Ci sono molte differenze nella maniera di vivere l’alimentazione e il momento del pasto a seconda dei luoghi e del tempo. Partiamo dagli ingredienti: se in oriente alla base dell’alimentazione c’è il riso, questo ruolo viene assunto nella cultura occidentale dal grano, la cui farina viene impiegata nella preparazione di pasta, pane e pizza e nella maggior parte dei prodotti da forno. Spezie essenziali sono sale, pepe e peperoncino, accompagnate dalle aromatiche basilico, origano, timo, salvia e rosmarino.
Le usanze stanno invece cambiando per quanto concerne il momento del pasto, allontanandosi da quelle che hanno concorso a formare l’immaginario comune. Se siamo abituati a pensare a lunghi pasti conviviali, caratterizzati da numerose portate e giornate intere passate ai fornelli, sappiate che queste situazioni sono sempre più rare anche non si rinuncia alle tradizionali festività: Natale con i parenti, Pasqua “con chi vuoi” (ma sempre con il capretto in tavola!) e ferragosto, trascorso con gli affetti gustando tendenzialmente una bella grigliata. E' invece sempre più diffusa l’abitudine di consumare il pasto velocemente, con pietanze che favoriscono la praticità e la rapidità anziché il giusto nutrimento: viene dedicato sempre meno tempo alla preparazione e al consumo dei pasti ed è il ristorante a diventare occasione per rilassarsi stando insieme, mentre a casa viene sbrigato con frugalità, magari davanti alla tv.
Negli ultimi decenni i casi di obesità sono aumentati nel mondo. E’ una triste realtà con la quale la sanità deve fare i conti ogni giorno, essendo una delle principali cause di morte. Anche l’obesità infantile è in via di aumento. Diversi fattori contribuiscono all’alto tasso di obesità, uno fra questi la dieta occidentale. Questo tipo di regime influenza anche la diffusione di patologie non trasmissibili. Le malattie non trasmissibili quali malattie cardiovascolari, tumori e diabete, rappresentano oggi le principali cause di morte nel mondo. Sono responsabili di ben circa il 70% delle morti e sono correlate allo stile di vita scorretto. Per stile di vita scorretto si intendono cattivi abitudini (fumo di sigaretta e abuso di alcol), sedentarietà e cattive scelte alimentari, come quelle che caratterizzano la dieta occidentale.
Cosa è la Dieta Occidentale?
La dieta occidentale, nota come “western diet” o dieta americana, è un regime alimentare nato negli Stati Uniti per poi diffondersi in altri paesi. Purtroppo si sta diffondendo in molte aree del mondo, inclusa l’Italia, il che desta notevoli preoccupazioni. Di certo, un aspetto importante sono le conseguenze della western diet sulla salute. Tuttavia non è l’unica ad essere compromessa! La dieta occidentale non è sostenibile per la salute quanto per il nostro pianeta. Oltre al fatto che va anche ad intaccare le storie culinarie dei paesi, togliendo ad ognuno di essi l’unicità che li contraddistingue.
Quando è iniziato tutto questo?
A partire dagli anni ’80, gli usi alimentari sono molto cambiati. Uno degli avvenimenti che ha contribuito e contribuisce ancora alla diffusione della dieta occidentale è l’apertura dei “fast food”. La diffusione di cibi già pronti e molto elaborati, anche tramite i supermercati, contribuisce a sostenere stili alimentari dannosi. Si sono sviluppate abitudini alimentari che rendono la vita dell’uomo più comoda, ma la compromettono in termini di salute e benessere.
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Caratteristiche della Dieta Occidentale
E’ caratterizzata da un basso consumo di alimenti “vantaggiosi” per la salute, come frutta, verdura e legumi. Mentre è alto il consumo di cibi “svantaggiosi”, soprattutto se consumati in eccesso, come cibi ricchi di sodio e zuccheri semplici. Un segno distintivo è l’eccessivo consumo di carne rossa, insaccati e salumi. Altrettanto elevato è il consumo di grassi saturi e trans. Questi grassi, oltre ad essere molto calorici, aumentano il rischio di patologie. Gli acidi grassi saturi e trans sono correlati ad alti i livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL, che a loro volta sono associati a problemi cardiovascolari. Nella dieta occidentale c’è un eccesso di dolci e bevande dolci, ricchi di zuccheri semplici e anche di additivi, come i coloranti. E’ inoltre basso l’apporto di fibra, di cui frutta, verdura, legumi e cereali ne sono ricchi. Infine è povera di micronutrienti, come vitamine e minerali, abbondanti in frutta e verdura.
Patatine fritte, panini elaborati (in stile fast food), bibite dolci, dolciumi, merendine, salumi e cibi fritti sono abitualmente consumati nella dieta occidentale. Questi cibi sono noti anche come cibo spazzatura o “junk food”.
E’ un regime alimentare “povero” se si considera la qualità degli alimenti. E’ una dieta in cui è tipico il consumo di porzioni abbondanti, pertanto anche la quantità di cibo ingerito la rende una minaccia per la salute. L’eccesso di cibo e di calorie ingerite, rispetto al nostro fabbisogno, causano l’aumento di peso.
Zuccheri semplici
Gli zuccheri semplici, come glucosio e fruttosio, sono presenti in abbondanza in dolci, bibite e succhi di frutta. Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è molto presente nella quotidianità di vita degli americani. Il fruttosio è più dolce del glucosio e questo sembra creare dipendenza. Quando mangiamo cibi dolci il cervello si sente appagato e questo meccanismo sviluppa dipendenza. Oltre ad essere più dolce, sembra sia anche più dannoso. Tuttavia l’uomo ha sempre usato piante e frutti nella sua dieta, dunque il fruttosio è un componente importante della nostra dieta. Quello che è dannoso è il consumo eccessivo di fruttosio e di zuccheri semplici, soprattutto se contenuti in cibi elaborati, come i dolci. Gli zuccheri inoltre determinano un rapido aumento della glicemia (= concentrazione di glucosio nel sangue), il che si associa ad un ridotto senso di sazietà. Il risultato è il richiamo di altro cibo.
Anche la frutta contiene molti zuccheri, tra cui fruttosio. Per esempio fichi, datteri, mango e pere, ne contengono molto. Qual è la differenza rispetto ai dolci? La differenza è che frutta e verdura contengono anche fibre, vitamine, minerali e sostanze antiossidanti (come i polifenoli). Viceversa i dolci ne sono poveri, mentre sono ricchi anche di grassi e spesso di coloranti.
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Farine raffinate
I dolci non solo sono ricchi di zucchero, ma anche di farine raffinate. Le farine raffinate, come la farina 00, subiscono processi di lavorazione che le impoveriscono. Sono difatti farine povere da un punto di vista nutrizionale, ad esempio in termini di fibre e micronutrienti. Farine che vengono usate anche per la produzione di pane bianco. Sarebbe quindi auspicabile seguire regimi salutari, come la dieta mediterranea. Quest’ultima prevede un apporto giornaliero di carboidrati complessi (pane e pasta), ma che siano prodotti con farine non raffinate o poco raffinate. Un esempio di farina non raffinata è quella integrale, mentre quella di tipo due ha un grado di raffinazione molto basso.
Carne e cancro al colon
Il cancro al colon-retto è un tumore molto comune. Il consumo di carne rossa è notevole nei paesi dove la western diet ha preso piede. Esiste una forte associazione tra abuso di carne rossa e lavorata (come insaccati e salumi) e rischio di cancro al colon-retto. Tuttavia anche altri tipi di cancro sono associati all’eccesso di carne come cancro a: stomaco, seno, prostata ed endometrio. Ciò non vuol dire che la carne rossa non debba essere consumata. Piuttosto deve essere consumata in modo moderato e all’interno di un regime ricco di frutta, verdura e cereali.
I possibili fattori fattori alla base di questa forte associazione sono:
- i composti derivati da nitriti e nitrati. Secondo IARC, sono probabili cancerogeni per l’uomo. Possono essere presenti nella carne o formarsi nell’organismo dopo il consumo di carne rossa e lavorata. Si formano nel colon a partite da altri composti e ad opera dei batteri;
- le ammine eterocicliche e gli idrocarburi policiclici aromatici. Potenti agenti cancerogeni prodotti durante la cottura ad alta temperatura della carne (ad esempio alla brace);
- il ferro eme. Può promuovere il cancro stimolando la produzione di: composti derivati da nitriti e nitrati, sostanze cancerogene e specie reattive dell’ossigeno;
- gli acidi grassi e gli acidi biliari. La carne contiene molti grassi che aumentano la secrezione di acidi biliari nell’intestino. Gli acidi biliari in eccesso a loro volta determinano una serie di conseguenze, tra cui danno ossidativo del DNA. A ciò si aggiunge il fatto che i grassi saturi e trans aumentano i livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL, come accennato già.
La carne bianca (pesce e pollame) non è associata al rischio di cancro al colon-retto.
Additivi coloranti
L’aspetto del cibo e il suo colore attirano il consumatore stimolando acquisto e consumo. La dieta occidentale fa leva anche su questo! Ciò spiega il motivo per il quale i coloranti sono molto usati dalle industrie alimentari. Per definizione un colorante alimentare è “qualsiasi colorante, pigmento o sostanza che, quando aggiunto o applicato a un alimento, farmaco o cosmetico, o al corpo umano, è in grado di conferire colore”. Viene indicato in etichetta con la lettera E seguita da un numero. Fate attenzione alle etichette!
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Gli studi hanno mostrato che coloranti artificiali, come E102, E110, E122, E123, E124 ed E129, possono causare problemi di salute. L’alterativa sarebbe usare composti naturali, spesso ma non sempre più sicuri dei “cugini” sintetici. Le quantità necessarie di additivi naturali sono maggiori rispetto ai sintetici. Pertanto il loro uso potrebbe causare cambiamenti nell’aspetto, nel gusto e nella consistenza del cibo. Sono in corso ulteriori studi al riguardo.
Confronto tra Dieta Occidentale e Dieta Mediterranea
All'interno di questo dibattito vediamo spesso messe a confronto la dieta orientale e quella occidentale. Questo confronto sfocia inevitabilmente in fraintendimenti, poiché vede paragonate due aree geografiche un po' troppo ampie, che possiedono al loro interno una notevole quantità di varianti e diversificazioni. Quel che però sta accadendo oggi è una diffusione sempre maggiore degli stili di vita americani, con una dieta che nulla ha a che vedere con la salutare versione mediterranea. Con il termine “dieta occidentale” si intende il regime alimentare che, a partenza soprattutto dagli USA, si è diffuso negli ultimi decenni in tutto il mondo cosiddetto occidentale - il quale comprende anche l’Italia e gran parte dell’Europa.
Le caratteristiche che contraddistinguono questo tipo di dieta non risultano benefiche: esso si caratterizza infatti da un elevato contenuto di grassi saturi, zuccheri raffinati, sodio, introito proteico e cibi ultra-processati e da un insufficiente apporto di fibre (conseguentemente alla carenza di frutta, verdura e legumi sulla tavola). La sua impostazione risulta pertanto largamente differente da quella della dieta mediterranea, considerata con ampio consenso un regime alimentare di prima scelta e benefico per la nostra salute.
I condimenti principali sono l’olio d’oliva o il burro e da un punto di vista nutrizionale si può notare che si tratta di una dieta particolarmente ricca di grassi rispetto a quelle orientali (soprattutto per quanto riguarda l’abitudine americana) mentre in Europa questo dato è leggermente inferiore grazie alla diffusione della tradizionale “dieta mediterranea”.
Nella figura sotto sono mostrate le principali differenze tra dieta occidentale, in quanto stile insano di vita, e dieta mediterranea, in quanto stile sano di vita.
| Caratteristica | Dieta Occidentale | Dieta Mediterranea |
|---|---|---|
| Grassi | Alto contenuto di grassi saturi e trans | Moderato contenuto di grassi, principalmente insaturi (olio d'oliva) |
| Zuccheri | Alto contenuto di zuccheri raffinati | Basso contenuto di zuccheri raffinati |
| Fibre | Basso contenuto di fibre | Alto contenuto di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) |
| Carne rossa | Elevato consumo | Consumo moderato |
| Frutta e Verdura | Basso consumo | Elevato consumo |
| Cibi Processati | Alto consumo di cibi ultra-processati | Basso consumo di cibi processati |
Impatto sulla Salute
Che il fattore di rischio per malattie croniche non trasmissibili sia strettamente correlato alla dieta è risaputo, ciò cui non si dà invece sufficiente enfasi, sono il numero dei morti da malattie croniche non trasmissibili correlati alla cattiva alimentazione, che cominciano a essere seri, e la necessità d’intervento è ormai diventata impellente. Sovrappeso e obesità, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie metaboliche come il diabete di tipo 2, malattie infiammatorie intestinali e molti tumori sono solo alcune delle patologie che possono insorgere se si segue questo tipo di alimentazione quotidianamente. Del resto, i dati parlano chiaro. Negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi occidentali, le malattie croniche legate all’alimentazione rappresentano la maggior causa di malattia e di mortalità. Una vera e propria epidemia che interessa in un modo o nell’altro il 50-60 per cento della popolazione adulta occidentale.
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