Alimentazione e Milza Ingrossata: Cosa Sapere

Il dolore alla milza è un sintomo che può essere causato da una serie di condizioni mediche, ed è importante comprenderne le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento. Vediamo nel dettaglio quali sono le possibili ragioni dietro questo sintomo, cosa fare se si sospetta una milza infiammata, e come affrontare questa condizione.

Cos'è il Dolore alla Milza?

La milza è un organo situato nella parte superiore dell'addome, sotto le costole sul lato sinistro. Svolge un ruolo importante nel sistema immunitario e nella rimozione delle cellule del sangue vecchie o danneggiate. Il dolore alla milza si verifica quando si avverte disagio o dolore nella regione dove si trova questo organo.

Sintomi di una Milza Infiammata

Una milza infiammata, o splenomegalia, può causare una serie di sintomi, tra cui:

  1. Dolore o disagio: Il sintomo più comune è il dolore o il disagio nella parte superiore sinistra dell'addome o nella spalla sinistra.
  2. Gonfiore dell'addome: La milza ingrossata può causare gonfiore addominale.
  3. Sensazione di pienezza: Alcune persone possono avvertire una sensazione di pienezza dopo aver mangiato solo una piccola quantità di cibo.
  4. Anemia: La milza infiammata può distruggere più globuli rossi del normale, portando a un'anemia.
  5. Facile affaticabilità: A causa dell'anemia e della ridotta funzionalità della milza, si può sperimentare una maggiore stanchezza.

Cosa Mangiare se Fa Male alla Milza

Quando si sperimenta dolore alla milza, è importante seguire una dieta che sia delicata per l'organo e che favorisca la guarigione. Ecco alcune linee guida:

  1. Alimenti morbidi: Optare per alimenti morbidi come riso, pasta, yogurt e frutta cotta.
  2. Alimenti ricchi di vitamine: Assicurarsi di ottenere abbastanza vitamine e minerali, inclusi quelli che supportano la salute dell'organo come la vitamina A, la vitamina C e il folato. Frutta e verdura fresca sono ottime fonti.
  3. Evitare cibi piccanti e grassi: Gli alimenti piccanti e ad alto contenuto di grassi possono irritare ulteriormente la milza e aumentare il disagio.
  4. Mantenere l'idratazione: Bere abbondante acqua per mantenere l'idratazione.
  5. Cibi ricchi di fibre: Meglio consumare cibi ricchi di fibre: verdura , frutta, cereali integrali e crusca d'avena. Sì ad almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Tra le varie verdure preferite foglie di tarassaco, barbabietole e carciofi. Evitare alimenti fritti.

Trattamenti Consigliati per il Dolore alla Milza

Il trattamento del dolore alla milza dipende dalla causa sottostante. Alcuni possibili approcci includono:

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  1. Trattamento della condizione di base: Se il dolore alla milza è causato da una specifica condizione medica, come un'infezione o un disturbo del sangue, il medico concentrerà il trattamento su quella condizione.
  2. Riposo e terapia: In molti casi, il riposo e il trattamento sintomatico, come l'assunzione di farmaci per il dolore, possono aiutare a gestire il disagio.
  3. Chirurgia: In alcuni casi, quando la milza è ingrossata in modo significativo o sta causando problemi gravi, può essere necessario rimuoverla chirurgicamente.

Cause della Milza Ingrossata (Splenomegalia)

La milza è un organo fondamentale del sistema linfatico e immunitario. Una delle principali condizioni che può portare alla splenomegalia è l’iperattività della milza stessa, nota anche come ipersplenismo. Le malattie del sangue o del sistema immunitario sono spesso associate all’ingrossamento della milza. Questo organo, infatti, aiuta a mantenere il sangue sano e a combattere le infezioni. Anche la rottura della milza stessa, spesso causata da traumi o patologie, può portare al suo ingrossamento.

Il più delle volte, il trattamento della splenomegalia si basa sulla cura del fattore causale; raramente, infatti, la splenomegalia è un problema che si può risolvere soltanto con l'asportazione della milza.

Tra le cause principali troviamo:

  • Infezioni virali, come per esempio la mononucleosi (è il principale fattore causale della milza ingrossata nei giovani dei Paesi industrializzati).
  • Infezioni batteriche, come la sifilide e l'endocardite batterica.
  • Infezioni parassitarie come la malaria e la leishmaniosi (sono particolarmente comuni nei Paesi in via di sviluppo).
  • Ipertensione portale, dovuta a malattie epatiche, come per esempio la cirrosi, oppure a fenomeni di trombosi della vena splancnica o della vena porta.
  • Vari tipi di anemia emolitica, una condizione caratterizzata dalla distruzione prematura dei globuli rossi. Il tipo più comune di anemia emolitica, coinvolta nella comparsa di una milza ingrossata, è la talassemia.
  • Neoplasie del sangue, come le leucemie o i linfomi (es: malattia di Hodgkin).
  • Alcune malattie metaboliche, come la sarcoidosi, l'amiloidosi, la tesaurismosi, la malattia di Gaucher e la malattia di Niemann-Pick.

Cosa fare in caso di milza ingrossata?

Se si sospetta di avere la milza ingrossata, è essenziale consultare immediatamente un medico per una valutazione e una diagnosi precise. Ad una prima visita il medico esegue una palpazione addominale durante l’esame fisico per individuare un eventuale ingrossamento. I tempi di recupero variano a seconda della gravità della patologia sottostante e del tipo di trattamento adottato.

Milza nell'alimentazione

I tipi di milza commercializzati a scopo alimentare sono di suino, bovino e ovino. Si tratta di alimenti tradizionali nella cucina di varie regioni, soprattutto al centro e al sud della penisola. La milza viene classificata nel I° gruppo fondamentale degli alimenti - carne, uova e prodotti della pesca - anche se, in realtà, non è un vero e proprio muscolo.

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La milza ha un aspetto caratteristico, che tuttavia può cambiare a seconda dell'animale di origine. Nell'essere umano e nei mammiferi marini la milza è dotata di un sottile strato muscolare, collocato appena sotto la capsula fibrosa, che serve a spremerla riversando il sangue in essa contenuto direttamente nel circolo ematico. Ciò favorisce l'ossigenazione dei tessuti e permette di incrementare la capacità di apnea.

La natura isto e citologica della milza influisce sensibilmente sulle sue proprietà nutrizionali. Oltre a fornire proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali specifici del gruppo alimentare, questo organo è straordinariamente ricco di minerale ferro altamente biodisponibile. D'altro canto, presenta anche delle caratteristiche meno auspicabili; tra queste soprattutto l'alto contenuto di colesterolo e il rapporto tra grassi saturi/insaturi di 1:1.

Valori nutrizionali della milza (per 100g)

Nutriente Quantità
Energia circa 125-135 kcal
Proteine circa 20-22 g
Grassi circa 4-6 g
Colesterolo superiore a 350 mg (nella milza di maiale)
Ferro Elevata concentrazione
Vitamine del gruppo B Elevate quantità

Ha un apporto energetico moderato, fornito prevalentemente dalle proteine, seguite dai lipidi. I peptidi sono ad alto valore biologico, contengono cioè tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste quantità e proporzioni rispetto al modello proteico umano. La milza non contiene fibre e, a prescindere dallo stato nutrizionale dell'animale macellato, è ricchissima di colesterolo.

In merito alle vitamine, la milza contiene molte idrosolubili del gruppo B, soprattutto: tiamina (vit B1), riboflavina (vit B2) e niacina (vit PP); è molto apprezzabile, perché rara negli alimenti di origine animale, la presenza di acido ascorbico (vit C). Eccezion fatta per il retinolo e gli equivalenti (vit A e provitamina A), pare generalmente irrilevante il contenuto di vitamine liposolubili.

Per quel che concerne i minerali, la milza si distingue per l'eccellente concentrazione di ferro - altamente biodisponibile. Non metabolizza i farmaci, come il fegato, e non filtra il sangue, come i reni; ciò significa che, pur contenendo molto sangue, rispetto ai suddetti, "non dovrebbe" contenere residui farmacologici e di inquinanti - metalli pesanti, pesticidi, diossine, PFAS ecc. La milza non è particolarmente soggetta a parassitosi.

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Controindicazioni

La milza apporta una quantità molto significativa di fenilalanina e non rientra tra i cibi adatti per la fenilchetonuria. Contenendo livelli importanti di purine, viene sconsigliata per chi soffre di iperuricemia - soprattutto grave, con attacchi gottosi - e per chi ha maggiore tendenza alla calcolosi / litiasi renale di acido urico. È invece adatta nell'intolleranza al lattosio, nella celiachia e nell'intolleranza all'istamina. Non viene ammessa nella dieta vegetariana e vegana.

Preparazione e cottura

Prima di cucinare la milza è necessario prepararla con cura. Viene messa in commercio intera, pulita e mondata ma talvolta ancora incapsulata. Della milza si mangia la polpa interna, racchiusa da uno sottile ma resistente strato fibroso di tessuto connettivo che non si ammorbidisce in cottura. Per questo della milza bisogna conservare solo il parenchima, ovvero la polpa rossa e bianca racchiusa all'interno della capsula.

La milza si cucina prevalentemente bollita, saltata in padella o fritta. In genere, la milza si accompagna ad altri alimenti della stessa categoria, soprattutto fegato e polmone, ma anche intestini, timo, cuore ecc.

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