Il reflusso gastroesofageo è una condizione determinata dalla risalita del contenuto gastrico dallo stomaco che causa numerosi fastidi come dolore e bruciore di stomaco, rigurgito acido e dolore dietro lo sterno. Quando ha carattere cronico, il reflusso gastroesofageo è dovuto a un malfunzionamento del cardias, ossia la valvola che, posta tra esofago e stomaco, impedisce la risalita del cibo proprio da quest'ultimo.
Seguire un’alimentazione controllata se si è affetti da malattia del reflusso gastroesofageo, o GERD, è essenziale. Avere un’alimentazione specifica e concordata con il medico allevia, infatti, i sintomi ed evita complicazioni. Tutto ciò, senza dimenticare che il problema va affrontato alla base. Per questo al Rome American Hospital gruppo Nefrocenter i nostri specialisti sono esperti nella cura e nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo.
Alimentazione e Reflusso: Un Approccio Integrato
Quando si parla di patologie che interessano l’apparato digerente non possiamo non considerare la dieta come parte integrante del trattamento. Vi sono infatti alcuni alimenti che influenzano la patologia e talvolta aggravando i sintomi; pertanto, devono essere evitati nella dieta quotidiana. Perdere peso tuttavia non è sufficiente per determinare la scomparsa del reflusso e dei sintomi correlati.
Alimenti che Influenzano il Reflusso
Le indicazioni dietetiche per il trattamento del reflusso gastroesofageo prevedono la riduzione e l’evitamento di alcuni cibi che hanno un’azione negativa sullo stomaco. Questi alimenti richiedono lunghi tempi di digestione e rallentano lo svuotamento gastrico.
Alimenti da Evitare
- Cibi molto caldi o molto freddi: la temperatura troppo calda o fredda favorisce i rigurgiti.
- Bevande alcoliche: vino, birra e liquori andrebbero sempre limitati a causa dei loro effetti negativi sulla salute.
- Caffè (anche decaffeinato): causa un’aumentata secrezione di succhi gastrici e rilassa la muscolatura dello stomaco, facilitando la risalita acida nell’esofago.
- Menta: come il caffè, esercita un effetto rilassante sulla muscolatura dello stomaco, peggiorando il reflusso.
- Cioccolato: è da eliminare perché contiene metilxantine, che possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
Il latte è un alimento che comunemente viene ritenuto pericoloso per il reflusso gastrico.
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Tra i nemici giurati di chi soffre di reflusso gastroesofageo rientrano gli intingoli e soprattutto gli alimenti ricchi di grassi (es: fritti, carni rosse grasse, formaggi grassi, troppo olio ecc.); questi, infatti, permangono nello stomaco a lungo (perché richiedono molto tempo per la digestione), inducono un'ingente produzione di succhi gastrici (sempre per motivi legati alla digestione) e, infine, riducono il tono muscolare del cardias.
La dieta per il reflusso gastroesofageo deve assolutamente limitare o vietare totalmente il consumo di cibi grassi, acidi, speziati e piccanti. Ogni cibo vietato ha una motivazione importante. I cibi grassi, ad esempio, rallentano lo svuotamento dello stomaco, aumentando la pressione sullo sfintere esofageo inferiore e favorendo il reflusso. Quelli acidi, invece, irritano la mucosa esofagea, peggiorando i sintomi del reflusso. I cibi speziati e piccanti, inoltre, aumentano anche la produzione di succhi gastrici, cosa che fa il caffè che contestualmente irrita la mucosa. Quando invece vengono vietate bevande gassate è perché aumentano la pressione nello stomaco. L’alcol, dal canto suo, irrita la mucosa esofagea e può rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
rosso: cibi molto grassi, ad esempio i fritti, che appesantiscono e sono difficili da digerire, e quelli acidi, quindi ad esempio agrumi, aceto e caffè, che avendo un’azione legata al rilassamento della muscolatura dello sfintere esofageo favoriscono il reflusso verso l’alto del materiale gastrico.
Alimenti Consentiti
Gli alimenti consentiti sono diversi. Ciò non costringe a delle vere e proprie limitazioni alimentari. Diventano però importanti metodi di cottura e quantità.
I cereali integrali a basso contenuto di grassi. L'ingente quantità di fibre dei cereali integrali assorbe i succhi gastrici dello stomaco, rendendo meno probabile il fenomeno del reflusso gastroesofageo.
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La dieta per la gastrite si basa, in larga parte, sulle stesse semplici regole della dieta per il reflusso gastroesofageo, presenti in quest'articolo.
Comportamenti Corretti da Associare alla Dieta
Esistono dei comportamenti da seguire da associare alla dieta.
- Ad esempio, mangiare pasti piccoli e frequenti è una buona abitudine. Aiuta a ridurre la pressione sullo stomaco e a facilitare la digestione.
- Masticare bene il cibo, invece, aiuta a facilitare la digestione e a ridurre la quantità di aria nello stomaco. Questo permette agli alimenti di essere digeriti adeguatamente nello stomaco. Al contrario, se si mangia troppo veloce, senza masticare adeguatamente, si ingeriscono interi bocconi di cibo che causano una pienezza gastrica precoce con rallentamento della digestione.
- Il pasto, poi, non deve essere consumato immediatamente prima dello sforzo fisico.
- Non coricarsi subito dopo aver mangiato e attendere almeno 2-3 ore prima di andare a dormire è un’ottima regola.
- Dormire con la testa sollevata riduce il reflusso notturno.
- Perdere peso se si è in sovrappeso o obesi può aiutare a ridurre i sintomi del reflusso. L'eccessiva presenza di grasso a livello addominale comporta una pressione intraddominale più elevata del normale.
- Prima fra tutti: il tempo da dedicare al pasto. La digestione inizia dalla bocca quindi è molto importante mangiare lentamente.
- Ultima, ma non per importanza: l’astensione dal fumo di sigaretta! Uscendo dall'ambito dietetico-alimentare, un altro importante fattore capace di scatenare il fenomeno del reflusso gastroesofageo è il fumo di sigaretta.
Le grandi abbuffate per frenare i morsi della fame, dovuti a un digiuno prolungato, rappresentano, per le persone con reflusso gastroesofageo, una delle principali ragioni di comparsa della sintomatologia. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, un errore molto comune che può scatenare la sintomatologia è andare a letto poco tempo dopo il pasto, quindi con la cosiddetta “pancia piena”.
Reflusso Gastroesofageo, Reflusso Biliare ed Esofagite da Reflusso
Cosa mangiare con il reflusso gastrico, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso? Sia la scelta di quali cibi evitare e cosa mangiare con il reflusso, sia il seguire uno stile di vita sano e mangiare pasti piccoli e frequenti, sono attenzioni fondamentali per il trattamento di questi disturbi. La scelta di cosa mangiare per calmare il reflusso gastroesofageo, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso è importante perché può aiutare a contrastarne i sintomi. Inoltre, un’alimentazione irregolare e la mancanza di uno stile di vita sano possono essere alla base di queste problematiche.
- Il reflusso gastroesofageo è un fenomeno caratterizzato dalla risalita dei succhi gastrici (acidi), prodotti dallo stomaco, verso l’esofago e che, nei casi più gravi, arrivano fino in gola.
- Il reflusso biliare, invece, è caratterizzato dalla risalita della bile verso lo stomaco e nei casi più gravi verso l’esofago. La bile è la sostanza prodotta dal fegato che si concentra nella cistifellea, prima di essere rilasciata nella prima parte dell’intestino (duodeno) per digerire i grassi, subito dopo lo stomaco.
- L’esofagite da reflusso è un’infiammazione, momentanea o persistente nel tempo, dell’esofago, il condotto che porta il cibo dalla bocca allo stomaco. Il contatto dei succhi acidi con la mucosa dell’esofago causa bruciore retrosternale (a livello del petto), sensazione di acidità, dolore. Spesso si può manifestare anche con raucedine e tosse, soprattutto notturna. Sintomi questi che se non accompagnati da altri più caratteristici, possono essere confusi con una tosse stizzosa dovuta ad altre cause. Altri sintomi sono il singhiozzo, la nausea, difficoltà a deglutire e digerire, nodo alla gola. I sintomi solitamente si accentuano al momento di coricarsi. La posizione distesa/coricata favorisce, infatti, la risalita dei succhi gastrici.
Il cosiddetto reflusso gastroesofageo si verifica quando i succhi gastrici che si trovano nello stomaco vengono in contatto con l’esofago, provocando bruciore nella zona dello sterno. Per distinguere il reflusso gastro-esofageo da un qualunque mal di stomaco o da altri problemi intestinali e di digestione è importante capire quali sono i sintomi correlati al male e al bruciore di stomaco che descrivono i pazienti. Lo stomaco, infatti, si trova nella parte alta dell’addome, ma in questa zona c’è anche il colon trasverso. Se si sospetta un reflusso gastroesofageo, il medico prescrive solitamente una terapia con inibitori di pompa protonica per ridurre i sintomi, ma nei pazienti in cui questa terapia non funziona, o se lamentano gli stessi sintomi alla sospensione della terapia, servono indagini più approfondite. Tra queste l’esofago-gastro-duodenoscopia permette di vedere all’interno il primo tratto del tubo digerente e di valutare la presenza di complicanze del reflusso come l’infiammazione dell’esofago (esofagite); o la pH-impedenzometria esofagea, tecnica in grado di valutare la presenza di reflusso, la durata, la correlazione con i sintomi riferiti dal paziente e il tipo di reflusso gastroesofageo.
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Fattori di Rischio
Tra i fattori che possono pregiudicare il funzionamento del cardias, rientrano condizioni come l'obesità, il fumo di sigaretta, l'ernia iatale, l'asma, l'assunzione costante di certi medicinali, la gravidanza, lo stress e un'alimentazione poco salutare.
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