Il pompelmo (Citrus paradise) della famiglia delle Rutacaeae, è un agrume diffuso in tutto il mondo, non solo per il suo gusto e il suo valore nutritivo, ma anche perché considerato un alimento funzionale che promuove la salute e previene malattie. È simile all'arancia, ma più grosso, di colore giallo o rosa, con sapore acidulo, amarognolo e meno dolce.
Origini e Varietà
Per il vero, il pompelmo non è un albero originariamente presente in natura; si tratta infatti di un incrocio effettuato dall'uomo tra il Pomelo e l'Arancio Moro (C. maxima X C. sinensis). «In seguito, da ulteriori innesti con le arance, sono derivate le varietà rosa e rosse», spiega Lorenzo Bazzana, responsabile Ortofrutta di Coldiretti.
Il colore del pompelmo, invece, è variabile, fondamentalmente perché dal frutto originale ad oggi ci sono più varietà diverse. Dunque, può avere un colore che va dal rosa fino ad arrivare al rosso, passando per il giallo e l’arancione.
I due colori più diffusi:
- Rosa: più dolce, è una miniera di licopene, un potente antiossidante. Ottimo in insalata.
- Giallo: ricchissimo di vitamina C, ha sapore acidulo-amaro, fresco. Ideale per cucinare.
Le varietà dalla buccia di colore rosa o rossastro sono fonte di licopene.
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Valori Nutrizionali del Pompelmo
Rispetto alla media, il pompelmo è un frutto particolarmente povero di zuccheri semplici e di calorie. Apporta invece alte concentrazioni d'acqua e solo tracce di proteine. La fibra non risulta particolarmente abbondante. Come possiamo vedere, più del 90% del pompelmo è composto da acqua, e questo ci fa subito comprendere come questo frutto sia particolarmente poco denso energeticamente (solo 26 kcal per 100 g di prodotto).
Il pompelmo fornisce 91,20 g di acqua, 1,60 g di fibre, 40 mg di vitamina C e 32 calorie l’etto.
Nota bene: le percentuali nel grafico non si riferiscono al contenuto percentuale di carboidrati, proteine e grassi presenti nel prodotto. Rappresentano, invece, la ripartizione dell'energia apportata da ciascun macronutriente (fatto 100 il totale delle calorie fornite dall'alimento).
Benefici per la Salute
Al pompelmo sono stati attribuiti moltissime proprietà, generalmente legate all’azione che i fitochimici in esso contenuto hanno dimostrato in alcuni studi pre-clinici.
Pompelmo alleato della circolazione
«Grazie al contenuto di flavonoidi, il pompelmo migliora il tono delle pareti dei vasi sanguigni e ha anche un’azione antiemorragica: è quindi utile se soffri di vene varicose, emorroidi, capillari fragili e se tendi a perdere spesso sangue dal naso», spiega Anna D’Eugenio, medico nutrizionista. Se lo consumi con alimenti ricchi di ferro, ne aiuta l’assorbimento e così reintegri anche le perdite ematiche.
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Antiossidante e supporto immunitario
Il pompelmo è un’ottima fonte di vitamina C, micronutriente che favorisce il buon funzionamento del sistema immunitario, combatte l’infiammazione, protegge la salute cardiovascolare contrastando l’ossidazione del colesterolo e sembra esercitare un’azione protettiva contro diverse forme di tumore.
Regolazione del colesterolo e della glicemia
«Consumandolo con la pellicina, grazie al contenuto di pectine, riduci anche il colesterolo, mentre in spremuta, grazie alla presenza della naringenina, regola i livelli di zuccheri nel sangue», aggiunge l’esperta.
Effetti sul metabolismo
Il consumo di pompelmi è stato associato a diminuzione della glicemia a digiuno e livelli di insulina e livelli sierici di colesterolo totale, lipoproteine a bassa densità (LDL) e trigliceridi ematici. Il consumo di pompelmo può quindi avere effetti benefici nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre malattie degenerative, che possono scientificamente giustificare la tradizione secolare dell’ integrazione alimentare del pompelmo nelle diete considerate più salubri.
Azione dei flavonoidi
La causa delle proprietà apparentemente benefiche del pompelmo sono, come dicevo precedentemente, i fitochimici in esso contenuto. Infatti, molti flavonoidi dietetici sono stati identificati come antidiabetici e possono ridurre il rischio di malattie croniche legate all’età. Gli studi epidemiologici concordano sul fatto che un maggiore apporto dietetico di flavonoidi è stato associato a un ridotto rischio di ictus ischemico e malattie cardiovascolari. Gli effetti protettivi dei flavonoidi comprendono: proprietà anti-ischemiche, antiossidanti, vasorilassanti e antitrombotiche.
Stimolazione dell'appetito e sazietà
Le sostanze amare di cui è ricco il pompelmo migliorano la digestione e stimolano la secrezione dei succhi gastrici e biliari. «E non corri il rischio di esagerare, perché il pompelmo è una buona fonte di fenilalanina, un aminoacido che aumenta la sensazione di sazietà», precisa la dottoressa D’Eugenio.
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Altri benefici potenziali
Infine, il consumo di pompelmo sembra poter aiutare a proteggere dai calcoli ai reni, dal cancro al colon e da quello al polmone e ad aiutare a non ingrassare.
Il Pompelmo nelle Diete
Il pompelmo ha sempre avuto la nomea di “cibo anti-obesità”, ed è per questo che è stato reso l’alimento principe di molte diete famose e commerciali, a partire già dagli anni trenta. Il pompelmo è considerato erroneamente un alimento dimagrante. Ovviamente, gli stessi risultati di calo ponderale non sono mai stati osservati sull'uomo (in caso contrario, avremmo scoperto la cura definitiva contro l'obesità); in definitiva, il pompelmo "fa bene", ma "non fa dimagrire"!
N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.
Interazioni Farmacologiche
“L’effetto pompelmo” si riferisce alla capacità del succo di pompelmo e degli integratori (a base di succo di pompelmo ad es.) di interagire con un’ampia varietà di farmaci, aumentando o limitando la loro disponibilità nell’organismo. Tornando alla naringenina o naringina, questa sembra anche avere delle interazioni con le cellule del fegato, nelle quali inibisce certi enzimi deputati alla metabolizzazione di farmaci e nutrienti.
Inoltre, l'ingestione di succo di pompelmo può causare il legame tra le furanocumarine (in esso contenute) e il CYP3A4 (citocromo P450), provocando la riduzione del metabolismo di primo passaggio delle cellule dell'intestino (circa 24 ore); ciò determina un aumento della biodisponibilità dei farmaci somministrati. Ciò può avere ripercussioni salutistiche gravi, come rabdomiolisi e insufficienza renale (soprattutto negli anziani).
Disclaimer: Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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