La dieta FODMAP è uno schema alimentare che negli ultimi anni ha guadagnato molta fama su internet, giornali e riviste, con tanto di libri dedicati. La dieta FODMAP, o più correttamente Low-FODMAPs Diet, è un sistema nutrizionale che si basa sulla limitazione dei fattori dietetici maggiormente responsabili della sindrome dell’intestino irritabile.
Se soffri di colon irritabile, infatti, dovresti fare attenzione all’alimentazione, in quanto i sintomi intestinali fastidiosi e/o dolorosi possono essere mantenuti in remissione eliminando i cosiddetti “zuccheri fermentabili” (FODMAP).
Cos'è la Dieta FODMAP?
FODMAP è un acronimo indicativo di zuccheri fermentabili (F), quali oligosaccaridi (O), disaccaridi (D), monosaccaridi (M) e (And) polioli (P) o carboidrati a catena corta, che non riescono ad essere assorbiti dall'intestino tenue.
Si tratta di carboidrati a catena corta che vengono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue. Da qui, passano quindi nell’intestino crasso, dove comincia il processo di fermentazione batterica. Inoltre, queste sostanze tendono a trattenere o richiamare acqua dalla mucosa intestinale. Dunque, di per sé, non sono alimenti dannosi.
Questi zuccheri sono in genere scarsamente assorbibili e vengono fermentati nell'intestino dai batteri del colon causando gonfiore, gas, dolore addominale caratteristico della sindrome dell'intestino irritabile (IBS o colon irritabile). In alcuni casi, i sintomi possono compromettere la qualità della vita e, generalmente, i controlli gastroenterologici non riscontrano anomalie.
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Come Funziona la Dieta FODMAP?
La revisione delle ultime linee guida per il trattamento dell’IBS (Irritable Bowel Syndrome), cioè la sindrome dell’intestino irritabile, ad oggi include anche la dieta FODMAP (Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli), ideata e studiata alla Monash University in Australia, in quanto allevia i disturbi nell’85% dei casi.
Ma come funziona la dieta FODMAP?
- FASE UNO: Si sostituiscono gli alimenti ricchi di FODMAP nella dieta con alternative a basso tenore di FODMAP, seguendo un opportuno schema fornito dallo specialista. L’eliminazione di questi zuccheri andrebbe portata avanti per 4 settimane (fino ad un massimo di 10-12 settimane).
- FASE DUE: Si continua la dieta a basso contenuto di FODMAP (come nella fase 1), ma si incominciano a reinserire gradualmente cibi appartenenti ad un solo gruppo di zuccheri (generalmente per 3 giorni a settimana e a giorni alterni), sempre monitorando i sintomi e appuntandoli su un diario.
- FASE TRE: L’obiettivo è quello di allentare il più possibile le restrizioni dietetiche, espandere la varietà di alimenti inclusi nella dieta e stabilire una "dieta FODMAP personalizzata" a lungo termine. In questa fase, gli alimenti e i FODMAP ben tollerati vengono reintrodotti definitivamente nella dieta, mentre gli alimenti e i FODMAP scarsamente tollerati rimangono limitati, ma solo a un livello che fornisce sollievo dai sintomi.
È importante sottolineare che questo tipo di regime nutrizionale è molto restrittivo e difficile da seguire. Inoltre, dal momento che vengono eliminati cibi dalle importanti proprietà nutrizionali, deve durare per brevi periodi, in modo che il microbiota intestinale non venga alterato, e non si riduca l’apporto di fibre e nutrienti.
È sempre bene parlare con il proprio medico prima di iniziare una nuova dieta, soprattutto nel caso della dieta FODMAP poiché si eliminano alcuni cibi ed il rischio, con il “fai da te”, è di andare incontro a carenze nutrizionali. Chiunque sia sottopeso non dovrebbe provare da solo questo schema alimentare.
La prima cosa da fare se si sospetta di essere sensibili ai FODMAP è consultare un professionista del settore. Un medico saprà indirizzarvi ai test disponibili e scientificamente validati per diagnosticare intolleranza a lattosio e fruttosio. Una volta che il medico abbia formalizzato una diagnosi di IBS, un biologo nutrizionista o un dietista sapranno suggerirvi una dieta che vi permetterà di verificare se l’eliminazione di certi cibi potrà ridurre i sintomi accusati.
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Alimenti e FODMAP: Cosa Evitare
Il termine FODMAP raccoglie oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Si tratta di carboidrati presenti in una grande quantità di alimenti diversi che, quando consumati in quantità rilevanti e con assiduità da soggetti sensibili, possono causare spiacevoli disturbi intestinali. Vediamo quali sono e in quali alimenti si trovano, facendo riferimento alle liste più aggiornate che la ricerca ci mette a disposizione.
Ricordate che si tratta di indicazioni in continuo divenire, man mano che nuovi alimenti vengono testati: è possibile che ci siano discrepanze e variazioni rispetto alle numerose liste che è possibile reperire in rete, così come possono essere presenti variazioni individuali che non collimano in pieno con le indicazioni generali.
- Fruttani: Si tratta di brevi catene di molecole di fruttosio con una molecola di glucosio ad un’estremità. Cereali: pane, pasta e derivati del frumento, specie se consumati in grandi quantità.
- Galattani: Sono molecole formate da più unità di galattosio legate a fruttosio e glucosio alle estremità. legumi, cereali e verdure, praticamente quasi tutti i vegetali.
- Lattosio: Un disaccaride costituito da una molecola di glucosio legata ad una di galattosio, presente nel latte di TUTTI i mammiferi, non è digerito da alcuni soggetti che con la crescita perdono l’enzima, lattasi, che ne permette la scissione.
- Fruttosio: Un monosaccaride molto abbondante nella frutta e nel miele. Nell’intestino è assorbito con il glucosio, quindi se presente in eccesso rispetto a questo può rimanere nel lume intestinale causando problemi.
- Polioli: Si tratta di zuccheri presenti in frutta e verdura, utilizzati anche nella produzione industriale di alimenti, come umettanti e soprattutto come dolcificanti artificiali in prodotti dietetici in virtù del ridottissimo apporto calorico.
La dieta a basso contenuto FODMAP può contribuire a ridurre i sintomi. Questa dieta può essere utile anche ai pazienti con la “sindrome dell’intestino irritabile” o con malattie infiammatorie dell’intestino.
Questa dieta limita anche alcuni cibi ricchi di fibre che hanno un’alta quantità di FODMAP (la fibra è infatti formata da carboidrati complessi che il corpo non può digerire e che si trovano in alimenti vegetali come fagioli, frutta, verdure, cereali integrali, ecc).
La dieta a basso contenuto di FODMAP non è pensata per la perdita di peso, ma potrebbe indurre un dimagrimento perché elimina tanti cibi. Essendo i sintomi spesso differenti da persona a persona, non è detto che alcuni FODMAP siano da eliminare.
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Efficacia della Dieta FODMAP
La dieta FODMAP funziona? Uno studio randomizzato controllato pubblicato sul Journal of Gastroenterology and Hepatology ha dimostrato che i partecipanti che seguivano la dieta FODMAP per 6 settimane hanno riportato una significativa riduzione dei sintomi dell’IBS rispetto a quelli che seguivano una dieta normale.
È necessario sottolineare che nei soggetti sensibili a queste sostanze una dieta di eliminazione non necessariamente deve essere protratta per lunghi periodi, anzi in genere la durata è di 2-6 settimane. Una volta che i sintomi si sono ridotti o sono addirittura scomparsi si può procedere al reinserimento dei cibi ad alto contenuto di FODMAP.
Ovviamente il reinserimento va fatto con modalità specifiche, nei modi e nei tempi di un protocollo che il professionista saprà applicare.
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