Carne Sintetica: Pro e Contro

Negli ultimi mesi si sente sempre più spesso parlare di carne coltivata o, erroneamente, di carne sintetica. La carne coltivata, chiamata anche in modo improprio “sintetica” o “artificiale” o ancora “da laboratorio”, è un alimento proteico ricavato da un processo di coltivazione in vitro di cellule staminali animali. Queste cellule vengono estratte attraverso una biopsia da polli, bovini o altri animali, senza la necessità che essi vengano sacrificati.

Cos'è la Carne Coltivata?

La carne coltivata è un tipo di carne prodotta in laboratorio a partire da cellule animali. Una cellula animale che troviamo all’interno di un manzo, di uno squalo, dell’uomo che viene prelevata e messa su una piastra, resta una cellula animale. Per sintetico, infatti, si intende qualcosa che è risultato da una sintesi che avviene al di fuori di un organismo vivente, cosa che attualmente non è. Attualmente la carne coltivata è un prodotto che nasce a partire da cellule animali che vengono prelevate tramite una biopsia e fatte crescere su un terreno, una soluzione, ricco di nutrienti.

Dopo la crescita, queste cellule staminali, che all’inizio non presentavano alcuna specializzazione, si differenziano e si assemblano per formare i tessuti che danno origine al prodotto desiderato. In pratica si riproduce in laboratorio ciò che avviene in natura: carne a tutti gli effetti. Queste cellule staminali si differenziano anche rimanendo all’interno dell’organismo di partenza; quindi, non viene in nessun modo modificata ma procede in quella che è la fisiologia della cellula. Dalle singole cellule, messe insieme, si costituisce poi un tessuto che darà quindi origine a quello che sarà il prodotto finito.

La ricerca, in questi anni, si è concentrata per rendere questo processo riproducibile su larga scala. Lo strumento che si è dimostrato utile ai fini del raggiungimento di questo scopo è il bioreattore, utile nella produzione di altri alimenti come birra e yogurt.

Il Processo di Produzione

  1. Prelievo di cellule staminali da un campione animale, tramite una biopsia.
  2. Coltivazione delle cellule in una soluzione contenente nutrienti in grado di farle moltiplicare.
  3. Stimolazione delle cellule a differenziarsi in muscolo o grasso maturo.
  4. Allenamento delle cellule muscolari e farle unire in fibre, dette miotubi, ovvero le unità di base delle fibre muscolari, che continuano poi a crescere nelle opportune circostanze.

Tutto questo avviene all’interno di un bioreattore, cioè un apparecchio che riproduce le condizioni ottimali di crescita, in termini di temperatura, aerazione e flusso di nutrienti, replicando quelle fisiologicamente presenti nel corpo degli animali. Il mezzo di coltura ideale deve fornire nutrienti, ormoni e fattori di crescita, cioè proteine cruciali per stimolare la crescita e la proliferazione cellulare.

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Vantaggi della Carne Coltivata

La carne sintetica oggi rappresenta un’alternativa sostenibile alla carne tradizionale. La carne coltivata ha molte frecce al suo arco perché promette di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, l’utilizzo di energia, di acqua e di suolo. La popolazione mondiale sta crescendo e di conseguenza la richiesta di cibo e di proteine è in continuo aumento. Bisogna trovare soluzioni sostenibili per far fronte a questa richiesta.

  • La sostenibilità ambientale: Da questa prospettiva la carne coltivata ha molte frecce al suo arco perché promette di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, l’utilizzo di energia, di acqua e di suolo. In particolare, la carne coltivata comporta un minore utilizzo del suolo, un minore inquinamento dell’atmosfera ed emissioni ridotte di azoto.
  • L’aspetto etico: Essendo prodotta in laboratorio, la carne coltivata rappresenta un’alternativa più accettabile dal punto di vista etico alla produzione tradizionale di carne, in quanto evita il processo di macellazione degli animali.
  • Sicurezza alimentare: Crescendo in un ambiente controllato, si riduce il rischio di malattie di origine animali e, non essendoci la necessità dell’impiego di antibiotici, di resistenza antibiotica.
  • Aspetto nutrizionale: Sarebbe possibile ridurre drasticamente i grassi saturi andando a bilanciare un profilo ottimale di tutti gli acidi grassi.

Uno studio, ad esempio, che ha voluto analizzare quale sarà l’impatto sull’ambiente della produzione di carne coltivata destinata alla commercializzazione nel 2030, ha concluso che questo nuovo alimento ha tutte le carte in regola per avere un impatto ambientale inferiore, rispetto alla carne convenzionale, per la maggior parte degli indicatori presi in considerazione.

Svantaggi e Criticità

È molto difficile potere riprodurre esattamente tutte le caratteristiche di gusto, odore, consistenza della carne tradizionale, anche se con il tempo si potrà giungere a un risultato sempre più simile all’originale. Per produrre questa carne soprattutto nella fase iniziale, sono stati utilizzati il feto animale e il siero fetale per prelevare le cellule staminali e per nutrirle una volta prelevate. Sottoprodotti dell’industria della carne che sono in contraddizione con un’innovazione che porta con sé la promessa di essere attenta al benessere animale e all’etica della produzione. La tecnologia, tuttavia, è in evoluzione e si sta via via passando ad altre metodiche più rispettose del benessere animale.

  • Qualità sensoriale: È molto difficile potere riprodurre esattamente tutte le caratteristiche di gusto, odore, consistenza della carne tradizionale.
  • Benessere animale (l’aspetto etico): Per produrre questa carne soprattutto nella fase iniziale, sono stati utilizzati il feto animale e il siero fetale per prelevare le cellule staminali e per nutrirle una volta prelevate.
  • Aspetti di equità economica: Abolire gli allevamenti intensivi potrebbe comportare una riduzione delle persone attualmente impiegate in questa industria.

Un’ulteriore questione controversa riguarda l’impatto che questa innovazione, attualmente in mano a poche aziende in forte espansione, potrebbe avere sul piano socio-economico: abolire gli allevamenti intensivi potrebbe comportare una riduzione delle persone attualmente impiegate in questa industria.

Normative e Mercato Attuale

Già dal dicembre 2023 il nostro Paese ha vietato la produzione e la commercializzazione sul territorio nazionale della carne coltivata. È la Legge n°172 del 1° dicembre 2023, promulgata dal Presidente della Repubblica ed entrata in vigore il 16 dicembre dello stesso anno, a sancire il divieto nel nostro Paese di alimenti e mangimi ottenuti a partire da colture cellulari o tessuti ottenuti da animali vertebrati. Il divieto è stabilito invocando il principio di precauzione. Però impedirne l’importazione da altri Paesi europei se e quando arriverà l’autorizzazione Ue a questo nuovo cibo.

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Attualmente alcuni prodotti di questo tipo sono già commercializzati (carne coltivata di pollo a Singapore e negli Stati Uniti, carne coltivata di manzo in Israele). Al momento non è possibile acquistare carne coltivata. Neppure nei paesi dove è stato permesso e tentato il lancio di questo nuovo alimento. Negozi al dettaglio e supermercati non sono ancora l’ambito in cui la carne coltivata si muove. Al mondo è possibile assaggiarla in un ristretto numero di ristoranti negli Stati Uniti e a Singapore.

Nell’UE, infatti, la produzione e commercializzazione della carne coltivata ricade sotto la normativa relativa ai cosiddetti novel food (Regolamento (UE) n. 2015/2283), ossia quegli alimenti che non sono stati utilizzati in misura significativa per il consumo umano nell'Unione europea prima del 15 maggio 1997. Al momento 2 sono le richieste arrivate alla Commissione europea relative all’approvazione di prodotti ottenuti da colture cellulari animali. La prima, avanzata nel luglio 2024 da parte dell’azienda Gourmey, riguarda la produzione di foie gras coltivato. La seconda richiesta, più recente, è arrivata a gennaio di quest’anno da parte dell’azienda olandese Mosa Meat, che già nel 2013 riuscì a produrre il primo hamburger a partire da una coltura di cellule.

In Unione Europea la carne coltivata è considerata un novel food e quindi deve sottostare a stretti controlli e normative che regolamentano l’introduzione di questi alimenti sul nostro mercato. Un po’ come avviene anche per i prodotti che contengono insetti. Solo dopo che Efsa avrà valutato la sicurezza della carne coltivata, in base ai dati in suo possesso, questa potrà essere autorizzata dalla Commissione ed entrare nel mercato europeo.

Qualora l’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare (EFSA) dovesse approvare la sicurezza della carne coltivata, questa potrà entrare nel mercato europeo e potrà essere acquistata. Il disegno di legge emanato dall’attuale governo dovrà pertanto sottostare alla decisione dell’Unione Europea, mettendo la popolazione italiana nella condizione di poter acquistare questa carne coltivata purchè non abbia provenienza italiana.

Opinioni degli Italiani

Sul sito di Impegnatiacambiare.org, il portale che raccoglie spunti e proposte per ripensare le priorità delle nostre scelte, abbiamo svolto un'inchiesta, rivolgendo domande a un campione di Italiani. Ebbene, quasi la metà degli intervistati (il 47%) la proverebbe, ma a certe condizioni: prima fra tutte la sicurezza per la propria salute.

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Tabella Riassuntiva: Pro e Contro della Carne Coltivata

Aspetto Pro Contro
Sostenibilità Ambientale Riduzione emissioni gas serra, minore uso di energia, acqua e suolo Impatto ambientale complessivo ancora in fase di studio
Etica Evita la macellazione degli animali Utilizzo iniziale di siero fetale bovino (in evoluzione verso alternative)
Qualità Sensoriale Potenziale per composizione nutrizionale controllata (es. omega-3) Difficile replicare gusto, odore e consistenza della carne tradizionale
Sicurezza Alimentare Minore rischio di malattie di origine animale, riduzione dell'uso di antibiotici Sicurezza a lungo termine ancora da valutare
Economia Potenziale riduzione dei costi a lungo termine Possibile impatto socio-economico negativo sugli allevamenti tradizionali
Normative Considerata novel food, sottoposta a controlli rigorosi Divieto di produzione e commercializzazione in Italia

La carne coltivata potrà essere, semmai sarà autorizzata, una delle possibilità per ridurre il consumo di carne tradizionale ed essere più sostenibili. Per cominciare si può già fare molto per ridurre o eliminare del tutto il consumo di carne, ricorrendo a piatti pronti, come i burger a base di proteine di soia, pisello o grano o alla “carne vegetale”, prodotti che vengono formulati a partire da legumi o altri ingredienti di origine vegetale, ricchi di proteine che, attraverso la loro combinazione, ricordano il sapore e la consistenza della carne animale.

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