Tra settembre e i primi di ottobre arrivano a maturazione le giuggiole, frutto antichissimo oggi purtroppo meno diffuso rispetto ad altri, ricco di buone proprietà nutritive e ideale per uno spuntino goloso e sano. Vediamo più nel dettaglio perché può essere un’ottima idea aggiungerle al menù di fine estate.
Origini, Varietà e Diffusione
Il giuggiolo, chiamato anche dattero cinese, è un arbusto spinoso apprezzato come pianta ornamentale oltre che come pianta da frutto. Noto in Cina e in India da tempi antichissimi, è stato importato e diffuso nell’area del Mediterraneo dai Romani. Furono i romani i prima a portarlo in Italia, elevando l’albero a simbolo del silenzio, utilizzato per adornare i tempi dedicati alla dea Prudenza, senza disdegnare però di utilizzarlo per produrre vini e liquori.
In Italia la coltivazione delle giuggiole si concentra in alcune zone della Toscana, dell’Emilia-Romagna e del Veneto. Chi volesse assaggiare l’antico liquore può farsi una bella gita nella zona dei colli Euganei, in particolar modo nel bel borgo di Arquà Petrarca. Ad Arquà Petrarca, sui colli Euganei, viene anche prodotto per infusione un liquore tipico, dolce e aromatico, a bassa gradazione alcolica: il Brodo di Giuggiole. In questa zona il giuggiolo è ancora coltivato e i suoi frutti sono utilizzati per produrre la versione moderna del brodo di giuggiole, dal colore rosso ambrato e dall’intenso gusto fruttato. Digestivo e ottimo in svariati abbinamenti, ha tra i suoi ingredienti anche mele cotogne, melograno e uva.
Le giuggiole sono i frutti della Ziziphus jujuba, specie appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae. Il giuggiolo può avere portamento di pianta o di arbusto, può raggiungere i 7 metri di altezza e ha rami dal caratteristico aspetto contorto.
Le giuggiole sono delle drupe, con dimensioni simili a quelle di un’oliva. Il pericarpo, la buccia, è inizialmente verde brillante ma maturando assume un bel colore marrone-rossastro; il mesocarpo, la polpa, è biancastra, dapprima coccrante quindi di consistenza sempre più farinosa.
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Oltre che per i frutti il giuggiolo è utilizzato anche per creare siepi realmente impenetrabili e, a seconda della destinazione d’uso, può essere potato per dargli l’aspetto di un cespuglio o di un alberello. La propagazione può avvenire per seme, per talea o per innesto. L’innaffiatura è importanti nei primi anni di vita della pianta, poi è spesso sufficiente una buona pacciamatura.
Calorie e Valori Nutritivi delle Giuggiole
Un etto di giuggiole fresche apporta circa 80 calorie. Cento grammi di giuggiole danno un apporto di circa 80 kcal. I carboidrati sono una ventina di grammi, i grassi sono quasi assenti mentre le proteine si fermano ad un grammo.
Tra i minerali presenti in buone quantità troviamo potassio, calcio, fosforo, magnesio e ferro. La percentuale di acqua nel frutto fresco è vicina all’80%, i grassi sono irrilevanti.
Le giuggiole si possono consumare direttamente appena raccolte oppure fare essiccare. Una volta essiccate, come tutti i frutti concentrano nutrienti e zuccheri, diventando più caloriche. Il valore energetico per 100 grammi di giuggiole essiccate è di circa 290 calorie.
Le giuggiole sono frutti nutrienti, ricchi di vitamine, minerali e fibre. Una porzione di 100 grammi di giuggiole fresche può fornire una buona quantità di vitamina C, vitamina A, potassio e ferro. Questi frutti sono anche una fonte di antiossidanti, che aiutano a combattere i radicali liberi e a prevenire le malattie croniche. La fibra presente nelle giuggiole contribuisce alla salute digestiva e alla regolarità, mentre il basso contenuto di grassi le rende un’opzione eccellente per chi cerca di mantenere o ridurre il peso.
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Quando si parla di calorie, le giuggiole sono sorprendentemente moderate. Per 100 grammi di frutto fresco, si possono contare circa 79 calorie, rendendole un’opzione leggera per uno spuntino o come parte di un pasto. Le giuggiole secche, d’altra parte, hanno un contenuto calorico più elevato a causa della riduzione dell’acqua e della concentrazione di zuccheri. Per 100 grammi di giuggiole secche, il contenuto calorico può salire fino a 287 calorie.
Nel confronto energetico con altri frutti, le giuggiole fresche si posizionano come un’opzione a basso contenuto calorico. Ad esempio, frutti come le banane e le mele forniscono rispettivamente circa 89 e 52 calorie per 100 grammi. Inoltre, rispetto a frutti secchi come l’uva passa o i fichi secchi, che possono contenere oltre 300 calorie per 100 grammi, le giuggiole secche offrono un’alternativa più leggera, pur mantenendo un alto livello di dolcezza e soddisfazione.
Tabella dei Valori Nutrizionali delle Giuggiole (per 100g)
| Elementi Principali | Giuggiole Fresche | Giuggiole Essiccate |
|---|---|---|
| Acqua | 77,86 g | - |
| Energia | 79 kcal | 290 kcal |
| Proteine | 1,2 g | - |
| Grassi | 0,2 g | - |
| Carboidrati | 20,23 g | - |
| Calcio | 21 mg | - |
| Ferro | 0,48 mg | - |
| Magnesio | 10 mg | - |
| Fosforo | 23 mg | - |
| Potassio | 250 mg | - |
| Sodio | 3 mg | - |
| Zinco | 0,05 mg | - |
| Vitamina C | 69 mg | - |
| Tiamina | 0,02 mg | - |
| Riboflavina | 0,04 mg | - |
| Niacina | 0,9 mg | - |
| Vitamina B6 | 0,081 mg | - |
| Vitamina A, RAE | - | - |
Fonte: USDA Food Composition Databases
Proprietà Nutrizionali e Benefici per la Salute
Osservando le giuggiole dal punto di vista nutrizionale, si nota la presenza di abbondante vitamina C, molto utile al sistema immunitario quando inizia a rinfrescare e durante il cambio di stagione. Buona anche la componente di flavonoidi, dall’azione antiossidante, la presenza di provitamina A e di vitamine del gruppo B.
Le giuggiole sono note per le loro proprietà digestive, particolarmente spiccate quando vengono consumate in forma di liquore o di sciroppo. La presenza di mucillagini e antrachinoni le rende inoltre utili in caso di intestino pigro. Le loro fibre aiutano infatti a proteggere la salute intestinale; e l'apporto di vitamina C associato al loro consumo corrisponde a un incremento di potere antiossidante. Non solo: la vitamina C è importante anche per la sintesi del collagene, e aiuta il processo di guarigione delle ferite. Il calcio è importante invece per la salute di ossa e denti, per la contrazione dei muscoli, per la coagulazione del sangue e per la trasmissione dell'impulso nervoso; il ferro è richiesto per la produzione dei globuli rossi; e le vitamine del gruppo B sono alleate del metabolismo. Infine, i tannini sono noti per le loro capacità antinfettive, antinfiammatorie e antiemorragiche.
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Un altro impiego noto delle giuggiole in fitoterapia è legato alla loro azione antinfiammatoria per gola e bronchi. A questo scopo, e come rimedio per la tosse, si consumano in decotto, facendo bollire i frutti privati del nocciolo e lasciando riposare il liquido almeno una decina di minuti prima di filtrarlo e berlo con l’aggiunta di un cucchiaio di miele.
Nella medicina tradizionale cinese le giuggiole sono anche considerate un buon rimedio contro nervosismo, insonnia e stati d’ansia. Le giuggiole, essiccate o ridotte in polvere, vengono utilizzate nella medicina tradizionale cinese per alleviare nervosismo, ansia e insonnia, prevenire le infezioni e migliorare le capacità digestive. Secondo la medicina cinese, la giuggiola è utile per calmare la mente e alleviare la tensione mentale.
Le giuggiole sono talvolta utilizzate anche in cosmetica per la produzione di creme e unguenti, come estratto naturale dall’azione antietà.
I componenti presenti, conferiscono alle giuggiole diverse proprietà benefiche per l’organismo. In particolare svolgono un’azione detox sull’organismo e offrono benefici a carico dell’apparato digerente, ma non solo. Le giuggiole sono un’ottima fonte di antiossidanti. Nello specifico, contengono vitamina C, flavonoidi, polisaccaridi e acidi triterpenici, che rendono questi frutti ottimi alleati nella lotta contro l’azione dei radicali liberi. Oltre al buon potere antiossidante, questi piccoli frutti favoriscono il benessere intestinale. Questa caratteristica è dovuta principalmente all’alta presenza di fibre, nota per i suoi benefici effetti digestivi. Entrando un po’ più nello specifico, le fibre fanno bene all’intestino perché aiutano ad ammorbidire e ad aggiungere volume alle feci, favorendo il movimento del cibo attraverso l’intestino e l’evacuazione. Le giuggiole sono usate anche per migliorare la qualità del sonno e ridurre gli stati d’ansia.
Aspetto e Sapore
Quando sono ancora poco mature il sapore delle giuggiole è acidulo e ricorda vagamente la mela, per diventare via via più dolce e zuccherino con il passare del tempo. Anche il colore varia notevolmente in base al grado di maturazione, da verde-arancione a rosso scuro, mentre la buccia raggrinzisce fino a rendere le giuggiole simili ai datteri.
Le giuggiole sono un frutto autunnale di aspetto simile alle olive, ma con una buccia che dal verde acerbo guadagna sfumature brune sempre più uniformi man mano che il frutto matura. Anche il sapore e la consistenza delle giuggiole variano con la maturazione: quando i frutti sono ancora acerbi, le giuggiole ricordano le mele verdi, con un sapore dolce - acidulo e una consistenza compatta; viceversa, quando il frutto giunge a piena maturazione la buccia appassisce e diviene rugosa, mentre la polpa si addolcisce facendola assomigliare per sapore e consistenza a un piccolo dattero. Non è un caso, quindi, che le giuggiole siano chiamate datteri cinesi, considerando anche la loro ampia diffusione nei territori asiatici, con la Cina che copre il 90% della produzione mondiale.
A mio modestissimo parere le giuggiole vanno mangiate fresche, quando sono ancora belle sode e croccanti, dalla buccia tesa e lucida. Il sapore è dolce, con una leggera punta acida, simile a quello di una mela ma decisamente più gustoso.
Utilizzo in Cucina e Conservazione
In cucina le giuggiole mature possono essere aggiunte all’impasto di plumcake, torte e biscotti e sono ottime per realizzare marmellate e conserve. Un’ottima soluzione per conservarle nel tempo, considerato che la stagionalità è piuttosto breve, è sciropparle o metterle sotto spirito. Le giuggiole possono essere essiccate o candite e possono anche essere conservate sotto spirito: in questa forma si prestano ad accompagnare carne o formaggi stagionati.
In Cina, dove sono estremamente popolari, le giuggiole vengono consumate fresche, essiccate, affumicate, in salamoia e candite. Con questo frutto poi, è possibile fare un infuso. L’infuso di giuggiole si prepara mettendo in acqua bollente una manciata di frutti denocciolati, si lascia bollire per circa 10 minuti, quindi si spegne il fuoco e si lascia raffreddare prima di filtrare e bere. A questo infuso possiamo aggiungere la cannella per dare un tocco speziato e “scaldante” alla bevanda. Con l’aggiunta di miele, invece, l’infuso di giuggiole diventa anche un buon rimedio contro la tosse.
Il brodo di giuggiole è una bevanda autunnale che si ottiene per infusione idroalcolica delle giuggiole mature e di altri frutti. Mescolando di tanto in tanto e trascorsa un’ora, si procede aggiungendo due mele cotogne e un melograno sminuzzati, una buccia di limone grattugiata e un litro di vino rosso; dunque, è preferibile aumentare la fiamma, mescolare e lasciar evaporare il vino.
Le giuggiole sono frutti autunnali particolarmente adatti a diverse preparazioni (es.: dolci, confetture, il tipico “brodo di giuggiole”, ecc.). A tal proposito può essere utile conservarle per utilizzi futuri. Altri metodi prevedono l’essiccatura delle giuggiole e la rimozione del nocciolo, a cui segue la conservazione in frigo o in congelatore (in quest’ultimo caso, l’essiccatura previene la formazione di cristalli di ghiaccio).
Le giuggiole rientrano nella categoria dei frutti e, come tali, una porzione equivale a circa 150 grammi. In modo più pratico, una porzione di giuggiole corrisponde ad un pugno pieno di frutti. Le giuggiole fresche sono disponibili sul mercato nel periodo compreso fra fine agosto e novembre, sono quindi frutti tipici dell’autunno. I frutti maturi si conservano a temperatura ambiente per 3-4 giorni (anche per più giorni, se preferite questo frutto nella sua versione molto matura) e per un paio di settimane in frigorifero.
Controindicazioni
Non si conoscono particolari controindicazioni al consumo di giuggiole, servirà accortezza solo nel considerare la componente zuccherina, piuttosto alta soprattutto nei frutti essiccati, sconsigliati in caso di iperglicemia. In generale le giuggiole non hanno controindicazioni, tuttavia è bene consumarle con moderazione perché contengono fruttosio, che può risultare dannoso per la salute se assunto in quantità eccessive. Le informazioni riguardanti la sicurezza e gli effetti durante la gravidanza e l’allattamento sono ancora carenti.
Disclaimer: Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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