Il carbone vegetale, o carbone attivo, è un materiale composto da carbonio con una struttura molto disordinata e porosa.
Questo fa sì che abbia una grande capacità di assorbimento, che lo rende utilizzabile in diversi ambiti, da quello industriale a quello medico.
Cos'è il Carbone Vegetale?
Detto anche carbone attivo, il carbone vegetale, è una polvere finissima ottenuta per lavorazione del legname e dei suoi cascami.
Il legno viene sottoposto ad una combustione senza fiamma e il carbone ottenuto viene trattato per conferirgli una caratteristica principale, la porosità.
Un po' di storia
Il carbone vegetale è utilizzato sin dal 3700 a.C. in ambito manifatturiero e poi per le sue proprietà medicinali e di depurazione dell’acqua.
Leggi anche: Come preparare la Schiacciata Ripiena
In passato si produceva nella maggior parte dei casi nella canina, una carbonaia costituita da una capanna costruita con dei rami e ricoperta di fogliame.
Al suo interno, un esperto carbonaio doveva ottenere la giusta quantità di ossigeno: troppo, avrebbe bruciato la legna, troppo poco, avrebbe impedito il raggiungimento della giusta temperatura.
Oggi, i materiali vegetali vengono carbonizzati e attivati con diversi metodi a seconda dell’origine, in ambienti con temperature superiori a 400 °C senza fiamma viva.
Proprietà e Benefici del Carbone Vegetale
Il carbone attivo ha affinità con numerosi tipi di molecole, per cui può “catturare” molte sostanze diverse.
La sua porosità ne aumenta enormemente la superficie, per cui il materiale può interagire con molteplici sostanze allo stesso tempo.
Leggi anche: Pistacchi: calorie e nutrizione
Questo lo rende uno dei materiali più assorbenti che esistono.
Il carbone vegetale è un ottimo alleato dell'intestino, infatti è utile nell'assorbire i gas a livello gastrico, nello stomaco e in tutto il tratto intestinale.
Questo avviene grazie ai caratteristici pori prima citati, che hanno il potere di trattenere gas e altre sostanze al suo interno.
Nei casi di gonfiore e tensione addominale il carbone vegetale può dimostrarsi un alleato, perché assorbe parte dell’aria in eccesso, aiutando a contrastare fenomeni di meteorismo, dolori alla pancia e flatulenza.
Il carbone attivo ha anche buone capacità lenitive, combattendo acidità e bruciore di stomaco.
Leggi anche: Dieta da 1200 Calorie
Invece, non risulta essere efficace nel trattamento della diarrea, anche se pare che potrebbe prevenirla in alcuni pazienti oncologici.
Un altro disturbo contrastato da questa sostanza è l'alitosi, spesso causata da un eccesso di succhi gastrici e da conseguente reflusso esofageo.
lnoltre, esso viene utilizzato anche come antitossico e in caso di avvelenamenti orali acuti, grazie alla sua capacità di ridurre l'assorbimento sistemico delle sostanze ingerite e adsorbire e trattenere gran parte dei veleni.
Si impiega, ad esempio, in caso di assunzione di alcuni funghi velenosi, arsenico, ingestione eccessiva farmaci e altre sostanze.
Non funziona, invece, con acidi e basi forti, alcol, ioni (come cianuro, litio, ferro, altri metalli) e prodotti derivati dal petrolio (come carburanti, petrolio lampante e diluenti).
In alcuni casi, come nelle persone con insufficienza epatica (in cui il fegato cessa di funzionare nell’arco di poche ore o giorni), il carbone vegetale può essere usato nell’emoperfusione, una tecnica in cui una colonna di materiale assorbente rimuove sostanze tossiche dal sangue del paziente.
Per quanto riguarda le problematiche di igiene orale, ad esempio, lavare i denti con polvere di carbone attivo può aiutare a mantenere una pulizia corretta e un colorito bianco dei denti.
Talvolta questo materiale viene consigliato anche per la cura dermatologica e orale, ma non ci sono sufficienti prove cliniche che il carbone vegetale apporti benefici alla pelle o che sbianchi i denti.
Come Assumere il Carbone Vegetale
Esistono in commercio diversi prodotti a base di carbone attivo: in compresse o pastiglie, in polvere (bustine) o in tavolette, come integratore alimentare.
Per il gonfiore intestinale o l’acidità di stomaco, di solito si impiegano fino a 1-2 grammi di carbone vegetale in pastiglie (da ingoiare insieme a dell’acqua), compresse orosolubili o masticabili (circa 6 in totale, 3 dopo ogni pasto) e tavolette, da assumere dopo i pasti.
Per gli avvelenamenti acuti, in genere viene usato il carbone vegetale in polvere disciolto in acqua (occorre agitare bene prima di berlo e poi aggiungere un altro po’ d’acqua per essere certi di assumere anche i residui rimasti sul fondo).
Il medico potrebbe prescrivere emetici (come lo sciroppo di ipecac), per cui potrebbe essere necessario aspettare 30 minuti prima di prendere il carbone attivo.
La singola dose varia da 25 a 100 g per gli adulti e da 10 a 25 per i bambini sopra l’anno d’età.
Per più dosi, quella iniziale potrà essere da 10 a 25 g fino ai 13 anni e da 50 a 100 g per gli adulti, seguita da dosi inferiori ogni ora, ogni 2 ore oppure ogni 4 ore.
Carbone Vegetale in Cucina
Il carbone vegetale in polvere può anche essere impiegato per uso alimentare, aggiungendolo alle proprie ricette di pizza, pane, brioche, biscotti, torte.
Il carbone attivo in cucina risulterà più gradevole da assumere; per quanto riguarda i valori nutrizionali, è costituito fondamentalmente da carboidrati; un cucchiaio (circa 5 g) fornisce 2 calorie.
Pane al Carbone Vegetale: Moda e Benefici
Il pane al carbone vegetale, di un nero intenso, è oramai una moda.
Secondo Assopanificatori-Confesercenti le vendite prima della pandemia erano in ascesa, ad un prezzo doppio rispetto al pane di grano duro.
Ma questo prodotto ha davvero dei benefici per la salute?
Quali sono gli ingredienti e i valori nutrizionali?
Ed esistono, come si sente dire, delle controindicazioni?
Il pane al carbone vegetale può essere considerato un alimento positivo per la sua capacità di catturare liquidi, gas, batteri, virus e tossine che si possono trovare nel tratto gastrointestinale.
Potrebbe essere molto utile in soggetti obesi o diabetici, perché tecnicamente in grado di diminuire la biodisponibilità degli amidi e la capacità di assorbire zuccheri e calorie.
Si tratta tuttavia di una spiegazione empirica che è tuttavia carente di una vera e propria dimostrazione scientifica precisa e accreditata.
Il carbone vegetale di solito viene prescritto in determinate situazioni cliniche per una quantità pari a 1-2 grammi al giorno.
Mangiando una pizza o un panino, quindi, si potrebbe assumere la quantità contenuta in 2-4 compresse e quindi il pane al carbone vegetale mangiato in quantità modiche e non troppo di frequente non determina alcun problema, anzi, ma se si esagera esistono controindicazioni.
Per questo vi consigliamo di sceglierlo per la vostra alimentazione con intelligenza e parsimonia.
La Ricetta del Pane Nero al Carbone Vegetale
La ricetta del pane al carbone vegetale è praticamente identica a quella del classico pane, della pizza o di sfogliatine e brioche, ma prevede l'aggiunta del carbone nell'impasto, che gli dà quel colore molto scuro e un sapore più intenso.
Il carbone vegetale arriva dal legno di diverse essenze (come salice, betulla o pioppo) oppure dai noccioli e dai gusci di frutta, seccati a temperature molto alte (circa 550 gradi) senza ossigeno.
Si compra in farmacia, parafarmacia, alcuni supermercati e in negozi specializzati (anche online).
Per preparare il pane nero da servire a circa sei persone hai bisogno di: 500 gr di farina tipo 0, 12 gr lievito di birra fresco, 2 cucchiai di olio d'oliva, 8 gr di sale fino, 300 ml di acqua e 8/10 gr di carbone vegetale in polvere.
Sciogli il lievito nell'acqua a temperatura ambiente, poi in una ciotola mescola farina e carbone.
Quindi aggiungi l'acqua con il lievito alle farine e impasta, unendo olio e sale per amalgamare il tutto.
A quel punto forma una palla, coprila con la pellicola e falla lievitare per circa 2-3 ore.
Quindi sistema l'impasto sulla carta forno e forma un filoncino, con 3 pieghe, e lascia lievitare ancora per un'ora.
Alla fine fai dei tagli trasversali (non profondi) e fai cuocere in forno a 200 gradi per 30 minuti.