Calore Ideale per Tartarughe di Terra: Guida Completa

Come tutti i rettili, anche le tartarughe sono animali eterotermi, ovvero la loro temperatura corporea è uguale a quella dell’ambiente esterno, a differenza dei mammiferi che sono dotati di strutture tali da mantenere il loro corpo a temperatura costante. Quindi, se le temperature superano determinati valori, diventando troppo alte o troppo basse, le tartarughe entrano in uno stato di vita latente riducendo ogni tipo di attività. Tale meccanismo metabolico è chiamato letargo o ibernazione quando si verifica per il freddo, estivazione se dovuto al caldo. Le tartarughe di terra tendono a seppellirsi parzialmente se non totalmente sotto la sabbia o materiale simile, mentre le tartarughe acquatiche si ritirano nel fango sott’acqua.

Il Letargo: Un Momento Delicato

Il letargo è un passaggio delicato e faticoso nella vita di una tartaruga. Se dunque è bene rispettare le abitudini della specie favorendolo anche negli esemplari allevati in casa, in determinate situazioni è meglio valutare la possibilità di evitarlo. Gli animali devono essere in condizioni ottimali: adulti, ambientati da qualche mese, ben alimentati e sani. In caso contrario il rischio è che il metabolismo non sia in grado di superare la latenza e l’animale non si risvegli più. Dunque le tartarughe appena nate, quelle debilitate, malate o in convalescenza è meglio che superino l’inverno in casa, regolarmente alimentate e mantenute a calore costante, anche se abitualmente allevate all’aperto (sarà pertanto necessario allestire per loro un terrario o acquaterrario).

Il letargo per le baby tartarughe è sconsigliato o, quantomeno, rischioso, se si tratta di esemplari nati in settembre o ottobre, quindi decisamente piccoli al momento critico. Il pericolo che non si risveglino è piuttosto alto. Le piccoline infatti non hanno un metabolismo abbastanza robusto, né scorte “fisiche” sufficienti a coprire il periodo in cui non si nutriranno.

Il Letargo Breve

Alcuni allevatori, come alternativa al mantenimento forzato in attività, consigliano un letargo breve, della durata di 45-70 giorni, facendo attenzione in particolare alla temperatura. Se fa troppo freddo, la massa corporea della baby tartaruga non sarebbe sufficiente per salvarla dal congelamento; se fa più caldo, il rischio è una riattivazione del metabolismo pur senza risveglio - e dunque senza alimentazione -, cosa che porterebbe a esaurire rapidamente le energie di riserva.

Le testuggini che vivono in un giardino regolano autonomamente tempi e profondità del letargo. Vale la pena spendere due parole sul "letargo breve", idoneo per i piccoli nati in autunno: è bene lasciarli all'aperto fino a quando da soli decidono di andare in letargo. A questo punto si tengono in una scatola di legno all'aperto controllandoli spesso e, dopo un paio di mesi, li si può svegliare mettendoli in un terrario e aumentando progressivamente la temperatura.

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La cassetta va messa in un luogo fresco e asciutto, al buio, con una temperatura stabile attorno a 5°C. Meglio proteggerla con una rete metallica, in modo che non sia "visitabile" da ratti o serpenti.

- Nei mesi che precedono il letargo evitate sbalzi di temperatura continui, come può accadere portando dentro e fuori casa le tartarughe: vanno lasciate fuori finchè non cominciano ad interrarsi; l'entrata in latenza deve essere graduale e seguire il normale andamento stagionale. - Non lasciate la tartaruga in un ambiente troppo caldo (con una temperatura superiore a 9-10°C): impedirebbe il necessario rallentamento del metabolismo.

Molti credono che prendere una scatola e lasciarla in casa durante l'inverno significhi avere allestito un terrario. Purtroppo è invece un modo per far morire una tartaruga. Se volete allestire un terrario, dovete garantire temperatura, raggi UV e luminosità corrette. Se scegliete la strada del letargo controllato, la temperatura deve essere inferiore ai 10°C. Controllate il peso della tarta prima di mandarla in letargo e pesatela regolarmente. Nonappena avrà perso il 10% del peso corporeo va assolutamente svegliata mettendola in un terrario riscaldato!!!

Durante il periodo invernale le testuggini andranno in letargo. Non appena le temperature si abbassano e le giornate si accorciano, di solito verso la fine di ottobre, le testuggini cominciano a scavare delle buche nel terreno, a profondità variabile, e si interrano per tutto il periodo invernale. Da metà aprile in poi le testuggini escono dai loro rifugi invernali.

Come proteggere la tartaruga durante il letargo

È possibile proteggere la nostra tartaruga allestendo una zona isolata e protetta nella quale potrà rifugiarsi in concomitanza del letargo. Un’alternativa è quella del letargo al chiuso, dove la tartaruga viene alloggiata in contenitori ben isolati e riparati e posizionati in luoghi areati (per esempio una cantina o un garage).

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Risveglio dal letargo: come gestirlo?

In primavera, con il rialzo delle temperature, le tartarughe si risvegliano dal letargo. La prima necessità che ha la tartaruga al momento del risveglio, è quella di scaldarsi e di bere per idratarsi. Appena emersa, andrebbe posta in un contenitore di acqua bassa e a temperatura ambiente. Entro sette giorni la tartaruga ricomincerà ad alimentarsi.

Il Terrario Ideale

L’ambiente ideale è fornito da giardini e parchi recintati, forniti di ombra e di nascondigli naturali. In alternativa si possono preparare delle aree recintate con grotte artificiali, dove le testuggini andranno a nascondersi nelle ore più calde ed assolate, e dove andranno a trascorrere la notte. Il numero di individui presenti in ogni recinto non deve essere eccessivo ed è molto importante che sia mantenuto un corretto rapporto tra il numero dei maschi e quello delle femmine.

Quando si tratta di prendersi cura delle tartarughe di terra, la creazione di un terrario per tartarughe di terra ben progettato è fondamentale. Il primo passo nella creazione di un terrario per tartarughe di terra è scegliere la dimensione e il tipo di contenitore adatto. È consigliabile scegliere un terrario che offra almeno 1 metro quadrato di spazio per ogni tartaruga adulta. Un terrario ben progettato deve replicare l'ambiente naturale delle tartarughe. La terra per terrario tartarughe è uno degli aspetti più importanti. Il substrato deve essere naturale e sicuro per le tartarughe.

Illuminazione e Riscaldamento

Le tartarughe di terra richiedono una fonte di calore per mantenere la loro temperatura corporea ottimale. Installa una lampada riscaldante su un lato del terrario per creare una zona calda (circa 30-35°C) e una zona più fresca (circa 20-25°C) dove le tartarughe possono termoregolarsi. L'illuminazione UVB è cruciale per la sintesi della vitamina D3 nelle tartarughe, essenziale per la salute delle ossa.

Privare le tartarughe della luce del sole, o della lampada per rettili (N.B.: La lampada per rettili ha un "potere" che dura 9 mesi ancora funzionante (perde presto il potere di emettere raggi UVB). L'esposizione al sole è fondamentale per la salute della tartaruga. Le lampade UVB sono acquistabili presso negozi di animali. Queste lampade sono specifiche per i rettili e non vanno confuse con le lampade per i pesci. È importante fornire luce UVB per almeno 12 ore al giorno.

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In caso di mantenimento in appartamento, oltre ad un substrato adeguato (fieno + terriccio), ed a una corretta alimentazione, deve essere predisposta una lampada con emissione di UVB e UVA posta ad una distanza non superiore ai 30 cm dall’animale.

Allestimento del Terrario

Allestire un terrario per tartarughe di terra richiede attenzione ai dettagli e una comprensione delle esigenze specifiche delle tartarughe. Seguendo questi consigli, puoi creare un ambiente confortevole e sicuro che contribuirà al benessere delle tue tartarughe. Ricorda, un terrario ben curato non è solo una casa per le tartarughe di terra, ma un habitat dove possono prosperare e vivere una vita lunga e sana.

  • È consigliabile scegliere un terrario che offra almeno 1 metro quadrato di spazio per ogni tartaruga adulta.
  • Il substrato deve essere naturale e sicuro per le tartarughe.
  • Creare una zona calda (circa 30-35°C) e una zona più fresca (circa 20-25°C).
  • Fornire luce UVB per almeno 12 ore al giorno.

Alimentazione Corretta

Come già detto le testuggini sono vegetariane. In cattività il cibo deve essere fornito tutti i giorni in contenitori facilmente accessibili. L’alimentazione può essere composta da una miscela di insalate (soprattutto insalata romana e cicoria in quanto ricche di calcio), radicchi vari, erba medica, frutta fresca, in particolare quella molto acquosa come meloni, angurie, pesche ecc. e quella molto ricca di calcio come i fichi ei fichi d’india. L’alimento non consumato nell’arco di 24 ore deve essere rimosso e sostituito con altro cibo fresco.

Erbe selvatiche come trifoglio, tarassaco, fiori di tarassaco e di ibiscus, parti verdi delle piante dei fichi d’india eventualmente presenti in giardino possono integrare in modo naturale l’alimentazione. Esistono da pochi anni in commercio preparati commerciali sotto forma di pellets, specifici per testuggini terrestri.

La maggior parte delle tartarughe godono nell'avere una dieta con una grande quantità di vegetali, soprattutto verdure a foglia verde. È possibile fornire loro ogni al giorno: 4-5 foglie di lattuga, di cavolo, o di altre verdure. Piccoli pezzi di sedano e broccoli possono essere forniti come supplemento e sono degli ottimi alimenti ricchi di beta-carotene, il precursore della vitamina A.

Tartarughe di Terra: Quali Sono?

Nel linguaggio comune, siamo tutti abituati a utilizzare il termine tartaruga. Tuttavia, dal punto di vista medico e scientifico, dovremmo parlare di ordine Testudines o Chelonia. Questo ordine risulta ulteriormente suddiviso in due sottordini:

  • Pleurodira: esemplari in cui il collo viene piegato di lato e non retratto nella corazza, formando una “s” sul pieno orizzontale. Sono tartarughe diffuse in Africa, Australia e Sud America.
  • Cryptodira: esemplari il cui collo ed in genere la testa vengono retratti nella corazza tra le scapole. Sono cheloni diffusi in Africa, Asia, America ed Europa.

Proprio questo secondo sottordine è suddiviso in tre grandi gruppi, comprendenti dodici famiglie, tra cui quella della Testudinidae, ovvero quella che noi tutti conosciamo come “tartaruga di terra”.

Quando inizia il periodo di Letargo?

Il periodo del letargo per le tartarughe terrestri ha solitamente inizio nei mesi di Ottobre-Novembre, quando le temperature iniziano ad abbassarsi notevolmente.

Quando termina il periodo di Letargo?

Il letargo delle tartarughe termina indicativamente nei mesi di Marzo-Aprile, a seconda di quelle che sono le condizioni climatiche primaverili.

Il risveglio delle tartarughe dal letargo dei mesi invernali rappresenta un momento particolarmente delicato; con l’aumento delle temperature oltre i 10° le tartarughe riattivano il loro metabolismo, tornano attive e riprendono ad alimentarsi regolarmente nell’arco di una settimana circa.

Patologie dovute a un Letargo non ottimale

Se le condizioni in cui si è svolto il letargo non sono state ottimali, la tartaruga potrebbe aver sviluppato delle patologie di diversa natura, anche contagiose. Nel caso in cui l’animale dovesse manifestare una o più di queste problematiche, oppure non dovesse ricominciare a bere e a mangiare spontaneamente, sarà opportuno consultare quanto prima un Veterinario esperto in rettili.

Ecco una lista di patologie che potrebbero affliggere una tartaruga nel suo post-letargo:

  • Anoressia: Al risveglio dal letargo la tartaruga non riprende ad alimentarsi.
  • Lesioni da freddo: Possono manifestarsi dei danni da lesioni da freddo.
  • Lesioni cutanee o a carico della corazza: Questo tipo di lesioni sono spesso causate da morsi di predatori o insetti.
  • Stomatite necrotica: È un’infezione del cavo orale causata, durante il letargo, dalla permanenza di residui di cibo nella bocca della tartaruga.
  • RNS (Runny Nose Sindrome): La “sindrome del naso che cola” è un’infezione dell’apparato respiratorio spesso accompagnata da infiammazione della congiuntiva oculare.
  • Ittero: Al risveglio dal letargo alcuni animali possono presentare un’alterata colorazione della cute e in particolar modo avere un colorito giallo-verdastro.
  • Carenza di Vitamina A: L’ipovitaminosi A si manifesta con la presenza di edema palpebrale di uno o entrambi gli occhi.

Quali accorgimenti prendere nella fase post-letargo di una Tartaruga

  • Come prima cosa è consigliabile fare alle tartarughe un bagnetto in acqua tiepida.
  • Sarebbe una buona cosa procedere al bagnetto almeno una volta al giorno per quindici giorni dal risveglio.
  • Permettete alla tartaruga di reidratarsi ulteriormente mettendo immediatamente a sua disposizione una ciotola bassa con acqua fresca e pulita.
  • Controllate che gli occhi siano puliti.
  • Controllate che la pelle sia elastica e che non ci sia presenza di parassiti esterni.
  • Verificate che la tartaruga riesca a muoversi correttamente.
  • Verificate con attenzione che la tartaruga non presenti nessuna delle classiche patologie da risveglio.
  • Pesate attentamente la tartaruga per accertarvi che non sia dimagrita eccessivamente durante il letargo e monitoratela quotidianamente per tenere sotto controllo eventuali variazioni di peso.
  • Assicuratevi che le tartarughe abbiano la possibilità di ricevere sole e calore.

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