Le Bugie dei Vegani: Una Guida Chiara alla Dieta Vegana

Luca Avoledo ama gli animali, rispetta il pianeta e pensa che ognuno sia libero di scegliere cosa mangiare. Ma ha deciso di scrivere un libro per rispondere a tutte le persone che, nel suo studio e sul suo blog che si occupa di salute, lo interpellano continuamente sulla dieta vegana.

Questo articolo è dedicato a chi si avvicina al mondo vegan, offrendo una guida chiara alle motivazioni che portano a questa scelta, sia da un punto di vista etico che alimentare. È consigliato per gli interessati al tema, i curiosi e anche a quelli contrari che condannano questo tipo di filosofia di vita/scelta alimentare a priori. Alla fine, saprete esattamente a chi e a cosa credere, quali sono le scelte sane e quelle pericolose, come distinguere un ottimo slogan di marketing da una verità scientifica. Questo libro fornisce a chiunque voglia capire come stanno veramente le cose le informazioni essenziali per poterlo fare.

Cosa Significa Essere Vegani?

Il veganismo propone di adottare un comportamento alimentare basato sulle risorse non provenienti dal regno animale, consentendo il risparmio d'acqua, minori emissioni di gas serra, e una diminuzione nell’utilizzo di terre fertili. Essere Animali è un’organizzazione italiana che collabora con varie istituzioni e aziende al fine di porre fine agli allevamenti intensivi e sostenere uno stile di vita vegano.

«Che cosa pensi istintivamente quando leggi la parola «vegano»? Se l’avessero chiesto a me otto anni fa avrei risposto: «i vegani sono degli estremisti! […] sono arroganti, presuntuosi, moralisti e fanatici […] non ho nulla contro i vegani, vorrei solo che la smettessero di tentare di “veganizzare” il mondo e che rispettassero la mia scelta personale di mangiare carne.

«Alcuni credono che essere vegani significa amare tutti gli animali o voler fare di tutto per essere gentili nei loro confronti. Ma non fare inutilmente del male a qualcuno non è un atto di gentilezza. Astenerci dal prendere a calci un cane mentre camminiamo per strada non vuol dire essere gentili.

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«Ogni giorno abbiamo il potere di favorire l’inutile sofferenza degli animali, la distruzione del mondo naturale e l’aumento del rischio di malattie infettive e pandemie, oppure di opporci a tutto questo.

Infatti, se ogni giorno per sostenere l’industria alimentare vengono uccisi tra i 2,4 e i 6,3 miliardi di animali «questo significa che all’incirca tra i 28 mila e i 73 mila animali vengono uccisi ogni secondo».

Falsi Miti sulla Dieta Vegana

Babaco Market, delivery anti-spreco di frutta e verdura made in Italy, ha collaborato con la dottoressa Silvia Goggi, medico specialista in scienza dell’alimentazione, nutrizionista, autrice di best-seller e divulgatrice sui benefici dell’alimentazione plant-based, per analizzare i dati e i falsi miti sulla dieta vegana. L’ultimo numero su stima di Eurispes parla del 2,4% della popolazione. Essi riguardano in particolare l’utilizzo di acqua e terreni fertili. Il 43% delle terre emerse (calcolate ad esclusione delle parti ghiacciate e desertiche) sono adibite per l’agricoltura intensiva. Di queste, l’83% diventerà mangime. Inoltre, l'allevamento di animali per la produzione di cibo è da solo responsabile del 31% delle emissioni di gas serra (e del 56-58% di tutte le emissioni per la produzione di cibo in generale).

Ecco alcuni dei falsi miti più comuni:

  1. I vegani soffrono di carenza proteica: in realtà tutti gli aminoacidi, anche quelli essenziali, provengono dal mondo vegetale. In più quello che conta non è il numero di aminoacidi assunti in un singolo alimento, ma quello dell'intera giornata alimentare.
  2. Hanno bisogno di assumere molti integratori alimentari: questa affermazione secca non è vera.
  3. La dieta vegana è costosa e prevede troppi alimenti esotici: i legumi costano molto meno della carne, e si può facilmente acquistare cibo vegano anche a Km 0.

Ciò che chi cita questo testo come prova della superiorità della dieta vegana non sa o si dimentica di dire è che la scienza lo ha sconfessato e definito inattendibile. Il deficit di vitamina B12, assente nei vegetali, è presto o tardi conseguenza inevitabile della dieta vegana.

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Combattere il Gusto o la Sostanza?

Home → Notizie dal mondo vegan → La “guerra” contro i burger che imitano la carne. I vegani combattono il gusto o la sostanza?Combattiamo il sapore o la produzione? Questi sono tre esempi di commenti e discussioni molto frequenti in cui è possibile imbattersi quando si frequentano siti, pagine o gruppi che si occupano di cucina vegana. Questa discussione non si genera soltanto nel dibattito sempre acceso fra onnivori e vegani, chiariamolo, bensì è spesso promosso proprio fra coloro i quali la scelta vegetariana o vegana l’hanno già intrapresa.

Sostenere che una crostata a base di burro facesse schifo, che una mozzarella non donasse un tocco impareggiabile alla pizza, che un uovo sodo ci faceva schifo ma non ce ne accorgevamo, è il più delle volte una menzogna. Detto questo non significa che l’alimentazione vegana non sia altrettanto gustosa e godereccia, anzi. E no, il fatto che un impasto a base di legumi possa assumere la forma, comoda e pratica, di un hamburger, non significa che proviamo la classica “nostalgia canaglia” per il manzo tritato: il muscoloso bovino sta bene dove sta (o meglio “starebbe” bene), semplicemente il panino ripieno è godurioso, comodo e buonissimo, quindi perché non mangiarlo?

Continueremo a chiamare “polpette” gli agglomerati di ingredienti tondi cotti in forno, fritti o in padella, e “gelato” quella crema ghiacciata, dolce e da mangiare insieme ai pancake anche se dentro non c’è il latte. Il sapore, il gusto, non vanno combattuti: ne vanno creati di nuovi, certo, ma possono anche essere imitati (sì “imitati”) se li si è amati particolarmente, senza sentirsi pessime persone mentre mangiamo un kebab a base di seitan o un wurstel di tofu; nessuno condanna il gusto, bensì la sostanza legata alla produzione di cibi di origine animale sempre meno celata agli occhi dei consumatori.

Alcune campagne animaliste chiedevano: “Questo hamburger vale la sua sofferenza?” la risposta è “Certo che no, ma se il gusto mi piace voglio cercare, con un po’ di senno, di ritrovarlo in qualche cosa che non crei danni: ce la farò? Forse sì, forse no, intanto ci provo”.

Verità sull'Alimentazione e il Veganismo

Abbiamo mangiato proteine animali per tutta la nostra storia evolutiva e così hanno fatto prima di noi gli ancestrali progenitori dell'uomo, gli australopitechi. La nostra specie si è perfino evoluta ed è diventata ciò che è grazie al consumo di carne, che ha consentito, tra le altre cose, un'espansione del cervello senza eguali nel regno animale. Possediamo denti non specializzati che ci consentono di nutrirci sia di vegetali che di tessuti animali, enzimi digestivi perfettamente atti a demolire le proteine animali, un apparato digerente di dimensioni intermedie tra quello lungo degli erbivori e l'intestino corto dei carnivori.

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E' stata la stessa IARC a dover intervenire per far chiarezza, dopo il panico scatenato da certa cattiva stampa e tante inutili polemiche: è l'eccesso di carne rossa ciò che può essere nocivo (come per qualunque alimento, d'altronde), mentre un consumo moderato è del tutto sicuro e persino benefico, basta non superare i 700-750 grammi (peso a crudo) di carne rossa alla settimana.

Uno tra i luoghi comuni più diffusi tra chi ama disinformare e spaventare vuole che carne, latte e uova siano pieni di ormoni e antibiotici. L'Italia è poi in assoluto uno dei paesi al mondo in cui gli alimenti animali sono più controllati, tanto che i dati raccolti dal Ministero della Salute in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui negli animali e nei loro prodotti dimostrano che su 44.108 campioni esaminati le irregolarità ammontano solo allo 0,09% del totale.

I vegani pensano con la loro scelta di evitare la morte e lo sfruttamento degli animali. Credono di non fare del male alla natura e agli animali semplicemente perché rinunciano alla bistecca e alle uova. Così come ignorano un aspetto persino più importante, ovvero la quantità di habitat e territorio che viene sottratta alla fauna e alla vegetazione naturale per far spazio alle diverse opere e attività umane di cui tutti beneficiamo: oltre all'agricoltura, le abitazioni, le strade, le industrie. Anche i vegani dipendono direttamente dagli animali per la loro sopravvivenza.

Tanti fautori della dieta priva di derivati animali sostengono che se chiunque diventasse vegano verrebbe sconfitto il problema della fame nel mondo, di cui attribuiscono la colpa agli allevamenti e alle risorse ambientali da questi consumate. Anche qualora tutti ci convertissimo al veganismo non cambierebbe alcunché. Per riuscire a nutrire le popolazioni che patiscono cronicamente la fame basterebbe evitare di sprecare 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, come invece avviene attualmente in Europa e negli Stati Uniti.

On line girano video e immagini truculente di macelli provenienti da chissà quali paesi del terzo mondo, che giustamente scandalizzano, ma che non rappresentano la realtà, perlomeno quella italiana. Nel nostro paese vige una precisa regolamentazione sul benessere degli animali da reddito in attuazione di direttive comunitarie e i maltrattamenti sono severamente puniti dalla legge. Al di là del rispetto delle leggi, poi, nessun allevatore degno di questo nome ha interesse a trattare male i propri animali, che sono per lui essenziale fonte di guadagno, dal momento che sa quanto la qualità della loro vita sia strettamente legata a quella della produzione. Chi lo desidera, comunque, può anche scegliere di rivolgersi agli allevamenti etici, realtà ormai non più così rare.

Chiunque ha il diritto di decidere di mangiare come preferisce - e certo anche vegano -, auspicabilmente dopo essersi bene informato. La dieta vegana non è sbagliata.

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