Cortisone e Dieta Chetogenica: Interazioni e Considerazioni

Molti pazienti si sono avvicinati alla dieta chetogenica, attratti dalla sua efficacia nel dimagrimento e nel controllo glicemico.

Tuttavia, questa alimentazione a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di grassi può interferire con diversi tipi di farmaci.

L'assunzione di cortisone non è una controindicazione assoluta all'applicazione di un regime chetogenico, ma deve sempre rivolgersi al professionista della nutrizione per valutare insieme se nel suo caso una dieta chetogenica è applicabile (potrebbe avere altre controindicazioni) e soprattutto se è la strategia giusta per lei.

Le sconsiglio vivamente il fai da te!

Interazioni tra Cortisone e Dieta Chetogenica

Rispetto alla sua richiesta, farmaci importanti come il cortisone possono interferire con le esigenze metaboliche, anche se a bassi dosaggi, pertanto il consiglio è di valutare bene prima di iniziare un percorso nutrizionale di questo tipo associandolo a farmaci cortisonici.

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Il cortisone non è in assoluto una controindicazione alla chetogenica.

Ci sono soggetti che riescono a mantenere lo stato di chetosi nonostante il cortisone, e soggetti che non riescono.

Naturalmente la dieta chetogenica è sempre preferibile seguirla sotto controllo di un nutrizionista.

L'interazione con il cortisone non è assolutamente da sottovalutare poiché dipende la dose/il motivo di assunzione/ complicance del paziente e chetosi.

È possibile seguire una dieta chetogenica assumendo cortisone, ma il farmaco può influenzare i livelli di zucchero nel sangue e la gestione del peso.

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Effetti del Cortisone sul Metabolismo

Un effetto collaterale del cortisone è l'aumento di peso che potrebbe essere evitato eliminando il consumo di dolci e bevande zuccherate, salse e creme pronte, cereali da colazione, prodotti industriali confezionati e cibi troppo lavorati.

In linea generale le persone sottoposte a cure con farmaci a base di cortisone dovrebbero cercare di seguire una dieta iposodica (poco sale per la ritenzione idrica) e lievemente iperproteica (più proteine), questo perché il cortisone fa trattenere più sodio e disturba il metabolismo proteico, del glucosio e del calcio (rischio osteoporosi).

Alimenti Consigliati e da Evitare

Gli alimenti consigliati sono: latte scremato, uova (massimo 2 la settimana), carne bianca e pesci, riso e pasta (in base al peso) olio extravergine di oliva in dosi prestabilite, in abbondanza verdure e frutta e pochi zuccheri, sale aggiunto ridotto al minimo.

Molto utili gli alimenti ricchi di potassio come fagioli, lenticchie, piselli, spinaci, coste, finocchi, patate, pomodoro, asparagi, ananas, melone e uva, albicocche, arachidi, fichi secchi, mandorle, noci, nocciole e pinoli, carote, sogliola, trota, prosciutto, coniglio, maiale, manzo.

Sono invece da evitare: cibi grassi in generale, formaggi grassi e troppo salati, insaccati e salumi, alimenti conservati in salamoia, condimenti di origine animale (burro e strutto), salse e creme dolci a base di uova con aggiunta di grassi.

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Importanza della Consulenza Professionale

Buongiorno, per iniziare un regime chetogenico le consiglio di affidarsi ad un professionista che possa elaborare un piano alimentare personalizzato con il giusto quantitativo di macro e micronutrienti ma soprattutto che possa consigliarle la giusta integrazione.

Salve, un regime chetogenico va prescritto solo in alcuni casi particolari di salute e sotto la visione dello specialista.

E la invito a riflettere sul fatto che la chetogenica non è l'unica strategia per la perdita di peso ma che si possono ottenere ottimi risultati a lungo termine anche senza ricorrere a soluzioni drastiche.

Come detto dai colleghi, un regime alimentare di tipo chetogenico è di competenza di un Professionista, proprio per evitare di incorrere in errori; esistono diversi tipi di "diete chetogeniche" con composizioni in macronutrienti diverse e specifiche per determinati casi.

Il regime chetogenico deve essere seguito da un professionista della nutrizione.

Se la dieta chetogenica le è stata prescritta da un professionista che ha valutato le sue condizioni di salute e le cure farmacologiche allora direi che l'assunzione di cortisone non è una controindicazione nel suo caso.

Sicuramente un primo passo potrebbe essere una consulenza nutrizionale accurata.

Andrebbero però valutati diversi fattori quali, lo stato di salute, dosaggio e durata di assunzione del cortisone, composizione corporea in termini di massa grassa e massa magra.

In particolare, alcuni medicinali, come gli ipoglicemizzanti orali, possono provocare ipoglicemie impreviste, poiché la dieta stessa abbassa la glicemia in modo naturale.

Inoltre, la chetosi può alterare il pH corporeo e la funzionalità epatica, modificando il metabolismo epatico dei farmaci.

Interazioni Farmacologiche: Cosa Sapere

Le interazioni tra farmaci e cibo possono modificare in modo rilevante l’effetto di numerosi farmaci determinandone una enorme variazione della concentrazione che può provocare severi effetti collaterali.

Alcuni farmaci sono particolarmente sensibili all’ambiente acido dello stomaco.

Certi antibiotici - penicillina G, penicillina VK, ampicillina - possono essere degradati dalle secrezioni gastriche: è bene quindi che vengano presi almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto.

I bifosfonati sono farmaci utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi: alendronato, ibandronato e risedronato non vengono ben assorbiti se presi con qualsiasi tipo di cibo o bevanda, fatta eccezione per l’acqua.

Non sempre le interazioni con l’ambiente acido dello stomaco hanno valenza negativa.

Per alcuni farmaci il ridotto pH gastrico facilita l’assorbimento.

È il caso del ketoconazolo, un antimicotico, della griseofulvina, altro antimicotico il cui assorbimento è ancora maggiore se assunta insieme a dei grassi.

Alcuni cibi contengono sostanze che possono interferire con l’azione di specifici farmaci.

Molte verdure a foglia e alcune brassicacee, hanno un elevato contenuto di vitamina K, sostanza la cui presenza è essenziale per i processi di coagulazione del sangue.

La levotiroxina (Eutirox) va assunta a digiuno per un miglior assorbimento del farmaco e il paziente dovrebbe limitare il consumo di cibi goitrogenici come cavolo, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolfiori fagioli o miglio perlato, che potrebbero ridurne notevolmente l’efficacia, diminuendo la quantità di iodio disponibile.

La liquirizia contiene glicirrizina e acido glicirretico, due sostanze che possono interferire pesantemente con farmaci antipertensivi e antiaritmici causando aumento della pressione, edema, ritenzione di sodio ed escrezione di potassio; quei bastoncini e quelle caramelle non sono poi così tanto innocui.

Un sacco di altri cibi se prendete farmaci che sono metabolizzati dal citrocromo P450, un enzima inibito da sostanze contenuto nel frutto.

I principi attivi dei farmaci sono degli xenobiotici, delle sostanze estranee che l’organismo elimina più o meno rapidamente attraverso reazioni complesse.

Oltre il 75% dei farmaci che assumiamo viene metabolizzato da enzimi che appartengono alla famiglia del citocromo P450.

Nell’uomo esistono circa 60 geni che codificano per differenti forme dell’enzima e un buon numero di queste forme è direttamente coinvolto nella detossificazione dei farmaci.

Le forme di citocromo P450 che sono responsabili dela detossificazione dei farmaci sono CYP3A4, CYP2D6, CYP2C9, CYP1A2 e CYP2E1 (CYP è la sigla che indica gli enzimi di questa famiglia).

Il citocromo CYP3A4 - taurochenodeossicolato 6alfa-idrossilasi per i più avventurosi - è la forma enzimatica più attiva e da sola da gioca un ruolo importante nella metabolizzazione di circa il 50% dei farmaci.

Tabella: Interazioni tra Alimenti e Farmaci Metabolizzati dal Citocromo P450

Enzima del Citocromo P450 Alimenti che Interferiscono Effetto
CYP3A4 Succo di pompelmo, pomelo, arancia di Siviglia, vino rosso Inibizione
CYP1A2 Caffeina, brassicacee, carne cotta alla griglia Aumento dell'attività
CYP1A2 Succo di pompelmo, succo di uva Jufeng Inibizione
CYP2E1 Bevande alcoliche Aumento dell'attività

Tra gli alimenti che possono interferire con l’attività dell’enzima un posto di rilievo va al succo di pompelmo che, grazie alla presenza di alcune furanocumarine come la diidrossibergamottina e bioflavonoidi come naringina, naringenina e quercetina, è un potente inibitore e inattivatore del citocromo.

L’effetto è già apprezzabile con il consumo di una singola porzione di succo ma può aumentare in maniera rilevante con un consumo continuato.

Da sottolineare che l’effetto inibitorio dovuto al succo di pompelmo può protrarsi fino a 2-3 giorni, quindi non è sicuro prendere i farmaci qualche ora dopo aver consumato il succo: bisogna interrompere il consumo qualche giorno prima.

Anche il pomelo e l’arancia di siviglia contengono quantità importanti di queste sostanze ad azione inibitoria.

Alcune sostanze presenti nel vino rosso hanno mostrato azione inibitoria dell’enzima in vitro; i risultati in vivo sono ancora confusi ma sembrano indicare che anche questa bevanda possa rallentare il metabolismo di alcuni farmaci.

L’inibizione di CYP3A4 rallenta la velocità con cui alcuni farmaci sono detossificati ed eliminati dall’organismo.

Questo può provocare un pericoloso accumulo del farmaco, con dosi successive che vanno a sommarsi sino a provocare una overdose.

L’iperico è una pianta officinale di uso comune, utilizzata per trattare la depressione.

L’iperico è sì un rimedio naturale e della tradizione ma come tante altre piante medicinali è una vera e propria riserva di xenobiotici che possono provocare interazioni importanti con i farmaci.

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