle bevande zuccherate e di ridurre al minimo tollerabile il consumo di bevande alcoliche (massimo un’unità al giorno per le donne, due per gli uomini).

Si tratta di indicazioni che rientrano in ciò che chiamiamo comunemente dieta mediterranea e che possono essere calibrate, con i dovuti accorgimenti, anche per i pazienti oncologici. Sono infatti spesso consigliate sia a chi è in sovrappeso sia a chi potrebbe aver sviluppato problemi che condizionano l’assunzione degli alimenti, in entrambi i casi anche come conseguenza dei trattamenti oncologici. L’obiettivo è favorire un’alimentazione e una forma fisica adeguate: due aspetti importanti per ridurre il rischio di ricadute del tumore.

Nutrizione di Precisione

Tra i composti più studiati in questo senso negli ultimi 15 anni circa vi sono i polifenoli, valutati soprattutto in relazione a tumori molti diffusi, come quelli che colpiscono il seno, il colon-retto e la prostata, e per cui oggi sono disponibili diverse opzioni terapeutiche. Alcuni flavonoidi (composti della famiglia dei polifenoli) hanno dimostrato attività antitumorali e antiproliferative che potrebbero tornare utili per prevenire le ricadute di un tumore anche negli esseri umani.

I composti finora più indagati sono stati l’epigallocatechina gallato (presente soprattutto nel tè verde), la quercetina (capperi, uva, cipolla rossa, tè verde, mirtillo, mela, sedano, radicchio), l’apigenina (frutta, verdura, erbe aromatiche), la naringenina (scorza degli agrumi), la procianidina B2 (semi d’uva, mela) e la curcumina (dalla curcuma). Per alcuni di questi composti, in alcuni studi si è osservata la capacità di inibire, attraverso diversi meccanismi, la ricomparsa di tumori del polmone, della prostata, del colon-retto e del seno.

Per questi ultimi due tipi di cancro, evidenze preliminari sono emerse anche da alcuni composti appartenenti alla famiglia dei grassi polinsaturi (acido docosaesaenoico) e dei fitosteroli (β-sitosterolo-d-glucoside) di origine vegetale.

Mantenimento del Peso Corporeo

Allo stesso tempo, una situazione di sovrappeso o obesità causa una serie di stress all’organismo che, in alcuni casi, sembra favorire la crescita del cancro. Ciò che si mangia può aiutare a limitare il rischio che un tumore si ripresenti.

Dieta per Affrontare la Malattia

Molte forme di cancro sono associate a una perdita di peso, che può anche essere importante: si stima che fino al 40 per cento dei pazienti oncologici sia già dimagrito al momento della diagnosi o abbia problemi di nutrizione. Il fenomeno, che non riguarda solo i tumori dell’apparato digerente, è determinato da vari fattori, tra cui:

  • la produzione di sostanze chimiche da parte delle cellule tumorali, che portano a un consumo più rapido di grassi e proteine, determinando una riduzione di peso a parità di apporto calorico;
  • un parziale o ridotto assorbimento delle sostanze nutritive (in gergo malassorbimento), specie in conseguenza di interventi chirurgici di rimozione di tratti dell’apparato gastroenterico;
  • le difficoltà di masticazione, deglutizione o percezione dei sapori, dovute alla sede del tumore (bocca, gola o altre parti del volto) o alle terapie;
  • la riduzione dell’appetito: una persona malata può essere molto debole, soffrire di depressione, avere dolori vari non ben controllati, avere nausea o vomito o difficoltà nella respirazione, tutte situazioni che tolgono la voglia di mangiare.

Fronteggiare gli Effetti Collaterali delle Cure

Non è solo la chemioterapia a provocare sgradevoli effetti collaterali: anche i più recenti farmaci a bersaglio molecolare, la radioterapia o le conseguenze di un intervento chirurgico possono provocare nausea e vomito, stipsi o diarrea e perdita di appetito, inducendo un calo di peso. La nausea, in particolare, interessa quasi il 70 per cento dei pazienti sottoposti a chemioterapia e rimane uno dei problemi più difficili da gestire, nonostante la disponibilità di farmaci che funzionano con molti diversi meccanismi d’azione.

Consigli per Affrontare gli Effetti Collaterali

  • Nausea e vomito: mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 spuntini al giorno. Evitare i piatti troppo elaborati o pesanti e i cibi con sapori e odori troppo forti.
  • Perdita di appetito: mantenersi fisicamente attivi il più possibile. Preferire cibi ad alto contenuto proteico o calorico, come legumi, uova, carne (preferibilmente bianca) e pesce, frutta secca a guscio, e consumare bevande arricchite di particolari elementi nutritivi.
  • Stipsi: optare per cibi ricchi di fibre, come cereali integrali, verdura e frutta con la buccia.
  • Diarrea: bere lontano dai pasti e distribuire questi ultimi nel corso della giornata. Limitare i cibi grassi, fritti, o speziati, dolci, latte e latticini e le gomme da masticare.
  • Spossatezza: puntare su cibi integrali, legumi, fibre con un po’ di olio extravergine di oliva, che aiutano a mantenere livelli di energia più stabili nel tempo.
  • Fastidi in bocca: bere spesso piccole quantità di liquidi, ma anche succhiare cubetti di ghiaccio e ghiaccioli alla frutta. Evitare cibi che richiedono una masticazione faticosa.
  • Vampate: evitare tè, caffè o altre bevande contenenti caffeina, dall’alcol, dai cibi speziati, oltre che dal fumo e dalle emozioni.

Il Tumore al Seno: Un Caso a Parte

Se il problema della maggior parte dei pazienti oncologici in relazione all’alimentazione è la perdita di peso, per le donne operate al seno ci può essere la tendenza, opposta, a ingrassare. Tra le cause, in molti casi vi può essere un fenomeno legato al metabolismo anche dell’insulina, che prende il nome di sindrome metabolica. Dagli studi emerge che le donne con sindrome metabolica hanno un rischio quasi doppio di avere recidive e metastasi rispetto a quelle che non ce l’hanno.

Poiché la sindrome metabolica è influenzata anche da abitudini e comportamenti, con una dieta varia ed equilibrata e l’attività fisica si riducono i fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di recidive e metastasi.

Mangiare in Ospedale e a Casa

Per molti pazienti mangiare a sufficienza è un vero e proprio sforzo, tanto che solo l’idea di doversi nutrire può essere una fonte di stress e ansia. Per quanto comuni, queste situazioni devono essere arginate. Si potrebbe chiedere ai familiari di portare alimenti più graditi, farsi riscaldare i cibi dagli infermieri oppure ottenere la collaborazione di volontari, parenti o amici al momento del pasto. Questo è un aspetto che non va mai sottovalutato, anche per contrastare l’evoluzione della malattia.

D’altra parte, per chi sta vicino ai pazienti oncologici può essere molto frustrante non riuscire ad aiutarli a mangiare. Tuttavia, non dovrebbero costringerli contro voglia, né colpevolizzarsi o risentirsi se i loro sforzi non ottengono i risultati sperati.

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