Le nuove raccomandazioni dietetiche per la gestione del diabete sono state prodotte dal Diabetes and Nutrition Study Group (DNSG) e dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD), aggiornando le raccomandazioni del 2004. Prevenire e gestire il diabete mellito di tipo 2 rappresentano due priorità a cui puntano le nuove Raccomandazioni elaborate dal Gruppo di Studio “Diabete e Nutrizione” dell’EASD (Società Europea di Diabetologia), pubblicate nel 2023 e basate su solide evidenze scientifiche.
Cos'è il Diabete?
Il diabete è una patologia cronica che altera la gestione degli zuccheri nel sangue. In un organismo sano, l’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, facilita l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule, dove viene impiegato per produrre energia. Quando il sistema di regolazione della glicemia smette di funzionare correttamente, il glucosio non viene assorbito dalle cellule come dovrebbe. Questo provoca un accumulo progressivo di zucchero nel flusso sanguigno, una condizione nota come iperglicemia. Nel tempo, la glicemia elevata può danneggiare:
- i vasi sanguigni (con aumento del rischio cardiovascolare),
- i reni (nefropatia),
- la retina (retinopatia diabetica),
- i nervi periferici (neuropatia),
- il piede (fino a rischio di amputazioni).
Classificazione del Diabete
Il diabete si suddivide in diverse forme cliniche:
- Diabete di tipo 1: malattia autoimmune che provoca la distruzione delle cellule beta pancreatiche. Esordisce spesso in età giovanile e richiede insulina per tutta la vita.
- Diabete di tipo 2: più frequente negli adulti, è causato da insulino-resistenza e difetto relativo di insulina. È strettamente legato a obesità e sedentarietà.
- Diabete gestazionale: iperglicemia che compare durante la gravidanza e tende a risolversi dopo il parto. Tuttavia, è un forte predittore di diabete tipo 2 futuro.
- Altre forme specifiche: causate da difetti genetici, farmaci (es. cortisonici), patologie pancreatiche o endocrinopatie.
Tabella Comparativa dei Tipi di Diabete
| Tipo | Meccanismo | Terapia | Età d’insorgenza |
|---|---|---|---|
| Tipo 1 | Assenza di insulina (autoimmune) | Insulina | Giovani (<30 anni) |
| Tipo 2 | Insulino-resistenza + deficit relativo | Dieta, farmaci, insulina | Adulti (>40 anni) |
| Gestazionale | Insulino-resistenza gravidica | Dieta, esercizio, talvolta insulina | Gravidanza |
| Altri | Varie cause | Personalizzata | Variabile |
Principi Fondamentali per la Gestione Nutrizionale
L’aggiornamento fornisce una guida per la gestione nutrizionale nel diabete, indicando una gamma di alimenti e modelli dietetici, con raccomandazioni chiave per le persone con diabete, in gran parte simili a quelli per la popolazione generale. I messaggi importanti sono di consumare alimenti vegetali come cereali integrali, verdure, frutta intera, legumi, noci, semi e oli vegetali non tropicali e non idrogenati, riducendo al minimo il consumo di carni rosse e lavorate, sodio, bevande zuccherate e cereali raffinati.
Le persone con sovrappeso o obesità sono ad aumentato rischio di DT2 e dovrebbero mirare almeno al 5% di perdita di peso adottando un intensivo intervento sullo stile di vita, con una dieta a ridotto consumo energetico e aumento dell’attività fisica. Una attività fisica e un introito calorico appropriato sono raccomandati per il mantenimento a lungo termine di una forma fisica sana. Raggiungere una combinazione di comportamenti a basso rischio, come seguire modelli di dieta sana (ad es. mediterranea, nordica, vegetariana), svolgere attività fisica regolare, evitare il sovrappeso e l’obesità, la cessazione dal fumo.
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Le persone con diabete in sovrappeso od obesità dovrebbero seguire trattamenti, supportati da prove basate sull’evidenza, per raggiungere e mantenere il calo ponderale. Diversi modelli di diete dimagranti possono essere utilizzati per il calo ponderale, con il supporto di professionisti della salute. Prodotti con formula a basso consumo energetico, completi dal punto di vista nutrizionale, possono essere utilizzati temporaneamente per il calo ponderale, come sostituzione totale della dieta o di 1-2 pasti al giorno. È possibile utilizzare anche 1 pasto/giorno o 3-6 pasti/settimana per il mantenimento della perdita di peso a lungo termine.
Per il calo ponderale non sono raccomandate diete estreme ad alto contenuto di carboidrati (CHO) né le chetogeniche a contenuto di CHO molto basso. La remissione del DT2 (HbA1c <48 mmol/mol [<6,5%] senza farmaci ipoglicemizzanti) in persone che sono in sovrappeso od obese, può essere raggiunta attraverso un calo ponderale consistente. Per ottenere un calo ponderale sufficiente (10-15% del peso corporeo o maggiore) a indurre la remissione del DT2, può essere utilizzato un programma a basso consumo energetico (ad es. 3500 kJ/giorno [840 kcal/giorno] per 12-20 settimane), fornito da professionisti sanitari qualificati, con adeguamento dei farmaci ipoglicemizzanti e antipertensivi. Si raccomanda il supporto per il mantenimento del calo ponderale a lungo termine.
Apporto di Carboidrati, Fibre e Zuccheri
È accettabile un’ampia gamma nell’assunzione di CHO, fatte salve le raccomandazioni relative al consumo di fibre alimentari, zuccheri, grassi saturi e proteine. Non sono raccomandate assunzioni di CHO molto basse, come nelle diete chetogeniche. Dovrebbe essere incoraggiato il consumo di alimenti naturalmente ricchi in fibre alimentari. L’assunzione di fibre alimentari dovrebbe essere di almeno 35 g al giorno (4 g per 1000 kJ). Cereali integrali, verdure, legumi, semi, noci e frutti interi dovrebbero essere raccomandati come fonti di fibre alimentari. Gli alimenti arricchiti di fibre e gli integratori di fibre dovrebbero essere presi in considerazione quando non è possibile un’assunzione sufficiente con la sola dieta.
Diete a basso indice glicemico o a basso carico glicemico possono essere raccomandate, a condizione che la loro composizione sia coerente con le raccomandazioni dietetiche generali per fibre alimentari, zuccheri, grassi saturi e proteine. L’assunzione di zuccheri semplici o aggiunti dovrebbe essere inferiore al 10% dell’apporto energetico totale. Possono essere utilizzati dolcificanti non calorici per sostituire gli zuccheri negli alimenti e nelle bevande.
Il conteggio dei CHO può essere un approccio utile per determinare la dose di insulina durante i pasti. I grassi alimentari dovrebbero provenire principalmente da alimenti ricchi di grassi mono e polinsaturi, come noci, semi e oli vegetali non tropicali e non idrogenati. L’assunzione di grassi saturi e trans dovrebbe comprendere rispettivamente <10 e <1% dell’energia totale. Quando si riducono i grassi saturi, la sostituzione dovrebbe essere principalmente con grassi polinsaturi di origine vegetale contenente sia acidi grassi n-6 sia n-3, e grassi monoinsaturi che si trovano in noci, semi e oli vegetali non tropicali non idrogenati.
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Apporto Proteico
Per persone normopeso con diabete di età <65 anni e con una velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) >60 ml/min/1,73 m2, è consigliato un apporto proteico del 10-20% dell’energia totale. Assunzioni maggiori (15-20%) sono raccomandati per quelli di età ≥65 anni. Per le persone con DT2 in sovrappeso od obesità e con eGFR >60 ml/min/1,73 m2 può essere consigliato a breve termine (fino a 12 mesi), nel contesto di una dieta dimagrante, un apporto proteico del 23-32%. Per persone con nefropatia diabetica moderata (fase 3a: eGFR <60 ma >45 ml/min/1,73 m2) si raccomanda un apporto proteico del 10-15%.
Una varietà di modelli dietetici enfatizza il consumo di cereali integrali, verdure e frutta, legumi, noci, semi e oli vegetali non tropicali non idrogenati, minimizzando il consumo di carne (soprattutto carni rosse e lavorate), bevande zuccherate, dolci e cereali raffinati.
Riduzione del Peso Corporeo e Remissione del Diabete Tipo 2
“L’enfasi sulla prevenzione, la perdita di peso e la personalizzazione dei piani alimentari ci permette di offrire ai pazienti con diabete tipo 2 strumenti più efficaci per controllare la malattia e migliorare la qualità della vita. Una perdita di peso sostanziale, di 10-15 kg, infatti, può essere in grado di invertire il processo che determina il diabete di tipo 2 tramite una riduzione del deposito di grasso a livello del pancreas e il successivo miglioramento del funzionamento delle cellule beta, miglioramento che può essere ottenuto anche con una dieta simile alla Dieta Mediterranea”.“La remissione (“guarigione”), che prevede il ritorno a valori di emoglobina glicata (HbA1c) < 48 mmol/mol (6.5%) che persista per almeno 3 mesi in assenza di terapia con farmaci ipoglicemizzanti, è un obiettivo ambizioso ma possibile in particolare quando la diagnosi di diabete è piuttosto recente.
Nuovi Modelli Alimentari da Consigliare
Un altro aspetto importante delle raccomandazioni riguarda l’individuazione di alimenti e modelli alimentari da consigliare per le persone con diabete tipo 2. Tra i modelli alimentari, particolare importanza riveste per le nostre regioni la vera “Dieta Mediterranea”, caratterizzata da un consumo prevalente di cereali integrali minimamente processati, vegetali, frutta, legumi e noci.
La Nutrizione Deve Essere Personalizzata
Naturalmente, la traduzione delle raccomandazioni in piani nutrizionali pratici, attuabili e sostenibili anche da un punto di vista ambientale è essenziale e non può essere imposta o calata dall’alto, pena la mancata adesione da parte dei pazienti. Tutti gli operatori sanitari (dietisti, nutrizionisti, medici e specialisti) a cui queste raccomandazioni sono dirette devono cercare di individuare per la singola persona con diabete tipo 2 il modello alimentare più idoneo, sempre basato sulle evidenze scientifiche, ma che tenga conto anche delle preferenze individuali, delle convinzioni religiose, degli aspetti socioculturali e della sostenibilità ambientale.
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