Barbabietola Rossa: Benefici e Controindicazioni

La barbabietola rossa (Beta vulgaris var. rapa forma rubra) è un ortaggio che fa parte del genere delle Chenopodiaceae. Non va confusa con la barbabietola bianca (utilizzata per la produzione dello zucchero) e ha un sapore leggermente dolciastro.

Proprietà Nutrizionali

Quando parliamo di barbabietola ci riferiamo alla pianta definita botanicamente come Beta vulgaris di cui fanno parte diverse varietà: da orto, da foraggio, per alimentazione del bestiame e quelle da zucchero. È una pianta erbacea biennale con radici definite fittonanti e che ne rappresentano la parte di maggior interesse nutrizionale.

Parlando di profilo nutrizionale, tutte le barbabietole (quella da zucchero o da orto di cui si utilizza la radice) risultano essere composte principalmente da acqua e carboidrati con una percentuale molto bassa di proteine e quasi nulla di lipidi. Tutte le barbabietole contengono antiossidanti, acido ossalico e nitrati, di particolare interesse quelli contenuti nelle barbabietole rosse.

In questo articolo andremo ad approfondire la barbabietola da orto (var. cruenta o var. rapa rubra) di colore rosso.

Composizione Nutrizionale

Proprio parlando di profilo nutrizionale in generale possiamo dire che tutte le barbabietole (quella da zucchero o da orto di cui si utilizza la radice) risulta essere composta principalmente da acqua e carboidrati con una percentuale molto bassa di proteine e quasi nulla di lipidi.

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Le barbabietole rosse sono rimineralizzanti e ricostituenti, oltre a essere estremamente benefiche soprattutto negli stati influenzali. Questo perché contengono grandi quantità di sali minerali e vitamine. Inoltre, le fibre e l'elevato quantitativo di acqua le rendono depurative e digestive.

Le unici micronutrienti presenti in quantità importanti sono i folati (27% del valore giornaliero in una porzione da 100 grammi) e il manganese (16% del valore giornaliero).

Tabella Nutrizionale della Barbabietola Rossa (per 100g)

Nutriente Quantità % Valore Giornaliero
Folati - 27%
Manganese - 16%

Storia e Coltivazione

La coltivazione di questa barbabietola (spesso definita anche rapa rossa) risale (prime testimonianze) al VII sec. a.C. come riportato da reperti Babilonesi ma soltanto a partire dall’XIII° sembra essere stata introdotta nel territorio Europeo. Difatti, proviene con molta probabilità dal Medio Oriente, dall’Asia Centrale e dalle zone più occidentali del bacino del Mediterraneo.

E, nonostante fosse conosciuta e coltivata sia dai greci che dai romani, la barbabietola rossa ha visto accrescere la sua importanza soltanto negli ultimi due secoli. Di questa pianta, viene consumata la radice ingrossata (ingrossamento della radice a fittone) di forma tipicamente tondeggiante, ma spesso appiattita o allungata (in base alla varietà). Il colore della buccia è rosso-violaceo molto intenso, e la polpa, anche in questo caso con differenze legate alla varietà, può essere di colore più o meno intenso.

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Per quanto riguarda la coltivazione di questa pianta possiamo dire che essendo in grado di adattarsi ai diversi climi può essere coltivata in tutto il territorio italiano, comprese le località montane fino ai 1200 metri di quota. La radice viene raccolta da fine maggio a metà/fine ottobre dopo aver raggiunto dimensioni attorno ai 5-8 cm di diametro.

Proprietà e Benefici

Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse riguardo le attività biologiche delle componenti contenute nella barbabietola/rapa rossa (Beta vulgaris rubra) e il suo potenziale utilizzo come alimento funzionale in grado di promuovere la salute e prevenire malattie nel consumatore.

  • Circolazione: Gli effetti benefici della barbabietola rossa sulla circolazione sono attribuiti principalmente al contenuto di nitrati (250mg/Kg di ortaggio fresco).
  • Antiossidante e Antinfiammatorio: Risulta essere uno dei pochi ricco dei pigmenti bioattivi definiti betalaine (betacianine e betaxanthine). Questi composti hanno proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie dimostrate da studi condotti sia in vitro che in vivo (modelli animali). Oltre a queste sostante il potere antiossidante attribuito alla barbabietola rossa è senz’altro attribuibile ad altre sostanze in essa contenute come le epicatechine, la rutina e l’acido caffeico (composti fenolici).

Potere Antiossidante

Supplementi di barbabietola rossa sembrano essere una valida strategia per rafforzare le difese antiossidanti proteggendo le componenti cellulari dallo stress ossidativo causato da un eventuale eccesso di ROS e RONS (reactive oxygen and nitrogen species) generate da fattori esterni come radiazioni UV o xenobiotici o sintetizzate dal nostro organismo (infiammazioni, metabolismo alterato…).

Come detto la rapa rossa risulta essere ricca di pigmenti betalainici dotati di un forte potere antiossidante, uno studio condotto da Kanner et al. ha dimostrato ad esempio come due di questi pigmenti (betanina e betanidina) fossero in grado di ridurre l’ossidazione ai danni del linoleato (citocromo C ossidasi) e l’ossidazione dei lipidi di membrana a carico dei ROS, dimostrando come la betanina sia uno dei miglior inibitori della perossidazione lipidica.

Una serie di studi condotti in vitro riporta come il succo di questo ortaggio sia in grado di proteggere dall’ossidazione il DNA, lipidi e strutture proteiche.

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Gli stessi studi condotti in vivo hanno confermato tali proprietà ma con riduzioni del 50-55% del potere antiossidante per via delle perdite di antiossidanti durante la digestione. Diversi studi valutando il potere antiossidante (FRAP) di diversi succhi di frutta e ortaggi hanno dimostrato come la capacità antiossidante del succo di barbabietola fosse una dei più alti (maggiore di pomodoro e carote, di succhi di frutta come arancia, uva, fragola, ecc…).

Anche studi in vivo condotti ad esempio su topi hanno dimostrato queste proprietà. Uno studio in cui venne somministrato a topi 1-3 ml/Kg di estratto di barbabietola per 7 giorni prima di essere esposti a fattori ossidanti (carbon-tetrachloride) venne valutato il livello di perossidazione lipidica (a livello epatico) dimostrando come i topi trattati con l’estratto fossero in pratica protetti dall’azione ossidante.

Infine alcune evidenze suggeriscono come succhi o estratti di barbabietola rossa possano essere un valido aiuto negli atleti che praticano sport intensi per ridurre il danno ossidativo dovuto alla stessa quindi come supplemento pre- e/o post allenamento per ripristinare il bilanciamento redox.

Potere Antinfiammatorio

I pigmenti betalainici sembrano essere in grado di interferire nelle cascate di segnalazione pro-infiammatorie, in particolare andando ad attenuare il segnale esercitato dal Nuclear Factor-Kappa B (Nf-kB), in grado di attivare la trascrizione di diversi geni in grado amplificare la risposta infiammatoria (citochine, cellule apoptotiche e fagocitiche).

Ad esempio uno studio condotto su ratti ha dimostrato come supplementazioni di estratto di barbabietola (250mg - 500mg / kg) veniva attenuata la risposta relativa al NF-kB in una relazione dose-dipendente.

Inoltre altri studi hanno dimostrato come gli stessi composti appena citati (batalaine) siano in grado di sopprimere l’azione delle ciclossigenasi in particolare l’espressione della ciclossigenasi-2 (COX-2) un importante precursore dei metaboliti pro infiammatori derivanti dall’acido arachidonico (prostaglandine).

Gli studi che dimostrano queste proprietà in vivo non sono molti, ma ad esempio Pietrzkowski et al. hanno dimostrato come assunzione di estratti da rapa rossa contenenti beta alaina in forma di capsule alleviasse il dolore in pazienti affetti da problemi a ossa e legamenti. Dopo 10 giorni di supplementazione (100-75-35 mg/d) diverse citochine proinfiammatorie calarono come il tumour necrosis factor-alpha (TNF-alfa) e l’interleukina-6 (IL-6).

Funzioni Endoteliali

Come detto in precedenza un’altra importante caratteristica della barbabietola rossa è il contenuto in nitrati, che una volta assunti verranno metabolizzati in nitriti e ridotti per la produzione di ossido nitrico (NO).

Un altro studio (Joris and Mensink) prese in esame soggetti obesi e di età superiore ai 60 anni monitorando gli effetti del consumo di succo di barbabietola (140 ml) nel periodo post prandiale sulle funzioni endoteliali dell’arteria brachiale attraverso la tecnica FMD (flow mediated dilation technique) dimostrando effetti protettivi del succo rispetto al caso controllo.

Come la gran parte dei vegetali, anche le barbabietole hanno dimostrato di possedere proprietà antitumorali negli studi preliminari in vitro.

Controindicazioni

Visto l’elevato contenuto di sali minerali e di ossalati se ne sconsiglia il consumo a chi soffre di calcolosi renale.

Le barbabietole rosse controindicazioni ne hanno poche, ma ci sono alcuni soggetti ai quali sono sconsigliate: sono molto zuccherine (barbabietola da zucchero, appunto!), quindi chi ha il diabete o problemi di glicemia dovrebbe evitare di consumarle spesso.

Secondo altri esperti anche chi soffre di gastrite dovrebbe evitarle, perché le barbabietole rosse tendono a far produrre più succhi gastrici peggiorando la situazione.

La barbabietola contiene elevate quantità di acido ossalico, un noto antinutriente capace di ridurre l’assorbimento del calcio legandosi a esso per formare un composto insolubile (e inassorbibile) noto come ossalato di calcio.

Dal momento che certi composti chimici contenuti dall'ortaggio sembrano essere capaci di rivitalizzare i globuli rossi, il consumo di barbabietole è consigliato particolarmente ai soggetti anemici.

È raccomandato consumarle crude, appena stufate o gratinate.

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.

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