L’industria delle uova è solo una piccola parte di un mondo orribile, pieno di violenza e sofferenza: il mondo dello sfruttamento animale. Invece noi pensiamo che ogni animale, indipendentemente dalla specie, dovrebbe poter vivere libero.
La Crudeltà degli Allevamenti Intensivi
Gli sguardi e i comportamenti degli animali ci dimostrano quanto questi luoghi siano crudeli e come il concetto di benessere animale tanto reclamizzato sia solo una astuta mossa per tranquillizzare l’opinione pubblica. La ricerca delle strutture è avvenuta tramite un elenco, scaricabile da internet, dove dal codice stampato sulle uova è possibile risalire alla metodologia di allevamento e all’azienda titolare dello stesso. La capienza può variare da un minimo di 1000 animali detenuti ad un massimo di 400.000 individui.
In Italia la situazione è spaventosa, fra i 40 e i 50 milioni di galline soffrono imprigionate in 38.000 aziende, il 94% è relegata in soli 240 allevamenti. Queste non sono le crudeli conseguenze di un allevatore irresponsabile ma la normalità terrificante dello sfruttamento animale.
Condizioni di Vita Inaccettabili
- Carenze fisiche: La totale mancanza di luce solare, unita ad una dieta completamente inadatta induce in questi animali numerose carenze dal punto di vista biologico, portando a creste abbassate e zampe bianche.
- Malformazioni del becco: L’amputazione del becco modifica la capacità di beccare delle galline e causa l’insorgere di malformazioni.
- Infezioni e malformazioni alle zampe: Il contatto continuo con gli escrementi (soprattutto negli allevamenti a terra) induce infezioni agli arti inferiori. La crescita incontrollata delle unghie porta spesso gli animali ad impigliarsi nelle maglie della rete, degenerando a volte in fratture e lussazioni e comporta sempre dolore e disagio costanti. Nessuna di queste problematiche viene curata o minimamente presa in considerazione.
- Morti e feriti gravi: La presenza di cadaveri è stata costante in ogni tipo di allevamento visitato. Ci siamo imbattuti spesso in animali agonizzanti, scossi da spasmi o incapaci di muoversi o di reggersi sulle zampe. In alcuni casi abbiamo trovato carcasse in evidente e avanzato stato di decomposizione, beccate e calpestate dagli altri animali, utilizzate come punto per depositare le uova o come superficie più comoda della grata metallica dove posarsi.
- Celle frigorifere piene di cadaveri: L’entità della mortalità all’interno degli allevamenti non è percepibile fino a quando non ce la si trova dinanzi. E’ sempre presente nei pressi dell’allevamento una cella freezer in cui vengono ammassati i cadaveri di tutti gli individui che non sopravvivono a queste torture quotidiane.
- Plumofagia e problemi al piumaggio: L’aggressività dovuta alle terribili condizioni di vita si traduce spesso per le galline nel beccare le piume dei propri simili. La mutilazione del becco limita in parte le ferite che gli animali si provocano ma non impedisce loro di strapparsi le penne e le piume, in alcuni casi, fino a spennarsi completamente.
- Alimentazione indotta: E’ capitato di trovare capannoni con luce accesa a qualunque ora del giorno e della notte. Nei casi in cui abbiamo trovato animali al buio abbiamo notato un fenomeno molto esplicativo: ogni qualvolta li abbiamo illuminati per le riprese video o le fotografie abbiamo assistito ad una vera e propria corsa al cibo.
- Sovraffollamento: Il sovraffollamento è l’essenza stessa dell’allevamento. Allevare è esattamente questo: creare delle situazioni di estrema concentrazione di specie animali per trarne profitto. Non esiste un limite tollerabile di affollamento.
Le immagini che hai visto mostrano la realtà quotidiana degli allevamenti intensivi. Avete mai visto che cosa succede ai pulcini maschi? I maschi non fanno in tempo a nascere che si ritrovano a morire in modo raccapricciante, “gassati”, tritati vivi per farne nuggets o semplicemente buttati a soffocare in sacchi di plastica fuori dagli stabilimenti. Ormai queste cose si vedono in molti video documentati dagli attivisti di tutto il mondo. Per me queste pratiche sono assolutamente inaccettabili e trovo queste soluzioni di un’atrocità indescrivibile! Per questo un bel giorno ho desiderato tirarmene fuori del tutto.
Campagne e Sensibilizzazione
La nuova campagna vegan è arrivata in città. Grandi manifesti stanno lanciando messaggi sulla tutela animale in tutte le sue forme e soprattutto nel settore alimentare. “Nella produzione delle uova milioni di pulcini vengono uccisi appena nati”.
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Per produrre uova, il numero di maschi necessario è estremamente ridotto. L’industria delle uova ha infatti selezionato negli anni la razza di galline ovaiole più proficua per la produzione di uova, non per la carne. Basti sapere che le galline in allevamento intensivo possono arrivare a deporre circa 300 uova all’anno. In natura una gallina selvatica deporrebbe circa 36 uova all’anno. Questi animali, così pensati, sono quindi molto diversi dai polli per l'industria della carne. Naturalmente anche le galline ovaiole, dopo un po' vengono uccise (generalmente intorno ai due anni), ma la loro destinazione è per la carne di seconda scelta”.
Ogni anno, in Italia, sono quaranta milioni i pulcini maschi che vengono uccisi per la produzione di uova. Nel mondo si stima che siano cinque miliardi all’anno. Ogni anno cinque miliardi di pulcini vengono triturati vivi per diventare mangime. Ecco il motivo di questa campagna.
Azioni Dirette e Provocazioni
Una provocazione che ha centrato in pieno l’attenzione della rete. Nel filmato, le due donne hanno esposto le loro posizioni, con diverse argomentazioni, tra le quali, una in particolare ha contribuito a rendere virale il video. “Vogliamo che la galline siano salvate dagli stupri del gallo”. “Le uova provengono dalle galline”, dice una volontaria, lanciando un uovo a terra, proseguendo che “restituiamo le uova perché sono le sue. In questo caso le uova non vengono fecondate perché abbiamo separato i galli. Abbiamo dovuto separare i galli, perché non volevamo che fossero violentate anche se questo potrebbe essere la loro natura ”. “Le galline soffrono. Le abbiamo modificate per far loro produrre le uova già a partire da due o tre mesi”, denunciano le volontarie.
Le due animaliste vegane hanno poi voluto spiegare alla rete che hanno effettuato un blitz per mettere in salvo le galline, mettendosi alla ricerca di una situazione migliore per garantire loro “una vita tranquilla e dignitosa”.
Il caso delle due animaliste vegane potrebbe sembrare una posizione estremista che oltrepassa i confini del buonsenso. Una denuncia che vuole essere una provocazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Un movimento contro gli allevamenti in gabbia che violano la dignità degli animali da reddito che sta sempre più prendendo piede, nel segno del rispetto. Tanto che molte catene della grande distribuzione stanno in questi ultimi anni sostenendo prodotti che non provengono da questi allevamenti.
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Testimonianze e Rifugi
Dopo aver visitato oltre venti allevamenti di fabbriche di uova in Emilia Romagna, il gruppo di attivisti 'EssereAnimali' divulga un nuovo video per mostrare le condizioni in cui vengono ancora allevate le galline ovaiole dopo il recepimento della Direttiva europea entrata in vigore il 1 Gennaio 2012.
Siamo nella campagna bolognese, a pochi chilometri dal centro cittadino. Ad attenderci c’è Simo la Vegana una giovane ragazza che si batte per le sue idee animaliste. La differenza che passa tra Simo la Vegana e i molti attivisti ed animalisti che hanno a cuore la salvezza di molti animali da macello, risiede nel modo in cui lei mette in pratica le sue intenzioni: per salvare le sue galline dagli allevamenti intensivi, dove ciascun pulcino ha un valore pari ad un centesimo di euro, Simo la Vegana si mette semplicemente in contatto telefonicamente con le aziende recitando la parte di una mamma che desidera regalare alla propria bambina un pulcino, animale che, come tutti sanno, non si può comprare nei tradizionali negozi di animali. Il progetto del rifugio prevede anche l’adozione delle pennute! Proprio come avverrebbe per un normale animale da compagnia, Simo si adopera per cercare persone interessate all’adozione.
L'Importanza della Consapevolezza
Cosa possiamo fare noi consumatori? Non contribuire ad acquistare prodotti che derivano dallo sfruttamento animale. Il desiderio di coloro che hanno lavorato su questa indagine è divulgare il più possibile il video e le immagini affinché ci possano far riflettere su quanto non siano considerati gli altri animali nella nostra società; tramite la consapevolezza possiamo forse avvicinarci ad una cultura basata sul rispetto di tutti gli esseri viventi e della terra che abitiamo.
Diventa attivista per la liberazione animale.
Tabella: Confronto tra produzione di uova in allevamento intensivo e in natura
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| Tipo di Allevamento | Numero di Uova Deposte all'Anno |
|---|---|
| Allevamento Intensivo | Circa 300 |
| Natura (Gallina Selvatica) | Circa 36 |