BMI e Percentili di Crescita nei Bambini: Una Guida Dettagliata

I diagrammi dei centili sono l'unità di misura utilizzata per monitorare la crescita del bambino (in peso e altezza) rispetto ai parametri stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Vengono costruiti prendendo un campione rappresentativo di gruppi formati da 1000 bambini della stessa età e sesso. I gruppi vengono poi suddivisi, a seconda del peso e dell'altezza, in 100 sottogruppi, ciascuno formato da 10 bambini. Ogni gruppetto è un centile e ogni centile rappresenta l'uno per cento della popolazione infantile dell'età anagrafica presa in esame. Nel primo centile si trovano i bambini di dimensioni più piccole, nel centesimo quelli più robusti (alti e grossi).

Per monitorare correttamente la crescita del bambino vengono quindi utilizzate le tabelle dei percentili, le cui curve sono indicative dell'andamento della crescita staturo-ponderale del bambino. Ogni bambino ha un proprio ritmo di crescita e spetta al pediatra interpretare i percentili.

Le curve di crescita illustrano gli aumenti di peso e di altezza nel tempo, sia per i bambini sia per le bambine, dalla nascita fino ai 20 anni. Se vuoi seguire il percorso di crescita del tuo bambino utilizzando questi grafici della crescita, inserisci nel modo più preciso possibile il suo peso e la sua altezza alla nascita e calcola i percentili di crescita.

In generale scoprirai che per un lungo periodo la curva di crescita del tuo bambino non sarà più ripida e nemmeno più piatta rispetto a quelle qui riportate. La crescita corporea di ogni persona, non è un processo sempre uguale, ma segue un percorso abbastanza comune e si può tenere sotto controllo.

Nel primo anno di vita, il dato più rappresentativo per tenere sotto controllo la crescita di un bimbo è quello del peso, mentre successivamente diventa più importante seguire le variazioni dell'altezza. Per essere pratici, dopo il calo ponderale neonatale (che si può considerare fisiologico se si mantiene entro il 10% del peso alla nascita) il bambino che sta bene comincia a crescere di circa 200 grammi alla settimana per i primi 3 mesi. Si può tranquillamente dire che il neonato che cresce di almeno 150 grammi alla settimana o più ha una crescita corretta. Successivamente, anche contando alcune differenze individuali, il bambino raddoppia il peso della nascita a 5 mesi e lo triplica all'anno.

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La crescita staturale si blocca indicativamente verso i 16-17 anni per le femmine e verso i 18-20 anni per i maschi. L'accrescimento si arresta perché le epifisi si collegano alle metafisi e le cartilagini di accrescimento cessano di funzionare. Da questo momento in poi non è più possibile aumentare la propria lunghezza ossea.

Nota: i dati dei percentili vanno sempre valutati dal pediatra.

Cos'è il BMI (Indice di Massa Corporea)?

Il Body Mass Index (BMI) - italianizzato con la sigla IMC (Indice di Massa Corporea) - si ottiene dividendo il peso corporeo (espresso in kg) per l'altezza (in metri) elevata al quadrato. Con un semplice calcolo si ottiene così un valore, espresso in kg/m2, che si correla molto bene con la massa grassa del soggetto; in generale, tanto più alto è questo numero corrispondente appunto al BMI, e tanto maggiori sono i depositi lipidici.

Il BMI (Body Mass Index, o in italiano IMC, Indice di Massa Corporea) è un numero che viene utilizzato per valutare, in modo abbastanza preciso, se un soggetto è normo, sotto o sovrappeso. Il BMI è dato dal rapporto tra il peso espresso in chili e l’altezza in metri elevata al quadrato. BMI = peso / altezza2 - ossia peso diviso altezza elevata al quadrato.

Il BMI è un indice che ha una buona correlazione con la quantità di grasso corporeo, ma non misura direttamente la massa grassa della persona. La corporatura e la composizione corporea in massa magra/grassa possono infatti variare e il semplice calcolo del BMI può, a volte, risultare fuorviante.

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Il BMI (o IMC) è quindi un’utile semplificazione rispetto alla quale è indispensabile tenere conto che la crescita di bambini e adolescenti in particolare è estremamente soggettiva e variabile e inoltre risente molto del sesso. Più che di un valore assoluto come il BMI è utile per loro prendere come riferimento le tabelle dei percentili, come spesso si fa per i bambini.

Si tratta di curve ottenute da un campione di bambini divisi per sesso e per i quali, in base all’età, si calcola il BMI: ad esempio su un campione di 100 bambini, 50 avranno il valore che corrisponde alla curva del 50° percentile. Quindi un bambino il cui BMI corrisponde al 50° percentile per l’età vuol dire che ha un peso adeguato per il suo sesso. Un valore al di sopra dell’85° percentile sarà indicativo di un bambino sovrappeso, se non francamente obeso, mentre valori al di sotto del 5° percentile indicheranno un bambino sottopeso per l’età.

Valutare e calcolare il Body Mass Index (BMI) nei bambini è sicuramente importante, ma non si deve commettere l’errore di prendere in considerazione esclusivamente il numero che compare sulla bilancia, solo uno tra i tanti indicatori di salute di adulti e bambini. Prima di tutto facciamo un quadro su quella che è la situazione sul sovrappeso e l’obesità infantile in Italia.

Il report 2019 del programma di sorveglianza Okkio alla Salute promosso dall’Istituto Superiore di Sanità rileva che il 20,4% dei bambini tra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso e il 9,4% obeso.

Il Body Mass Index (BMI) è un parametro utile per la valutazione dello stato ponderale e del rischio di malattia di una persona e, con alcune accortezze, può venire utilizzato anche per i bambini. Ad esempio, per calcolare il BMI di una persona alta 1,70 m che pesa 60 Kg si divide il peso per 2,89 (1,7 X 1,7), ottenendo 20,7. Si tratta di un’informazione importante, ma con valore indicativo.

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Quando si parla di BMI senza ulteriori specifiche ci si riferisce a una popolazione adulta, cioè dai 18 anni di età in su. Nel calcolo del BMI nei bambini è necessario tenere in considerazione che maschi e femmine crescono a ritmi differenti e che le percentuali di grasso corporeo non sono distribuite allo stesso modo tra i due sessi.

Ecco perché, per calcolare l’indice di massa corporea nei bambini, il dato ottenuto con la formula di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente deve essere poi inserito in apposite tabelle dei percentili che tengono conto del genere di appartenenza e dell’età.

In particolare, da 0 a 24 mesi si utilizzano delle tabelle dei percentili di crescita diverse tra maschi e femmine, in cui si considerano età, peso, lunghezza e circonferenza cranica del bambino.

La formula corretta per calcolare il BMI nei bambini prevede quindi che questo valore sia inserito in una griglia di riferimento, incrociando il dato con l’età. In Italia vengono prese come riferimento le tabelle di Cacciari ed al.

I valori del BMI nei bambini vanno valutati nel loro andamento nel tempo, perché una singola misurazione isolata comunica davvero poco sullo stato di salute dei piccoli. Tenere traccia dell’andamento del BMI del bambino nel tempo consente di valutare l’eventuale presenza di patologie e di squilibri nella crescita.

Generalmente si registra una certa armonia tra peso e altezza, anche se è lecito aspettarsi delle fasi di scatto e delle fasi di stallo: un forte squilibrio tra questi due valori e quindi una velocità di crescita non regolare, però, può essere un segnale da monitorare. Ad esempio, in caso di insufficiente apporto calorico, il percentile del peso è il primo a decrescere, seguito poi da quello dell’altezza.

Molti genitori, in queste visite, sperano che il loro bambino si collochi con peso e altezza sul 50° percentile, pensando che ciò corrisponda ad avere i parametri giusti. In realtà non è importante questo, quanto che il bambino abbiamo una certa armonia e coerenza tra i valori rilevati.

Tenere d’occhio le modificazioni del BMI e della crescita del bambino è utile anche per prevenzione. Basti pensare all’importanza di riconoscere i piccoli che potrebbero essere a rischio di sviluppare obesità o che già la stanno sviluppando. Valutare questo dato è utile anche per identificare un fenomeno chiamato early adiposity rebound (letteralmente, “rimbalzo dell’adiposità precoce”).

Nella normale crescita di un bambino c’è un punto, tra i 5 e 6 anni, in cui l’adiposità raggiunge un minimo, a cui segue un’inversione della curva, chiamata appunto rimbalzo dell’adiposità. È normale che da questo momento il BMI torni a crescere.

Il BMI non misura invece direttamente la quantità di grasso corporeo, poiché non considera né il tipo di costituzione (longilinea, media, robusta) né la massa muscolare.

La valutazione del BMI non può essere utilizzata come screening delle condizioni di peso nei bambini di età inferiore ai 2 anni: quindi per i bambini da 0 a 24 mesi non si calcola il BMI.

Il risultato ottenuto dovrà essere comunque valutato dal pediatra di famiglia o dal proprio medico alla luce di altre variabili quali costituzione, familiarità, tipo di attività fisica svolta, abitudini alimentari e altri dati di salute.

Nella creazione di questi grafici, i limiti di normalità sono ottenuti dividendo il range dei dati raccolti in 100 parti, chiamate percentili. Questa divisione è operata in modo tale che una data proporzione dei bambini campione si trovi sopra e sotto misure particolari in età particolari. Il 50° percentile rappresenta, per esempio, il valore medio di BMI, mentre un'altra curva (corrispondente ad esempio al 30° percentile) ci informa che una certa percentuale di bambini presenta valori inferiori (in questo caso il 30%) ed un'altrettanto determinata parte (in questo caso il 70%) presenta valori superiori.

I percentili del BMI nell'infanzia e nell'adolescenza disponibili in letteratura sono riferiti a popolazione differenti, perché tale parametro può influenzare in maniera non trascurabile i range di normalità; in Italia, per esempio, sono molto utilizzate le tabelle BMI di Cacciari e coll. A livello internazionale, invece, si utilizzano i percentili proposti da Cole e coll.

La definizione di sovrappeso e di obesità deve essere basata su misurazioni accurate della statura e del peso, per evitare il rischio di errori di classificazione. La diagnosi di obesità si basa sul rapporto peso/lunghezza.

Le tabelle di riferimento sono quelle internazionali, pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) nel 2006 (1, 2). La diagnosi di obesità si basa sull’indice di massa corporea (BMI): peso (kg)/ altezza (m²). Le tabelle di riferimento sono quelle del WHO 2006 per l’età 2-5 anni (1, 2), quelle del WHO 2007 (3) per l’età 5- 18 anni o quelle della SIEDP 2006 (4) per l’età 2-18 anni.

Per uso clinico e per confronti internazionali è anche possibile utilizzare a partire dai 2 anni di età i cut off di Cole et al proposti dall’International Obesity Task Force (IOTF) (5), che per il sovrappeso corrispondono ad un valore di BMI equivalente al valore di BMI estrapolato a 18 anni compreso fra 25-29.9 kg/m² (BMI 25) e per l’obesità ad un valore di BMI estrapolato a 18 anni ≥ 30 kg/m² (BMI 30) per età e sesso.

In caso di sovrappeso, potrebbe essere utile rilevare una misurazione della plica tricipitale al fine di evitare falsi positivi e/o negativi (6). E’ importante usare plicometri che applicano sulla cute una pressione standardizzata (ad esempio plicometro di Holtein). Le tabelle di riferimento sono quelle pubblicate da Must et al.

In base alla forte associazione tra distribuzione del grasso corporeo e complicanze metaboliche è utile calcolare in tutti i bambini con sovrappeso a partire dai 5 anni il rapporto tra circonferenza minima della vita e statura.

Riferimenti:

  1. World Health Organization. World Health Organization Child Growth Standards. 2006.
  2. World Health Organization. Multicentre Growth Reference Study Group. WHO Child growth standards based on length/height, weight and age.
  3. De Onis M., Onyango AW. et al. Development of a WHO growth reference for school-aged children and adolescents.
  4. Cacciari E, Milani S, Balsamo A, Spada E, Bona G, Cavallo L, Cerutti F, Gargantini L, Greggio N, Tonini G, Cicognani A. Italian cross-sectional growth charts for height, weight and BMI (2 to 20 yr). J Endocrinol Invest.
  5. Cole TJ, Lobstein T. Extended internation (IOTF) body mass index cut-off for thinness, overweight and obesity.
  6. 2012 / 2013 Standard Italiani per la Cura dell'Obesità. A cura di SIO/ADI.
  7. Must A, Dallal GE, Dietz WH. Reference data for obesity: 85th and 95th percentiles of body mass index (wt/ht2) and triceps skinfold thickness. Am J Clin Nutr.
  8. Maffeis C, Banzato C, Talamini G; Obesity Study Group of the Italian Society of Pediatric Endocrinology and Diabetology. Waist-to-height ratio, a useful index to identify high metabolic risk in overweight children. J Pediatr.

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