Lo svezzamento è un passaggio cruciale nella vita del vitello, segnando la transizione da una dieta prevalentemente lattea a una solida, tipica dell'animale adulto. Questo processo fisiologico avviene generalmente tra la sesta (precoce) e la decima (tardiva) settimana di vita del vitello.
In questo articolo, esploreremo le pratiche alimentari ottimali durante lo svezzamento, le problematiche sanitarie comuni in questa fase e gli aspetti legislativi importanti per la cura dei vitelli.
Il Momento Giusto per Iniziare lo Svezzamento
Quando inizia la fase dello svezzamento? Generalmente quando i vitelli consumano almeno l’1% del loro peso vivo in mangime solido, circa 0,8-1,2 kg al giorno. Da questo momento in poi, dunque, è possibile passare ad un’alimentazione non più liquida.
È bene però tenere presente che il passaggio dal latte al mangime solido non deve essere improvviso bensì graduale perché bisogna necessariamente dare tempo al rumine del vitello di abituarsi piano piano alla nuova “dieta alimentare”. Un passaggio graduale ridurrà al minimo il rischio di incappare in problemi digestivi che sono molto frequenti, per contro, quando si passa al mangime solido in modo troppo rapido, saltando dunque la fase di assestamento che invece risulta fondamentale in questo caso.
L'Importanza del Colostro
Naturalmente, il colostro, o più propriamente il latte di transizione, rappresenta l’unica fonte di nutrimento fino al 3° giorno di vita dell’animale. Molto importante, a questo proposito, è l’effetto che ha il colostro materno sulla crescita dei villi intestinali e la proliferazione delle cellule della cripta, che sono molto più elevati rispetto ad un sostitutivo del colostro.
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Le modalità di assunzione del colostro possono fare la differenza: infatti, la permeabilità del tratto intestinale del vitello neonato diminuisce rapidamente dopo le prime ore di vita, rendendo così impossibile il trasferimento passivo dell’immunità dal colostro materno al torrente sanguigno del vitello stesso. Si stima un cut off ematico del neonato di 10 g/l di IgG al termine delle prime 24 ore di vita.
Per ottenere una buona colostratura, va considerata oltre alla qualità del colostro anche la quantità ingerita, che oggigiorno si è concordi nell’essere di 4 litri nelle prime 12 ore di vita, di cui 2,5- 3 litri nelle prime 6 ore. Non va dimenticato che la colostratura è un obbligo di legge secondo quanto espresso dal punto 15 dell’Allegato 1 della Direttiva Ce 2008/119, che cita: “ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita”.
Una buona prassi aziendale è quella di creare una banca del colostro per le situazioni in cui si renda necessario averne a disposizione, stoccando del colostro di vacche che lo producono di buona qualità.
Alimentazione Lattea: Latte Intero, in Polvere o Fermentato
L'alimentazione lattea del vitello da latte può basarsi sull’uso di latte intero, in polvere o fermentato. il progressivo sviluppo del rumine.
Il passaggio all’alimentazione lattea vera e propria avviene al 4°-5° giorno di vita e si protrae a seconda degli schemi di svezzamento fino al 60-90° giorno di vita. Come si evince dalla figura 2, la crescita giornaliera è strettamente correlata al contenuto di polvere di latte assunto dall’animale.
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Tradizionalmente la somministrazione di latte aumentava fino a 0,9 kg di polvere di latte e si protraeva fino attorno all’80° giorno. Vista però l’efficienza dell’indice di conversione del latte in polvere (in questa fase è attorno all’1,3/1,4:1), e grazie a nuove strategie alimentari (allattatrice automatica o 3 pasti giornalieri), è stato proposto di aumentare la somministrazione di sostanza secca da latte in polvere fino a 1,4 kg/ss/die (circa 12 litri di latte giornaliero) dalla seconda alla settima settimana di vita. La tecnica di svezzamento è quella del semi abrupt weaning, ossia una diminuzione graduale che conduca allo svezzamento attorno ai 65 giorni. Questa tecnica ha permesso di ottenere incrementi ponderali molto più rilevanti rispetto alle tecniche tradizionali e, tramite un’adeguata formulazione, di diminuire il fenomeno che viene comunemente chiamato “rotta” dopo lo svezzamento.
Latte Ricostituito: Attenzione alla Concentrazione
1) Per il latte ricostituito si dovrà cercare di “imitare” la concentrazione del latte di vacca, la cui sostanza secca è di circa il 13%; ciò significa che a 130 grammi di polvere di latte si aggiungeranno 870 ml di acqua, per portare la miscela a un litro. Si noti in proposito come la nozione “popolare” di ricercare una concentrazione di “100 grammi per litro” conduca a un latte ricostituito con 100 grammi di polvere appunto più un litro di acqua, ottenendo così un prodotto avente soltanto il 9% di sostanza secca (90 grammi per litro); la somministrazione di un latte così diluito determina una situazione di vera e propria sottoalimentazione, con tutte le conseguenze di una carenza di energia. I vitelli saranno infatti predisposti a patologie sia respiratorie che enteriche; talvolta le diarree riconoscono come causa predisponente proprio un’anomalia come quella appena citata.
Modalità di Somministrazione del Latte
4) Per il modo di somministrazione del latte è meglio seguire la natura. È preferibile che il vitello beva il latte succhiando una tettarella posta in alto, praticamente all’altezza della mammella di una bovina; in questo modo si crea un riflesso che induce la chiusura della doccia esofagea, struttura anatomica che consente il passaggio diretto del latte all’abomaso e quindi una corretta digestione.
Caratteristiche del Mangime per lo Svezzamento
Il mangime per lo svezzamento dei vitelli deve necessariamente rispettare alcuni parametri, fondamentali per garantire una crescita sana ed equilibrata degli animali stessi. Appena nati, infatti, i vitelli sono delicati e la loro salute va salvaguardata davvero con grande attenzione, proprio per evitare problemi che potrebbero rivelarsi anche gravi. Favorire l’assunzione del giusto mangime nella fase di svezzamento dei vitelli è quindi fondamentale per stimolare lo sviluppo del rumine e, allo stesso tempo, fornire agli animali il corretto nutrimento.
Ci sono alcune caratteristiche che non possono proprio mancare quando si parla di alimentazione per la fase di svezzamento dei vitelli.
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- Appetibilità: Il mangime scelto deve cioè essere appetibile per il vitello che deve essere così incentivato a consumarlo. Più il mangime sarà gradevole a livello di gusto, dunque, e maggiori saranno le possibilità che venga apprezzato.
- Qualità nutrizionale: Non si può lesinare sulla qualità e questo dovrebbe valere sempre quando di parla di alimentazione per il bestiame e ancora di più quando si parla di mangime per lo svezzamento che riveste un ruolo centrale per una crescita sana. Il mangime scelto dovrà necessariamente essere ricco di nutrienti essenziali per sostenere la crescita e lo sviluppo del rumine.
- Forma e consistenza: Forma e consistenza del mangime sono altre variabili importanti da tenere in considerazione: dovrebbe essere adatte alla capacità di ingestione del vitello.
In generale, poi, è bene tenere a mente un altro importante aspetto: nella fase dello svezzamento, può essere utile tenere il mangime sempre a disposizione dei vitelli che potranno così consumarlo a loro piacimento, nel corso della giornata, abituandosi all’idea di mangiare “solido”. Anche questo è un accorgimento, piccolo, ma molto efficace, che aiuta a favorire il consumo di un mangime che, per consistenza, è molto diverso dal latte. I vitelli devono poi avere sempre a disposizione acqua fresca e pulita a cui poter attingere al momento del bisogno.
Componenti Essenziali del Mangime
Ma quali componenti deve includere un mangime di qualità?
- Proteine: Come prima cosa deve garantire il giusto apporto di proteine che risultano essere fondamentali per lo sviluppo muscolare e la crescita del vitello.
- Fibre: Oltre alle proteine, un mangime bilanciato per lo svezzamento dei vitelli deve essere in grado di apportare anche la giusta quantità di fibre che aiutano a stimolare lo sviluppo del rumine e, di conseguenza, a migliorarne la digestione.
- Energia: Il giusto mangime per lo svezzamento deve fornire anche tanta energia, per far crescere i vitelli sani e forti.
- Minerali e vitamine: i mangimi per lo svezzamento dei vitelli devono necessariamente contenerne nelle giuste quantità.
Formulazione del Concentrato
Ora bisogna formulare un alimento che tenda a rispettare la transizione enzimatica fisiologica del vitello stesso. Ricordiamo che in natura il vitello impara a consumare il foraggio dalla madre e che durante il periodo pre-svezzamento assume al pascolo l’erba verde molto ricca di zuccheri. D’altro canto, il latte contiene il 40% di lattosio sulla sostanza secca; quindi, per minimizzare la “rotta”, dobbiamo cercare di formulare un concentrato che sia ricco di zuccheri e al contrario non eccessivamente ricco di amido, in quanto l’amilasi pancreatica del vitello inizia a funzionare convenientemente tra la 14° e 16° settimana di vita.
Dal punto di vista proteico, il concentrato deve avvicinarsi il più possibile, sia in quantità che in qualità, al latte materno o ricostituito, e contenere meno del 25% di proteina solubile perché le papille ruminali non sono sufficientemente sviluppate per utilizzare l’ammoniaca prodotta.
Possiamo quindi scegliere due strade: o un alimento molto concentrato miscelato con una fonte di fibra rumino attiva (es. paglia trinciata) che viene messo a disposizione a volontà, oppure, sempre a volontà, un concentrato più diluito (contenente più fibra alimentare) da somministrare come unico alimento.
L’obiettivo di crescita in questo periodo è di circa 1 kg al giorno e l’indice di conversione alimentare, calcolando un consumo medio dalla 10° alla 14° settimana di circa 2,5-3 kg di concentrato, è di circa il 35-40%. Questo dimostra che, nonostante i costi elevati del concentrato, è il periodo di crescita più redditizio nel corso della vita dell’animale.
Transizione al Ruminante Adulto
A questo punto, attorno alla 15° settimana il vitello è a tutti gli effetti un ruminante. Attorno ai 100 kg di peso vivo, la proteina rappresenta il 19% del peso corporeo dell’animale e fino a 250 kg rimane su valori del 17-18%, mentre la percentuale di grasso in relazione al peso corporeo sale dal 9 al 15%.
In corrispondenza del primo ciclo estrale, una razione assai concentrata somministrata contemporaneamente alla presenza di estrogeni in circolo potrebbe causare un ingrassamento eccessivo negli animali.
Raggiungere l’obiettivo di una razione che garantisca circa 2,4-2,5 kcal di energia metabolizzabile e del 10% di proteina metabolizzabile per kg di sostanza secca, che sono i valori che permettono un incremento giornaliero, anch’esso assai conveniente, attorno a 1 kg, significa formulare una dieta preferibilmente composta da foraggi secchi e concentrati (dal momento che anche in questa fase l’animale giovane non riesce a fronteggiare gli eventuali eccessi di proteina solubile), che assomiglia molto ad una razione per vacche da latte ad alta produzione.
Aspetti Legislativi
La normativa in vigore che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli è la Direttiva Ce 119 del 2008, recepita in Italia dal Dl 126 del 2011. Qui di seguito vengono citati senza alcuna modifica i punti più importanti contenuti nella normativa citata.
I vitelli, definiti come i bovini di età inferiore ai sei mesi, oltre a dover ricevere colostro entro le sei ore di vita, devono ricevere un’alimentazione adeguata alla loro età e al loro peso e conforme alle loro esigenze comportamentali e fisiologiche, onde favorire buone condizioni di salute e di benessere. Gli alimenti devono avere un tenore di ferro sufficiente per raggiungere un tasso di emoglobina di almeno 4,5 mmol/litro.
Per quanto riguarda gli alloggi, fino alle otto settimane, è permessa la stabulazione singola. Le gabbiette individuali devono avere larghezza pari ad almeno l’altezza al garrese del vitello, e lunghezza pari ad almeno la distanza dalla punta del naso all’estremità posteriore della tuberosità dell’anca (ischiatica) moltiplicata per 1,1; inoltre non devono avere muri compatti bensì pareti divisorie traforate che consentano un contatto diretto, visivo e tattile, tra i vitelli ed essere costruiti in modo tale da consentire al vitello di coricarsi, giacere, alzarsi e accudire se stesso senza difficoltà.
Dopo l’ottava settimana, è obbligatoria la stabulazione in gruppo, a meno che: un veterinario certifichi che per motivi sanitari il vitello dev’essere stabulato da solo; il vitello sia stabulato insieme alla madre; l’azienda in questione abbia meno di sei vitelli.
Benessere Animale e Socializzazione
Dal punto di vista sociale, i vitelli dovrebbero stare meno tempo possibile in gabbia singola, per poi essere riuniti in ambienti dove possano socializzare come i box multipli o l’allattatrice automatica. In queste zone l’accesso all’alimento sia liquido (latte e acqua) che solido deve essere regolamentato e non limitato.
Monitoraggio Costante
Detto delle componenti necessarie per un regime alimentare bilanciato, è bene specificare che un monitoraggio costante dello stato di salute dei vitelli è lo strumento migliore per avere sempre un quadro chiaro della situazione e eventualmente apportare qualche modifica alla dieta alimentare, laddove se ne ravveda il bisogno.
Tabella: Riepilogo dei Parametri Chiave per lo Svezzamento
| Parametro | Valore/Obiettivo |
|---|---|
| Consumo di mangime solido per iniziare lo svezzamento | Almeno 1% del peso vivo (0,8-1,2 kg/giorno) |
| Quantità di colostro nelle prime 12 ore | 4 litri (2,5-3 litri nelle prime 6 ore) |
| Sostanza secca nel latte ricostituito | 13% (130g di polvere per litro) |
| Obiettivo di crescita giornaliera | Circa 1 kg |
| Indice di conversione alimentare (10°-14° settimana) | 35-40% (2,5-3 kg di concentrato) |
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