Calorie e Valori Nutrizionali del Kiwi

Il kiwi è il frutto della Actinidia deliciosa, specie originaria della Cina introdotta in Nuova Zelanda all’inizio del XX secolo. In Italia la stagione dei kiwi inizia a novembre e termina a maggio.

Varietà e Coltivazione del Kiwi

Il kiwi è una bacca originaria della Cina. Ne esistono di diverse specie le due più diffuse sono quella verde e gialla. Si tratta di una varietà molto meno diffusa rispetto a quella del kiwi classico. L’Italia ormai da diversi anni è diventato il secondo produttore mondiale di questo frutto.

La pianta del Kiwi è originaria della Cina, dove era utilizzata soprattutto a scopi ornamentali. La fortuna del frutto inizia ai primi del ‘900, quando Isabel Fraser, di ritorno da una visita in Cina, portò con sé nella natia Nuova Zelanda alcuni semi. La coltivazione del kiwi all’inizio si presentava difficoltosa ma i molti problemi da affrontare non ne impedirono al diffusione, dapprima nella vicina Australia, quindi nella Americhe e infine in Europa.

Attualmente il maggior produttore mondiale di kiwi è la Cina, paese d’origine, seguito dall’Italia che con le sue 523.000 tonnellate annue ha superato anche la Nuova Zelanda alla fine degli anni 80.

Il frutto del kiwi è una bacca ovale che presenta dimensioni e colori assai diversi a seconda delle specie e delle varietà considerate. La Hayward, la cultivar più comune, appartiene alla specie Actinidia deliciosa e presenta frutti grandi, a forma di uovo, con buccia pelosa e polpa verde caratterizzata dalla presenza di una corona di semi neri disposti attorno ad una porzione centrale di tessuto vascolare più chiaro. L’altra specie comunemente coltivata è l’Actinidia chinensis, che ha buccia liscia e bronzea e polpa dorata che le ha valso il nome di kiwi gold o Zespri.

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La pianta del kiwi è un rampicante che come la vite dà rami lunghi e flessibili che hanno bisogno di sostegni, con piante femminili e piante maschili. L’impollinazione in natura è opera di uccelli ed insetti ed è difficile da ottenere poiché i fiori non sono particolarmente attrattivi per le api. La pianta ama l’ombra e terreni neutri o acidi mentre non sopporta terreni calcarei, l’ambiente deve essere umido, l’irrigazione è necessaria solo se il terreno diventa secco, più importante ridurre la perdita di acqua tramite le foglie, ombreggiando la pianta con delle reti e nebulizzando acqua tra le foglie.

La pianta comincia a produrre dopo circa un anno e si mantiene produttiva per una decina d’anni. In Italia i kiwi si raccolgono a partire da novembre, la raccolta viene fatta a mano quando i frutti sono ancora duri e fermi.

Il kiwi è un frutto climaterico che continua a maturare anche dopo la raccolta: il processo può essere arrestato conservando i frutti ben refrigerati e in completa assenza di etilene, un gas che nelle piante svolge funzione di ormone e promuove la maturazione dei frutti.

Valori Nutrizionali del Kiwi

Il kiwi è un frutto zuccherino, leggermente più calorico della mela e più simile alla pera. Ha un buon contenuto di fibre solubili ed una composizione di grassi prevalentemente polinsaturi. Il kiwi è uno dei 10 frutti più ricchi di vitamina C (85mg), ha così un forte potere antiossidante. Hanno anche un alto contenuto di ferro (0,31mg), rame (0,13mg), potassio (314mg), di fosforo (34mg) e calcio (34mg).

Un tipico kiwi, un frutto del peso di circa 75 grammi, dà un apporto di 46 kcal. Di queste la maggior parte provengono da zuccheri, circa 11 grammi. Nel frutto ancora acerbo una buona parte di questi zuccheri è in forma di amido ma durante la maturazione si ha conversione in zuccheri semplici, soprattutto glucosio e fruttosio in quantità pressoché uguali, circa 3 grammi ciascuno, con piccole quantità di saccarosio residue.

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Le fibre sono molto abbondanti, circa 2, 5 grammi, e sono rappresentate da polisaccaridi delle pareti cellulari: pectine per la porzione solubile, cellulosa e emicellulosa per la porzione insolubile. Grassi e proteine sono presenti in piccole quantità, appena un grammo ciascuno.

Il kiwi è ricco di clorofilla, che conferisce la tipica colorazione verde alla polpa e che in alcune varietà, a polpa gialla, rossa o violetta, si riduce durante la maturazione con netto aumento di carotenoidi come luteina, zeaxantina e β-carotene.

Aspetti nutrizionali del kiwi

Circa l’85% della bacca è composta da acqua, la restante parte si ripartisce principalmente tra carboidrati semplici, fibra, un piccolo contributo proteico e ancor più inferiore di grassi. Il contenuto calorico di 100 grammi di prodotto è di 48 calorie. Spicca il suo contenuto di fibra alimentare, anche se ovviamente non può giocarsela con quei vegetali che possono essere consumati con la buccia.

Uno studio condotto su un piccolo campione ne ha evidenziato le caratteristiche prebiotiche, specialmente rivolte verso una selezione nell’intestino di batteri lattici, microrganismi positivi per la salute. In pochi sono consapevoli che sono sufficienti due kiwi per superare il fabbisogno giornaliero di vitamina C, che corrisponde a 85 mg nelle donne e 105 mg negli uomini. Questa vitamina è essenziale per la salute del nostro organismo poiché assolve diverse e importanti funzioni, in primis essere tra i principali composti con attività antiossidanti che introduciamo con la dieta.

Tale ruolo è svolto anche dalla vitamina E, anch’essa contenuta nel kiwi sebbene in quantità molto inferiori. Gli stessi due kiwi soddisfano circa la metà del fabbisogno di un altro importante micronutriente: la vitamina K, coinvolta nei processi di coagulazione del sangue. Questa vitamina ha la caratteristica di essere liposolubile, cioè si scioglie nei grassi; per assorbirla è necessario sempre associarle una fonte da un alimento, come la frutta secca o lo yogurt intero. Non solo vitamine, tra i minerali spiccano il potassio e una discreta quantità di magnesio e manganese. Inoltre, le varietà di kiwi verde possono vantare il contenuto di clorofilla e folati. La prima è un pigmento vitale per le piante che ha mostrato dei possibili effetti anti-invecchiamento, mentre la seconda è una vitamina idrosolubile fondamentale per la sintesi di proteine e DNA.

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Benefici per la Salute del Kiwi

I kiwi sono importanti fonti di potassio, fibre e antiossidanti. Questi ultimi (in particolare la vitamina C) possono contribuire a neutralizzare i radicali liberi che possono danneggiare le cellule e il loro DNA e promuovere lo sviluppo di infiammazione e tumori.

Il kiwi è ricchissimo di vitamina C, un singolo frutto può soddisfare il fabbisogno giornaliero, con un apporto leggermente più elevato per la variante a polpa gialla. La vitamina C è un importante antiossidante, è essenziale per una buona funzionalità del sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro presente negli alimenti.

Accanto alla vitamina Ce alla vitamina E è presente un gran numero di sostanze ad azione antiossidante, buona parte dei quali si sono mostrati stabili e ben assorbiti a livello intestinale.

Il consumo di kiwi, grazie all’abbondante contenuto di fibre , può contribuire a modificare il microbiota intestinale, favorendo l’aumento a breve termine di lattobacilli e bifidobatteri.

Queste variazioni del microbiota e la forte affinità delle fibre del frutto per i liquidi - fatto che porta ad un forte aumento del volume del materiale fecale - possono essere tra i fattori che conferiscono al kiwi un’azione lassativa. Anche l’actinidina e la kiwilleina presenti nel frutto, enzimi in grado di idrolizzare le proteine, potrebbero contribuire a rendere più rapido lo svuotamento gastrico e favorire la motilità intestinale. Dalla kiwellina deriva il peptide kissper che è resistente all’azione degli enzimi proteolitici e si mantiene quindi funzionale nell’intestino dove esercita una importante azione antinfiammatoria favorendo nel contempo la secrezione di liquidi nel lume intestinale.

Allergeni e Controindicazioni

Purtroppo il kiwi presenta anche numerosi allergeni, primo tra tutti l’actinidina, che in soggetti sensibili possono dare manifestazioni che possono essere anche molto severe, particolarmente nei bambini. I soggetti affetti da allergia al lattice possono presentare cross-reattività con il kiwi e quindi dovrebbero consumare il frutto con estrema attenzione.

Come Consumare e Conservare il Kiwi

Il kiwi viene raccolto ancora sodo e la maturazione può essere completata conservando il frutto a temperatura ambiente o, se molto duro, in un contenitore chiuso assieme a qualche mela. Il kiwi è pronto per il consumo quando la polpa si presenta leggermente cedevole alla pressione delle dita. Scartare frutti troppo molli o ammaccati, eccessivamente maturi e dal gusto poco gradevole.

Il kiwi è buonissimo mangiato al naturale: un frutto ben maturo è ricco di gusto e di aroma. Anche la buccia è commestibile e le varietà gold, a buccia liscia, spesso vengono mangiate senza essere sbucciate. Il kiwi ben si sposa a macedonie, sorbetti, cereali, torte, gelati e yogurt.

Nelle macedonie è bene aggiungere il kiwi poco prima del consumo, per evitare che gli enzimi presenti rendano molli gli altri frutti. Anche nei prodotti a base di latte è bene aggiungere il kiwi all’ultimo istante o dopo averlo scottato, per evitare che gli enzimi presenti possano cagliare il latte.

Il kiwi può essere frullato o spremuto per ricavarne il succo: in entrambe i casi è bene evitare pressioni eccessive che possano frantumare i piccoli semi, poiché il loro contenuto può dare uno sgradevole sapore amarognolo al prodotto.

Il kiwi rimane un ottimo frutto, la sua stagionalità originaria era invernale-primaverile (novembre-aprile), ma grazie ai nuovi metodi di conservazione lo possiamo trovare sulle nostre tavole tutto l’anno.

Nota bene: Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Stato fisico o forma: Intero, forma naturale. Intero si riferisce alla pianta, all'animale oppure alla parte di pianta o animale descritta alla voce "parte di pianta o animale".

Entità del trattamento termico: Non trattato con il calore. Significa che l'alimento non ha subito alcun trattamento termico, oppure che il trattamento termico utilizzato non è di entità tale da modificare le caratteristiche nutrizionali del prodotto.

Fonte dati: Department of Agriculture, Agricultural Research Service.

Nota bene: le percentuali nel grafico non si riferiscono al contenuto percentuale di carboidrati, proteine e grassi presenti nel prodotto. Rappresentano, invece, la ripartizione dell'energia apportata da ciascun macronutriente (fatto 100 il totale delle calorie fornite dall'alimento).

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