Vampate di Calore: Cosa Sono e Perché Si Verificano
Le vampate di calore sono determinate da un disequilibrio nel centro termoregolatore situato nell’ipotalamo, che ha il compito di controllare la temperatura corporea. Questo “termostato interno” inizia a funzionare in modo non ottimale negli ultimi anni dell’età fertile, principalmente a causa delle fluttuazioni e successiva carenza degli ormoni estrogeni.
Cause Comuni delle Vampate di Calore
- Insonnia
- Stress acuto e cronico
Questo aumento di cortisolo, innescato dalle vampate, può avere effetti duraturi, persistendo per ore dopo l’episodio iniziale.
Quando si manifestano vampate di calore, è opportuno rivolgersi al ginecologo che potrà valutare la situazione clinica e, se necessario, prescrivere trattamenti come la terapia ormonale sostitutiva o rimedi fitoterapici. Adottare uno stile di vita attivo. Il consiglio è quello, se possibile, di fare passeggiate al mattino per 30-45 minuti alla luce del sole, per contribuire alla riduzione dei livelli di cortisolo.
Orticaria: Definizione, Cause e Tipologie
Cos’è di preciso l’orticaria? Quali sono le sue cause? Ne esistono di diversi tipi? E come si cura questo disturbo? Queste e altre curiosità su un problema molto diffuso che colpisce almeno il 20 per cento della popolazione. I sintomi dell’orticaria possono includere bolle sulla pelle, prurito e un fastidio più o meno intenso ed esteso, a seconda di dove e quanto in profondità sulla pelle siano localizzati i cosiddetti ponfi, ossia le piccole lesioni del derma che caratterizzano questo problema. Ma quali altre caratteristiche ha l’orticaria? Vediamole insieme in cinque punti.
Che cos’è l’orticaria?
L’orticaria è una fastidiosa eruzione cutanea che colpisce circa il 20 per cento della popolazione almeno una volta nella vita. Alcune persone, dopo aver mangiato determinati alimenti, come per esempio noccioline o gamberetti, sviluppano chiazze sulla pelle che in breve tempo scompaiono. In altre, invece, i sintomi possono persistere nel tempo, fino a compromettere la qualità della vita. Il prurito, per esempio, può avere un impatto negativo sulla qualità del sonno, nonché creare, alla lunga, ansia e disagi sociali, con potenziali ripercussioni sul rendimento scolastico e lavorativo.
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L’orticaria, specie se cronica, non causa in genere rischi di anafilassi, ossia di improvvisa reazione allergica grave. Che siano di breve durata, acuti o cronici, i ponfi da orticaria non sono infatti solitamente pericolosi, anche se è bene non trascurare qualsiasi gonfiore alla gola e altri sintomi che limitano la respirazione. Quando le lesioni non si limitano allo strato più superficiale della pelle, ma interessano anche le mucose (per esempio quelle delle palpebre) e gli strati più profondi dell'epidermide, si parla di angioedema.
Quali sono le cause dell’orticaria?
L’eruzione che compare sulla pelle con l’orticaria è una risposta infiammatoria della cute e delle mucose all’esposizione a una delle innumerevoli sostanze che possono innescare le reazione. Tra questi vi sono in particolare alimenti come i crostacei, le arachidi, le noci, le uova. Anche alcuni farmaci possono causare l’orticaria, in particolare antibiotici come la penicillina, l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il naprossene, e farmaci contro l’ipertensione. Possono avere un ruolo nell’innesco della reazione anche le punture e i morsi di insetti e il contatto con alcuni comuni allergeni, fra cui il polline, il pelo di animale e il lattice. Qualunque sia la sostanza scatenante, l’orticaria di solito si manifesta con macchie pruriginose che possono trasformarsi in rigonfiamenti rossi.
Altri fattori che possono favorire le manifestazioni di orticaria sono lo stress emotivo, l’esposizione a stimoli fisici e meccanici (tra i primi, il freddo, il caldo, la luce solare; tra i secondi, la pressione o lo sfregamento sulla pelle e l’esercizio fisico). L’orticaria può essere anche una delle conseguenze di alcune condizioni mediche, come le malattie autoimmuni, le patologie della tiroide, e le infezioni batteriche o virali.
Qualunque sia la causa, la comparsa dell’orticaria è in tutti i casi mediata dal rilascio di istamina da parte dai mastociti. Questi ultimi sono cellule del sistema immunitario che normalmente si occupano di proteggere l’organismo da agenti esterni. La risposta difensiva dei mastociti è perlopiù diretta contro microrganismi e altre molecole estranee. I mastociti sono tuttavia noti per il loro ruolo cruciale nelle allergie: quando entrano in contatto con un antigene che l’organismo riconosce come un allergene, queste cellule si attivano e rilasciano istamina. Nel caso dell’orticaria, l’attivazione dei mastociti, con conseguente liberazione di istamina e di altri mediatori proinfiammatori, può essere appunto indotta da meccanismi immunologici, extra-immunologici (per esempio alimenti o veleni di origine animale) e di tipo fisico (freddo, calore ecc.).
Se la diagnosi clinica della manifestazione di orticaria è in genere semplice, la diagnosi eziologica, ossia delle cause, può essere piuttosto complessa, soprattutto nelle forme croniche, tanto che nell’80 per cento dei casi è difficile identificare con certezza l’origine. Tenere traccia di ciò che si è mangiato, o assunto come terapia, può aiutare a scoprire se vi sia un legame tra alcuni alimenti, ingredienti o farmaci e le manifestazioni dell’orticaria. In caso di sintomi persistenti il medico chiederà informazioni sulla storia clinica, personale e familiare, sulle sostanze a cui si è esposti, sia a casa sia al lavoro, se si convive con animali domestici e quali siano i farmaci assunti di recente, per identificare appunto i fattori scatenanti. In caso essi siano identificati facilmente, il medico potrà suggerire di evitare il più possibile il contatto con tali sostanze. In altri casi, il medico suggerirà la visita con un allergologo per approfondire, con esami specifici, quali possono essere le cause.
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Le orticarie sono tutte uguali?
Le orticarie non sono tutte uguali. In base alle linee guida proposte dalla European Academy of Allergology and Clinical Immunology, dalla Global Allergy and Asthma European Network, dall’European Dermatology Forum e dalla World Allergy Organization, se ne possono distinguere tre gruppi principali: l’orticaria spontanea (acuta o cronica), l’orticaria fisica, e altre forme (per esempio l’orticaria detta colinergica, causata dall’aumento della temperatura corporea indotto da sforzo fisico, febbre o altri tipi di stimoli).
Sulla base del decorso della malattia si distinguono invece due forme di orticaria: acuta, se ha durata inferiore alle sei settimane, e cronica, se di durata superiore.
Inoltre, sulla base della patogenesi (cioè del meccanismo che innesca la reazione infiammatoria), è possibile distinguere le forme di orticaria che possono essere causate dall’ingestione di un allergene, dalla sua iniezione, inalazione o dal contatto diretto con esso, rispetto ad altre forme di orticaria causate invece da infezioni (virali, batteriche o parassitarie), da eccessiva sudorazione, da stress o da stimoli fisici esterni, come il freddo o l’attrito sulla pelle.
L'orticaria acuta è di frequente causata da una reazione di tipo allergico, mentre la forma cronica ha spesso una causa autoimmune. Quando l’orticaria è cronica, i disturbi ricorrono in modo frequente e imprevedibile per mesi se non addirittura per anni e in genere comprendono ponfi in qualunque area del corpo, che variano di dimensioni e forma, o appaiono e sbiadiscono ripetutamente, oltre a prurito intenso e gonfiore e dolore a labbra, palpebre e gola.
Come si cura l’orticaria?
Per contrastare l’orticaria la strategia più comune è la prevenzione, ossia evitare per quanto possibile l’esposizione agli agenti che la scatenano.
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In genere l’orticaria acuta, così come compare all’improvviso, si risolve spontaneamente entro pochi giorni o al massimo in poche settimane. A seconda dei casi può non essere necessario alcun trattamento o possono essere sufficienti degli impacchi freddi per alleviare il prurito. Se il prurito è invece intenso, il medico può consigliare farmaci antistaminici per ridurre il fastidio.
Una volta che invece l’orticaria si è scatenata, può capitare che i farmaci antistaminici prescritti siano insufficienti ad alleviare i sintomi. Lo specialista può allora consigliare altri medicinali, tra i quali antinfiammatori come i corticosteroidi. In casi particolarmente severi, in cui l’orticaria si manifesta anche con l’asma, per trattare questo secondo problema può essere prescritto l’omalizumab, un farmaco che fa parte della famiglia degli anticorpi monoclonali.
Orticaria Colinergica: Dettagli e Trattamento
È piuttosto comune che i pazienti affetti da orticaria colinergica soffrano anche di altre forme di orticaria fisica, talvolta scatenate da stimoli della stessa natura. Il trattamento dell'orticaria colinergica - benché in alcuni casi non sia necessario - prevede la somministrazione di farmaci antistaminici.
L'orticaria colinergica è una forma di orticaria generalizzata indotta da eventi che inducono un aumento della temperatura corporea tale da attivare il riflesso della sudorazione: è il caso, ad esempio, dell'esposizione a climi caldi, di un intenso sforzo fisico o di qualsiasi altro evento in grado di provocare una stimolazione delle terminazioni colinergiche. L'orticaria colinergica si manifesta indifferentemente in individui di entrambi i sessi, con incidenza maggiore in adolescenti e giovani adulti. Come accennato, l'orticaria colinergica si manifesta in seguito a uno stimolo fisico, generalmente identificato con il calore, che provoca l'innalzamento della temperatura corporea.
Oltre al coinvolgimento delle terminazioni colinergiche e della sudorazione, nell'eziologia dell'orticaria colinergica vi è anche il coinvolgimento del sistema immunitario. Secondo alcuni studi, infatti, un ruolo determinante nella comparsa del disturbo è svolto dall'attività dei mastociti e dal conseguente rilascio d'istamina da essi operato.
Le suddette lesioni cutanee compaiono nel giro di 10 minuti dallo stimolo termico e dalla conseguente sudorazione, e perdurano per un tempo variabile dai trenta minuti fino alle tre ore.
Test Diagnostici per l'Orticaria Colinergica
- Test da sforzo: È il test che viene effettuato più frequentemente. Consiste nel sottoporre il paziente ad uno sforzo in un ambiente generalmente caldo, ad esempio, mediante l'uso di una cyclette o di un tapis roulant, o attraverso l'esecuzione di qualsivoglia esercizio fisico. Indipendentemente dal tipo di sforzo, esso dev'essere protratto fin quando non si attiva la sudorazione.
- Test della cabina PUVA: Questo test prevede che il paziente permanga per almeno 10 minuti all'interno di una cabina per la terapia PUVA.
Dermografismo Colinergico
Dermografismo colinergico: anche noto come orticaria dermografica, questo disturbo si caratterizza per la comparsa di lesioni cutanee pomfoidi pruriginose, che si dispongono linearmente. La causa scatenante è riconducibile ad uno stimolo termico seguito da pressioni, strofinamento o sfregamento.
Il trattamento farmacologico dell'orticaria colinergica prevede la somministrazione di farmaci antistaminici. Una volta appurata la predisposizione allo sviluppo di questo disturbo, i pazienti dovrebbero - quando possibile - evitare i fattori scatenanti.
Allergia al Sole e Problemi Cutanei Dovuti al Calore
La pelle esposta per tempo prolungato a fonti di calore, al sole, o a materiale caldo può reagire in differenti modi. Spesso si nota la comparsa di rush cutanei caratterizzati da micro brufoli o macchie rosse e brunastre, pomfi simili a quelli delle punture di zanzara, presenza di vesciche o bolle, sensazione di bruciore accompagnata da prurito e talvolta da dolore. Eritemi e allergie, dovuti all'esposizione solare e all'eccessivo sudore possono essere prevenuti e trattati.
Una delle manifestazioni più caratteristiche a livello dermatologico, con maggior incidenza nella stagione calda, è la dermatite da sudore, nota anche come "miliaria" o "sudamina". Si tratta di una patologia della pelle che si manifesta con sintomi come irritazione, rush cutanei e macchie rosse spesso pruriginose e a volte maleodoranti. Le zone di insorgenza più colmuni sono quelle in cui sono presenti le ghiandole sudoripare e dove è maggiore la proliferazione batterica, come ad esempio: ascelle, inguine, incavi di braccia e ginocchia. Il sudore eccessivo ostruisce i dotti secretori non riuscendo a fuoriuscire.
Eritema: Cos'è?
In dermatologia, si parla di eritema per definire qualsiasi arrossamento della pelle provocato da un aumento dell'apporto di sangue in una determinata area del corpo. Esistono varie forme di eritema: correlato all'esposizione alla luce solare, a fonti termiche, chimiche, infettive, tossiche. Può insorgere anche per cause legate a disfunzioni ormonali e condizioni di stress psico-emotivo.
Allergia al Sole (Fotoallergia)
L'allergia al sole o fotoallergia è una reazione del sistema immunitario alla luce del sole.
- Dermatite polimorfa solare: È la più frequente allergia della pelle dovuta all'esposizione solare e al calore.
- Orticaria solare: Si manifesta con la comparsa dell'orticaria sulla pelle esposta al sole.
Le cause dell'allergia al sole possono essere molteplici e diverse, da una risposta del sistema immunitario a fattori esterni quali utilizzo di prodotti che innescano una reazione chimica con il calore del sole (profumi, lozioni e creme), oppure assunzione di farmaci.
Tra i disturbi della pelle legati all'esposizione al calore troviamo anche l'eritema ab igne, ossia una reazione cutanea che si manifesta a seguito di un'esposizione prolungata a fonti di calore che possono includere, ad esempio: saune, scaldini elettrici, vapore, termosifone, computer, borsa dell'acqua calda, parti metalliche di lettini, sabbia rovente in spiaggia. I sintomi sono decisamente caratteristici: aree arrossate che, nei giorni successivi all'evento scatenante, disegnano un reticolo sulla pelle.
Attenzione anche ai disturbi del troppo caldo. Per mantenere la pelle sana è importante proteggerla dal sole usando le creme solari.
Shock Anafilattico e Reazioni Allergiche Gravi
Mangiare determinati alimenti prima dell’esercizio fisico o fare esercizio quando fa caldo, fa freddo o c’è umidità, in alcune persone può scatenare lo shock anafilattico. I sintomi dello shock anafilattico a volte possono essere provocati dall’aspirina, da altri farmaci antinfiammatori non steroidei (come l’ibuprofene e il diclofenac) oppure dal mezzo di contrasto iniettato durante alcuni esami radiografici.
Se non sapete quale sia la causa della reazione allergica, il medico può farvi fare degli esami per identificare la sostanza responsabile.
Fattori di Rischio per l'Anafilassi
- Precedenti di anafilassi. Se in passato già avete sofferto di anafilassi, aumenta il rischio di soffrirne una seconda volta.
- Allergie o asma.
- Precedenti familiari.
L’anafilassi dovuta ad una reazione allergica è purtroppo imprevedibile e la gravità di un attacco non permette di prevedere l’entità dei successivi.
Tipi di Reazione Anafilattica
- Una sola reazione: si manifesta subito dopo l’esposizione all’allergene e migliora con o senza trattamento entro i primi minuti o ore.
- Due reazioni (bifasica): la prima reazione comprende una serie iniziale di sintomi che sembra scomparire ma poi ricompare. La seconda reazione si manifesta per lo più 8 ore dopo la prima, ma potrebbe insorgere anche dopo 72 ore.
Se la persona che ha l’attacco di allergia ha con sé un autoiniettore di adrenalina (epinefrina), usatelo immediatamente. Lo shock anafilattico è una condizione grave che può risultare mortale senza un trattamento tempestivo.
Il medico vi farà diverse domande sulle allergie o sulle eventuali reazioni allergiche di cui avete sofferto in passato.
Un recente lavoro pubblicato su Jama fa il punto sul tema ed elenca le misure da attuare in caso di grazie reazione allergica nei bambini; di fatto l’unico trattamento indispensabile è l’adrenalina sottocutanea, somministrata con un auto-iniettore. L’articolo sottolinea la necessità di porre tutte le attenzioni possibili in termini di prevenzione, evitando quindi il rischio di esposizione all’allergene (sia esso un alimento, un insetto o un farmaco).