Agopuntura per Dimagrire: Alimentazione Consigliata e Benefici

L’agopuntura è una medicina complementare di origine cinese, riconosciuta come pratica terapeutica dall’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità. Consiste nell’infissione sottocutanea di aghi monouso molto sottili e indolori. Questi aghi favoriscono il ripristino dell’equilibrio energetico che, per diverse ragioni, può essere bloccato o alterato: ed è proprio lo squilibrio delle energie a causare, secondo l’antica medicina cinese, ciò che comunemente chiamiamo disturbo o malattia.

L'Agopuntura: Un Supporto Efficace per il Dimagrimento

L’agopuntura risulta essere molto efficace come terapia antalgica, per cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, cefalea, emicrania, ansia, insonnia, dolori articolari, irregolarità mestruali, patologie ginecologiche e molte altre. Non solo: in combinazione con l’auricoloterapia, può supportare le persone che vogliono smettere di fumare poiché aiuta l’organismo a gestire l’astinenza da nicotina. È molto utile nei percorsi di dimagrimento. Insieme alla moxibustione, inoltre, può consentire il rivolgimento fetale qualora il feto sia podalico, evitando così di dover eseguire un taglio cesareo durante il parto.

Come Funziona l'Agopuntura

L’Agopuntura è una tecnica della Medicina Tradizionale Cinese e ha una storia millenaria. Prevede l’uso di aghi sterili e monouso che vengono infissi in specifici punti lungo i meridiani. «I meridiani sono dei “canali” che scorrono sulla superficie del corpo formando una rete che collega l’interno con l’esterno. L’infissione di aghi sui punti del meridiano coinvolto nel disturbo o su punti dei meridiani a esso collegati sarebbe in grado di modificare il flusso dell’energia ripristinandone il giusto equilibrio e quindi lo stato di salute», spiega la dottoressa Deoni.

La medicina occidentale riconosce all’Agopuntura diversi effetti benefici. «L’infissione degli aghi non è dolorosa, gli aghi restano in sede per circa 25-30 minuti. Le sedute possono avere una frequenza settimanale, ma in casi particolarmente severi anche due o tre volte la settimana.

Agopuntura e Menopausa

L’agopuntura può essere un valido supporto per affrontare il cambiamento fisico e psicologico del periodo della menopausa. In particolare può aiutare a ridurre le vampate, fenomeno che riguarda la maggior parte delle donne intorno ai 40/50 anni. Lo suggeriscono alcuni studi, oltre a un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Maturitas, tra le pubblicazioni più accreditate sulla menopausa. Ma ne può trarre giovamento anche chi soffre di insonnia, depressione e ansia, e chiunque desideri perdere peso o smettere di fumare. E può persino aiutare a combattere la cellulite.

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«I disturbi legati alla menopausa che meglio rispondono all’Agopuntura sono l’insonnia, i disturbi legati al tono dell’umore e della concentrazione, l’ansia, le vampate, il dolore muscolare e articolare, che si possono presentare anche in fase pre-menopausale e che sono dovuti alla cessazione dell’attività ovarica.

«L’aumento del peso e la difficoltà a mantenerlo controllato è un problema che spesso affligge le donne in questo periodo. Anche in questo caso l’Agopuntura può essere d’aiuto se associata a una dieta dimagrante consigliata da uno specialista. L’Agopuntura può efficacemente aiutare anche a smettere di fumare.

«Molte donne hanno la dipendenza da fumo di sigaretta, una tra le prime cause di malattie tromboemboliche. Forse non tutti sanno che l’Agopuntura è utilizzata anche in medicina estetica per contrastare i segni dell’invecchiamento cutaneo del viso e del collo, come anti-aging, contro la cellulite e la ritenzione idrica.

«L’Agopuntura riduce la frequenza e l’intensità dei sintomi vasomotori (vampate) in menopausa», spiega l’esperta. «L’alterazione del ritmo sonno-veglia e lo stress hanno un effetto peggiorativo su questi sintomi. I benefici dell’agopuntura di solito sono evidenti già dopo 3 o 4 sedute. Tuttavia non sono sufficienti per stabilizzare il miglioramento: un ciclo ottimale è costituito da 10-12 sedute a cadenza per lo più settimanale.

«È bene ribadire che i risultati finali dipendono anche dalle condizioni generali di salute della donna che si sottopone all’Agopuntura. L’insonnia in menopausa è caratterizzata da risvegli notturni, spesso in concomitanza delle vampate, con difficoltà a riaddormentarsi oppure con risvegli precoci o sonno di scarsa qualità.

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«Il trattamento con l’Agopuntura dei punti con azione specifica sulle vampate può sicuramente migliorare il sonno. La legge italiana regolamenta la pratica dell’Agopuntura e prevede che solo i laureati in Medicina possano praticarla. Il SSN riconosce l’Agopuntura per il trattamento di varia patologie dolorose, per problemi legati alla gravidanza come l’iperemesi gravidica e il rivolgimento podalico, per gli effetti collaterali della chemioterapia e come terapia antalgica.

«I benefici dati dall’Agopuntura possono essere prolungati con la pratica di esercizi come quelli proposti dal Qi Gong e dal Tai Chi stile Fu, Maestro Caposcuola Severino Maistrello. Anche il massaggio del piede On Zon Su R è una tecnica che può venirci in aiuto in menopausa.

Sovrappeso e Obesità: Un Approccio Integrato

Il sovrappeso e l’obesità sono caratterizzati da un’alterazione della composizione corporea e da un eccesso di massa grassa. La percentuale di persone con problemi di peso è raddoppiata nel corso degli ultimi 50 anni e nel mondo si calcolano più di 600 milioni di persone con obesità. Per definizione l’obesità è definita come un eccesso di peso corporeo in rapporto all’altezza. Il modo più semplice di valutare l’eccesso di peso è l’indice di massa corporea, che si misura tramite il rapporto: peso (in chilogrammi) su altezza (metri al quadrato). In particolare il sovrappeso è definito da un indice di massa corporea compreso tra 25 e 29,9 mentre l’obesità è associata ad un rapporto pari o superiore a 30. Oltre al peso è importante considerare altri aspetti importanti come per esempio la circonferenza vita, che evidenzia un maggior rischio di salute per valori superiori a 88 cm per le donne e 102 per gli uomini.

Il sovrappeso è dovuto ad una molteplicità di fattori individuali, biologici, ambientali e legati allo stile di vita. Innanzitutto è ben noto che il peso dipende dal bilancio energetico, cioè dall’equilibrio tra l’apporto ed il consumo energetico. In caso di accumulo di peso ci può essere un apporto troppo elevato come nel caso di un’alimentazione eccessiva, oppure un dispendio troppo carente quando ci si muove poco e si fa poca attività fisica. In merito la sedentarietà correla con l’aggravamento dei disturbi associati e con le complicanze a livello muscolo-scheletrico. Il peso dipende da numerosi altri aspetti oltre a quelli citati come per esempio lo stato infiammatorio, ormonale, gastrointestinale e l’accumulo tossinico.

Per di più non tutte le calorie sono uguali ed è ormai ben chiaro che non esiste un’alimentazione uguale per tutti, ma nei disturbi di salute questa deve essere personalizzata e monitorata grazie al supporto di uno specialista. Il nostro organismo possiede una regolazione naturale, che consente di tenere sotto controllo oscillazioni del peso troppo ampie. Tuttavia secondo le ultime ricerche si è riscontrato che nel sovrappeso e nell’obesità il corpo perde queste capacità di regolazione e assesta il suo livello di base su un peso più elevato rispetto alla normalità. Ecco perché può essere difficile per alcune persone dimagrire in modo adeguato.

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L’obesità rappresenta un forte fattore di rischio per le malattie metaboliche come la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2, le malattie cardiache (es. infarto), l’aterosclerosi e l’ictus. Ma non solo, perché nella lista c’è anche un maggior rischio di steatosi o cirrosi epatica, suscettibilità alle infezioni (es.

Nei problemi di peso gli studi hanno messo in luce la presenza di frequente di uno stato infiammatorio silente e di resistenza insulinica, che denota un’alterazione del normale funzionamento dell’ormone pancreatico insulina. Ma gli squilibri ormonali non si limitano all’insulina, in quanto sono spesso riscontrabili alterazione dei livelli di cortisolo e di alcuni ormoni sessuali. Per di più nell’obesità è frequente evidenziare una condizione di stress ossidativo, che è conseguente allo sbilanciamento tra molecole reattive (es.

A differenza di quanto si crede il sovrappeso e l’obesità non sono solo un problema di grasso, ma riguarda anche il deterioramento della massa magra, in particolar modo dei muscoli. Quest’ultimi possono andare incontro ad un calo della loro massa, qualità, forza e risposta ai nutrienti, in special modo in coloro che soffrono di altri disturbi o complicanze mediche oppure sono più anziani. È importante, pertanto, valutare insieme ad uno specialista lo stato della massa magra oltre a quella grassa.

Una condizione di forte sovrappeso porta a numerosi cambiamenti nel corpo e nelle cellule. Oltre all’esacerbazione dello stato infiammatorio e dello stress ossidativo si assiste ad un’alterazione della salute cellulare, in particolar modo delle “centrali energetiche” delle cellule: i mitocondri. Questi sono dei piccoli organelli all’interno delle nostre cellule, che svolgono innumerevoli funzioni tra cui il metabolismo dei nutrienti e la produzione di energia.

Il tratto digerente ospita naturalmente una straordinaria comunità di microrganismi (es. batteri, funghi, virus), che dà origine al cosiddetto microbiota. Il microbiota residente nell’intestino mostra una composizione specifica in ogni individuo e svolge funzioni importanti per la nostra salute come per esempio: la modulazione del sistema immunitario, la protezione dagli agenti patogeni, la regolazione del metabolismo e l’integrità della barriera intestinale. Il microbiota può contribuire in modo rilevante nell’aumento di peso e nella comparsa di disturbi metabolici come il diabete.

Un altro aspetto da tenere in dovuta considerazione è l’influenza nociva dei fattori ambientali inquinanti. Non sembra che il numero crescente di persone in sovrappeso nel mondo debba essere ricondotta in toto al classico squilibrio tra apporto e dispendio energetico. Ma si ritiene che in questo quadro abbia posto anche il ruolo della tossicità ambientale. In particolare un vasto gruppo di sostanze chimiche di sintesi, dette distruttori endocrini, possono stimolare l’aumento della massa grassa e causare lentamente l’aumento di peso.

Come abbiamo detto il peso dipende da numerosi fattori, che devono essere valutati ed affrontati adeguatamente al fine di poter perdere il peso in eccesso e, soprattutto, mantenere nel tempo gli obiettivi raggiunti. È importante tenere a mente che il peso è il risultato ultimo di un problema sottostante e variegato, che deve essere compreso in tutte le sue variabili.

L’approccio del Centro di Medicina Biologica nelle problematiche legate al peso ha l’obiettivo di mettere in luce e di gestire in modo completo gli aspetti ambientali, nutrizionali, metabolici, ormonali e psicologici coinvolti in un dimagrimento efficace. Il sovrappeso e l’obesità rappresentano importanti fattori di rischio per la salute e possono avere alle spalle differenti cause. Il nostro centro si occupa dei disturbi correlati al peso tramite un approccio di medicina integrata e supporta la persona nel percorso del dimagrimento durante le tutte sue fasi.

Fibromialgia e Alimentazione: Un Approccio di Supporto

Colpisce tra il 2 e l’8% per cento della popolazione, in prevalenza donne, con una sintomatologia variegata e poco specifica tale per cui ancora oggi parte della comunità scientifica, non essendoci marker diagnostici, la considera una psicopatologia. Parliamo della fibromialgia, la cui cura è ancora lontana dall’essere trovata ma che vede invece nell’approccio dietetico un utile presidio di supporto per la gestione dei sintomi, come ribadito da un recente lavoro apparso su Nutrients.

Si tratta di una complessa sindrome multifattoriale, caratterizzata da dolore cronico diffuso, spesso associato a fatica severa, disturbi del sonno, alterazioni cognitive, disturbi gastrointestinali, depressione, emicrania e una costellazione di altri sintomi funzionali. È una patologia a eziologia sconosciuta, molto frequente in tutto il mondo con un’incidenza tra il 2 e l’8% e una maggiore prevalenza nelle donne.

Da sempre, scienziati e medici dibattono sulla reale esistenza della fibromialgia, spesso ritenuta una condizione psicologica più che una vera patologia dal momento che non esistono esami ematici o strumentali per farne diagnosi certa. I soggetti fibromialgici possono infatti aspettare anni prima di averla, aggravando anche la componente di ansia e di disturbi dell’umore associati alla patologia.

Purtroppo, a oggi, non esiste una cura efficace per il trattamento degli svariati sintomi della fibromialgia. Le recenti linee guida suggeriscono che l’approccio terapeutico ottimale sia multidisciplinare, con interventi di tipo farmacologico e non. Gli esperti consigliano che la terapia non farmacologica sia la scelta di prima linea e che solo in mancanza di efficacia si prenda in considerazione una terapia farmacologica personalizzata.

In Italia, gli unici due farmaci autorizzati per il trattamento della fibromialgia appartengono alla classe degli antidepressivi e degli antiepilettici e oltre a questi ne vengono comunemente usati altri su base empirica. Tra gli interventi non farmacologici consigliati ci sono una moderata attività fisica, una dieta adeguata, l’agopuntura e interventi di supporto psicologico.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’infiammazione sistemica di basso grado, una preponderanza dello stato ossidativo, un’insufficiente capacità antiossidante e una carenza di vitamine e minerali potrebbero contribuire allo sviluppo della fibromialgia, riducendo la soglia del dolore e causando fatica e disturbi dell’umore.

Interventi Nutrizionali Suggeriti

A fronte delle numerose informazioni non scientifiche facilmente reperibili in rete, le evidenze sulla relazione tra alimentazione e fibromialgia sono invece piuttosto scarse. La prima cosa da raccomandare dovrebbe essere una dieta ipocalorica per normalizzare il peso corporeo, poiché i soggetti in sovrappeso o obesi presentano solitamente una sintomatologia più severa.

Purtroppo, non esiste una dieta specifica che risulti efficace per tutti i pazienti, dal momento che gli studi in letteratura mostrano spesso risultati contrastanti. Allo stesso tempo, però, è importante sottolineare che i pazienti sembrano trarre numerosi benefici da un miglioramento delle proprie abitudini alimentari. Gli studi condotti hanno infatti mostrato una riduzione dei sintomi tipici della patologia, primi fra tutti il dolore diffuso e i disturbi gastrointestinali, con diversi tipi di interventi nutrizionali, come la dieta low-Fodmaps, le diete vegetariane, quelle senza glutine, prive di glutammato di sodio e aspartame, o la dieta mediterranea.

I soggetti con fibromialgia presentano spesso carenze di magnesio, selenio, vitamine del gruppo B, vitamina C e D. Uno studio ha rivelato che il 73% dei soggetti affetti da fibromialgia utilizza integratori alimentari e il 61% di questi ne è diventato utilizzatore dopo l’insorgenza della malattia. Tuttavia, una recente metanalisi ha mostrato poche prove a sostegno dell'ipotesi che le carenze di vitamine e minerali possano svolgere un ruolo significativo nello sviluppo della fibromialgia o che l’uso di integratori possa essere efficace in questi pazienti.

I dati in letteratura sembrano dimostrare che la dieta abbia un ruolo cruciale nella gestione della fibromialgia. Il miglioramento dei sintomi ottenuto con una dieta sana e adeguata, ricca di alimenti di origine vegetale, antiossidanti e fibre suggerisce che, sia la perdita di peso che la correzione di eventuali carenze nutrizionali possano avere un ruolo importante nel trattamento della patologia. Tuttavia, dobbiamo interpretare con cautela le evidenze oggi disponibili poiché gli studi di intervento sono pochi, effettuati su piccoli numeri e presentano diversi limiti metodologici.

Vitamina D e Alimentazione

Circa il 50% della popolazione mondiale soffre di carenza di vitamina D. La vitamina D è una delle vitamine più cruciali per la nostra salute, infatti le ricerche mostrano che i suoi effetti possono aiutare a curare e prevenire malattie autoimmuni, cancro, depressione, dolori cronici, malattie cardiache e osteoporosi. Il nostro corpo può produrre vitamina D ma non è abbastanza. Dobbiamo attingerla anche da altre due fonti: il sole e, naturalmente, ciò che mangiamo.

Abbiamo preparato una lista dei 10 cibi più ricchi di vitamina D. L’alimento più ricco di vitamina D è il pesce grasso, il salmone ne è un fantastico esempio. Ma attenzione: esiste una sostanziale differenza fra salmone allevato e pescato. Oltre alla vitamina D, le sardine sono anche un’ottima fonte di acidi grassi Omega 3. Molti fanno fatica a mangiarle ma le ostriche crude contengono poche calorie e moltissimi nutrienti. Il tonno in scatola è probabilmente il cibo più consumato da tutti nella lista, si trova in ogni abitazione. Il gambero è un crostaceo abbastanza presente sulle nostre tavole povero di grassi rispetto agli altri pesci ricchi di vitamina D. Il caviale è un insieme di uova di pesce stagionate con sale e può essere mangiato fresco o pastorizzato. Mentre le proteine delle uova si trovano perlopiù all’interno dell’albume, la vitamina D si trova all’interno del tuorlo. Le varietà di funghi Portobello, Spugnola, Prataiolo, Champignon e Shiitake contengono ergosterolo, un precursore della vitamina D. Secondo alcune ricerche per aumentare il contenuto di vitamina D dei funghi basta lasciarli al sole prima di cucinarli!

La Dieta Kyminasi: Un Approccio Innovativo

La Dieta Kyminasi è un programma innovativo di snellimento sviluppato per perdere peso in modo rapido e sicuro, con riscontri che vanno da 3 fino a oltre 50 kg. Questa metodologia combina un modello nutrizionale equilibrato con l'utilizzo di un meccanismo clinico speciale, ideato per incoraggiare l'organismo e facilitare il dispendio dei grassi corporei.

Contrariamente alle diete ipocaloriche o iperproteiche, la Kyminasi Diet si fonda su una stabilità alimentare che comprende carne, pesce, verdura, frutta e carboidrati non ricavati dai cereali, fornendo dunque tutti i nutrienti fondamentali senza provocare squilibri all'organismo. Oltre al regime alimentare, la Dieta Kyminasi comprende l'utilizzo di un piccolo meccanismo clinico, un dischetto metallico collocato sotto l'ombelico, che opera grazie a specifiche risonanze biofisiche.

Questo dispositivo, classificato come Dispositivo Medico di Classe I, senza reazioni avverse e compie un doppio ruolo: da un lato, favorisce la rimozione delle intolleranze alimentari, dall'altro, stimola le funzioni metaboliche indispensabili per lo smaltimento dei grassi. Applicato in un punto strategico dell'organismo (su un meridiano di agopuntura), il dischetto funziona come una forma di stimolante, armonizzando le frequenze fisiche e agevolando il corpo a dimagrire senza perdere vitalità o salute.

La Kyminasi Diet fornisce differenti alternative su misura in base agli obiettivi di dimagrimento. I programmi disponibili contengono modelli come la Slim, per chi deve dimagrire fino a 6 kg, la Mini, per un calo tra i 6 e i 12 kg, e la Medium, adatta per un dimagrimento tra i 12 e i 25 kg. Per chi richiede di riduzioni di peso più significative, fino a oltre 50 kg, sono disponibili versioni Maxi e XXL, che necessitano un coinvolgimento di durata maggiore ma assicurano un consolidamento del peso perpetua e affidabile. Ogni percorso prevede un momento di regolazione per consolidare i successi raggiunti e prevenire il recupero della massa.

Introducendo, inevitabilmente nelle abitudini odierne, elementi che creano uno squilibrio metabolico, si avvia un processo a catena di tentativi di compensazione da parte dell’organismo che però creano ulteriori squilibri. Da qui l’accumulo di peso, la difficoltà a dimagrire, l’obesità e molti altri disturbi e anche patologie.

Il programma dietetico Kyminasi Diet è stato di aiuto nell’alleviare problematiche sia fisiche, che psicologiche, legate all’alimentazione scorretta e ai disequilibri causati da questa.

Durata dei Programmi Kyminasi Diet

  • Slim (fino a 6 kg): 1 mese
  • Mini (6-12 kg): circa 3 mesi
  • Medium (12-25 kg): circa 5 mesi
  • Maxi (25-50 kg): circa 6 mesi
  • XXL (oltre 50 kg): circa 7 mesi

In caso di “sgarri”, i tempi possono dilatarsi.

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