La legna da ardere è un combustibile rinnovabile utilizzato da una vasta porzione della popolazione mondiale per il riscaldamento domestico. La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Non tutti i legni sono uguali e le caratteristiche circa il tempo di essicazione ed il potere calorifico variano da pianta a pianta. Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
Che cosa sono le essenze?
Partiamo dall’inizio: che cosa sono le essenze? Fondamentalmente, le essenze sono i diversi tipi di legno che si possono utilizzare come combustibile.
Le Caratteristiche della Legna da Ardere
La legna si suddivide in legna dolce e legna dura in base al peso in kg di un metro cubo di materiale. La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e la si usa nei forni che richiedono un lungo giro di fiamma.
Il suo potere calorifico inferiore è fra 3280 chilocalorie/chilogrammo (kcal/kg) e 4360 kcal/kg, a seconda del grado di umidità relativa (u.r.) e della specie d’origine. La legna di resinose, aghiformi o conifere ha un potere calorifico per kg superiore rispetto alle latifoglie, ma una massa volumica inferiore.
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Tuttavia non esiste un legno migliore di altri in modo assoluto, poiché ad alcune caratteristiche ottimali se ne accompagnano altre minori. Il legno che si ottiene dal faggio ha quasi tutti i requisiti citati, ma si consuma abbastanza rapidamente. Il legno della quercia dura a lungo ma genera temperature inferiori. Quello di castagno ha un buon rendimento, produce una temperatura elevata durando a lungo; per contro però brucia mantenendo un po’ di fiamma, emette fumo e di frequente scoppietta lanciando scintille e faville.
Fattori Determinanti nella Scelta della Legna
- Umidità: L’umidità della legna, in sostanza, è la quantità di acqua che contiene. L’umidità è il fattore che più di tutti va considerato ed evitato. La legna deve essere posta in luogo asciutto, protetto da pioggia o fonti di umidità per riuscire a mantenere la propria secchezza.
- Potere calorifico: Il potere calorifico della legna indica quanto calore può rilasciare durante la combustione. Viene indicato come kcal/kg, ovvero energia/peso.
- Durata: La durata di combustione della legna è la quantità di tempo che ci mette per bruciare completamente e spegnersi. Si tratta di una caratteristica di cui tenere conto perché influisce molto sui consumi e sulla spesa da sostenere.
I termini pesante e leggera riferiti alla legna, invece, sono legati al suo potere calorifico. Veniamo quindi al punto, quale tipo di legna per fuoco dovresti acquistare? Dipende dalle tue necessità.
I diversi tipi di legna da ardere
Tra i migliori tipi di legna da ardere ed i più apprezzati per le stufe troviamo al primo posto le querce, come il rovere, il leccio, la farnia e il cerro.
Legna da Ardere: Faggio
La legna da ardere di faggio ha una densità alta, ma inferiore a quella del cerro e del carpino. Si presenta come un legno chiaro con venature visibili e possiede un potere calorifico buono. Il faggio brucia in modo uniforme ed è quindi una fonte di calore costante e duratura, inoltre facile da accendere. Infine è importante ricordare che produce poca cenere e fumi.
Legna da Ardere: Cerro
La legna da ardere di cerro ha una densità molto alta e un potere calorifico altrettanto elevato, perfetto per mantenere ambienti caldi durante le notti fredde. Questa legna da ardere si presenta come scura, robusta e con venature ben definite e produce poco fumo e cenere.
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Legna da Ardere: Carpino
Così come la legna da ardere di cerro, anche la legna da ardere di carpino ha una densità e un potere calorifico molto alti. A differenza del primo, il carpino è un legno chiaro e duro, con una corteccia liscia e grigia. Il carpino offre un'eccezionale efficienza calorica e brucia a lungo, producendo calore intenso. Inoltre produce poco fumo e una quantità moderata di cenere.
Tabella comparativa dei tipi di legna da ardere
| Tipologia di Legna | Densità | Potere Calorifico | Colore | Combustione | Fumo e Cenere |
|---|---|---|---|---|---|
| Faggio | Alta | Buono | Chiaro | Uniforme e duratura | Poca cenere e fumi |
| Cerro | Molto alta | Elevato | Scura | Lunga durata | Poco fumo e cenere |
| Carpino | Molto alta | Elevato | Chiaro | Lunga durata, calore intenso | Poco fumo, cenere moderata |
Legna forte o legna dolce?
Accertati questi importanti aspetti, passiamo alle due categorie che distinguono la legna per il camino da ardere presente in commercio: la dolce e la forte, all’interno delle quali troviamo le diverse varietà.
Caratteristiche termiche della legna dolce
La legna dolce ha mediamente un peso di 300-350 kg per metro cubo; di facile accensione è caratterizzata da una fiamma lunga ed è indicata per il riscaldamento dei forni, meno per gli impianti di riscaldamento come stufe o termocamini. Il suo utilizzo comporta una più accurata pulizia dell’impianto in quanto tende a creare più creosoto, ossia il catrame di carbone. Di questa varietà troviamo: l’abete bianco e l’abete rosso, il pioppo, il pino, il castagno e l’ontano.
Peso e tipo di combustione della legna forte
La legna forte ha di media un peso di 350-400 kg per metro cubo; si caratterizza per una fiamma più corta e per una combustione più lenta, per questa ragione è più indicata per gli impianti adibiti al riscaldamento domestico rispetto a quelli per la cottura, ideale come legna per camino. Troviamo le seguenti varietà: la quercia, il faggio, il carpino, la robinia, l’eucalipto, il leccio, l’olmo, la betulla, il rovere, il cerro e la farnia.
Ulteriori tipi di legna da ardere
- Acacia: l'acacia è un legno di essenza forte, con legno di colore giallo rossastro e fibra sottile e compatta.
- Noce: appartiene alla famiglia delle Juglandacee, molto longevo.
- Quercia: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ne esistono di vari tipi, le più comuni sono il rovere, il cerro, il leccio, la farnia.
- Castagno: appartenente alla famiglia delle Fagacee, ha un legno compatto ed elastico non molto pesante.
- Betulla: della famiglia delle Betullacee, ha corteccia biancastra o rossastra, non molto adatta come legna da ardere ma piuttosto durante la fase di accensione del caminetto perché brucia molto in fretta.
- Larice: della famiglia delle Pinacee è un albero di alto fusto presente sulla fascia alpina, ha corteccia grigiastra, spessa e profondamente solcata.
- Pioppo: appartiene alla famiglia delle Salicacee. Ne esistono di due tipi, il pioppo bianco ed il pioppo nero.
- Olmo: famiglia delle Olmacee.
- Ciliegio: può raggiungere i 20 m. di altezza, appartenente alla famiglia delle Rosacee.
- Pino: con questo termine si usa rappresentare una classe delle Pinacee, a cui fanno capo circa 90 specie diverse.
- Olivo: famiglia delle Olacee, è un albero che arriva a 15 m. di altezza.
- Alberi da frutto: sono legni duri che si prestano bene come legna da ardere.
Considerazioni Finali sulla Scelta della Legna
La scelta tra legna da ardere di faggio, cerro e carpino dipende principalmente dalle tue esigenze specifiche. Se desideri una legna facile da accendere e con una combustione pulita, il faggio è un'ottima opzione. Se preferisci un calore intenso e duraturo, il cerro rappresenta una scelta eccellente, mentre il carpino offre prestazioni simili ma con un potere calorifico leggermente superiore. In ogni caso, è fondamentale garantire che la legna sia ben stagionata per ottenere le migliori prestazioni e ridurre l'emissione di fumi. Scegliendo la legna giusta, potrai godere di un ambiente caldo e accogliente durante i freddi mesi invernali.
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Consigli per la corretta conservazione della legna da ardere
La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati, già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere. Per prima cosa da ricordarsi è che la legnaia deve avere la base e le pareti areate, in modo tale che la legna non sia appoggiata direttamente a terra o contro una parete.
Per ottenere una combustione completa della legna con rendimenti molto elevati e limitare la pulizia del termocamino occorre bruciare legna secca con percentuale di umidità tra il 15% e il 20% (mediamente 2 anni di essiccamento in luogo asciutto e ventilato, non deve stagionare per troppo tempo altrimenti perde potere calorifico). La legna non essiccata correttamente e/o per un breve periodo di tempo, può avere percentuali di umidità molto alte, anche superiori al 50%, che limitano il rendimento del termocamino, provocando la formazione di fuliggine, rendendo necessarie frequenti pulizie. L’ umidità contenuta nel legno in pratica è acqua che abbassa la temperatura di combustione.