Quando una persona dimagrisce senza volerlo, ovvero senza intraprendere diete o aumentare l'attività fisica, e magari mangiando come sempre, è naturale che si preoccupi. In realtà, perdere peso senza motivo apparente non è sempre sintomo di una malattia grave. Tuttavia, è importante indagare le cause per escludere eventuali problemi di salute sottostanti.
Perché si dimagrisce senza volerlo?
Perdere peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattie. Anche un periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre un dimagrimento improvviso.
Fattori Psicologici
Anche periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre il dimagrimento. Depressione: la depressione influenza la sfera dell’alimentazione sia in plus che in minus. Può infatti portare da un lato ad un aumento dell’assunzione di cibo ma anche, al contrario, alla diminuzione dell’introito alimentare. Questa evenienza si verifica in genere in associazione all’anedonia, una condizione patologica in cui la persona depressa risulta incapace di trovare piacevoli le attività e le situazioni che normalmente lo sono, come ad esempio il pasto.
L'ansia può interferire con tanti aspetti della nostra vita. Tra i diversi sintomi fisici e mentali dell'ansia può rientrare anche una variazione del normale appetito, in entrambi i sensi: è possibile iniziare a mangiare molto più o molto meno del solito. Questo non deve stupire, perché la salute mentale ha un impatto su quella fisica, e viceversa.
Condizioni mediche
Una perdita di peso improvvisa nell’uomo e nella donna non significa necessariamente avere un tumore in corso, e non tutti i tumori inducono in fase iniziale una perdita di peso. Altra cosa è invece la perdita di peso in una persona in cura per un tumore diagnosticato, che si verifica spesso, anche in relazione ad alcuni farmaci chemioterapici. Per questo è molto importante stabilire un percorso nutrizionale di supporto durante i trattamenti oncologici.
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La letteratura ha sottolineato negli ultimi anni una probabilità di ricevere una diagnosi di tumore in persone che hanno registrato un calo ponderale significativo rispetto a gruppi di persone che non hanno osservato dimagrimento nel periodo precedente la diagnosi. Alcuni studi di coorte dimostrano una probabilità da 1,6 a 12,5 volte maggiore di essere portatori di un tumore fra chi ha vissuto un calo ponderale significativo rispetto ai pazienti che non lo presentano.
L’insufficienza pancreatica esocrina è una delle cause di questo dimagrimento indesiderato. Nei casi di IPE, il pancreas non è in grado di svolgere la sua funzione primaria ossia il rilascio di enzimi che aiutano la digestione.
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che può causare una perdita o un aumento di peso in chi ne è affetto.
Intolleranze alimentari
Capita non di rado, infatti, che soggetti affetti inconsapevolmente da intolleranze alimentari (come la celiachia, ovvero l’incapacità intestinale di assorbire il glutine, o l’intolleranza al lattosio) vedano salire o al contrario scendere l’ago della bilancia senza cause evidenti e senza aver cambiato le abitudini alimentari né la quantità di tempo dedicata all’attività fisica.
Quando non si verifica questa patologia ma invece un’intolleranza alimentare, come quella al lattosio, interviene un malassorbimento intestinale della sostanza o dell’alimento in questione. In questa condizione clinica vengono alterati la digestione, l’assorbimento o il trasporto dei diversi alimenti e nutrienti attraverso la parete intestinale, con una conseguente malnutrizione del soggetto intollerante e l’insorgere di sintomi più o meno aggressivi come la diarrea e il vomito.
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Insulino resistenza
Chi soffre di insulino resistenza spesso si trova a combattere con una difficoltà apparentemente inspiegabile: dimagrire diventa molto più faticoso, anche seguendo una dieta equilibrata. Il punto fondamentale da ricordare è che non è una questione di volontà o colpa personale: si tratta di un meccanismo fisiologico che, una volta riconosciuto, può essere riequilibrato con le giuste strategie.
Età avanzata
È frequente che le persone anziane registrino un calo ponderale involontario, che può derivare anche da una diminuzione dell’appetito. Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento. Quando la tendenza al dimagrimento in età avanzata è notevole, è bene indagarne le cause con l’aiuto di un medico.
Demenza: con il termine demenza si intende qualsiasi causa di deterioramento organico della funzione del cervello che provoca difetti multipli delle funzioni cognitive. Esempi di demenza possono essere la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza fronto-temporale.
Mancata autonomia: in ambito clinico, soprattutto geriatrico, vengono spesso utilizzato dei semplici questionari al fine di valutare il livello di autonomia di una persona nello svolgere le diverse attività della vita quotidiana.
Quando preoccuparsi?
Clinicamente si approfondisce quando il dimagrimento (calo ponderale) involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi.
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Come affrontare il dimagrimento involontario
È importante identificare tempestivamente queste situazioni, che potrebbero essere la conseguenza di una malattia severa o cronica (ed è stato osservato che, soprattutto negli anziani, è associata a peggiori condizioni di salute generale). Ai fini di una corretta diagnosi è importante innanzitutto accertarsi che la perdita di peso sia involontaria: il soggetto non deve cioè seguire nessun tipo di regime alimentare restrittivo e non deve aver cambiato le proprie abitudini alimentari rispetto al passato (ad esempio non deve aver recentemente escluso una categoria di alimenti dalla propria dieta). È poi utile indagare la sfera dell’appetito: se nonostante la perdita di peso il soggetto ha fame e si nutre normalmente potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di diabete.
Gestione dello stress e dell'ansia
Un aspetto frustrante dello stress prolungato è che spesso non si sa con certezza quando i problemi che causano lo stress finiranno. Per questo è importante accettare che ci sono delle cose che non si possono controllare e sviluppare una sana capacità di gestione dello stress, attraverso attività come queste.
- Respirazione profonda. Concentrati sul calmare la tua mente mentre fai respiri profondi.
- Leggero esercizio cardio. Fare una camminata veloce può aiutare a gestire lo stress in modo più efficace.
- Tenere traccia di eventi o situazioni specifiche che scatenano l'ansia. Tenere un registro dei pasti e dell'apporto calorico può servire per capire meglio la connessione tra le due cose.
- Espressione artistica. Disegnare, dipingere, cantare o suonare uno strumento: tutto quello che può servirti a liberare energia nervosa.
- Hobby rilassanti. Che si tratti di lavorare all'uncinetto, fare escursioni o cantare al karaoke, fare qualcosa che ci piace può rilassarci e ridurre lo stress.
- Mantenere la cura di sé. Imposta un promemoria sul telefono per ricordarti quando è ora di mangiare, di lavarti e di dormire. Soprattutto, esercita un'igiene del sonno di base per garantire al tuo corpo il riposo di cui ha bisogno.
Dieta e nutrizione
Al contrario la dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura fresca, e l’abitudine a mangiare cibi quanto più possibile naturali e non raffinati e industriali aiutano a mantenere integro il microbiota.
Qualche consiglio per affrontare la perdita di appetito:
- mangia piccole porzioni di cibo più volte al giorno, ogni 2-3 ore;
- scegli cibi nutrienti, senza ricorrere a prodotti raffinati e trasformati a livello industriale;
- scegli frutta e verdura facilmente digeribile;
- regola la temperatura del cibo: i pasti troppo caldi o troppo freddi possono causare nausea;
- bevi molti liquidi, ma lentamente e distribuiti nell’arco della giornata, per evitare il senso di sazietà;
- se necessario, sotto controllo medico, testa i livelli di vitamine e minerali in modo da integrare in modo opportuno, se necessario.
Inizialmente si dovrà provvedere con una dieta in cui si alterneranno alcuni cibi ad altri, per capire anche l’entità del proprio dimagrimento improvviso. Dopodiché si cercherà di seguire una dieta alimentare, come quella mediterranea che prevede una diminuzione di alcune pietanze, un incremento dell’attività fisica e la cancellazione di prodotti ipercalorici.
Aumentare di peso in modo sano
Se, a causa di un’intolleranza al lattosio, avete subito un dimagrimento indesiderato al di sotto del vostro peso forma, non vi resta che recarvi da un medico specialista in nutrizione che, attraverso le domande e gli esami previsti, saprà individuare con certezza il vostro disturbo, darvi tutte le informazioni del caso e consigliarvi le migliori diete senza lattosio da seguire nella situazione specifica che vi caratterizza e in base alla gravità della vostra intolleranza. Spesso, soprattutto quando i soggetti intolleranti sono dei bambini o degli adulti che fanno fatica a mangiare in modo variegato, può essere difficile recuperare i chili persi in modo salutare, per cui diventa fondamentale capire come aggiungere calorie e nutrienti alla loro dieta per riportarli al peso forma in modo rapido e sicuro.
Assumendo un’ampia varietà di alimenti nutrienti e calorici, mettere su qualche chilo nel rispetto del benessere dell’organismo sarà molto semplice e persino piacevole: vi basterà cercare di assumere ogni giorno più calorie rispetto a quelle bruciate con l’attività fisica o con le consuete attività quotidiane e assicurarvi di consumare a ogni pasto principale e ad ogni spuntino alimenti ad alto contenuto calorico e nutrizionale ma senza dover ripiegare sui cibi spazzatura.
Esami diagnostici
In caso di dimagrimento eccessivo, è importante consultare un medico che potrà prescrivere gli esami più adeguati per identificare la causa. Questi esami possono includere:
- analisi del sangue per controllare i livelli di ormoni tiroidei, zuccheri nel sangue, e marcatori di malattie autoimmuni o infettive;
- esami per valutare la funzionalità renale e epatica;
- test specifici per escludere disturbi alimentari;
- indagini radiologiche come ecografie o risonanze magnetiche.