Costantino della Gherardesca: Tra Glamour, Nevrosi e la Dieta dei Trenta Chili

Costantino della Gherardesca è una delle persone più intelligenti d’Italia, ma se ne sono accorti ancora in pochi; o di sicuro meno di quanti dovrebbero. Molti se lo ricordano a Pechino Express - altro livello rispetto alla media della tv generalista.

Lo Sfasamento Costantiniano

Sia in tv che in bene o male tutto ciò che Costantino emana in forma di contenuto - che siano programmi tv, interventi tv, libri - si verifica ai miei occhi un fenomeno curioso. Lo chiameremo sfasamento costantiniano.

La Religione del Lusso

Proprio come in televisione l’involucro luccicante - “Il medium è il messaggio” e bla, bla bla - fa pensare a Costantino come a un presentatore che gioca con destrezza su più registri ma tutto sommato resta un dispensatore di scemenze (e non lo è), anche nei libri che scrive - Punto, 2017, Rizzoli Lizard, e La religione del lusso, 2020, Rizzoli Lizard - la confezione del prodotto fa pensare a qualcosa sì di buona fattura, ma leggero, insomma, qualcosa da non prendere troppo sul serio. Invece.

Per Costantino della Gherardesca il glamour è un dogma esistenziale. Dopo una blasonata ma movimentata vita tra collegi internazionali, droghe piuttosto pesanti, fobie e depressioni varie, oggi, dopo quasi 20 anni di gavetta Costantino è uno dei volti più innovativi, ironici e ovviamente glamourous della tv.

Ha cominciato scrivendo articoli sulla musica d’avanguardia, che c’azzecca col talent vinto da suor Cristina? Sono appassionato di musica noise, di artisti come Iannis Xenakis che ha composto per lo Scià di Persia, ma oltre alla musica dance non disdegno neanche Ornella Vanoni e Patty Pravo. E a The Voice non giudico, ma conduco con la mia cifra stilistica.

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Modelli? Corrado, con la sua conduzione asciutta e signorile della Corrida. Un esempio straordinario rispetto a una tv che tende a essere sempre più sboccata e volgare.

Tra i contemporanei salva qualcuno? Sono sulla stessa lunghezza d’onda di Enrico Lucci, che in tv fa lo stronzo ma è una persona per bene. Mi piacciono e sono amico anche di Corrado Formigli e Victoria Cabello forse più ipocondriaca di me.

Ipocondria e Vita Personale

Come va la sua ipocondria? C’è sempre, a braccetto con ansia e depressione che combatto con farmaci e sedute dallo pischiatra. A Milano allora non se la passa bene allora. Dove vivrebbe? Clima a parte, se fossi molto ricco nella londinese Myfair. In Asia vivrei a Hong Kong o a Shanghai, perché amo i posti dove la gente non ha paura del progresso e della sperimentazione. Da noi invece è tutto molto fermo e autarchico, anche in tv, si tende a parlare troppo di Italia.

La sua passione per l’estero non le porta sempre bene però, gli ascolti de Le spose di Costantino sono stati bassini. Era troppo innovativo per questo momento storico. Ci siamo calati nella realtà del posto che ci ospitava e abbiamo provato a raccontarla, oppositori politici ugandesi compresi.

Tra le sue quattro mogli del programma, Valeria Marini, Elisabetta Canalis, Eleonora Giorgi se fosse etero chi sposerebbe? Paola Ferrari, molto glamourous.

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Come va con Salvatore il suo fidanzato napoletano? È finita, era troppo giovane. Però non è interessato a legami duraturi e tantomeno al matrimonio. Amo i miei spazi, ma a volte soffro la solitudine. La sera è triste non avere accanto qualcuno, non per il sesso, a cui non penso molto forse per i farmaci che mi deprimono la libido, ma per parlare. Proprio ora che ha un aspetto così glamour.

La Dieta Miracolosa

La nutrizionista di Dubai come le ha fatto perdere tutti quei chili? Mangio quasi esclusivamente tofu, avocado e fagiolini proteici giapponesi.

Meglio che non tenga il conto. Sono affetto da conclamato shopping compulsivo, compro di continuo, anche online.

«Mi sono dovuto mettere a dieta per via dell’apnea notturna - dice Costantino della Gherardesca - Questa cosa è molto diffusa, in particolare, tra gli uomini. Quando sono sceso al peso di 82/83 chili l’apnea è andata, via adesso è tornata, perché ho ripreso un po’ di peso. Non riesco a tenermi in forma come te.

Io ho avuto dei disturbi alimentari fin da bambino. Rubavo le merendine. Avevo questa fissa per il cibo come se fosse droga. Poi, continua a parlare della sua passione per il cibo, dei krapfen che divorava prima di andare a scuola.

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Libri e Visioni del Mondo

Sia Punto che La religione del lusso come oggetti libro hanno questa caratteristica: sono dei libri molto intelligenti, ma è l’ultima cosa che uno nota. Per prima cosa nota che sono fatti “bene” come oggetti: con un progetto grafico sensato, stampati su carta decente, così via.

Nel tuo libro hai anticipato il dibattito - per me noiosissimo - su cancel culture e politicamente corretto: chi sono le bigotte (o bigotti ovviamente, l’asterisco non mi avrà mai) “lanciatrici di monetine”? Serve a qualcosa l’indignazione sui social media, sincronizzata col news cycle degli Stati Uniti? Per me serve solo a chi la fa, ma chiedo lumi a te.

Sai, molte persone vogliono farsi belle per la sfera pubblica, fa parte della natura umana. Migliaia di anni avanti Cristo l’uomo ha incominciato a farsi delle collane con le conchiglie per farsi notare. Negli anni ’60/’70 uno poteva mettersi a dieta e comprare un abito di Halston o Walter Albini. Adesso dobbiamo fingere di essere fragili, empatici ed estremamente sensibili al problema etico del giorno. Il che, se ci penso, forse è più facile della dieta.

Possiamo permetterci il sovranismo? Se sì, ancora quanti anni? Come ne usciremo? No, non possiamo permettercelo, come dico senza mezze misure nel mio libro. È un lusso che va al di là delle nostre possibilità e che va contro i nostri reali bisogni. Ne usciremo come la Cambogia dopo anni di khmer rouge: isolati dal resto del mondo, con le galline in casa e le infrastrutture che non funzionano.

Ne La religione del lusso ti scagli contro il moralismo, stretto parente della retorica, del resto l’Italia è una Repubblica fondata sulla retorica, seppur con l’appoggio esterno del moralismo. C’è stato qualche momento degli ultimi mesi che ti ha fatto particolarmente cadere le braccia a riguardo? Il dibattito sull’appropriazione culturale dei tagli di capelli. Cioè, se io facessi una permanente che può ricordare una pettinatura aborigena sarei un ladro di culture altrui, sicario del patriarcato bianco nonché, ovviamente, un grosso problema sociale da affrontare.

Barù e la Passione per la Brace

Gherardo Barù Gaetani dell’Aquila d’Aragona, conosciuto su Instagram come Barulino, non è uno chef - lo precisa lui stesso - ma uomo di cucina. Una laurea in Storia, appassionato di enologia, si è fatto conoscere al grande pubblico partecipando, con lo zio Costantino della Gherardesca, alla prima edizione di Pechino Express.

Oggi è anche autore di un libro - “Braci, Barbecue per tutti”, edito da Mondadori, in cui racconta la propria passione per la brace, la cottura del carne, del pesce e delle verdure, le varie tecniche, gli utensili indispensabili, le ricette. “Ma non è un ricettario - precisa - ci sono anche quelle ma non sono la parte principale. Perché questo libro? “Le dico la verità: mi è stato chiesto e certo un po’ era anche voluto, ma nella mia testa c’era quello che poi ho scritto, ovvero la volontà di essere divulgativo.

“Utilizzare carta di giornale, le pigne di pino secche e poi posizionare la legna in verticale.

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