La Cultura della Dieta: Definizione, Impatto e Come Contrastarla

La diet culture, o cultura della dieta, è un fenomeno in forte crescita che merita attenzione e consapevolezza. Ma di cosa si tratta esattamente? E quali sono le sue implicazioni?

Cos'è la Diet Culture?

La diet culture è un insieme di credenze che valorizzano la magrezza e la tonicità dei corpi come espressione di salute, promuovendo la convinzione che il valore individuale sia direttamente collegato alla capacità di mantenere questo tipo di fisicità.

Una prima caratteristica distintiva di questa cultura è la netta contrapposizione tra alimenti, pratiche alimentari e stili di vita salutari e quelli che non lo sono. Un altro elemento centrale della cultura della dieta è l’ossessione per il calcolo calorico e la riduzione del corpo a una semplice equazione di input ed output energetico, in cui le necessità nutrizionali del singolo e le relative variazioni individuali non sono contemplate.

In questo contesto, la perdita di peso diventa un traguardo sempre meritevole, indipendentemente dal caso singolo. Pensiamo ai messaggi che, in molte campagne pubblicitarie, alludono alla necessità di conformarsi all’ideale estetico di magrezza: “mangiare senza sensi di colpa”, “perdere peso senza sforzo” oppure ad espressioni utilizzate nel linguaggio quotidiano che celano un giudizio morale associato al cibo, come “meritarsi un pasto”.

La diet culture diffonde una serie di convinzioni che valorizzano la presenza di un corpo magro e allenato senza pensare a quali ripercussioni possono avere sulla salute mentale, soprattutto sull’insorgenza di DCA. Tra i DCA fanno parte obesità, anoressia e bulimia. Essi sono caratterizzati dalla presenza di condotte alimentari disfunzionali che “conseguono a un’alterazione del consumo o dell’assorbimento di cibo e una compromissione della salute fisica e del funzionamento psicosociale” (1).

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L'Impatto della Diet Culture

L’attenzione al peso corporeo e all’aspetto fisico può ripercuotersi infatti sulla quantità e qualità del cibo consumato e diventare il principale metro di giudizio attraverso cui l’individuo valuta sé stesso. Il successo personale e l’accettazione sociale, in quest’ottica, sono visti come una conseguenza della conformità a precisi standard fisici.

La nostra società è fortemente condizionata dalla diet culture, un’espressione inglese che letteralmente si traduce come cultura della dieta che descrive “un sistema di convinzioni che valorizza i corpi magri o tonici rispetto ad altri tipi di corpo e che collega il peso e le dimensioni del corpo alla salute e allo status sociale” (4).

Definire alcuni cibi come “buoni” ed altri come “cattivi” vuol dire dare loro un valore morale che potrebbe aumentare sensi colpa dopo aver mangiato o, addirittura, solo dopo aver comprato alcuni alimenti che non sono definiti dal pensiero “comune” come dietetici, rischiando di alimentare comportamenti compulsivi e sintomi di ansia e stress. Ciò può causare una reazione a catena inducendo ad un abbassamento dell’autostima, sentimenti di disagio e sconforto con possibili conseguenze verso una diagnosi di DCA.

Nel dettaglio, il “controllo del desiderio costruito con la rinuncia ascetica a nutrirsi, il disinvestimento della carne e l’iperinvestimento della mente che caratterizzano l’anoressia restrittiva, è stato sostituito nella cultura del narcisismo dalla costruzione di un fisico forte e attraente, ammirato per le sue doti atletiche ed estetiche” (3). La maggior parte delle storie cliniche delle adolescenti anoressiche citate dall’autrice non ricercano un corpo svuotato di grassi e carne ma un corpo dalla muscolatura marmorea, in cui con grande dedizione viene coniugato duro allenamento e calcolo degli alimenti da ingerire. Ciò ha indotto a pensare che nella maggior parte dei casi la drammatica perdita di peso fosse la conseguenza di un “errore di calcolo” in cui non viene effettuata un’alimentazione giustamente bilanciata.

Un Fenomeno in Crescita Preoccupante

L’Istituto Superiore della Sanità ha espresso grande preoccupazione per il fenomeno osservando un’imponente crescita dei DCA negli ultimi vent’anni al punto di parlare di una vera emergenza di salute mentale a causa degli effetti devastanti che hanno soprattutto sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti (2).

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Infatti, disturbi del comportamento alimentare sono diventati il segno più diffuso della sofferenza psichica delle giovani donne dell’Occidente post-moderno e se non curati tempestivamente possono avere ripercussioni permanenti o nei casi più gravi essere anche letali, motivo per cui sono stati condotti numerosi studi per cercare di comprenderne le cause e i vari approcci terapeutici.

L'Impatto sui Giovani

Sempre più popolari nelle società Occidentali sono parole come sgarro, cibi fit, detox, le quali sono divenute una vera e propria tendenza sui social, motivo per cui numerosi utenti, soprattutto giovani ragazzi, sono esposti a contenuti mediatici sulla dieta da cui spesso vengono inevitabilmente condizionati.

L’adolescenza è un periodo di cambiamenti molto intesi in cui i giovani cercano di scoprire la propria identità e di forgiare il proprio comportamento. Una fase che vede predominante il condizionamento dei coetanei e anche, nella società odierna, degli influencer. Questi ultimi svolgono un vero e proprio lavoro sui social e vengono retribuiti in base al materiale che sponsorizzano al loro vasto pubblico.

Sempre più aziende, infatti, chiedono agli influencer di pubblicizzare i loro prodotti al fine di venderli e attualmente è presente un business altissimo di articoli dietetici come integratori alimentari o cibi fit che vengono proposti ogni giorno. Il problema, però, sorge nel momento in cui questi prodotti vengono associati al dimagrimento senza che venga effettuata una sana informazione su come mettere in atto un’alimentazione bilanciata, correndo il rischio di etichettare alcuni cibi come buoni o cattivi, quando in realtà basterebbe mangiarli nelle giuste quantità (5).

Iperstimolazione e Rischi

Sono molto frequenti anche i programmi personalizzati di personal trainer che diffondono informazioni sull’importanza di condurre attività fisica, ampiamente condivisa ormai sul piano sanitario, ma il problema nasce quando gli allenamenti divengono ossessivi e quando sorgono pensieri estremamente critici e rigidi sul proprio aspetto fisico. Si è purtroppo osservato che l’eccessiva quantità di contenuti mediatici a cui i giovani vengono esposti può produrre effetti indesiderati come la messa in atto di allenamenti eccessivi o diete troppo stringenti.

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Infatti, gli algoritmi dei social network tendono a mostrare sempre contenuti dello stesso tipo, motivo per cui basterà visionare pochi video o pochi post su allenamenti o contenuti dietetici e all’utente ne verranno proposti tantissimi. Questo segue una semplice logica di mercato in cui l’algoritmo tende a massimizzare l’attività di aziende o di influencer, senza però considerare gli effetti che l’iperstimolazione di contenuti mediatici di questo tipo potrebbe avere sugli adolescenti e, in alcuni casi, essere talmente forte da influenzarne l’identità individuale.

Come Difendersi dalla Diet Culture

La forte connessione tra diet culture e disturbi alimentari evidenzia la necessità di una presa di coscienza che riconosca i rischi legati a questa deriva culturale. Imparare a prendersi cura della propria salute raccogliendo informazioni fondate e accurate sulle abitudini alimentari è cruciale per contrastare i messaggi nocivi che si incontrano giornalmente.

Il primo passo è esserne consapevoli e riconoscere i giudizi interiorizzati e castranti relativi al corpo e alle imposizioni che lo caratterizzano. Infine, è essenziale veicolare informazioni puntuali e corrette circa alimentazione, attività fisica e salute, soprattutto se si è educatori, medici e genitori, affinché si sia in grado di discernere, fin dalla più tenera età, i comportamenti corretti da quelli che, invece, risultano deleteri per l’equilibrio nutrizionale, mentale e corporeo.

Comprendere che il corpo e lo stile di vita di ogni persona sono unici e imparare a celebrare queste differenze può contribuire a fornire un percorso efficace verso la salute e la felicità. Siamo unici, e ciascuno, con le proprie forme, taglie e dimensioni, è degno di rispetto, affetto e considerazione.

Segnali di Allarme

Quando preoccuparsi? Nel momento in cui l’alimentazione assume caratteristiche ritualistiche e ossessive, tali da impedire di consumare un pasto normale e quando i timori e le preoccupazioni per l’aspetto fisico diventano insostenibili tanto da limitare la vita sociale dell’individuo.

È importante prestare attenzione quando i pensieri sulla dieta o sull’allenamento divengono troppo intrusivi o estremamente rigidi, nel momento in cui le nostre azioni limitano fortemente la nostra vita, come per esempio evitare di partire per un weekend perché nell’hotel non ci sarà la palestra, non uscire mai a cena con gli amici per evitare dei cibi, pesarsi più volte al giorno e misurare sempre le circonferenze. Questi potrebbero essere i primi campanelli d’allarme che, se riconosciuti in tempo, permetterebbero di ridurre l’insorgenza di conseguenze (potenzialmente gravi) sulla salute mentale.

Tabella: Confronto tra Approccio Normativo e Inclusivo del Peso

Caratteristica Approccio Normativo del Peso Approccio Inclusivo del Peso
Focus principale Gestione del peso per una buona salute Benessere generale e salute a 360 gradi
Importanza del peso Il peso è un indicatore chiave della salute Il peso è solo uno dei tanti fattori che influenzano la salute
Obiettivi Perdita di peso o mantenimento di un peso "ideale" Promozione di comportamenti salutari indipendentemente dal peso
Rischi Può portare a stigmatizzazione del peso e disturbi alimentari Promuove l'accettazione del corpo e una relazione sana con il cibo

In conclusione, è fondamentale sviluppare una consapevolezza critica nei confronti dei messaggi della diet culture e promuovere un approccio più sano e inclusivo alla salute e al benessere.

Riferimenti

  • (1) American Psychiatric Association (APA). (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.
  • (2) In “Istituto superiore della sanità, anoressia e bulimia”
  • (3) E. Riva “Fragili amazzoni. I nuovi disturbi alimentari delle adolescenti”, FrancoAngeli, 2022
  • (4) In “Scopri come la cultura della dieta può mettere in pericolo la salute mentale degli adolescenti”
  • (5) In “Ministero della Salute. Nutrizione. Mangia sano”

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