L’orso polare (Ursus maritimus) è il re delle nevi nell’Artico. È un mammifero semi-acquatico che vive tra iceberg, piattaforme ghiacciate e lungo le coste gelide dell’estremo nord, nei vasti territori innevati attorno al Polo Nord. Gli orsi polari sono carnivori apicali che si trovano in cima alla catena alimentare artica.
Oggi si stima che la popolazione di questi animali sia composta da circa 25.000 esemplari e il numero si è abbassato drasticamente negli ultimi anni. Si tratta di animali solitari che non vanno in letargo.
Adattamenti Fisici e Comportamentali
L’orso polare non teme il freddo. Gelo e ghiaccio sono il suo habitat ideale e riesce a sopravvivere grazie ai suoi particolari adattamenti fisici che gli permettono di vivere benissimo anche a temperature estreme. È ricoperto da una folta e morbida pelliccia bianca o color crema che gli permette di mantenersi caldo anche a temperature molto basse e gli consente di mimetizzarsi tra la neve e il ghiaccio durante la caccia.
L’orso polare trascorre parte del suo tempo in acqua, nuotando. Per questo il suo corpo ha degli specifici adattamenti. Il pelo è idrorepellente per far scivolare via più facilmente l’acqua dal suo corpo. Le zampe sono larghe e rotonde e quelle anteriori sono parzialmente palmate, adatte al nuoto. La vita tra ghiaccio e neve, ha obbligato la natura ha dotare l’orso di particolari adattamenti per consentirgli di muoversi e camminare sulle piattaforme ghiacciate senza scivolare. Le zampe sono rotonde, larghe e pelose anche sotto, sui palmi, per avere più presa sul ghiaccio quando cammina, oltre che per tenerli al caldo. Inoltre, ogni dito (5 per zampa) è munito di un artiglio ricurvo e non retrattile, che permette all’orso di avere ancora più presa sul ghiaccio durante la caccia, quando insegue una preda, oppure quando si arrampica sul ghiaccio.
In genere, l’orso polare è un animale solitario. Maschio e femmina trascorrono il tempo insieme durante il periodo dell’accoppiamento. L’orso polare trascorre gran parte delle sue giornate dormendo o andando a caccia di foche e leoni marini. Quando caccia, l’orso si nasconde tra i ghiacciai e quando una foca affiora dall’acqua per respirare, la afferra con gli artigli e la trascina sulla terraferma, per poi morderle la testa ed ucciderla. Mentre se la preda è già sulla terraferma, le insegue correndo. Possono raggiungere la velocità di 45 chilometri orari.
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La Dieta dell'Orso Polare
La dieta dell’orso polare è un delicato equilibrio tra le risorse disponibili nel loro ambiente artico e le loro necessità metaboliche. La sua dieta è fortemente influenzata dalle caratteristiche dell’ambiente in cui vivono, un mondo di ghiaccio e acqua fredda dove le opzioni alimentari sono limitate ma cruciali per la loro sopravvivenza. L’orso polare è per lo più carnivoro.
Sono animali carnivori, al contrario di altre specie di orsi che mangiano anche frutta e verdura. Vista la regione in cui abitano, gli orsi polari solo sporadicamente mangiano alimenti di origine vegetale durante l'estate artica. È per questo che l'orso polare è uno degli animali più carnivori della Terra. Gli orsi polari non bevono acqua poiché quella che hanno a disposizione nell'ambiente in cui vivono è salata, per cui devono trovare altre fonti dai fluidi del sangue e del corpo delle loro prede.
In media, per sopravvivere, l’orso bianco ha bisogno di circa 2 kg di grasso al giorno e sono disposti a percorrere anche lunghe distanze per procurarselo. L’orso polare presenta uno strato di grasso sottocutaneo spesso fino a 11 cm che ha lo scopo di tenerlo al caldo, specialmente durante le immersioni in acque gelide.
Principali Prede
- Foche: Sono le prede preferite degli orsi polari e le più numerose nella regione artica. Le foche hanno un alto contenuto di grasso e alcune specie possono pesare fino a 350 kg. Gli orsi polari si cibano di foche dagli anelli (Pusa Hipida) e di foche barbae (Erignathus barbatus). Alla fine dell'estate le foche si ritirano dalla zona e gli orsi perdono la loro principale fonte di sostentamento.
- Trichechi: Gli orsi polari cacciano gli esemplari giovani o feriti quando salgono in superficie. I trichechi adulti sono generalmente troppo grandi e forti per essere facilmente cacciati.
- Beluga: Prede abituali, anche se catturarli richiede abilità notevoli da parte degli orsi.
- Lagenorinchi rostrobianco: Di recente ci si è resi conto che i lagenorinchi rostrobianco sono delle prede degli orsi polari. Questi mammiferi marini si avvicinano alle acque delle isole Svalbard d'estate e possono restare intrappolati nei ghiacci, diventando così delle prede facili da cacciare.
- Prede terrestri: Anche se predilige le prede marine, l'orso polare può cacciare anche esemplari feriti o malati di volpi artiche o altri animali. A terra non va molto veloce, per cui non spreca energie a procacciarsi prede terrestri.
- Carcasse: Se un orso polare trova i resti di qualche animale li consumerà anche se dovessero essere in decomposizione, per cui a volte sono saprofagi.
Per catturare le proprie prede, gli orsi polari usano l'olfatto. Quando le foche o i beluga salgono in superficie a respirare, vengono colpiti dall'orso che li infilza con gli artigli per tirarli fuori dall'acqua. Anche se nuotano bene, preferiscono affrontare le proprie prede sul ghiaccio. Tendono ad attaccare gli individui che si trovano vivono alla costa, nelle regioni di riproduzione e attaccano prima gli esemplari giovani o feriti. Questo metodo di caccia è altamente efficiente e permette loro di risparmiare energia preziosa.
L'orso polare è il predatore dominante, si trova in cima alla piramide alimentare nella regione in cui vive. Eccetto l'essere umano, l'orso polare non ha predatori naturali. L'assenza di prede da cacciare può causare episodi di cannibalismo fra orsi polari.
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Adattamento all'Ambiente e Nuove Strategie di Caccia
Purtroppo però, in estate, quando la neve si scioglie, le piattaforme ghiacciate scarseggiano, rendendo quindi difficile la caccia per l’orso. Per cui, in quei mesi, spesso e volentieri non mangiano. Ciò influisce sulla vita dell’orso polare cambiandone drasticamente le abitudini: con la diminuzione della banchisa gli orsi faticano a trovare cibo perché, pur essendo ottimi nuotatori, devono affrontare spostamenti sempre più lunghi e più frequenti in mare aperto.
Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, un numero crescente di orsi polari si è visto costretto a rimanere più a lungo sulla terraferma. Il che ha limitato fortemente l’accesso alla prede. Gli orsi polari hanno cominciato a cacciare e mangiare i delfini. È la prima volta che questo fenomeno si verifica e la causa è da rintracciare nell’aumento della temperatura e nella scarsità di cibo nell’oceano Artico.
Per la prima volta, un’orsa polare è stata filmata mentre stava cacciando una renna. La scena è stata immortalata nell’arcipelago norvegese delle Svalbard e ha lasciato interdetti gli scienziati. Il filmato mostra la renna che, inseguita dall’orsa, tenta di mettersi in salvo gettandosi in acqua. Ma la fuga si arresta quando la cervide muore annegata, sotto il peso del mammifero. Quest’ultimo ha quindi potuto portare la preda a riva per divorarla.
Gli scienziati hanno precisato che “non esistono fonti che abbiano citato, prima del Duemila, l’attacco di un orso polare a delle renne sulle isole Svalbard”. Al contempo, alle Svalbard la popolazione di renne - riferisce il quotidiano francese Novetich - è aumentata in modo consistente (la caccia è vietata), tanto che si contano ormai 20mila esemplari, a fronte di circa 300 orsi polari.
Minacce e Conservazione
È una specie protetta ed è classificata come ‘vulnerabile’ a causa del riscaldamento globale che rappresenta la maggiore minaccia per l’animale. Lo scioglimento dei ghiacciai riduce la crescita della fauna marina e quindi riduce la possibilità per l’orso di trovare le risorse di cibo sufficienti per sopravvivere. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la vita dell’animale simbolo dell’Artico. Non passa anno senza che venga registrato un nuovo record di temperatura e di massimo valore di ritiro dei ghiacciai.
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L’habitat dell’orso polare sta scomparendo giorno dopo giorno: salvare l’ecosistema dell’Artico è una delle sfide più difficili e impegnative che ci troviamo ad affrontare! Oggi gli obiettivi di riduzione del consumo di combustibili fossili e la mitigazione degli effetti del surriscaldamento del Pianeta sono finalmente nelle agende di quasi tutti i paesi del mondo, così come delle grandi organizzazioni internazionali.
Anche se in passato la caccia è stata una delle principali minacce per l'orso polare, oggi il problema maggiore è rappresentato dall'inquinamento e dalla perdita del loro habitat naturale. Gli orsi polari sono fatti per resistere al freddo, e l'aumento delle temperature rappresenta un grave problema per la loro capacità di adattamento e sopravvivenza. Il riscaldamento globale ha fatto sparire enormi masse di ghiaccio nelle regioni polari e tale disgelo ha costretto gli orsi polari a ritirarsi dalle zone in cui vivevano normalmente. Questi animali sono obbligati a percorrere grandi distanze e, a volte, restano intrappolati in isolotti di ghiaccio alla deriva. L'habitat in cui vivevano, ovvero degli enormi blocchi di ghiaccio, si sono trasformati in distese d'acqua con piccoli isolotti.
Nonostante il cambiamento climatico rimanga la principale minaccia per la sopravvivenza dell’orso polare, questo grande predatore deve affrontare molti altri rischi. Le industrie di estrazione del petrolio e del gas stanno rivolgendo i propri interessi verso l’Artico aumentando il rischio di incidenti e distruzione dell’habitat. Le fuoriuscite di petrolio possono intossicare gli orsi, avvelenando l’habitat e le prede di cui si nutrono. Gli orsi polari sono anche tristemente esposti a sostanze chimiche tossiche come i pesticidi, che vengono assunti tramite le prede.
La seguente tabella riassume le principali prede dell'orso polare e le loro caratteristiche:
| Preda | Descrizione | Peso Medio | Importanza nella Dieta |
|---|---|---|---|
| Foca Anellata | Foca piccola e abbondante | 50-70 kg | Primaria |
| Foca Barbata | Foca più grande, ricca di grasso | 200-350 kg | Primaria |
| Tricheco | Grande mammifero marino con zanne | 600-1500 kg | Opportunistica (giovani o feriti) |
| Beluga | Cetaceo bianco | 700-1600 kg | Occasionale |
| Lagenorinco Rostrobianco | Delfino artico | 150-275 kg | Recente scoperta come preda |
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