“Fa che il cibo sia tua medicina e che la tua medicina sia il cibo”.
Oggi c’è perfino una disciplina che studia gli effetti benefici dei nutrienti degli alimenti sulla salute: la Nutraceutica. Questo neologismo coniato dal medico americano Steven De Felice deriva dalle parole "nutrizione" e "farmaceutica" proprio per evidenziare il valore terapeutico del cibo.
L'Infiammazione e la Dieta Antinfiammatoria
L'infiammazione - acuta e cronica - è un processo mediato da vari tessuti e fattori immunitari, che può avere "dimensioni" e "caratteristiche" diverse, a seconda del caso. Normalmente l’infiammazione si risolve dopo qualche giorno, in seguito al ripristino dei tessuti danneggiati e alla predisposizione dell’organismo a una completa guarigione. Può accadere però che l’infiammazione diventi cronica, condannando chi ne soffre a continue oscillazioni di intensità e di durata. Immaginate il disagio di chi deve vivere perennemente con la gastrite o l’artrite, manifestazioni comuni di un’infiammazione cronica, come lo sono anche il morbo di Crohn o la colite ulcerosa a livello intestinale.
Sono state proposte varie teorie che mettono in forte relazione le complicazioni auto-immunitarie con l'infiammazione cronica sistemica. Perché alcune condizioni, come l'obesità, possono stimolare alcune vie infiammatorie senza innescare un quadro franco, grave ed acuto di infiammazione.
Sono proprio queste forme di infiammazione cronica e sistemica il bersaglio della dieta antinfiammatoria. Le abitudini alimentari possono avere un ruolo determinante, infatti, nell’insorgenza di questo tipo di reazioni infiammatorie o, al contrario, nella loro prevenzione. Uno stile alimentare squilibrato è tra i fattori di rischio maggiori per lo sviluppo di infiammazioni croniche, accanto a scarso esercizio fisico, inquinamento, stress psicologico, alterazione dei ritmi fisiologici e abuso di farmaci.
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La dieta antinfiammatoria si propone dunque di limitare il consumo di alimenti che promuovono processi infiammatori e favorire invece quello di alimenti che possono ridurli.
Come Capire se il Corpo è Infiammato?
Come capire se il mio corpo è infiammato? Questi segnali tuttavia non sono sempre presenti e non possono essere dunque il solo parametro di riferimento per diagnosticare uno stato infiammatorio.
Principi Fondamentali della Dieta Antinfiammatoria
Ma cosa si intende esattamente con dieta antinfiammatoria? Come funziona e quali sono i suoi vantaggi? Va premesso che sono ancora in corso studi in merito all’infiammazione e all’efficacia di alcuni cibi nel combatterla, ridurla o addirittura eliminarla.
La dieta antinfiammatoria si fonda su un’alimentazione bilanciata che incentiva il consumo di cibi ricchi di nutrienti, proprietà antiossidanti e grassi insaturi.
Cosa Mangiare per Ridurre l'Infiammazione
Cosa mangiare in una dieta antinfiammatoria?
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- Incremento dei cibi ad azione antiossidante: sono tutti gli alimenti dotati di una composizione tale da assicurare un effetto antiossidante indipendente dai nutrienti essenziali.
- Alimenti ricchi di Omega3, una fonte di acidi grassi fondamentale per il nostro organismo, che da solo non riesce a sintetizzarli.
- frutta e verdura: ricche di vitamine, minerali e fibre, nonché di antiossidanti capaci di combattere i radicali liberi.
Attenzione! Non significa che i cibi di origine animale non contengano antiossidanti non vitaminici o minerali. Carne e pesce, ad esempio, abbondano di acido lipoico e Coenzima Q10.
Anche in merito ai cibi che riducono lo stress ossidativo e l'infiammazione, gli approfondimenti scientifici offrono solo risultati incompleti od interpretabili.
Cibi da Evitare
Quali sono invece i cibi più infiammatori che dovrebbero essere evitati? Si tratta principalmente di alimenti ad alto contenuto calorico, con un elevato indice glicemico e insulinemico, ricchi di grassi saturi, acidi grassi polinsaturi idrogenati e acido arachidonico, coinvolto nei processi infiammatori. Questi cibi, infatti, favoriscono l’infiammazione, anche per la loro capacità di portare alla formazione di tossine pro-infiammatorie e di alterare la flora intestinale.
Anche il numero di calorie che introduciamo ogni giorno può diventare un fattore aggravante dell’infiammazione, soprattutto quando il consumo energetico non ne giustifica l’introduzione. La dieta antinfiammatoria inizia con una riduzione delle calorie che assumiamo con l’alimentazione. La restrizione calorica favorisce la riduzione dell’infiammazione perché diminuisce la biosintesi delle citochine pro-infiammatorie. Le citochine sono molecole prodotte dal nostro organismo, importantissime per lo sviluppo e il corretto funzionamento del sistema immunitario.
Restrizione calorica non vuol dire assolutamente malnutrizione, ma soltanto una modificazione della quantità di calorie normalmente introdotte nel nostro organismo. Stimola l’autofagia, processo che rinnova e mantiene puliti tessuti e cellule, promuovendo il consumo delle nostre riserve.
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Il Ruolo della Nutraceutica
Alcaloidi naturali come le xantine contenute in caffè, tè e cacao stimolano l’attenzione e le capacità cognitive. Il polifenolo contenuto nella curcuma è capace di proteggere il sistema nervoso da diverse malattie neurodegenarative.
La stagionalità ha un ruolo chiave nella composizione chimica dell’alimento funzionale che vogliamo assumere. Forse non tutti sanno che anche il mare ha il suo ciclo vitale e la disponibilità che offre varia secondo le stagioni e tiene conto del ciclo riproduttivo, della dimensione dell’animale e anche dei periodi di migrazione.
Ovviamente anche la tipologia di cottura influisce notevolmente sul cibo: la cottura al vapore, ad esempio, è eccellente per mantenere inalterate le qualità del prodotto, non essendoci dispersione di sali minerali e vitamine idrosolubili.
“Siamo quello che mangiamo”, e quindi vale proprio la pena prestare attenzione a quello che quotidianamente portiamo in tavola, soprattutto in età pediatrica: l’educazione alimentare passa dal nostro esempio e si impara fin da piccoli.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, non possono in nessun caso sostituire una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.
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