L'infezione da Escherichia coli può causare sintomi intestinali e urinari, con un impatto significativo sulla qualità della vita e il benessere di chi ne è colpito. Questa infezione batterica, a seconda del ceppo e della gravità, può essere affrontata con farmaci o con un'attenta gestione alimentare, ragion per cui risulta fondamentare sapere cos’è l’Escherichia coli, quali sono i suoi sintomi, come debellarlo e cosa evitare a tavola per ridurre i disagi e favorire la guarigione.
Cos'è l'Escherichia Coli?
Escherichia coli (E. coli) è un microrganismo che ha tra i suoi habitat naturali il tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo. Escherichia coli è comunemente presente nell’intestino dei mammiferi, inclusi gli esseri umani. Alcuni ceppi possono produrre una potente tossina e, se arrivano a contaminare gli alimenti, possono essere causa di gravi malattie nell’uomo. Diversi ceppi poco patogeni sono ospitati senza problemi in basse concentrazioni anche nell’intestino umano, in equilibrio con la flora endogena sana.
Dal punto di vista metabolico, E. coli è in grado di utilizzare una varietà di substrati come fonte di carbonio ed energia. In ambito biotecnologico, E. coli è ampiamente utilizzato per la produzione di proteine ricombinanti e altri prodotti di interesse industriale. coli è stato ampiamente studiato in ambito scientifico ed è diventato un organismo modello per la ricerca genetica.
Tipi di Escherichia Coli
- Escherichia coli O157:H7: Questo è uno dei ceppi patogeni più noti di E. coli ed è associato a focolai di tossinfezioni alimentari.
- Escherichia coli K-12: Questo ceppo di E. coli è stato ampiamente utilizzato come organismo modello nella ricerca scientifica.
- Escherichia coli O104:H4: Questo ceppo di E. coli ha guadagnato notorietà nel 2011 a causa di un grave focolaio di infezione in Europa.
- Escherichia coli enterotoxigenica (ETEC): Questo tipo di E. coli è una delle principali cause di diarrea del viaggiatore.
Sintomi dell'Escherichia Coli
I sintomi dell’Escherichia coli dipendono dalla parte del corpo colpita e dal ceppo del batterio che l’ha causata. Le infezioni intestinali sono caratterizzate da diarrea, spesso con tracce di sangue, crampi addominali, nausea e febbre: possono comparire da 1 a 10 giorni dopo l'esposizione al batterio e possono andare da lievi a gravi. L'infezione può risolversi spontaneamente in pochi giorni, ma in casi più seri può richiedere un trattamento medico.
Per quanto riguarda le vie urinarie, quando l’infezione coinvolge queste aree, si possono avvertire sintomi come dolore durante la minzione, stimolo frequente a urinare, urine torbide e dolori pelvici. Se non trattata adeguatamente, l'infezione può diffondersi ai reni e causare problemi più gravi: in tali evenienze, è essenziale diagnosticare tempestivamente l'infezione e iniziare un trattamento adatto.
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Riconoscere i sintomi di un’infezione intestinale da E. coli
Per capire da quali microrganismi patogeni può dipendere lo sviluppo di diarrea acquosa più o meno profusa, malessere e gonfiore addominali, nausea e vomito è importante osservare anche gli eventuali sintomi extra-intestinali (febbre, apatia, sonnolenza, confusione mentale, disturbi motori ecc.) e analizzare quali cibi e bevande sono stati assunti nei giorni precedenti l’esordio delle manifestazioni.
Purtroppo, questa seconda operazione può rivelarsi abbastanza laboriosa, dal momento che tra l’ingestione dell’alimento contaminato che ha innescato l’infezione e i primi disagi intestinali può passare da un giorno a una settimana. In genere, se si tratta di un’infezione da E. coli, il periodo di incubazione è, in media, di 3-4 giorni e tutti coloro che hanno mangiato gli stessi cibi presenteranno sintomi gastroenterici simili, anche se probabilmente di intensità diversa a seconda dell’età e del grado di sensibilità individuale.
Trattamenti per l'Escherichia Coli
La cura dell’escherichia coli senza antibiotici è spesso possibile per le infezioni lievi, specialmente quelle gastrointestinali, per le quali il riposo e una corretta idratazione sono solitamente sufficienti per permettere all'organismo di riprendersi. In questi casi, oltre a bere molta acqua, assumere soluzioni saline può aiutare a contrastare la disidratazione causata dalla diarrea. Quando l'infezione colpisce le vie urinarie o si complica, può essere necessario un trattamento con antibiotici, anche se è importante scegliere un antibiotico adatto per l’escherichia coli.
È essenziale evitare l’uso indiscriminato di antibiotici, poiché può portare alla resistenza batterica, rendendo più difficile il trattamento di eventuali condizioni future. Un’assunzione priva di supervisione medica potrebbe peggiorare la propria condizione, specialmente quando l’infezione intestinale ha portato alla produzione di tossine pericolose.
Nei casi più gravi, l’infezione da E. coli può richiedere il ricovero ospedaliero, soprattutto quando a esserne interessati sono bambini o anziani, caratterizzati da difese immunitarie meno solerti, una maggior sensibilità agli effetti della disidratazione e un equilibrio idroelettrolitico più fragile.
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Diagnosi e Trattamento
- Esami di laboratorio: Sarà necessario eseguire test di laboratorio per confermare l’infezione da Escherichia coli. I campioni di feci o di altri campioni biologici possono essere analizzati per rilevare la presenza di E. coli.
- Idratazione: Nel caso di diarrea o vomito causati da Escherichia coli, è fondamentale mantenere un’adeguata idratazione.
- Monitoraggio dei sintomi: I sintomi lievi di infezione da Escherichia coli possono risolversi spontaneamente senza trattamento specifico.
- Antibiotici: In alcuni casi, soprattutto nelle infezioni più gravi o nelle infezioni che coinvolgono il tratto urinario, il medico può prescrivere antibiotici specifici per combattere l’infezione da Escherichia coli.
È importante consultare un medico per la diagnosi e il trattamento adeguato dell’infezione da E. coli.
Cosa Mangiare in Caso di Infezione Urinaria (Cistite)?
Una dieta equilibrata può supportare il trattamento delle infezioni delle vie urinarie, come la cistite. In caso di cistite, è fondamentale bere abbondante acqua - almeno 2 litri al giorno - e seguire una dieta sana.
Ci sono degli alimenti da preferire in caso di irritazione delle vie urinarie dovuta alla cistite? Certo, si preferiscono alimenti semplici e leggeri. Meglio se ricchi di fibre come frutta e verdura cotta, cereali integrali. Anche lo yogurt naturale è consigliato perché può aiutare a ristabilire la flora batterica intestinale. Lo stesso vale per il pesce, su tutti sono indicati merluzzo e sogliola.
Una flora intestinale in eubiosi concorre a proteggere anche le vie urinarie dal rischio di infezioni batteriche come, ad esempio, la cistite.
Ecco alcuni consigli:
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- Acqua: Mantenersi ben idratati è essenziale per favorire la diluizione delle urine e ridurre l’irritazione della vescica. Bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno è consigliato per prevenire la disidratazione e favorire la pulizia delle vie urinarie.
- Frutta e verdura: Opta per frutta e verdura ricche di acqua e antiossidanti, come cetrioli, angurie, fragole e agrumi.
- Proteine magre: Includere proteine magre nella dieta è fondamentale per la riparazione e il mantenimento dei tessuti. Opta per fonti di proteine come il pollo senza pelle, il tacchino, il pesce e il tofu.
- Grassi sani: Integrare grassi sani nella tua alimentazione può favorire la salute delle vie urinarie e ridurre l’infiammazione. Scegli fonti di grassi insaturi come avocado, noci, pesce azzurro, semi di lino e olio d’oliva extra vergine.
Questi consigli rispetto a cosa mangiare con la cistite riguardano aspetti generali. Ogni persona è diversa anche nel suo dover affrontare un’infiammazione delle vie urinarie. E ciò che funziona per un individuo potrebbe non funzionare per un altro.
Cosa Evitare a Tavola
Un aspetto fondamentale del trattamento dell’infezione da E. coli è l’adozione di una dieta che aiuti il corpo a guarire, dato che alcuni alimenti possono aggravarne i sintomi e rallentare il processo di guarigione. Ragion per cui è bene evitare:
- Alimenti ricchi di fibre: La fibra è generalmente salutare ma, durante un’infezione intestinale, può peggiorare gli episodi di diarrea. Evita quindi frutta e verdura cruda, cereali integrali e legumi durante la fase acuta dell’infezione.
- Cibi grassi: Fritti e alimenti processati possono rallentare la digestione e irritare ulteriormente il tratto intestinale, aumentando i crampi addominali e il malessere generale.
- Cibi speziati: Possono infiammare ulteriormente la mucosa intestinale, peggiorando i sintomi come dolore e diarrea.
- Latticini non fermentati: Dato che il sistema digerente è più sensibile, i latticini possono risultare difficili da digerire.
- Cibi zuccherati e processati: Possono alterare l'equilibrio della flora batterica intestinale, contribuendo alla proliferazione dei batteri nocivi.
In generale, durante un’infezione da E. coli, è fondamentale mantenere una buona idratazione, preferendo acqua naturale e tisane, insieme ad alimenti facili da digerire, come riso bianco, patate bollite e carni magre cotte al vapore.
Alimenti ad Alto Rischio
I cibi che possono veicolare E. coli e le sue tossine sono soprattutto carni crude o poco cotte (contaminate durante la macellazione degli animali o la trasformazione successiva), verdura e frutta consumate crude e non lavate a sufficienza, latte e latticini non sottoposti a pastorizzazione o a trattamento ad alta temperatura (UHT), succhi di frutta, centrifughe di verdura e spremute freschi non pastorizzati.
Carne, verdura e frutta crude, latte e latticini freschi non pastorizzati sono gli alimenti a maggior rischio di trasmissione di microrganismi, come l’E. coli.
Prevenzione
Per prevenire le infezioni da Escherichia coli, è importante seguire alcune buone pratiche:
- La carne, in particolare quella macinata, deve essere cotta accuratamente per eliminare gli eventuali batteri in essa presenti.
- Verdure e frutta crude devono essere lavate con attenzione o sbucciate.
- Se ci si trova in paesi dove l'acqua potrebbe essere contaminata, evitare di bere acqua non trattata.
- Lavarsi accuratamente le mani, soprattutto dopo aver maneggiato carne cruda o dopo aver utilizzato il bagno, è una misura di prevenzione essenziale per prevenire le infezioni da escherichia coli.
- Separazione degli alimenti: evitare il contatto tra alimenti crudi e cotti per prevenire la contaminazione incrociata.
- Acqua potabile sicura: bere acqua potabile sicura o utilizzare metodi di purificazione appropriati per evitare l’infezione da E. coli.
Ulteriori Misure Preventive
- Lavaggio delle mani: Prima di maneggiare gli alimenti, lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone per almeno 20 secondi. Ripetere il lavaggio delle mani dopo aver toccato carne cruda, uova o altri alimenti a rischio di contaminazione da E. coli.
- Cottura completa: Cuocere gli alimenti a temperature adeguate a garantire la distruzione dei batteri, inclusi quelli di Escherichia coli.
- Carne cruda: Evitare il consumo di carne cruda o poco cotta, come hamburger rosati o bistecche rare, poiché potrebbero contenere E. coli.
- Acqua potabile sicura: Utilizzare solo acqua potabile sicura o trattata per il consumo e per la preparazione degli alimenti, poiché l’acqua contaminata può essere una fonte di E. coli.
Escherichia Coli e Infezioni Urinarie
Le infezioni urinarie sono generalmente causate da batteri, più di rado da virus e solo eccezionalmente da funghi. È una condizione che può riguardare sia il tratto delle basse vie urinarie, che comprende la cistite e l’uretrite (in entrambi i sessi) e la prostatite (nell’uomo) sia quello delle alte vie urinarie soggette (pielonefrite e glomerulo nefrite).
La cistite (infezione non complicata delle basse vie urinarie) è una fastidiosa infiammazione (flogosi) della mucosa vescicale causata, di solito, dalla risalita dei batteri che vivono normalmente nell’intestino (es. Escherichia Coli) verso la vescica attraverso l’uretra, cioè il condotto che trasporta l’urina all’esterno. È una delle infezioni del tratto urinario più comuni nella popolazione - l’incidenza varia tra i 5 e i 10 casi ogni 1000 individui - e colpisce principalmente le donne, in particolare il 25-35% delle donne tra i venti e i quarant’anni.
Anche se può causare fastidio, bruciore, dolore e altri disturbi (vedi capitolo 3), non è un’infezione grave: i casi di lieve entità, in genere, si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia, alcune persone presentano frequenti episodi di cistite (cistiti ricorrenti), che sono favoriti da vari fattori (vedi capitolo 2). Le cistiti ricorrenti colpiscono soprattutto le donne in menopausa a causa delle modificazioni del microambiente vulvo-vaginale dovute al calo degli estrogeni, pertanto possono aver bisogno di una cura a lungo termine. Le infezioni delle basse vie urinarie hanno infatti un tasso di ricorrenza pari a circa il 20%, anche dopo un’adeguata terapia antibiotica.
Consigli per la protezione dell’apparato urinario
La protezione dell’apparato urinario la si attua già sedendosi a tavola, avendo cura di idratare e acidificare correttamente la dieta. Occorre favorire la diuresi, stimolata da una corretta idratazione, che ha effetti preventivi. Permette infatti l’eliminazione dei batteri dalle vie escretrici. Un regime alimentare con elevato residuo acido aiuta a diminuire il pH delle urine (ed è un fattore molto positivo, poiché alcuni batteri non crescono a pH bassi) e favorisce la minore adesione dei batteri alle pareti delle vie escretrici.
A fianco della buona tavola non possono però mancare anche abitudini e stile di vita corretti che puntano soprattutto a una corretta igiene intima quotidiana. Occorre avere cura di effettuare movimenti che vanno dalla vagina all'ano; se si compie il movimento contrario si rischia, infatti, di trasportare materiale fecale a contatto con gli orifizi urinari e di innescare un’infezione. L'igiene personale, nella donna, va intensificata durante il ciclo mestruale.
Altre raccomandazioni utili
- Preferire in particolare mirtilli, ribes, kiwi, fragole e frutti di bosco perché, grazie all’abbondante presenza della vitamina C, aiutano a rafforzare le vie urinarie e il sistema immunitario.
- Si può mangiare anche frutta cotta (preferibilmente pere o prugne), perché facilita il transito intestinale.
- Indossare biancheria intima di cotone e pantaloni non troppo stretti.
- Praticare regolare esercizio fisico (minimo 150 minuti a settimana, ottimali 300 minuti), ma evitare attività come spinning o cyclette perché possono irritare la mucosa vescicale, soprattutto se già infiammata.
E’ ovvio che seguire tutte questi consigli può sembrare difficile, impegnativo e talvolta impossibile. Tuttavia, le donne che presentano cistiti recidivanti, dove la qualità di vita è peggiorata, e che arrivano nei nostri ambulatori dopo periodi piuttosto lunghi (mesi o addirittura anni!!!) di terapie antibiotiche, non solo inefficaci ma dannosi per l’organismo in generale, possono trarre enorme vantaggio nel seguire semplici norme di comportamento e alcuni restrizioni dietetiche. L’obiettivo non è tanto quello di eliminare per sempre gli episodi di cistite ma quello di ridurne significativamente la ricorrenza e mantenere un benessere e una qualità di vita accettabili.
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