Vi siete mai chiesti come mangiava l’uomo primitivo? Cosa si mangiasse prima, quando non esistevano cotolette, merendine, biscotti e pizze? Oggi sentiamo parlare di tante diete in circolazione: vegetariana, vegana, fruttariana, crudista, macrobiotica, carnivora ecc… Ma per natura come dovremmo mangiare noi esseri umani?
Evoluzione del Comportamento Alimentare
Si pensa che nel Paleolitico l’uomo fosse prevalentemente RACCOGLITORE (ovvero si nutrisse di frutti, semi, bacche, insetti, molluschi che raccoglieva), poiché non possedeva gli strumenti adatti per cacciare. Fu solo verso la fine del Paleolitico che l’attività di caccia da parte dell’uomo aumentò.
Nel Mesolitico cominciarono le prime forme di DOMESTICAZIONE e COLTIVAZIONE, le quali hanno determinato molti cambiamenti nella storia evolutiva dell’uomo, alcuni vantaggiosi e altri svantaggiosi:
- cambia la qualità della carne e dei vegetali: da carne di selvaggina (povera di grassi saturi e ricca di grassi essenziali) a carne di allevamento (ricca di grassi saturi); allo stesso modo, da piante selvatiche a foglie verde (ricche di fibre e minerali) a “cereali” (poveri di minerali e fibre, ricchi invece di amido e zuccheri);
- cambia lo stile di vita: da nomade, l’uomo diventa stanziale, cosa che facilita l’aumento della popolazione, dunque nuclei familiari più grandi;
- per conservare i cibi coltivati/allevati l’uomo ricorre sempre più spesso alla cottura e, soprattutto, alla salatura. Comincia così nel neolitico la produzione di sale come mezzo di conservazione degli alimenti, cosa che nel tempo abituerà l’uomo al consumo di cibi sempre più salati.
L'Affermazione dei Cereali nel Neolitico
Nel Neolitico si affermarono principalmente le coltivazioni di cereali, con un conseguente aumento del consumo di questi a discapito della carne. Questo si ripercosse inevitabilmente sulla salute dell’uomo poiché una dieta basata solo sui cereali ha molti svantaggi: è carente in aminoacidi essenziali, alcuni minerali e alcune vitamine. Nascono così le prime patologie da “carenza nutrizionale”.
Arriviamo all’età delle civiltà storiche:
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- Gli antichi Egizi basavano la loro alimentazione principalmente sulla coltivazione dei cereali (farro, frumento, orzo), sulla pesca e sull’allevamento di bestiame.
- Greci e Romani seguivano invece un’alimentazione di origine vegetale (farro, frumento, orzo, pane), con proteine derivanti esclusivamente dall’attività di pesca. E’ in questo periodo che nasce il concetto di DIETA MEDITERRANEA, ovvero una dieta basata su cereali integrali e vegetali a foglia verde, con consumo raro di pesce, carne e altri derivati animali. Da attribuire alla civiltà romana è anche la nascita della “cultura culinaria”, contrapposta alla frugalità dei greci (ovvero alla moderazione nel cibo): diventa importante il modo e l’aspetto estetico di ciò che si mangia, dunque nascono le prime figure di cuochi professionisti e le prime ricette, usate soprattutto nei banchetti a cui partecipavano i nobili.
L'Importanza del Latte e dei Derivati
Il latte e i suoi derivati hanno avuto una grande importanza nell’alimentazione umana sin dalle società preistoriche, tra i 5.500 e i 7.500 anni or sono, influenzando in maniera diversa - e rilevante - la salute, la struttura sociale e la demografia dei vari territori in cui popolazioni di allevatori coltivatori si sono avvicendate.
Analisi Archeologiche
Particolare interesse è stato dato dai ricercatori ai differenti manufatti reperiti in 24 siti archeologici, distribuiti in territori atlantici della Francia, in alcune isole britanniche e su parte delle coste scandinave, ma anche in Portogallo e nel Baltico occidentale. “La frequenza dei prodotti lattiero-caseari nella ceramica ispezionata”, prosegue l’abstract, “è aumentata man mano che l’agricoltura è stata progressivamente introdotta lungo un gradiente latitudinale settentrionale. Questa scoperta implica che le prime comunità agricole ebbero bisogno di tempo per adattare le loro pratiche economiche prima di espandersi in aree più settentrionali.
Reperti archeologici rivelano che il latte veniva già trasformato in burro, yogurt e formaggio fin dal Neolitico, otto millenni prima di Cristo, e già allora i cereali costituivano il principale alimento in tutto il mondo.
Scoperte a Çatalhöyük
Çatalhöyük, nell’Anatolia centrale, in Turchia, è un importante insediamento preistorico, abitato tra il 7100 a.C. e il 5600 a.C. I frammenti di terracotta studiati provengono dalla parte ovest del sito archeologico, e sono datati 5900-5800 anni prima di Cristo, quindi all’ultimo periodo della sua occupazione. È così emerso per esempio che i prodotti caseari derivavano dal latte di ovini, caprini e anche di bovini. I resti di cibo di origine animale non derivati dal latte hanno la stessa origine, con l’aggiunta di cervi.
Ad attirare le attenzioni dei ricercatori è stato in particolare un vaso in cui erano presenti solo tracce di proteine che si trovano solo nel siero (la componente liquida) del latte. "Ciò è particolarmente interessante perché indica che gli antichi occupanti del sito probabilmente usavano metodi di produzione casearia per separare la cagliata e il siero dal latte fresco, e che avevano un contenitore speciale dove tenere in seguito il siero”, ha dichiarato Jessica Hendy, ricercatrice del Max-Planck-Institut e coautrice dello studio.
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Tuttavia, a causa dei limiti metodologici della tecnica di analisi utilizzata, queste scoperte non coprono l'intera dieta degli antichi agricoltori, che probabilmente era ancora più ampia. Gli approcci proteomici "shotgun" utilizzati dai ricercatori, infatti, sono fortemente dipendenti dai database delle sequenze di riferimento e molte specie vegetali non sono presenti, o solo limitatamente, nei database disponibili. "Un aspetto importante del lavoro futuro dovrà essere l'espansione di questi database con più sequenze di riferimento" ha concluso Hendy.
La Rivoluzione Neolitica e le sue Conseguenze
La prima conseguenza della rivoluzione neolitica è l'aumento della popolazione. Aumento dettato dal variare dell'alimentazione. Mentre l'uomo del paleolitico aveva una dieta il cui alimento principale era la carne, e dunque le proteine, con il diffondersi della coltivazione dei cereali si passa ad un'alimentazione che ha alla sua base carboidrati, fibre e proteine.
Se per i cacciatori molti figli erano un problema - molte bocche da sfamare - per gli agricoltori preistorici si trattava di nuove braccia per dissodare, arare, seminare e raccogliere. La diffusione dell’agricoltura comportò un forte e costante aumento demografico, e la crescita di villaggi permanenti sempre più allargati.
Organizzazione del Lavoro
Dedicarsi al solo allevamento determinava lo spreco del concime mentre la sola coltivazione determinava lo spreco di numerose sostanze che avrebbero potuto essere utilizzate come mangime per gli animali. Negli orti poi si iniziarono a coltivare legumi, ricchi di proteine vegetali, ma anche questo nuovo lavoro richiedeva energie e tempo. Il tempo di ognuno veniva impiegato a seconda delle proprie capacità e della propria forma fisica. Gli anziani e i bambini potevano badare agli animali nei recinti mentre le donne si occupavano degli orti e della cucina, gli uomini con i ragazzi più grandi erano impiegati nei campi e nel periodo del raccolto venivano aiutati anche dalle donne, che venivano sostituite nei loro ruolo dagli anziani e dai fanciulli.
Altre Città Neolitiche
I ritrovamenti più antichi ci parlano di una comunità che viveva di agricoltura e che coltivava l'orzo, il grano, i piselli e altri legumi, raccoglieva poi mandorle, pistacchi e colza, utilizzata per l'estrazione dell'olio, i soli animali domestici erano cani e pecore ma si praticava la caccia.
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Un'altra città neolitica è quella esistita nel sito di Hacilar, a pochi chilometri da Budur. I vasi in terracotta comparvero circa 7500 anni fa, affiancandosi all'altissima produzione di manufatti in selce e in ossidiana, il vetro vulcanico raccolto o scavato sulle pendici dei vulcani. Anche questa città rappresenta un neolitico solo agricolo, non veniva praticato l'allevamento ma la caccia, la fonte principale di alimentazione era rappresentata dai cereali e dai legumi.
Ancora diversa la storia della città di Gerico, dove dai ritrovamenti scopriamo che venivano raccolti cereali che crescevano spontaneamente, ovvero non si praticava la coltivazione. Circa 8800 anni fa a Gerico esisteva un vero villaggio con capanne a pianta circolare e ovale costruite con mattoni di argilla cruda e con pavimenti resi impermeabili da un rivestimento d'argilla.
Homo Habilis e Homo Erectus: Un Salto Evolutivo
Homo habilis, il più antico antenato del genere Homo, è stato chiamato così perché accanto ai resti fossili sono stati trovati degli utensili primitivi. Si pensa sia vissuto in Africa due milioni di anni fa. Homo habilis aveva una capacità cranica ancora maggiore rispetto agli australopiteci (circa 600-750 cm3), molari più piccoli, il volto meno prominente, era più alto, con braccia più lunghe, gambe più corte e complessivamente più somigliante alle scimmie. L'utilizzo di utensili primitivi per uccidere e squartare le carcasse di animali fa ipotizzare che Homo habilis avesse sviluppato modalità più complesse per raccogliere il cibo, con una dieta costituita da carne, frutta e vegetali. C'è ancora un dibattito aperto fra gli antropologi su come Homo habilis si procurasse la carne: alcuni sostengono che cacciassero in autonomia, altri che la sottraessero ad altri animali, mentre altri ancora ipotizzano una tecnica mista.
Ma è con la specie Homo erectus, primo ominide comparso due milioni di anni fa, che avviene il grande salto. Le sue caratteristiche anatomiche sono infatti più vicine a quelle dell'Homo sapiens, con un cervello di maggiore volume (1150 cm3), cranio arrotondato, il viso più piatto, i denti più piccoli e molto più alto. Lo sviluppo fisico e un maggior volume cerebrale gli permisero di compiere attività prima impossibili, come cacciare in modo sistematico, costruire insediamenti, accendere il fuoco e produrre i primi utensili di pietra.
L'Importanza della Caccia nel Paleolitico
A partire dal paleolitico inferiore, particolarmente in Europa, la caccia e il consumo delle carni hanno acquistato una maggiore importanza. La caccia d'incontro, diversificata ma rivolta sovente ai grossi animali (orsi, rinoceronti, elefanti), è la più frequente nel paleolitico medio (200.000-40.000 a.C.). Nel paleolitico superiore (40.000-10.000 a.C.) prende sviluppo una caccia specializzata ai branchi di renne, di cavalli, di bisonti, di uri o di mammut, secondo le regioni e le risorse locali. Dopo il riscaldamento del clima europeo, l'uomo del mesolitico ha dovuto rivolgersi ad animali nettamente più piccoli, caratteristici dell'attuale fauna (cervi, cinghiali, piccoli carnivori da pelo, lepri, uccelli e anche lumache) e la sua attività si è sempre più rivolta alla pesca e alla raccolta.
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