Alimentazione del Piccione: Cosa Mangia e Come Nutrirlo Correttamente

Quello di allevare i Colombi è una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Ci sono tracce nei geroglifici egizi, ne parlano Omero e Catone e fino al dopoguerra venivano utilizzati come messaggeri. I Colombi fanno parte della famiglia dei columbidi, insieme a Tortore e Piccioni e possono essere facilmente allevati a patto di seguire semplici regole.

Alimentare i Colombi in modo calibrato è fondamentale, perché una alimentazione sana è la prima condizione per una crescita corretta. In particolare per quanto riguarda l’igiene, poiché i columbidi sono soggetti a malattie anche pericolose come la salmonellosi. Le mangiatoie, le gabbie e le lettiere vanno disinfettate ogni giorno, il cibo deve essere rinnovato e sempre fresco, così come l’acqua va sostituita quotidianamente. Dobbiamo anche controllare periodicamente la qualità del piumaggio, delle zampe e del becco. In caso di parassiti o lesioni consultiamo subito un veterinario.

I columbidi sono granivori e si alimentano fondamentalmente di cereali e semi, ma non disdegnano erbe e giovani germogli. I mangimi rappresentano la base per alimentare i Colombi e sono composti da una miscela di semi, opportunamente calibrata alle esigenze nutrizionali di questi animali. Sono quindi composti da un mix di semi, come sorgo, frumento, grana verde, veccia e granoturco intero o spezzato. È possibile preparare in casa il proprio mix di semi, ma è meglio optare per un mangime studiato per le esigenze di questi animali.

I mangimi vanno somministrati tutto l’anno, avendo cura di integrarli, periodicamente, con verdura e frutta fresca di stagione, ben lavata e asciugata. Per facilitare la digestione dei columbidi è bene lasciare a disposizione degli animali una miscela di sostanze minerali chiamate “grit”.

Alimentazione dei Pulcini e dei Pulli

L'alimentazione dei pulcini, i piccoli di gallina, e dei pulli, i piccoli di piccione, è diversa rispetto all'alimentazione da adulti che vedremo di seguito, per motivi che cambiano da specie a specie. I pulcini sono animali atti alla nascita, e fin dal secondo giorno di vita riescono a mangiare da soli. Ai pulcini si fornisce quindi un particolare mangime per pulcini, molto calorico e proteico, che si trova in questa formulazione direttamente in vendita nei negozi di animali o agrari.

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I pulli sono invece animali inetti, come i cani e i gatti: non potrebbero sopravvivere senza la mamma. Nei primi dieci giorni, infatti, questa li nutre con il latte del gozzo, o latte di piccione, un liquido rigurgitato e nutriente che permette loro di sopravvivere; dopo i dieci giorni, e fino al mese di vita (circa) si può fornire poi il mangime per pulli, che si trova anche in questo caso nei negozi agrari.

Nei primi giorni di vita del piccione, quando si trova con i genitori, questi gli forniscono calore e un ambiente piacevole. Quando siamo noi a prendercene cura, dovremmo mettere il piccione in una grande scatola di cartone con della carta di giornale sul fondo per facilitare la pulizia, aggiungere una specie di rete su cui il piccolo piccione possa appoggiare le zampe e tenerle insieme in modo che non si deformino e fornirgli una piccola coperta per farlo sentire a suo agio.

Sia la rete che la coperta sono essenziali, in quanto aiutano le zampe a crescere nella posizione corretta e a non deformarsi. In nessun caso si deve usare un substrato per roditori o una lettiera per gatti come nido per i piccioni. La scatola deve essere collocata in un luogo tranquillo della casa, evitando la luce diretta del sole, le correnti d'aria e le forti fonti di calore come i termosifoni. I piccioni sono uccelli che si nutrono di semi e frutta.

Non bisogna in nessun caso dare latte di mammifero a un uccello, perché non sarebbe in grado di digerirlo, causando problemi intestinali e probabilmente la morte. Poiché non siamo in grado di produrre questo "latte di gozzo", esistono in commercio alcune marche di pasta alimentare per psittacine che contengono questi enzimi, necessari per i primi tre giorni di vita del piccione.

All'inizio, il cibo deve essere diluito. Solo a partire dal decimo giorno di vita potremo offrirgli cibo più denso. Prima di nutrire il piccione, il cibo deve essere a temperatura ambiente e tiepida (non calda!); non dateglielo mai freddo, perché non verrà digerito e l'animale finirà per morire.

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Per sapere quanto cibo dare al piccolo piccione e con quale frequenza bisogna alimentare questi pulli, dobbiamo controllare con le dita quando è pieno il gozzo. Bisogna fare attenzione a non riempirlo eccessivamente, per evitare di danneggiarlo. Se il gozzo si riempie troppo, sul dorso del piccione appariranno due bolle. In questo caso, dobbiamo aspettare che il gozzo si svuoti completamente.

Alimentazione dei Piccioni Adulti

Parlando di alimentazione degli adulti, bisogna considerare che le esigenze di questi animali sono inferiori rispetto alle esigenze dei piccoli, perché non hanno da crescere. Galline e piccioni sono uccelli granivori, e il loro apparato digerente è strutturato in modo da digerire, appunto, i grani. Questo significa che le granaglie, intese come tutti i prodotti derivati da cereali, costituiscono per la gallina e per il colombo il mezzo di sostentamento principale, che deve essere fornito necessariamente per far sopravvivere questi animali.

Il loro apparato digerente si compone di varie parti: la prima è il becco, con il quale questi animali prendono il cibo, a cui segue il gozzo o ingluvie, la prima parte dell'esofago in cui i grani si mescolano ad un'altra parte della dieta che sono i sassolini (che vedremo tra poco) e sostituiscono la mancanza dei denti, che gli uccelli non hanno. Proseguendo, troviamo due stomaci: il primo, simile al nostro, serve a digerire, mentre il secondo, detto ventriglio, ha lo stesso scopo del gozzo, ovvero schiacciare i grani e macinarli con l'aiuto dei sassolini che l'animale ha mangiato.

Sia per il colombo che per la gallina la razione viene fornita in forma di spezzato o di grani interi; per il colombo è preferibile fornire i grani interi, mentre per la gallina è preferibile lo spezzato, che non è la farina, ma semplicemente i grani macinati in parti piuttosto grandi. Macinare i grani significa per la gallina poterli digerire meglio, aiutando il suo apparato digerente nella "macinatura" dei chicchi, mentre il colombo, che ha un esofago più piccolo, potrebbe riportare ferite dai grani spezzati, per cui è meglio fornire sempre cibo intero (a parte il favino, che va spezzato in ogni caso perché il seme è troppo grande).

Sia le galline che i colombi mangiano ogni giorno, all'incirca, il 10% del loro peso corporeo, il che significa che se una gallina pesa 1,5 chili si forniscono 150 grammi di mangime. Verdure fresche, che aiutano a integrare la quota di fibra ma, soprattutto, di vitamine di cui il cibo secco è piuttosto povero.

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Se si da solo il favino (non la soia) è particolarmente importante fornire piante proteiche, come le leguminose, tra cui trifoglio o erba medica, o sulla, se ne troviamo: specialmente per gli animali che stanno al chiuso, può essere una buona integrazione proteica. Come possiamo vedere, la quota in carboidrati è data dal mais, che costituisce la maggior parte della razione. La soia e il favino sono due legumi (il favino è il seme essiccato della fava) e servono a garantire alla gallina o al colombo la quantità di proteina necessaria al loro sostentamento.

Come abbiamo visto, quindi, il razionamento degli uccelli da cortile è molto più semplice di quanto potrebbe sembrare, ed avendo a che fare con animali, in generale, molto rustici e resistenti, sbagliare è molto difficile. Bisogna solamente osservare bene il consumo del cibo per capire se le cose stanno andando bene o no: se alla fine della giornata non c'è più mangime, forse ne stiamo fornendo poco, mentre se ne rimane troppo l'animale, o gli animali, potrebbero essere malati e quindi bisogna fare una visita. Infine, cosa che sembra banale ma non lo è affatto, attenzione all'acqua: questa, il più pulita possibile, deve rimanere sempre a disposizione degli animali.

Alimentazione Specifica per Stagione e Periodi Particolari

Questi diversi periodi dell'anno influenzano anche la composizione della dieta dei piccioni. In inverno, quindi, è necessario controllare la quantità e la qualità della miscela di cereali somministrata. È meglio creare una dieta equilibrata in cui non manchi nessuno degli ingredienti. Le miscele che non mancano di mais come fonte di carboidrati, sorgo come fonte di proteine e cereali oleosi ricchi di grassi, come i semi di girasole, funzionano bene. Vale anche la pena di aggiungere una porzione di orzo all'avena.

Cosa dare da mangiare ai piccioni in primavera? Potete servire loro la stessa miscela, aumentando però la dose di cereali ricchi di proteine. In primavera i piccioni hanno bisogno di più energia e diventano più attivi, quindi hanno bisogno di "carburante" sano e di blocchi di costruzione. Oltre ai cereali sopra citati, vale la pena di creare una miscela anche con miglio, canapa, grano, colza e veccia. L'orzo, invece, fornisce anche quantità adeguate di acido solforico e zinco, mentre il miglio contiene silicio, manganese, rame e fluoro. Tutti questi elementi e vitamine sono essenziali per il sano funzionamento dei piccioni da riproduzione.

Un periodo particolare della vita di un piccione in cui è necessario prestare attenzione alla sua dieta è quello della muta, ovvero il periodo in cui l'uccello ricostruisce il suo strato protettivo sotto forma di piume. Per questo motivo è importante, in questo periodo, concentrarsi sui cereali ricchi di grassi e di elementi costitutivi, le proteine. I cereali oleosi come la canapa, il girasole o i semi di colza sono particolarmente indicati per l'alimentazione in questo periodo. Durante il periodo della muta, vale la pena di arricchire la dieta dei piccioni con integratori appositamente preparati, come la miscela Dolvit. La sua composizione comprende un complesso appositamente adattato di vitamine, oligoelementi e minerali, oltre a ingredienti necessari per la corretta sintesi proteica (l'aminoacido solforato metionina).

Cosa Evitare nell'Alimentazione dei Piccioni

Contrariamente all'opinione comune, nutrire i piccioni con pane o altro cibo può solo nuocere e non aiutare, quindi questo tipo di prodotti va assolutamente evitato.

Considerazioni Finali

Comprendere e rispettare le esigenze alimentari dei piccioni è fondamentale per promuovere una convivenza armoniosa tra questi uccelli e gli esseri umani nelle città. Poco a poco i piccioni stanno perdendo la loro cattiva nomea di piaghe urbane e tornano ad essere popolari come animali da compagnia.

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